Storia dei Sanniti
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I COMBATTENTI DELLE ARENE Tra le più antiche testimonianze di un combattimento
gladiatorio svolto a Roma si ricorda quello avvenuto nel Foro Boario nel
264 a.C. organizzato dai nobili fratelli Marco e Decimo Giunio Bruto per
commemorare la morte del padre. Da allora i "Giochi Gladiatori",
chiamati "munus", ebbero un enorme successo tanto che solo pochi
decenni dopo, nel 216 a.C. in occasione dei funerali di un importante uomo
politico romano, furono più di 40 i gladiatori che si affrontarono in
combattimento e per le esequie di Publio Licinio nel 183 a.C. furono più
di cento a scendere nell'arena. Queste competizioni all'inizio venivano svolte
all'aperto, in recinti lignei dove gli spettatori si accalcavano a ridosso
degli sfidanti. In seguito, quando i combattimenti d'arena divennero gare
seguitissime dai Romani, furono costruiti veri e propri monumenti dove
veniva esaltata tutta la violenza che questi giochi esprimevano, tanto da
arrivare a costruire nel I secolo d.C. l'arena più imponente di tutti i
tempi, il Colosseo. All'inizio, intorno al III secolo a.C., i
combattimenti gladiatori venivano strettamente associati ai Sanniti,
quando per "samnes" si indicava una particolare armatura
gladiatoria e solo in seguito furono introdotti altri tipi di combattenti
come i Traci, che furono importati da Silla ed i Galli grazie a Giulio
Cesare. Tra i gladiatori sanniti più famosi si ricorda
Lucilio I di Isernia, detto l'Aesernino, che alla fine della carriera
divenne "Doctor" cioè addestratore di gladiatori. Le sue gesta
nell'arena risalgono al periodo dopo la "Guerra Sociale" cioè
intorno alla prima metà del I secolo a.C. La sua palestra gladiatoria era
a Capua e, per la concomitanza dei tempi e dei luoghi, non si esclude che
possa essere stato uno degli addestratori di un grande gladiatore tracio,
Spartaco.
Fonte: dal sito I Sanniti di Davide Monaco da Isernia.
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