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Ecco....se dicessi che questa è
la mia grande passione pensereste che sono una persona piuttosto vuota,
ma è una malattia...tutto qui.
Per me la Fiorentina non è una semplice squadra di calcio per
cui fare il tifo ma una sorta di rito collettivo di cui sono orgoglioso
di far parte.
Tante cose sono cambiate in questi anni (e altre cambieranno nei prossimi),
la fede viola no, quella è rimasta intatta e inattaccabile
fin dall'infanzia. Probabilmente per molti (di certo non per chi condivide
la mia stessa passione) sarà difficile da comprendere, ma la
Fiorentina è uno dei pochi punti fermi che ha accompagnato
la mia esistenza e che riesce a condizionare il mio umore. Ancora
oggi, nonostante la C2 e tutte le cose incredibili
che ci sono successe negli ultimi tempi, l'emozione che provo
quando dalla Curva Fiesole vedo scendere sul campo di gioco le maglie
viola ascoltando l'inno di Narciso Parigi (trasmesso dagli altoparlanti
dello stadio) è la stessa che avevo da bambino. Difficile da
capire per chi ne è estraneo è anche la ritualità
del tifo, in tutte le sue forme. Dalle trasmissioni radiofoniche e
televisive (rigorosamente agli stessi orari) che accompagnano |
| le giornate di noi tifosi alle partite
vissute la domenica allo stadio nel solito posto, con gli stessi amici,
cantando i soliti cori vicino alla stessa gente. Credo che sia qualcosa
di intimamente connesso con la città in cui vivo, Firenze,
altrimenti non si spiegherebbe come tutto questo riesca a coinvolgere
persone di tutte le età e di tutte le categorie sociali. Più
di una volta mi sono reso conto di come, in una sorta di "trance
agonistica", il mio comportamento, di solito schivo e composto,
cambiasse radicalmente durante i 90 minuti della partita, vissuta
come una vera e propria sofferenza... Il tifo per la Fiorentina è
questo: non un semplice spettacolo sportivo ma è un vero e
proprio rito da vivere in prima persona. |
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