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Archivio Comunale

 

 

L’Anagrafe Comunale normalmente  è costituita da un Ufficio anagrafe, che conserva i documenti più recenti e sbriga le pratiche attuali e da un Archivio storico dove, invece, viene depositato il materiale non più d’uso corrente.

Se lo stato di conservazione degli archivi comunali e perfetto, sarà possibile vagliare tutte le fonti archivistiche: Cartellini individuali; Schede individuali; Fogli dei censimenti del 1921, 1931, 1936; Registro Emigrazione; Registro Immigrazione; A.I.R.E.

Nella catalogazione di una quantità vasta ed eterogenea di materiale si  può ricorrere ad una “normalizzazione” dei dati.

I documenti, infatti, nati per esigenze burocratiche venivano redatti  seguendo procedure particolari, inoltre il cartaceo può presentarsi di difficile comprensione poiché compilato manualmente.

Se l’uso della moderna tecnologia ha corretto questa ambiguità, non è certamente esente da alcuni errori nella trascrizione dei dati personali o dei toponimi. Un’altra osservazione di carattere generale balza agli occhi consultando lo Schedario Individuale, la fonte più antica e completa.

Si può notare  infatti che diverse persone residenti  sono nate all’estero. Esaminando i Fogli dei censimenti, dove l’ascendenza si visualizza in maniera più nitida, spiccano casi in cui i genitori o perfino i nonni di un emigrante, indipendentemente dalla loro storia personale, erano nati all’estero: ciò rimanderebbe ovviamente ad un’emigrazione di epoche precedenti. Nella storia dell’economia italiana l’emigrazione temporanea e soprattutto stagionale si riconferma quindi per questa via come una risorsa essenziale,  basti ricordare in proposito la tradizionale figura del "Giornaliere".

Nel valutare l’importanza dell’emigrazione in termini di rimesse degli emigranti o di spostamenti definitivi, non bisogna dimenticare il ruolo della emigrazione interna. Anche se in questa sede non verrà analizzata, la migrazione verso le maggiori città italiane fu causa o concausa determinante dello spopolamento.

Nello studio del Registro Emigrazione, che  segnala qualsiasi cambio di residenza, si individua infatti un forte flusso migratorio interno, flusso almeno pari a quello estero in generale.

La ricerca d’archivio è iniziata con l’analisi delle fonti storiche: le Schede individuali e il VI,VII, VIII Censimento (1921, 1931, 1936). Dalla metà degli anni ’30 fino agli anni ’80 l’analisi dei Registri Emigrazione e Immigrazione, integrati e confrontati con i cartellini individuali, è stato un efficace strumento per individuare i flussi migratori in entrata e in uscita.

La differenza tra Schede individuali e Cartellini individuali è una distinzione temporale:  le prime sono conservate in Archivio storico, i secondi sono tutt’ora in uso e segnalano migrazioni più recenti.

Le prime partenze registrate ufficialmente sono quelle del Censimento del ‘21, anche se nel censimento successivo si ritrova una persona segnalata come “all’estero già prima della grande guerra”; il Censimento del 1931 riporta il maggior numero di “assenti”, suddivisi in “stabilmente all’estero” e in “temporanei”. Il flusso migratorio in occasione del VIII Censimento (1936), seppur minore, è altrettanto importante nella misura in cui conferma l’assenza di persone già emigrate e ufficializza le pratiche del Registro Emigrazione; nel corso del 1936 e dell’anno successivo il censimento venne integrato riportando i “non censiti” nel Registro, sia che questi fossero ufficialmente assenti, sia che  non fosse stato possibile reperirli. In questo periodo si annotarono anche i primi rientri sul Registro Immigrazione, probabilmente emigranti all’estero all’atto della verifica censuaria, ma solo nel 1939 con l’imminenza della guerra e qualche “successo” della legge Ciano  i rimpatri furono cospicui.

Le cancellazioni in entrata e in uscita - da e per l’estero- e le discendenze degli emigrati e delle sue frazioni ,ed è interessante confrontare questa cifra con i dati relativi alla popolazione residente nel territorio comunale nel 2001: 638 persone.

Inoltre, grazie alla ricerca personalizzata attuabile su “database”, possiamo analizzare approfonditamente le caratteristiche principali del  flusso migratorio nel periodo esaminato. La nostra tabella è presentata secondo ordine alfabetico, rispettando i nuclei familiari e per stato estero di destinazione. Di ogni individuo viene segnalato il cognome e nome (laddove è presente la moglie viene registrata con entrambi i cognomi), data di nascita, luogo di nascita, provenienza (domicilio, frazione comunale, al momento della partenza, cioè della variazione anagrafica), posizione dell’emigrante rispetto all’eventuale famiglia, anno di cancellazione, destinazione (per Stato o città), attività e fonte. I dati A.I.R.E. (Anagrafe Italiani Residenti all’Estero) e le informazioni ricavate dalle interviste hanno permesso di completare la seconda parte della tabella, che contiene l’indirizzo attuale (comune di residenza e stato estero). Un ultimo campo è stato riservato al numero di telefono o indirizzo di posta elettronica e alle note: cancellazioni, matrimoni all’estero, rientri ed eventuali informazioni aggiuntive.

Da questo schedario risalta la predominanza tra i migranti dei muratori e dei boscaioli, mestieri tradizionali fino alla prima metà degli anni trenta. Il periodo tra le due guerre, oltre al notevole flusso in Francia, si caratterizzò anche per l’emigrazione nell’Africa Orientale Italiana, testimoniata dalle circa venti persone assenti al Censimento del 1936 (3).

Dall’elenco delle destinazioni del periodo preso in esame emerge il numero relativamente basso delle migrazioni atlantiche, complessivamente 42 persone nelle Americhe, di cui 15 in Canada. L’Australia fu tuttavia la meta maggiore dei flussi transoceanici contando 40 persone. Non considerando le diverse tipologie migratorie, i differenti periodi storici e i rientri, le destinazioni principali furono però la Francia con oltre 440 persone e la Svizzera con 95 circa.

Le interviste, condotte in loco da Wally Agostinis, Dario Di Piazza e da Javier Grossutti,  non sono solo un’importante testimonianza di storie di vita, ma anche un mezzo fondamentale sia per verificare la corrispondenza tra dati scritti e il reale, sia per integrare i dati ufficiali della A.I.R.E., anagrafe che raccoglie solo le persone ancora in possesso della cittadinanza italiana. Le comunità dei comeglianots all’estero non si riducono di fatto alle sole 128 persone iscritte all’A.I.R.E.

Va ricordato inoltre che quest’ultimo dato, integrato eventualmente dalle interviste, è stato il punto di partenza per contattare gli emigrati. In base agli indirizzi rilevati è stato mandato un modulo integrativo perchè la persona all’estero potesse fornirci ulteriori dati quali, ad es., l’indirizzo e-mail o potesse segnalare nuovi nominativi, figli o altri comeglianotti. Quest’ulteriore ricerca, però, ha messo in luce la difficoltà di aggiornamento dei dati A.I.R.E., infatti diverse lettere sono state rispedite al mittente per mancato recapito.

 

NOTE

 

(1) Cfr. G. Ferigo - A. Fornasin (a cura di), Cramars. Atti del convegno internazionale di studi “Cramars Emigrazione, mobilità, mestieri ambulanti dalla Carnia in età moderna” - Tolmezzo 8-10 Novembre 1996, Udine, 1997; G. COSATTINI, L’emigrazione temporanea dal Friuli, Roma, 1903 (ristampa anastatica a cura di F. MICELLI, Trieste-Udine, Direzione Regionale del lavoro, Assistenza sociale, Emigrazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, 1983). Per una bibliografia sull’emigrazione temporanea e stagionale dal Friuli e dalla Carnia   cfr. J. GROSSUTTI, L’emigrazione dal Friuli. Saggio bibliografico, in a. d’agostin - J. grossutti (a cura di), Ti ho spedito lire 100. Le stagioni di Luigi Piccoli, emigrante friulano. Lettere famigliari 1905-1915, Pordenone, Biblioteca dell’Immagine, 1997, pp. 269-326.

 

(2) In linea con la politica fascista che limitava le uscite e favoriva i rimpatri, la legge Ciano del 1939 stabilì notevoli agevolazioni e un premio monetario, chiamato il premio del Duce, per chi rientrasse dall’estero da solo o con la famiglia. Cfr. MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI – COMMISSIONE PERMANENTE PER IL RIMPATRIO DEGLI EMIGRATI ALL’ESTERO, Il rimpatrio degli italiani all’estero nell’anno XVII – E. F., Roma, MAE, 1940. Vedi anche LEX 1939, disegno di legge del 5 gennaio n. 306, pagg. 539-541 e sua ratifica del 15 maggio n. 906, pagg. 1146-1147. I firmatari della proposta furono Ciano, Di Revel, Guaneri, Latini e Rossoni.

 

(3) Sull’emigrazione da Comeglians e dal Canal di Gorto in generale cfr. J. GROSSUTTI, L’emigrazione in Canal di Gorto nel secondo dopoguerra, in M. Michelutti (a cura di), In Guart. Anime e contrade della Pieve di Gorto, Società Filologica Friulana, Udine, 1994, pp.253-257.

 


 

 


Ultima Modifica: Sabato 21 maggio 2005