SMENTITA AD ATTIVISSIMO SULL'AEREO DEL PENTAGONO - PAGINA 3
(Vedi anche il dialogo con Attivissimo, la smentita alle sue obiezioni sul crollo del WTC-7 e sul crollo delle Torri Gemelle, e le risposte alle sue 12 domande)
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Scrive Attivissimo nel suo sito, riguardo gli scarsi danni provocati dal 757: «In realtà
non è vero che "solo il primo anello è stato toccato dall'aereo". La
stessa foto usata da Asile.org (riportata qui sotto integralmente, con la sola
aggiunta da parte mia del cerchio arancione) mostra che i danni si estendono
fino al terzo anello. Certo il fuoco si è propagato dopo l'esplosione, come
sostiene Asile.org, ma che dire di quella macchia nera isolata, lungo la
fiancata interna del terzo anello, circondata da zone non bruciate? Non
vi pare che sia invece la logica conseguenza di un oggetto che penetra
nell'edificio?» Attivissimo si riferisce a questa foto:
Secondo Attivissimo, quella macchia
nera è un buco nel muro.
Per capire che MADORNALE errore sia questo (che denota anche una
grave ignoranza in materia), le immagini sono come al solito più eloquenti delle
parole (nella foto qui sotto, la macchia a cui si riferisce Attivissimo è quella
dentro il cerchio rosso numero 3).
I cerchi rossi non li ho messi io, ma
www.newsky.it:
Ed ecco i VERI danni che ha ricevuto il Pentagono:
Ma veniamo ora all'affermazione
più gravemente illogica, scorretta ed infondata
dell'indagine di Attivissimo.
Cito testualmente: «Non
c'è da aspettarsi un'abbondanza di grandi rottami all'esterno del Pentagono.
L'aereo ha fatto quello che le leggi della fisica gli imponevano di fare: è
penetrato in gran parte nell'edificio, esattamente come tutti purtroppo
abbiamo visto accadere al World Trade Center. Le sue parti sporgenti più
fragili (parte superiore della fusoliera, ali e deriva) si sono accartocciate e
frammentate impattando contro l'esterno dell'edificio, che è costruito in
cemento armato e kevlar e quindi assai più robusto del World Trade Center.»
Tutta questa spiegazione è, in realtà, errata e campata per aria, senza la
minima prova a favore e con molte prove contrarie, ed Attivissimo l'ha dovuta
confezionare appositamente per confermare la sua teoria.
Secondo lui la fusoliera del Boeing 757
(che, essendo fatta di lamiera, è la parte più fragile di un aereo) è penetrata interamente
(non sporge per nulla fuori dal muro) nell'edificio, mentre ali, coda e motori
(di 5 tonnellate) si sono totalmente sbriciolati all'impatto con la
parete (di mattoni e cemento, con una rete di kevlar in mezzo), riducendosi in
pezzi così piccoli da non lasciare tracce evidenti.
Questa, come risulta evidente semplicemente osservando le foto e tenendo conto
delle proprietà dei materiali in gioco, è semplicemente pura fantasia.
Vediamo con precisione perchè.
Le foto mostrano che sulla parete del Pentagono (prima che collassasse, 20 minuti dopo) subito dopo l'impatto c'era UN SOLO FORO di 5-6 metri al massimo di diametro, in cui un Boeing non sarebbe MAI potuto entrare, nemmeno perdendo ali, motori e coda nello schianto e facendo sul Pentagono una sagoma precisa e netta come in un cartone animato, anzichè un foro frastagliato e irregolare (come è logico che accada):
Mettete ora a confronto la grandezza del buco nella parete con quella di un vero Boeing 757 dell'American Airlines:
(E considerate che in questa foto i due uomini a destra appaiono anche più grandi di quanto non siano in realtà, perchè sono più vicini alla macchina fotografica di quanto lo sia l'aereo, e quindi la prospettiva li ingrandisce.)
Le foto mostrano che il foro sulla facciata è troppo piccolo perchè la fusoliera di un 757 possa esserci entrata, senza contare che NON viviamo in un cartone animato, e che nel nostro mondo i buchi negli impatti sono sempre sensibilmente più grandi dell'oggetto che li ha provocati. E più è elevata la velocità dell'oggetto e quindi la violenza dell'impatto, più è ampio il buco. Quel foro, a giudicare dalla grandezza, potrebbe essere stato causato da un motore di un Boeing 757, ma di sicuro non dall'intero tronco.
A proposito di motori... ma un
Boeing 757 non ha due motori?
Questo Boeing 757 in particolare, non aveva due motori Rolls Royce da cinque
tonnellate l'uno, costruiti in modo da poter lavorare tranquillamente a
temperature superiori ai 2500° C senza nemmeno ammorbidirsi (figuriamoci
fondersi o sbriciolarsi)?
Ma allora dove sono i due fori d'entrata che questi due compatti proiettili
d'acciaio avrebbero dovuto NECESSARIAMENTE causare
nella parete del Pentagono, schiantandosi su di essa a 800 km orari?
Perchè c'è UN SOLO foro d'entrata nel Pentagono?
Possibile che motori da 5 tonnellate a quella velocità non abbiano causato danni
su un muro di cemento e mattoni?!
Affermare che la fusoliera (composta da semplice lamiera) sia stata in grado di
perforare con precisione chirurgica la parete del Pentagono, e che invece i
motori (composti da acciaio) massicci e compatti (3 metri di lunghezza per 2,5
di altezza e 5 tonnellate di peso ognuno) non siano riusciti a bucare quella
stessa parete e si siano addirittura sbriciolati e fusi all'impatto senza
lasciare traccia (questa è la versione ufficiale), è ridicolo e completamente
illogico, quanto affermare che un proiettile sparato contro un CD-ROM non
riesca a perforarlo e ne risulti anzi completamente distrutto lasciando il CD
intatto.
Per chiarire
ulteriormente fino a che punto è sbagliata la spiegazione di
Attivissimo, è bene precisare che i motori sono forse l'unica
parte degli aerei che IN OGNI SCHIANTO resta pressochè intatta.
Ogni volta. Senza eccezioni.
Vi invito a verificarlo voi stessi andando a visitare i siti
www.airdisaster.com e
www.planecrashinfo.com, due enormi archivi
di ogni tipo di incidenti aerei. Ci sono centinaia di foto di schianti aerei su
ogni superficie: case, palazzi, montagne, laghi, fiumi, mare e terreni di ogni genere. E non
è mai accaduto, MAI, nemmeno una volta in tutta la storia dell'aviazione,
che in uno schianto i motori di un aereo si fondessero o sbriciolassero senza
lasciare traccia. Mai una volta.
E' logico che non accada perchè, essendo costruiti appositamente per lavorare in
condizioni di calore estremo, sono praticamente indistruttibili. Al massimo si
può rompere la copertura esterna dei motori, ma il nucleo, il motore vero e
proprio, resta sempre illeso.
E Attivissimo e la versione ufficiale, invece, vorrebbero che credessimo che, oltre alle ali e alla
coda (che pure rimangono sempre riconoscibili in ogni schianto aereo,
spezzandosi in pochi grandi pezzi anzichè polverizzarsi), anche i due motori dell'aereo si siano polverizzati e sciolti come neve
al sole senza lasciare traccia e senza nemmeno causare fori o aperture sulla
parete di cemento armato del Pentagono.
Inoltre, affermano che quest'eventualità impossibile l'11 settembre 2001 sia
accaduta ben due volte (Pentagono e UA-93).
Questo, e spero che saremo tutti d'accordo, è assurdo.
Il cemento NON polverizza l'acciaio. L'acciaio è estremamente più
resistente agli impatti di quanto lo sia un muro di cemento e mattoni con una
rete di kevlar in mezzo. Se sottoposto ad urti, l'acciaio si piega,
non si sbriciola come il cemento. E' un fatto.
Un motore di acciaio costruito per lavorare a 2500° C, NON si polverizza
schiantandosi contro un muro di cemento e mattoni con in mezzo una rete di
kevlar, e NON si fonde con del semplice kerosene (che al massimo
raggiunge gli 800° C). E' un fatto.
E se anche davvero (cosa impossibile, ma ammettiamola in astratto) motori, ali e
coda del 757 si fossero sbriciolati e fusi all'impatto senza riuscire a
perforare la parete del Pentagono, allora sul prato davanti all'edificio ci
sarebbero dovute essere circa 15-20 tonnellate (fra motori, ali e coda)
di acciaio fuso o sbriciolato, che invece NON CI SONO, basta guardare
le foto. E'
un fatto.
("Fusi" non significa "svaniti nel nulla". Quindi, dove sono finiti ali, coda e
motori? Non sono né dentro l'edificio, né fuori di esso.)
Negare questi semplici dati di fatto o ignorarli di proposito come fa Attivissimo, porta inevitabilmente a delle conclusioni del tutto errate, come è infatti accaduto nel suo caso. (Potete trovare altri approfondimenti sui danni al Pentagono e sul perchè, secondo un ingegnere dubbioso, sono incompatibili con lo schianto di un 757, qui.)
Ecco un'immagine eloquente, tanto per avere un'idea più precisa di cosa stiamo parlando (cliccando sulle fonti riportate le potrete aprire e consultare):
(Precisazione: le zone annerite
accanto al buco del Pentagono non sono altri fori, ma sono semplici pezzi
di muro bruciato dall'incendio. Basta osservare attentamente per accorgersene.)
A quanto pare, il dubbio che il
velivolo che ha colpito il Pentagono non fosse in realtà un Boeing 757
dotato di due motori Rolls Royce da 5 tonnellate l'uno, è più che fondato.
Attivissimo spiega poi che fine hanno fatto le ali del Boeing, secondo lui: «Le ali si sono probabilmente disintegrate all'impatto (tenete presente che erano piene di carburante e che la struttura del Pentagono è assai più resistente di quella del WTC, che ha invece sostanzialmente "inghiottito" le ali).»
Verrebbe da chiedersi da dove gli
venga tutta questa sicurezza, visto che sta affermando palesi assurdità in netto
contrasto con le proprietà dei materiali in esame e con le foto dell'accaduto,
ma sarebbe inutile. Cerchiamo invece di capire che cosa sta cercando di farci
credere Attivissimo, e che cos'ha che non va.
Dunque, la sua spiegazione all'assenza di danni causati dalle ali (e
all'assenza dei resti delle ali stesse), è che al contatto con
le pareti del Pentagono (ricordiamo: 15 cm di mattoni, una rete di
kevlar e 45 cm di cemento armato) non solo le ali del Boeing,
contenenti 25-30 tonnellate di kerosene, si sono polverizzate
all'impatto, ma le pareti non hanno risentito
minimamente né dell'impatto con le ali, né dell'esplosione di 25-30 tonnellate
di carburante!
Guardatele (qui in alta
risoluzione):

Certo che le fanno coi controfiocchi
le pareti, in America. Sono solo un po' annerite, ma basta una passata di
straccio e tornano come nuove. Neanche un graffio. Non sembra nemmeno che delle
ali d'aereo le abbiano colpite a 800 Km/h.
Ora leggete qui perché la spiegazione di Attivissimo è assurda:
Insomma, affermare che delle ali capaci di tranciare di netto una griglia
di pilastri d'acciaio temprato si disintegrino all'impatto con un muro di
cemento e mattoni, senza nemmeno danneggiarlo minimamente e scomparendo poi
senza lasciare traccia, è privo di qualsiasi logica o fondamento. Non c'è
nient'altro da dire.
Forse Attivissimo ignora che le Torri Gemelle erano
costruzioni in cemento armato e in acciaio temprato, con una struttura esterna che non
era altro che una fitta griglia di pilastri d'acciaio spessi 42 x 91 cm l'uno (approfondimento sulla loro struttura), progettata per resistere a
tifoni e terremoti, oltre che ad attentati con velivoli-bomba sulla falsariga di
quelli dell'11 settembre.
(Sì, perché in realtà
si aspettavano attentati simili già da
decenni, contrariamente a quanto dichiarato sulle prime. Fortuna che il bugiardo
perfetto non esiste, perchè è impossibile tenere a mente tutte le bugie che si
dicono, e prima o poi si finisce per tradirsi.)
Lo stesso manager del progetto di costruzione, Frank de Martini, in
un'intervista precedente all'11 settembre 2001 ha descritto la struttura
interna delle Torri Gemelle e ha spiegato come fossero state
costruite per reggere MULTIPLI impatti di aerei commerciali delle dimensioni
di un Boeing 767. (Scarica
l'intervista, sono solo 742 Kb). La struttura delle Torri, quindi, era
ben più resistente di quella del Pentagono, com'è ovvio sia dalle tecniche
di costruzione sia dai materiali usati.
Che dunque semplici muri di mattoni e cemento armato distruggano quasi
completamente un Boeing 757, quando invece una struttura di acciaio
temprato ne viene perforata e danneggiata a tal punto da crollare meno
di due ore dopo (la Torre Sud è crollata dopo 47 minuti, la Nord
dopo 105), mi sembra impossibile. Secondo la versione ufficiale, la fisica è flessibile:
gli aerei sono prima fragili come cristallo (al Pentagono), poi incredibilmente
resistenti e dannosi (alle Torri Gemelle), a seconda di cosa conviene in quel
momento.
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