
1° tempo Il grande male che attraversa la storia non è in fondo che il tentativo paranoico di imprimere un corso qualsiasi - ideologico, religioso,psicologico, o a maggior ragione "naturale" - alla maledizione del tempo,la pretesa di appendere il tempo alla parete della vita.
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La storia del pensiero umano è così la storia di un Congegno, la fallimentare "macchina celibe" che dovrebbe ,una volta messa in funzione, sovrapporre Aion a Chronos...
Nel Giudaismo antico il tempo , concepito in prospettiva lineare , si impantana nelle sabbie mobili della Storia assieme al destino del popolo eletto.
Lo Spirito Greco risucchia il tempo nel corridoio dell'astrazione metafisica,conferendogli una inclinazione ciclica e associandolo spesso all'Eimarmene cosmica.
Per la "Mentalità" orientale il tempo è invece costrutto della maya, dell'illusione universale, e rimanda ad altri stati dell' essere dove riesce - prevedibilmente - a disfarsi di sè stesso.
Gli gnostici del II secolo sono gli unici ad annettere al tempo la sua esistenza materiale, a riconoscerne la necessità ontologica, per quanto all'interno di un piano di manomissione demiurgica dell' esistenza .
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Disperatamente interdetto dalla Storia, impiccato al mito dell'Eterno Ritorno ,nebulizzato dal samsara e la moksa indù (il divenire e la liberazione in vita) o, in modo ancora più maldestro,nell'irritante nirvana di Sakiamuni, solo qualche bislacca cosmogonia gnostica rimane a testimoniare dell'irriducibilità del tempo.
Persino il Forestaro della speculazione moderna, Heidegger ,intitolando il suo opus magnum, ha commesso l'imperdonabile errore di quella congiunzione, essere "e", che lo allontana in modo irrimediabile (il Suo vivere per la morte, il Suo essere gettati nel mondo) dalla intuizione gnostica della estrema compattezza ,della definitiva consustanzialità del tempo con la vita.
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Chi perde Tempo ? Ovviamente nessuno ,per gli gnostici.
Tutti gli altri lo ritrovano ,invece, come fosse una bella notizia.
Freud ad esempio, e Jung , insopportabile quasi quanto lo zen e la manutenzione della motocicletta: intento com'è ad infettare meticolosamente il "se" di archetipi atemporali, trova perfino il coraggio di usurpare l'insegnamento di Basilide (Septem Sermones ad Mortuos) con stile torbido e vitreo, da perfetto vescovo di una chiesa occultista di fine 800.
Cos'è l'inconscio se non la versione trash e tardopositivista dell'anima del mondo degli stoici ?
Per Freud l'uomo Mosè stabilisce il Tempo nella Legge, per Jung l'Uno di Plotino (questa almeno una persona seria) prende per mano il tempo e lo riporta a Casa (o più precisamente a " Cosa" secondo le fisime scientiste della psicoanalisi).
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Non si può negare che perfino Alloghenes , lo straniero, avesse una Casa , e anche per gli gnostici dell'antichità la maledizione del trickster universale doveva trovare un argine sul piano soteriologico - complice la mediazione del logos di rivelazione - concludendosi con il riassorbimento del tempo demiurgico in qualche diverticolo pleromatico di periferia.
Ma la speculazione gnostica presupponeva in realtà una lucida demonizzazione del tempo e solo l'umana debolezza per il "lieto fine"( apocatastasi,da Origene a Frank Capra) ha reso così improbabili, a volte impresentabili rispetto alla pretesa dignità di sistemi "puramente filosofici", le bizzarre architetture spirituali su cui Ireneo giustamente ironizzava (dalla ProZucca procede il deutero Zucchino..),e per cui Plotino si scandalizzava.
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Stabilito che il tempo è una maledizione ,chi può resistere alla tentazione di scongiurarla ?
Valentino e gli altri non cercavano comunque in nessun caso di sfuggire, dissolvere o ricapitolare il tempo, poichè per loro la condizione umana è esclusivamente informata al tempo demiurgico e a questa condizione non si può ovviare, non più di quanto il Primo Padre possa cedere alla tentazione di opporsi al demiurgo per strappargli, in un duello all'ultimo pneuma,i brandelli pleromatici dispersi per il mondo : solo l'ingenuo dualismo manicheo ,sullo sfondo delle tradizioni apocalittiche iraniche e giudaiche , poteva immaginarsi una fine così ridicola ( lo scontro tra i figli della luce e i figli delle tenebre) per un Pro-Padre così " absconditus" e apofaticamente ingombrante.
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2° tempo
Il tempo demiurgico è Tempo maledetto perchè tempo dell'uomo, che è e resterà dell' uomo ,fino alla Fine Dei Tempi.
Qui lo gnosticismo tardoantico,per quanto poco incline ai duelli escatologici finali, si sarebbe scoperto vulnerabile, consapevolmente irretito dall'immenso fascino di questa espressione biblica ed evangelica, e ne avrebbe sottovalutato con pervicacia , apertamente ,l'evidente cortocircuito concettule.
D'altra parte la conoscenza gnostica non aveva bisogno di lasciapassare di fronte a qualsivoglia rigore filosofico e se pure volessimo - con Harnack - ritenere lo gnosticismo una forma di ellenizzazione acuta del cristianesimo,ciò non precluderebbe certo al punto di vista gnostico la sua tipica libertà di categorizzazione metafisica, ereditata o no che fosse, qui non importa,dalle sue componenti orientali o giudaiche.
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Il grande male è il tempo dell'uomo,niente è più estraneo all'uomo del tempo che lo accompagna , niente è più strettamente congeniale all'uomo del tempo che lo rende straniero.
Niente è meno psicologicamente futile del tentativo dell'uomo di dare un valore qualsiasi al suo tempo, o più tragicamente disastroso di inseguire il tempo nella Storia .
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E' vero,i Situazionisti hanno dimostrato che in Marx è la merce a inseguire il tempo in forme storiche sempre più integrate e complesse, ma altrettanto profondamente squilibrate: da qui la titanica inanità di questo Spirito Contraffatto (la borghesia è davvero l'incarnazione storica del demiurgo pasticcione e arrogante dello gnosticismo) si erge in tutte le sue funeste conseguenze e basterebbe , a chiarire il punto, citare l'inesplicabile sopravvivenza tra le brume dell'incubo tecnologico moderno di una categoria come quella di "lavoro" .
Inchiodare il tempo al lavoro è come maledire una maledizione : non succede assolutamente nulla per le magnifiche sorti e progressive ma un chiodo dentro a un chiodo non mancherà di allargare la ferita.
Non si potrà così rimproverare ai rivoluzionari della Prima e dell'Ultima Internazionale di volere a tutti costi togliere il chiodo più piccolo,il ridicolo ma devastante chiodo del sistema di produzione capitalistico : tuttavia, nell'infinito "dopo" del comunismo (il marxista conseguente non dovrebbe eccepire) ci si scopre ancora ad inseguire il tempo nella fine della storia, mentre l'altro gancio, quello a cui rimane appeso l'anthropos primordiale dei sistemi gnostici, solo la Pro-Zucca potrebbe (ma non vuole e in fondo non gliene frega niente) svellerlo dal mondo.
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Il materialismo dialettico ,così, non capirebbe quelli tra noi che aspettano Betty Page, ma forse se ne starebbe zitto.
La psicologia no.La psicologia non ci risparmierebbe,continuando a ragliare sentenze sull'uso e l'abuso del tempo, come se il tempo fosse per qualcuno, come se un qualche Sè si "sprecasse" assieme al tempo che passa.
Cartilagine petulante del gigantesco lifting sociale riflesso nel sogno mercantile (con la tecnica, la cosiddetta ricerca scientifica,le arti tutte) la psicologia è la piccola , imbecille crocerossina del tempo.
Per la psicologia di qualsiasi tendenza il tempo è la chance, la comunità la risorsa, l'individuo (è rimasta ormai sola a certificare l'esistenza di "individui") la potenzialità.
Se perdo il Tempo perdo tempo insomma.
Cosa può esserci di più desolante del concetto di "potenziale umano" che la psicologia ha così lasciato in dote alla New Age? Per quanto siano fondati i tratti gnostici che Harold Bloom giustamente rileva nella Religione Americana, nessuno potrebbe conferire a quei tratti se non vaghe e grottesche somiglianze con un volto, un pensiero ,una vita qualsiasi : opera del demiurgo, appunto .
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Dopo tutto, oggi Simone di Samaria potrebbe davvero atterrare tranquillamente all'aereoporto di Nashville, Tennessee.
Per Simone un lento, dolce atterraggio sarebbe un vero conforto. Nel romanzo pseudo-clementino , dove viene malevolmente chiamato "mago" , è lui che sfida S.Pietro ad una "gara di levitazione", finendo con lo spiaccicarsi miserevolmente e prevedibilmente a terra.
Era arrivato a Roma con Elena, prostituta di Tiro da lui divinizzata ed eletta ad "Ennoia"(il Pensiero) dopo avere scorrazzato per qualche anno in Samaria accompagnandosi forse a sparuti "minim" giudeocristiani o a qualche settario dositeo, oppure in combutta con seguaci , se mai ce ne furono, del culto di Seth.
In quell'humus aveva comunque trovato modo di far suppurare le prime dottrine che ce lo fanno ancora oggi favoleggiare come capostipite degli eresiarchi .
Atterrato, infine felicemente atterrato,"Simon Mago" non si guarderebbe attorno, prenderebbe subito un taxi giallo per downtown, trangugierebbe qualcosa, con una birra, in un cafè , per poi avviarsi invariabilmente verso il quartiere dei bordelli.
Al primo peep-show, in vecchi manifesti appesi tra uno specchio e l'altro, o in qualche cinema specializzato in b-movies, oppure in un fumoso club la sera, non tarderebbe a imbattersi più volte in Qualcuno che conosce bene : identica e mai dimenticata frangetta nera , stesso sguardo anglo-fenicio che ride, Pensiero che zampilla daimonico dalle fessure Numinose degli occhi, Pensiero che più "prunicos"non si può.
Una risata convulsa, lunga risata gnostica da brivido pneumatico lo addormenterebbe sullo scranno del bar .
Elena , Betty Page ,stessa Persona,stessa Ipostasi in posa , Syzygìa delle Sizigie - Via del Molteplice, 1 .
"Essa è colei che ora è con me; per amor suo io sono disceso. Essa attendeva la mia venuta, perchè Essa è l'Ennoia chiamata Elena - Luna."
Senza alcun riferimento a metemsomatosi o reincarnazioni più o meno vagamente orfane , più o meno tristemente e irresponsabimente pitagoriche voglio dire, Elena e Betty Page sono PROPRIO la stessa persona.
In giro per l'America, Simone e Bettie ,tra uno studio fotografico,un set softcore e una sala da preghiera battista,la gnosi on the road, nessun S.Pietro ,per ora, tra le palle.
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Dirà il Principe De Curtis: alla faccia del pensiero negativo, allora è la solita storia, tutta questione di gnocca,o perlomeno di gnocca-gnosi,o perdinci ,di gnosignocca.
Votantonio : Betty e Elena sono la stessa persona.
Votantonio : Elena e Bettie, Logos-Pinupgirls del più allusivo strip-tease pneumatico dell'universo, sono questione di gnocca,questione di gnosi, e di gnosignocca.
Questione di gnocca a patto che Betty sia la porta della gnosi che la Religione Americana ci dispensa oggi, nella nuova koinè Cyber-Ellenistica in cui ,dietro il Grande Vetro, traspare ancora un'altra volta la maledizione del tempo.
Maledizione mai così chiara e luminosa ,mai così netta , mai così apertamente rivelata come in Betty.
La Bad Girl inviata dalla Pro-Zucca è qui,e in verità vi dico, chi è con lei non manca di nulla.