A.C. San Giovanni Rotondo - Sito Ufficiale

In questa sezione troverete la storia dell'A.C. SAN GIOVANNI ROTONDO...

LA STORIA

 

L'AFFASCINANTE STORIA CALCISTICA DALLE ORIGINI AD OGGI DELL'A.C. S.GIOVANNI ROTONDO

 

Non è facile raccontare mezzo secolo di storia soprattutto quando l'evoluzione dei tempi cambia il modello societario cambia i modi cambia i mezzi ma soprattutto biologicamente cambia gli uomini.Molti ci sono ancora e molti non ci sono piu ma a loro tutti va il nostro pensiero e se tra la miseria e le guerre non ci fosse stato il loro semplice entusiasmo e la loro proverbiale passione noi non staremmo qui a raccontare e a continuare la loro opera.Quei ragazzini in bianco e nero rincorrendo dietro ad un pallone e riempendo man mano il mondo di colori hanno semplicemente manifestato la voglia di crescere e di diventare uomini.Noi siamo qui perchè loro lo sono diventati!!Noi che siamo i vostri eredi non possiamo che dirvi una sola e semplice parola:GRAZIE!

Gianni Impagliatelli

PREMESSA
Grazie all'amico Gino Ripoli abbiamo ricostruito la storia dell'A.C. S.Giovanni Rotondo, dal 1954 ad oggi e grazie ai suoi appunti siamo felici ed onorati di consegnare a tutti i tifosi a tutti gli sportivi ed a noi stessi la STORIA, con la speranza e la certezza che la lettura rievochi vecchi ricordi e aumenti ancora piu in tutti la passione per lo sport e l'amore per l'A.C. SGiovanni Rotondo.Se abbiamo commesso qualche imprecisione e dimenticato qualcosa scusateci non ce ne vogliate non è facile raccontare mezzo secolo in poche pagine.Siamo qui sempre pronti ad ascoltare i protagonisti ed arricchire le nostre pagine grazie al vostro aiuto.

Gianni Impagliatelli

 

I CAPITOLO- La nascita dell'a.c. S.Giovanni Rotondo
Non è facile raccontare tutto in pochissimo tempo per questo motivi ho deciso di dividere le fasi in capitoli brevi ma che dìano un senso chiaro di quello che raccontiamo.Nel primo capitolo voglio richiamare come nacque la societa' di calcio.Erano gli anni 50, precisamente il 1952, ma prima vi racconto che gia nel 1951, una selezione del calcio sangiovannese, guidata da mio padre Antonio Ripoli, partecipò alla Coppa Garganica organizzata dall'A.C: Vieste.Mio padre riuni' vecchi giocatori e nuovi talenti da alcune squadrette del paese e con l'aiuto di altri conoscenti del calcio iscrisse la squadra al torneo, con ottimi risultati e con il grande merito di far rinascere negli ambienti locali la passione per lo sport spezzata dalla miseria e dalla guerra.L'allora Amministrazione comunale affido' al consigliere Dott.Filippo Mondelli, l'incarico di reggere la societa' nascente vista la sua grande passione per il calcio ed egli accettò con grande entusiasmo iscrivendo subito la squadra al campionato di Terza Divisione Pugliese.Consultandosi con i conoscitori di calcio iniziò subito la sua campagna acquisti affidando la squadra ad un certo Trovatore, allenatore-giocatore, poi con un colpo geniale acquistò un giovane portiere Salvatore Leone, confermandosi con il passare degli anni il piu grande portiere della storia sangiovannese.Poi dal Manfredonia ricevette giovani di grandi speranze:Troisi, Fatone,Imbrioscia, e Balzamo, uniti a molti giovani forti locali e dal futuro roseo tra i quali spicca senz'altro il nome di Miscio sicuramente trai piu forti sangiovannesi di tutti i tempi insieme ad altri giovani come Marcucci, Longo,Placentino,DeBonis,D'Ottavio,Scarale,Pazienza,Ripoli ed altri.Nacque cosi l'A.C. S.Giovanni Rotondo grazie alla tenacia alla passione ed all'oculatezza di un grande presidente ed un grande uomo:Filippo Mondelli.

CAPITOLO II- I suoi vecchi leoni-
Andando avanti coi capitoli faremo un salto indietro nel passato un salto antecedente la nascita dell'A.C., un doveroso omaggio a quei giocatori grandi ma che non avevano societa' organizzate nelle quali competere, un tuffo nelle origini del calcio sangiovannese.Negli anni 30-40 nella citta' non vi era l'entusiasmo di ora poiche gli stessi erano costretti a cercare lavoro per aiutare le famiglie perchè predominava la miseria.Nel 1937 un gruppo di giovani dette inizio alla famosa squadra denominata "la squadra del secondo tempo", nomignolo attribuito da tutti per la facile capacita' di sovvertire qualsiasi risultato del primo tempo specie se trattavasi di uno svantaggio.Pur non avendo una societa' un Presidente ed un vero allenatore la stessa si affidava sempre nelle mani del capitano Emanuele D'apolito che fungeva da allenatore e giocatore e seppur diciassettenne era un grande maestro di stile e sicuramente una rosea promessa per il calcio sangiovannese.Ma il fato stronco' la giovane promessa il giorno prima del suo matrimonio, morendo in Albania durante la guerra.Stessa sorte tocco' ad un'altra stella del calcio sangiovannese:Biancofiore morto nel rogo di Cassino l'8/12/41.Era l'ingiustizia della guerra!
In questa spensierata formazione c'era anche il mio compianto papa' e lui ha sempre considerato il piu grande giocatore del calcio sangiovannese il grandissimo Giovanni Cassano.Infatti moltissime sono le testimonianze di amanti del calcio raccolte nei suoi confronti, i difensori lo vedevano scomparire in un batter d'occhio e neanche i falli riuscivano a fermarlo, la sua velocita' e la sua tenacia tecnica era una cosa di rara bellezza ed insieme al giovane Caiani, formavano una coppia d'attacco che faceva tremare le difese avversarie.Nel periodo bellico la squadra si sgretolo', perchè molti giovani furono chiamati a difendere la patria, ma i pochi superstiti non cessarono l'attivita', anzi trovarono altri giovani di futuro avvenire e continuarono a confrontarsi con qualsiasi avversario continuando anche dopo la guerra;tra i giovani di allora spiccava molto l'estro di Massa Alberto.Un grande pensiero va al maestro Paolo de Angelis grande amico ed il piu grande veterano della "Squadra del secondo tempo".

III CAPITOLO-Gli anni 50-60
Sotto la guida del suo grande primo presidente Avv. Filippo Mondelli l'A.C. nacque ed iniziò un percorso luminoso un ciclo in cui iniziarono a spuntare nuove stelle;oltre al gia nominato Miscio (calciatore di potenza e classe), citiamo il giovane portiere Salvatore Leone, che col passare degli anni si rivelo' come il piu grande portiere sangiovannese.E proprio questo ragazzino il presidente lo strappo' alla squadra juniores e gli permise di diventare un grandissimo portiere.Un grande presidente come abbiamo detto un grande uomo, non perdeva una sola partita della sua creatura in casa e fuori.Seguiva tutti gli incontri tra cui anche le trasferte impossibili, nei derby infuocati a S.Marco a S.Severo ed A Monte Sant'Angelo.Nell'anno 55-56 il s.giovanni ed il S.Severo si trovarono alla fine del campionato appaiate tutte e due al primo posto in classifica.Bisognava fare lo spareggio per chi doveva andare in prima divisione.La lega decise di far disputare lo spareggio in due gare.La prima al miramare di Manfredonia e la seconda al comunale di Torremaggiore.Il S.Severo vinse la prima per 1-0 e la seconda fini' in parita' 0-0.Ma la federazione nonostante i risultati premiassero il S.Severo decise di ripescare anche il S.Giovanni per il grandissimo campionato effettuato dai garganici.Fu questa la prima grande soddisfazione e forse anche l'ultima dell'avv. Mondelli.L'anno successivo A Mondelli subentrò il dott.Gennaro Giuliani con l'intendo di dare grosse soddisfazioni ai tifosi locali disputando sempre grossi campionati e grandi partite.La formazione tipo del S.Giovanni di allora:Leone,troisi,Fatone,Imbrioscia,Balzamo,DeBonis,Placentino,D'Ottavio,
Trovatore,Miscio,Marcucci.

CAPITOLO IV- Era Sala-
Questi anni vogliamo definirli come l'era Sala, successore del Dott.Gennaro Giuliani per dare lustro ad un grande uomo, un grande sindaco ed un grandissimo cardiologo.Nella sua gestione il S.Giovanni ebbe tecnici di grande valore come Ronghini e De Sanctis, ed attuò una politica di valorizzazione del vivaio locale ed i frutti si videro subito.Infatti il vivaio sforno' grandi talenti come Cassano,Centra,Di Iorio,Lombardi I, Lombardi II, Gorgoglione che insieme ai vecchi leoni furono protagonisti di storiche gare contro Barletta, Andria e Manfredonia, societa' divenute oggi professionistiche.Nella gente aumento' la passione per questi ragazzi ed essi seguivano numerosi anche le trasferte che spesso comportavano lo stare fuori l'intera giornata.I givani crescevano, ricordo le meravigliose punizione bomba di Michele Cassano, la grinta di Giovanni Di Iorio, e l'abnegazione e la forza di tutti gli altri, e dietro di loro spuntavano volti nuovi e giovani di persone che avrebbero scritto pagine belle del calcio sangiovannese tra i quali Ripoli e Placentino.Il presidente si dimise nell'annata 63-64 ed oggi compianto tutti lo ricordiamo per la sua bonta' la sua saggezza la sua moderazione e la sua capacita' nel reggere le sorti della squadra ed anche del paese in quanto sindaco cosa che solo un uomo dalla sua grande personalita' sapeva fare.
CAPITOLO V-Il Barone-
Al compianto Sala si sussegue l'era del Barone, Domenico Petruccelli detto Don Mimi' il Barone.Figlio diretto di stirpe regale, il Gianni Agnelli sangiovannese amante dello sport e del calcio, non lesinava mai risparmi dando sempre carta bianca ai suoi collaboratori non badando mai a spese.Voleva sempre armonia intorno alla squadra era fondamentale per lui e trovo' in Ercolino Stefano l'uomo al quale cedere la presidenza e con il quale dividere gioe e dolori durante il periodo della sua gestione.Don Mimi' era un uomo calmo saggio e cercava sempre di accontentare, ma era sempre orgoglioso della sua squadra, voleva che ognuno facesse bene il proprio dovere fino in fondo, ripudiava la violenza in sua forma amava la sua creatura in modo morboso ed ogni anno cercava sempre nuove soluzioni per rendere tutto molto piu bello e per raggiungere le mete prefissate.Voleva sempre vincere con lealta' ed è per questo che la sua figrua è rimasta scolpita nel cuore dei sangiovannesi non solo nell'ambito sportivo.La dote predominante è senza dubbio la generosita'.Anche se sono passati molti anni da allora Don Mimi' a tutt'oggi chiede sempre agli addetti ai lavori come vanno le sorti della nostra amata e gloriosa societa', rammaricandosi per notizie negative e reagendo con occhi lucidi a notizie positive per la squadre.Rimarra' sempre innamorato del suo vecchio e grande amore.

CAPITOLO VI- I primi anni del Barone-
Negli anni 62-63, il presidente d'accordo con Don Mimi' e con i suoi collaboratori, affido' la squadra a De Santis, sangiovannese purosangue e profondo conoscitore di calcio con il compito di dare alla squadra nuova linfa vitale grazie alla politica dei giovani locali.Poteva contare su giovani di valore come Cassano, Di Iorio, i Lombardi e Gorgoglione e tanti altri sicuramente al pari di questi nomi appena citati.Pur avendo perduto il piu grande portiere Leone trovo' in D'Amato e Biagini uomini affidabili ed anche le carenze dei grandi Miscio e Marcucci furono sopperite dal duo difensivo Gorgoglione e Michele Lombardi, una coppia straordinaria difficilmente superabile per forza tecnica e tenacia un vero muro per gli attaccanti avversari, e dal baluardo del centro campo Di Iorio, immenso nelle sue giocate il baluardo gladiatore che non ammainava mai la bandiera.Sulle fasce il lavoro era affidato al pendolino della fascia destra Giovanni Lombardi ed al velocissimo Giuseppe Centra.La ciliegina sulla torta di questa squadra era Cassano, ragazzo dotato di grandissima tecnica individuale, il suo apporto risultava sempre determinante e famose erano le sue punizioni bomba ed "a foglia morta alla Cassano" che non lasciavano scampo ai portieri.Ma capitava che anche lui aveva delle giornate spente ed all'ora la qualita' era sostituita conla forza e la grinta dei vari Gorgoglione e Di Iorio che davano il sigillo finale ad una squadra sempre compatta.Questa squadra era famosa perchè si faceva rispettare in tutti i campi, per il carattere e la compattezza, in campo rappresentavano i cosidetti "undici leoni" e quell'anno conquistarono un decoroso terzo posto a pochissimi punti dalla prima, misurandosi con sqaudre come l'Andria, il Barletta il Manfredonia ed il Cerignola.Questi risultati davano grosse soddisfazioni alla societa' ed alla citta' e questo lo si leggeva negli occhi del Barone perchè dava merito alla sua politica giovane, sempre attenta al vivaio e sempre pronto a pescare nel settore giovanile.Dal vivaio spuntavano gia giovani di grande talento.Ricordiamo tra tutti Benito Ripoli destinato a diventare il piu grande talento del calcio sangiovannese, Tonino Placentino tecnica sopraffina, Saverio Palladino velocita' e grinta da vendere, Fausto Corsani proverbiale la sua grinta e le sue "cannonate" dal magico sinistro, Borda e tantissimi altri.Questo era il fiore all'occhiello di Don Mimi' questi i ragazzi che il Barone ha sostenuto e fatto crescere.
CAPITOLO VII- Era del Barone; La Scissione
L'era del Barone verra' sempre ricordata per i grandissimi giovani che Don Mimi' ha saputo coltivare e far crescere.Il duo Ercolino-Petruccelli sara' fondamentale per i talenti che poi negli anni avvenire formeranno gli insegnanti che tutt'ora vediamo nei campetti alle prese con i giovani di oggi.Una societa' che diede tantissime soddisfazioni ai ragazzi, ai tifosi ed alla societa' stessa.Ricorderemo sempre i vari Cassano, Di Iorio, Ripoli e Placentino, Scaramuzzi, Russo e Di Maggio e tanti altri.Tra questi spicca su tutti Benito Ripoli convocato tante volte iinsieme a Placentino e Corsani nella rappresentativa Pugliese.Il suo grande sponsor di sempre fu Paciello mister del Cerignola, la prima volta che lo vide giocare ne rimase affascinato e spinse in tutti i modi presso la sua societa' l'acquisto di quel giovanotto sangiovannese che sarebbe diventato poi il perno principale della sua squadra.Dopo un colloquio con i dirigenti locali Don Mimi' da il consenso per far partire quel giovanotto verso destinazioni piu consone alle sue capacita'.Vi rimarra' per dieci anni segnando una bella epoca di storia del calcio ofantino, dove ancora oggi cantano le sue gesta.Dopo Cerignola, Ripoli passo' nel Fasano, poi Manfredonia ed infine dopo una breve parentesi a Canosa ritorno' nel suo paese natio per chiudere la carriera di calciatore ed iniziare quella di allenatore.L'epoca del Barone è sicuramente uno dei periodi piu significativi della nostra storia calcistica caratterizzata dal folto pubblico che accorreva al vecchio "Tonino Massa" di via Palestro, e dai numerosi pulman organizzati per seguire e sostenere la grande squadra.Serieta', sacrificio e massima correttezza in campo e fuori.Questo era Don Mimi'.Il 73-74 però il Barone decise di staccarsi per ovvi motivi e fondo' una nuova societa' distaccata che chiamo Sangiovannese.
CAPITOLO VIII- Addio al vecchio "Tonino Massa"-L'era Lecce
Al timone dell'a.c. rimase Stefano Ercolino ed ognuna attuo' la politica dei giovani locali.L'a.c. S.giovanni venne affidata alle cure di Lacci, e quell'anno entrambe le squadre giocavano al vecchio "Tonino Massa" di via Palestro, solo l'anno successivo verra' demolito per consentire la costruzione di un nuovo edificio scolastico, mentre erano in corso i lavori per il nuovo stadio in Viale della Giovantu', infatti nel 74-75 le squadre sangiovannesi dovettero emigrare per disputare le gare interne allo stadio Miramare di Manfredonia.Sotto la guida di Lacci il S.Giovanni attrezzo' una squadra per puntare alla vittoria finale e vennero acquistati giocatori di prim'ordine comeCatriotta, Armiento,Santoro ed inoltre La Nave, perno difensivo delle grandissime doti atletiche ed inoltre giovani dal grande avvenire come Pastore,Capriati e molti altri giovani locali tra i quali iniziava a splendere la stella di Dino Patrone grande attaccante infallibile sia con la testa che con i piedi.Ma rispetto agli obiettivi iniziali della societa' le cose non andarono bene ed a farne le spese al girone d'andata fu Lacci che poi verra' richiamato dopo sei giornate di assenza pensando gia al campionato successivo.L'anno successivo dopo 5 mesi di campionato il San Giovanni cambiava padrone, difatti la societa' veniva ceduta al compianto Cavalier Michele Lecce, impreditore locale e proprietario della societa' Gimpac.Michele Lecce, grande personalita', grande serieta' e soprattutto grande uomo cresciuto con tanti sacrifici ed impegno (ex autista della sita), con i suoi collaboratori, tra i quali spiccava suo cognato Raffaele Lombardi, diede un'ulteriore spinta alla causa di rinascita del calcio sangiovannese.Comprese che bisognava attrezzare una buona squadra con l'impegno che doveva aumentare di anno in anno.E cosi fu tanto da riportare nuovamente la gente allo stadio come negli 50.Si impegno' a tal punto da far costruire la tribuna coperta del nuovo stadio con annessi spogliatoi e manto erboso.Il nostro piccolo gioellino attuale.Michele Lecce seppe affrontare la sua vita con fermezza ed abnegazione sempre aiutato da suo cognato Raffaele Lombardi e da semplice autista divenne una persona molto stimata in tutti gli ambienti da quello sportivo a quello social-lavorativo.Per questo non sara' mai dimenticato, amava tropo la squadra e cercava sempre di migliorarla e questo amore veniva ricambiato dai tifosi sempre numerosi e calorosi allo stadio.Rimarra' sempre un uomo d'onore e rimarra' il piu grande presidente della storia del S.Giovanni.Durante la sua presidenza sulla panchina si alternarono tecnici di grande valore come Lasalandra, Macripo',Paciello,Ripoli grandi giocatori come il portieri De Meo e Marciello, lo stopper granatiero, i difensori Damone, Zendoli, l'attaccante Cardini e Colucci e le stelle sangiovannesei Patrone,,Mangiacotti, Russo e Merla che dopo aver giocato con noi delizio' con le sue magie le platee di Manfredonia e Lucera .Nell'anno 80-81 con Lasalandra in panchina vinse il campionato in maniera straordinaria:1 sconfitta, 3 pareggi e tutte vittorie segnando 72 gol e subendone 13.Questa la formazione tipo:Marciello,Cappucci,Zendoli,Ripoli,Granatiero,Merla,Russo,Capriati,Cardini,Delli Santi,Patrone, sostituiti dai vari Merla Matteo,Mangiacotti donato e tanti altri.Va ricordata la figura del massaggiatore per antonomasia il grandissimo ed indimenticabile Tonino Gramazio, professionista serio ha diviso la sua vita da massagiatore tra il S.Giovanni ed il Manfredonia, sempre allegro sapeva tirare su il morale ai ragazzi soprattutto nei monenti difficili.Ci manchera' lo spilungone Tonino.
CAPITOLO IX- Piccolo periodo nero della gestione Fini
Dopo 10 anni e piu di trionfi e grandi soddisfazioni del mondo del calcio, il Presidente Michele Lecce, con una decisione sofferta decide di passare la mano della societa' e da signore quale è sempre stato al successore consegno' una societa' pulita senza nessun tipo di debito e pendenza.La cordata che succedette al grande Michele si formo' nell'estate dell'86 ed era formata da gente affidabile e di tutto rispetto che elesse come presidente il grande politico Michele Fini; vice presidente Rendina, segretario Domenico Piano, economo Massa Mario, direttore sportivo Raffaele Lombardi.Gli altri consiglieri erano Miglionico Giovanni, il grandissimo e compianto Matteo Malerba,il Dott.Giuliani (medico sociale) e Fania Michele (massaggiatore).
Una societa' che doveva essere forte visti i nomi presenti.Affidarono la panchina a Benito Ripoli, al quale misero a disposizione una rosa fortissima come Ciofi, Damone Zendoli, il grande Giovanni merla,Mimmo, DeMori, il veterano Donato Mangiacotti.La suqdra allestita sembrava all'altezza della situazione ma col passare dei giorni si capiva che qualcosa non funzionava all'interno della societa': tant'è vero che qualche dirigente abbandono' la societa' in campionato in corso.La squadra inizo' bene ma col passare del tempo ci si accorse che le avversarie erano troppo forti e la squadra navigo' nei bassi fondi della classifica, non riuscendo a competere con compagini del calibro del Cerignola del Noci del Noicattaro del Molfetta e del Barletta e la squadra sfioro' la retrocessione.La fine del campionato porto' all'abbandono della gestione Fini, dall'assenteismo da parte della tifoseria e dal riampianto per l'abbandono della societa' da parte del cavalier Michele Lecce.Il presidente Fini ed il suo direttivo si dimisero e passarono cosi la mano al presidente Franco Palladino.

CAPITOLO X- La gestione Palladino

Alla fallimentare gestione Fini sussegui' la gestione dell'appasionato di calcio Franco Palladino detto "Il Torinese", imprenditore locale, che tenne la squadra fino alla retrocessione 93-93 gestendo in maniera buona la societa' e seppur cambiando molti allenatori come Placentino,Lacci,La Torre non ottenne mai risultati eclatanti ma salvezze tranquille.L'anno migliore è sicuramente il 91-92.La squadra fu nuovamente affidata alle cure di Benito Ripoli ed arrivo' sesta in un campionato difficile vinto dal sorprendete ma meritevole Vieste, facendo bene anche in coppa Italia dove elimino' Mnafredonia Monte e lo stesso Vieste e venne eliminato ai quarti dal Corato che disputava il campionato di eccellenza.L'anno 92-93 fu l'anno della retrocessione dalla promozione alla prima categoria e cedette lo scettro a Peppino Cocomazzi con il compito di riportare in alto il S.Giovanni
CAPITOLO XI-L'era Cocomazzi
Dopo la gestione Palladino culminata con una retrocessione in prima categoria, Peppino Cocomazzi si assunse l'ingrato compito di prendere il timone della societa' e cercare di dare alla S.Giovanni calcistica il giusto posto che meritava.Promise di riportare la squadra in promozione ed arrivo' per due volte seconda facendo gli spareggi la seconda dopo un campionato strepitoso arrivo' al secondo posto all'ultima giornata ma venne ugualmente ripescata.Ebbe il coraggio di fare una squadra storica con giovani talenti locali, i fratelli Cassano, Giovanni Patrone il folletto Nicolino "Gazza" Cascavilla, Sandro Cappucci, Teo De felice, Roberto e Nicola Cocomazzi figli del presidente Peppino e grandi giocatori.Famoso per il suo attaccamento alla squadra in modo morboso sempre presente, il presidente "operaio", tuttofare, non ha mai disdegnato una tracciatura di campo, mai tirato indietro quando doveva fare l'assistente all'arbitro e sempre pronto a fare ed espletare le mansioni piu umili. Al suo fianco i sempre fedeli collaboratori Aldo Carone e Gianni Impagliatelli a dar sostegno al grande Peppino.Il suo piu grande rammarico quello di non avere avuto nessuno sostegno quando dalla promozione sognava di portare il S.Giovanni in eccellenza.Con il suo contributo siamo sicuri che il nuovo progetto prendera' forma e Peppino potra' vedere realizzato il suo sogno.
CAPITOLO XII-L'era Michelino Lecce
Carissimo Michele hai appena iniziato, ora fai parte anche tu della Storia hai il difficile ed ingrato compito di continuare quello che esiste da mezzo secolo.Il tuo maestro di vita, tuo padre il compianto presidente Michele Lecce, il piu grande di tutti ti ha dato i mezzi per continuare.Questa pagina è vuota aspetta solo di essere riempita da te nel corso degli anni.Noi non abbiamo fretta sappiamo aspettare................
Auguri di cuore da tutti i dirigenti calciatori tifosi ed amici dell'A.C. S.Giovanni Rotondo


Gino Ripoli