Casella di testo: Da visitare in Bagnara

Torre Ruggiero o Capo Rocchi:

Sorge nella Contrada Cacilì e precisamente sullo sperone di Capo Rocchi. È una torre a base tronconica, toro in masello, corpo cilindrico con un diametro di circa 7m. L’anno di costruzione può essere ricavato solo in maniera approssimativa deducendolo dalle caratteristiche architettoniche e non dai documenti, dato che il primo di essi è riconducibile al 1576 quando vi era terriero Lelio Leonardo. Nel censimento delle torri riportato in Vittorio Faglia: “Tipologia delle torri costiere di avvistamento e segnalazione  in   Calabria  Citra  e  Calabria  Ultra”,

il riconoscimento del secolo di costruzione viene ricavato sulla scorta delle caratteristiche architettoniche.Verranno, pertanto, attribuite al XIII sec. le torri cilindriche al XIV sec.

le torri a pianta circolare con base tronconica con o senza cordolo, corpo cilindrico, molto slanciate nella base e nel tronco, al XV sec. le torri a pianta circolare, base tronconica, cordolo cilindrico, tozze nella base e nel tronco. Posto ciò, la Torre di Capo Rocchi è attribuibile al XIV o al massimo al XV sec., ma tenuto conto della sua geometria slanciata si è propenzi ad attribuirla al periodo compreso tra il 1268-1442.Verranno, pertanto, attribuite al XIII sec. le torri cilindriche al XIV sec. le torri a pianta circolare con base tronconica con o senza cordolo, corpo cilindrico, molto slanciate nella base e nel tronco, al XV sec. le torri a pianta circolare, base tronconica, cordolo cilindrico, tozze nella base e nel tronco. Posto ciò, la Torre di Capo Rocchi è attribuibile al XIV o al massimo al XV sec., ma tenuto conto della sua geometria slanciata si è propenzi ad attribuirla al periodo compreso tra il 1268-1442.

Castello Emmarita:

Il “Castello” fu probabilmente costruito nello stesso periodo in cui fu costruita l’Abbazia di Santa Maria e dei XII Apostoli, iniziata nel 1085. Esso era attiguo all’Abbazia stessa, ed entrambi erano situati sulla rupe di Marturano. Non ci è dato sapere se la sua costruzione fu iniziata prima, durante o dopo l’inizio dell’Abbazia. Secondo il Cardone esso fu edificato da Ermete (Ermeo) primo priore di Bagnara. Infatti, oltre alla carica di   priore , esso  rivestiva anche quella di Capitano e Castellano con giurisdizione civile e penale.

Per l’esecuzione di tale giurisdizione erano ovviamente necessari degli uomini con mansioni diverse. In particolare ciò presupponeva la presenza di un presidio militare più o meno numeroso, necessario soprattutto per la difesa del luogo. Tali uomini certamente trovavano ospitalità all’interno del castello. Con molta probabilità nel nostro castello fu ospitato Ruggero II e il suo seguito quando venne a Bagnara per assistere alla dedicazione dell’Abbazia di Santa Maria dei XII Apostoli avvenuta il 13 ottobre 1117. Il Castello aveva forma quadrata, e conteneva due lussuosi appartamenti. La parte che volgeva verso il mare (a levante) era situata sopra le carceri. Era cinto da due ordini di balestriere fra le quali erano sistemati dei cannoni; pare che fossero 12 e chiamati i “Dodici Apostoli”. L’ingresso era munito di un ponte levatoio e alla sua sinistra ed in alto erano sistemati due orologi, uno solare e l’altro sonante, mentre sulla vetta vi era una piramide, detta “Castellana”, era sistemata una campana che due ore dopo il tramonto serviva da segnale affinché ognuno si ritirasse alla propria abitazione. Il castello comunicava con due avanposti i cui ruderi sono ancora visibili. Il primo, quello che guarda a sud-ovest (verso l’attuale centro), era chiamato “Bastione”, mentre l’altro che guarda a nord-est (verso Marinella) era chiamato “Costanzella”. Il Castello fu certamente modificato e rinnovato dai Ruffo allorché divennero Duchi di Bagnara, da cui il nome di Palazzo Ducale. Fu raso al suolo dal terremoto del 1783 e fu poi ricostruito, forse sui ruderi del precedente, e mantiene tutt’oggi, almeno esternamente, l’aspetto che gli fu dato con questa ricostruzione. Resistette al terremoto del 1908 ed era divenuto già da tempo residenza della famiglia De Leo. Fu poi ristrutturato ed adibito ad albergo, col nuovo nome di Castello Emmarita dal Comm. Mezzetti. Divenne in seguito caserma dei Carabinieri, ed oggi versa in uno stato di degrado dovuto alla mancanza di manutensione.

Chiesa del Rosario:

Dopo il terribile terremoto del 5 febbraio 1783 che fece crollare l’antico Oratorio del Rosario si sentì sempre più l’esigenza di costruire una nuova Chiesa..Cosi nel 1784, durante il priorato del dott. Giudeppe Maria Parisio, sul terreno dove un tempo era ubicata l’antica chiesa Parrocchiale di Santa Maria delle Grazie, incominciarono i lavori per la costruzione della nuova chiesa. La parte di rustico venne portata a termine nel 1790, incominciarono così i lavori che riguardavano le decorazioni. La facciata tutta in travertino era completata,

mancavano soltanto i due campanili. In una nicchia venne inserita la

statua in marmo del Padre Eterno appartenuta all’antica Abbazia di Bagnara e che tuttora esiste nei locali dell’Arciconfraternita.Negli anni susseguitosi al 1792 vennero portati a termine i lavori della balaustra, formata da pregiati marmi in rosso di Francia e bianco statuario, e del pavimento formato da marmi verdi di Gimigliano, bianco, nero d’Egitto ed altri colori, che formavano dei bellissimi disegni geometrici. L’arte, che tuttora esiste perché è resistito al terremoto del 1908, è ornato da marmi verdi di Gimigliano e cornici con decorazioni in oro.

Alla volta lavorarono il Crestadoro, che eseguì bellissime pitture a fresco, e il Gianforma, che eseguì gli stucchi in tutta la chiesa. Nell’Abside venne inserita una bellissima raggiera con serafini e lo Spirito Santo, e tutto intorno degli Angeli che sostenevano un cartellone con iscrizione latina.
Gli affreschi erano sette e rappresentavano, quello grande, nel centro, l’incoronazione della Vergine e gli altri sei le virtù: Fede, Speranza, Carità, Fortezza.
In tutti gli ornati del tempio v’erano quattro grandi tele rappresentanti: la Natività del Signore, la Visitazione di Maria SS.ma, lo Sposalizio della Vergine e Gesù nel Tempio coi dottori
, nonché altri due quadri di molto pregio, uno la Maddalena penitente e l’altro la morte di Oloferne ch’è il solo che oggi esiste. La maggior parte di queste pitture erano del De Matteis. Nel Marzo 1806, i lavori della chiesa vennero sospesi per l’occupazione in Calabria delle truppe Francesi. Durante lo scontro navale tra Francesi ed Inglesi, le sagrestie di molte chiese, compresa quella del SS. Rosario, vennero requisite ed adibite a polveriere. Il 29 giugno 1810, Bagnara diviene bersaglio delle artiglierie inglesi, e una granata, partita dal vascello inglese, colpisce l’architrave della porta della chiesa del Rosario, ma miracolosamente senza esplodere. Dopo la Restaurazione e il ritorno dei Borboni sul trono di Napoli, i lavori nella Chiesa del Rosario continuarono sotto il priorato di D. Giovanni Parisi. Nel 1818 vennero completati i due campanili ed in uno di essi venne collocato l’orologio meccanico, che prima si trovava nella chiesa di Santa Maria degli Angeli, e la piccola campana della Castellana, sulla quale sono impressi lo stemma civico di Bagnara e un’immagine della Madonna con la scritta latina “OPUS IOSEPH ARCURI REGE FUNDIARE ANNO DOMINI 1776”. Nel 1818 il confratello D. Antonio Musumeci fece costruire un grande organo a canne dalla ditta Gaetano Aveta di Napoli, per donarlo alla Chiesa del Rosario. Il priore Rosario Francesco Versace, il 17 maggio 1826 fa consapevole il sindaco di Bagnara della necessità di far costruire una nuova sagrestia più grande e preziosa nei locali della stessa che è ormai insufficiente alle esigenze della Congrega. Nel 1838 la Congrega del Rosario, essendo priore il signor Agostino Versace, acquistò la casa accanto alla chiesa e una volta demolita, sul suo suolo venne edificato l’oratorio della Vergine Addolorata che nel 1844 ottenne, con l’approvazione del Re, il titolo di Congregazione della Vergine Addolorata. L’oratorio aveva pianta rettangolare ad una sola navata, la facciata era rivestita in pietra di Siracusa, in alto vi era una finestra circolare e nell’ingresso due colonne di granito sostenevano un piccolo pronao. Sul fastigio frontale, decorato con volute arricciate, era posta una croce latina. Il tetto a volta era a tinta unita.
Il 3 Marzo 1854, i rappresentanti della Congrega del Rosario avanzarono al Reale Ministero dell’interno una supplica con la quale imploravano il titolo di Arciconfraternita e, ai sensi della circolare ministeriale emessa l’8 febbraio dello stesso anno, si assunsero l’obbligo delle opere di pietà che intendevano eseguire. In seguito, con decreto del 22 agosto 1854, il Ministro del Culto del Governo
di Ferdinando II concesse il titolo di Arciconfraternita alla Congrega del Rosario.
Nel 1885 durante i lavori per la costruzione della via ferrata passante proprio sotto la chiesa e a causa dello scoppio di due mine, la struttura della chiesa venne danneggiata. Temendo il crollo dell’intero edificio il 19 febbraio 1887 la chiesa venne chiusa al culto. Così l’Amministrazione delle Ferrovie responsabile dei danni, oltre a provvedere al restauro, fece fare un dettagliato rilievo di tutto che ancora oggi esiste in un grosso volume. La chiesa venne riaperta il 5 ottobre 1889 dal Cardinale Mons. Gennaro Portanova. Il 16 novembre del 1894 alcune forti scosse sismiche
danneggiarono nuovamente la chiesa che fù chiusa al culto, e distrussero l’oratorio che venne ricostruito a partire dal 1896 e innagurato il 21 novembre 1901. Le festività del Rosario del 1899 furono particolarmente solenni perché Sua Eminenza il Cardinale Portanova, avendo posto sotto il suo protettorato l’Arciconfraternita, concesse a questa di innalzare il suo stemma sulla porta. Il 28 dicembre del 1908 un tremendo terremoto rase al suolo Reggio Calabria, Messina e le cittadine della costa compreso Bagnara. I danni furono ingenti per la Chiesa del Rosario e l’annesso Oratorio, tanto da rendere necessaria la loro completa demolizione.