Considerazioni (i.e. «cum sideribus») liriche,

ad majorem Dei gloriam,

sub specie [sæculi, ævi, comunque] æternitatis

 

di Agostino, al-Ghazali, Anonimo, Basho, Bernardo, Boccaccio, Böhme, Chuang-tze, Cicerone, Coomaraswamy, Dante, Diodoro, Eckhart, Empedocle, Eraclito, Evola, Filone, Giamil, Goethe, Guénon, ibn-Arabi, Isidoro, Issa, Jacopone, Khayyam, Lao-tze, Marin, Masaoka, Origene, Platone, Plotino, Rabelais, Rumi, Schuon, Shakespeare, Shankara, Silesius, Tommaso e Virgilio.

 

 

 

 

Cliccando sulla sovrastante spirale anguiforme si accede al girotondo centrale, con uso di Sommario, dell'ossimoro (essendo tòpos sia l'etimo che l'anagramma di «posto») di questo sito utopico che, nato come piccola antologia poetica di testi tradizionali anonimi, o condannati all'anonimato, sta crescendo in forma prosopoetica. E si spera che non vi prosperi la peronospora della prosopopea.

 

Può offrire risultati imprevedibili, nell'ingranaggio sottostante,
la questua di tre o quattro lettere seguite da un asterisco.



powered by FreeFind

 

L'antropoide che segue (half, foster o elder brother, chissà) introduce alla stanza DARWIN AVEVA RAGIONE, nella quale si tratteggia, corredata di immagini esplicative, una breve storia dell'insubordinazione, da quella del Re nei confronti del Papa a quella dell'anima nei confronti dello spirito. Questa e le stanze successive, intervallate da finestre evolutive (darwindows), sono percorribili l'una dopo l'altra, a mo' di labirinto itinerante dalla prosa alla poesia, oppure accessibili [o l'una o l'altra] dal filo d'Arianna della quinta, quella centrale raggiungibile, si ripete, tramite la serpentina mercuriale suddetta. Ma la navigazione più avventurosa è quella tra i divani (dall'arabo diwân, "divano", appunto, ma d'assorta lettura), che rappresentano l'antologia poetica vera e propria. In questa sezione, che accoglie versi differenti tra loro per lingua, per tradizione e per ceto, spesso in flagrante contraddizione vicendevole, ma uniti dalla stessa fede nell'unicità dell'esistenza universale, sono trattati in modo tradizionalmente asistematico ed in uno stile tra il didascalico, lo gnomico, il goliardico e l'arcadico, tutti i temi affrontati nelle altre pagine.

Questa improbabile architettura d'interni, inoltre, consta di credenze che, come in tutte le case del buon tempo andato, espongono le credenziali di chi riceve una visita, acciocché l'ospite non sia costretto a penosi interrogativi intorno a ciò che gli si sta per dare a bere, di tendine che velano da un lato e rivelano dall'altro (senza svelare alcunché) e di più prosaici comodini sperati tali, ovvero prosaici, non perché celanti il fatidico zipeppe, ma perché contenenti quasi solo prose. A un dipresso interamente in prosa sono eziandio le porte (gates on the web), sezione nella quale invece si opera una doverosa eccezione alla regola dell'anonimato. Anche alle prose non fa tuttavia difetto l'ambizione lirica, perché noi primati siamo ancora capaci, talvolta, della limpida meraviglia del poeta.

 

 

 

 

All'indirizzo e-mail in basso a sinistra, infine, risponde l'umile compilatore di queste pagine, la riproduzione anche parziale delle quali è non solo permessa, ma incoraggiata. A questo proposito, le palline in basso a destra forniscono alcuni suggerimenti circa l'uso della tastiera, utili al lettore attempato, insieme ad un rapido test d'ingresso. D'altronde va anche detto che il bello di un sito edificante, perché edificato ad majorem Sui gloriam, consiste nell'essere costruito per il Lettore, anziché per lettori il cui numero, per quanto sorprendente, non riveste molta importanza. Pertanto, non essendo quelli qui pubblicati che i fogli del diario di bordo di un guscio di noce, qualora ad altri naviganti, su altre imbarcazioni e su altre rotte orientate (o occidentalizzate, se si preferisce il giro lungo) verso lo stesso porto, detti fogli risultassero in parte non del tutto inutili, il sottoscritto se ne rallegrerà, certo, ma immeritatamente.


renato.scimmia@email.it