


|
Falò di San Giovanni: Nel paese, il 24 Giugno, cioè nel giorno della ricorrenza del santo patrono lungo tutti e 11 i chilometri di costa si può ammirare una delle più antiche tradizioni Villesi: quella del falò di San Giovanni. La tradizione, infatti, vuole che la sera di San Giovanni lungo tutta la costa Villese si dia vita a dei falò in onore del santo patrono. Gli stessi si trasformano in una competizione che viene vinta da chi da vita alla fiamma più alta. Secondo un’antichissima tradizione, prima che il Cristianesimo ritualizzasse nella propria tradizione cultuale la festa solstiziale dedicandola a San Giovanni, i giorni del solstizio d'estate erano tradizionalmente dedicati ai culti naturalistici consacrati al sole. La scelta cristiana di consacrare il 24 giugno a San Giovanni va vista in relazione alla natività di Cristo del 25 dicembre: ponendo l'Annunciazione nove mesi prima e basando l'interpretazione sulla testimonianza del Vangelo (Luca afferma che Maria andò a trovare Elisabetta al sesto mese di gravidanza, nei giorni dell'Annunciazione). Il culto del solstizio con la celebrazione del sole, sono espressioni della tradizione religiosa di cui abbiamo ampia testimonianza fin dal passato più remoto, quando la natura costituiva l'oggetto principale delle celebrazioni rituali. Per alcuni la festa di San Giovanni sarebbe la trasformazione di un antico culto solare. Un preciso riferimento è reperibile nella festa romana del 24 giugno indicata come solstitium o campas, che rivela quindi una radice ben assestata nella tradizione rituale pre-cristiana. Cena dei rioni: La Cena dei Rioni è un atteso appuntamento dell'estate della Città in riva allo La serata non è fine a se stessa poiché ogni anno le viene assegnato un titolo diverso che coinvolge temi attuali e caldi, come la legalità ma anche temi più geografici come la tipica cucina calabrese. Festa di Maria Ss. Di Portosalvo: Nel 1763 si verificò una spaventosa carestia, dovuta ad una grave siccità che rese aride le campagne in buona parte dell’Italia. A causa di questa carestia, si diede vita ad una serie di racconti e di segnalazione di miracoli. Si dice che da Fiumara (che molti interessi aveva in comune con la marina), gli abitanti scesero a Cannitello, s’impadronirono di alcune barche e si avventurarono in mare, sperando in qualche nave di passaggio carica di grano destinato ad altre località. Un veliero si dirigeva verso Napoli. Il capitano ordinò una scarica a salve per impaurire gl’improvvisati marinai. I Fiumaresi non si scoraggiarono, entrarono nella Chiesa, presero la statua della Madonna di Porto Salvo e la portarono in processione, accompagnandola con litanie. Il capitano, forse anche per una mancanza assoluta di vento, pensò di scendere a terra e di lasciare alla popolazione buona parte del carico di grano. Il fatto fu tramandato di generazione in generazione. Ogni anno, il secondo sabato di agosto, a Cannitello, in occasione della festa patronale, viene effettuata, all’imbrunire, la “processione a mare” della Madonna di Porto Salvo. Uno spettacolo molto suggestivo, che per l’occasione, richiama a Cannitello tanti turisti e tanti fedeli dei paesi limitrofi. La Madonna di Porto Salvo viene collocata su una “spadara” (grossa barca che serve per la pesca del pesce spada) ove prendono posto, oltre il parroco ed il sindaco, anche qualche esponente della banda musicale. Al suo passaggio lungo la costa, vengono accesi dagli abitanti del luogo, molti falò che illuminano a giorno tutta la costa ed assieme ai tanti applausi, si può osservare uno spettacolo molto suggestivo ed emozionante.
|