Storia dei Sanniti
|
I TRATTURI Nel Sannio preesisteva allo stanziamento antropico,
una rete di percorsi naturali tracciati dal continuo spostamento
stagionale degli animali allo stato brado in cerca di pascoli.In effetti
appare chiaro quanto questi percorsi tratturali abbiano potuto influire
sulla scelta dei siti da parte dei sacrati. Carta dei Tratturi. L'analisi dell'inurbamento evidenzia la necessità che
i Sanniti avevano di controllare i tratturi, trasformati in seguito al
loro stanziamento in una vera e propria rete di comunicazione all'interno
del territorio. Un tragitto in particolare sembra essere stato di
fondamentale importanza per loro, quello che dall'attuale Pescasseroli, ai
confini tra l'Abruzzo ed il Molise, conduce a Candela nelle Puglie. L'importanza di questo tracciato naturale viene ad
evidenziarsi considerando alcuni segni permanenti riscontrabili per la
maggior parte solo su questo tratturo. Infatti attraversa la maggior parte
delle zone dove sono ubicate le sorgenti dei maggiori fiumi del Sannio e Con il tratturo Pescasseroli-Candela altri percorsi
completavano la rete di comunicazione nel Sannio, come il tratturo Castel
di Sangro - Lucera, che collegava i territori del fiume Sangro con quelli
del fiume Fortore, ed il tratturo Celano - Foggia, che collegava l'attuale
area abruzzese di Chieti con l'altopiano pugliese. Molte altre direttrici
tratturali attraversavano le aree limitrofe al Sannio, interessando però
le zone dei Frentani ad est e degli Apuli e Messapi a sud. Anche i limiti
settentrionali del territorio sannitico erano attraversati da itinerari
tratturali, ma a breve percorso e collegavano insediamenti posti in aree
limitrofe. Questi costituirono in seguito i bracci o tratturelli che si dipartivano dal tratturo principale per andare ad incrociare i percorsi di altri tratturi oppure a collegare modeste zone di pascolo particolarmente fertili. Ad esempio il "Tratturo delle Forme" era un braccio che, distaccatosi dall'asse principale costituito dal tracciato Pescasseroli-Candela all'altezza dell'attraversamento del fiume Vandra, si dipartiva verso i pascoli alle pendici meridionali delle Mainarde nell'area delle sorgenti del Volturno. Un altro braccio si diramava sempre dal Pescasseroli-Candela nello stesso punto del precedente per dirigersi verso le fertili pianure campane. Questi due tratturelli, che percorrevano il territorio dell'alta valle del Volturno, hanno costituito in seguito la matrice di quell'itinerario, definito intorno al IV secolo a.C., che collegava le terre della pianura di Capua con quelle del Sangro. L'esistenza
di queste strade naturali instaurò un
processo di sviluppo economico fortemente influenzato dall'effettivo
utilizzo di questi percorsi. Infatti l'attività economica più redditizia
nell'antico Sannio era rappresentata dall'allevamento del bestiame e dalla
lavorazione di quei prodotti che direttamente da esso derivavano come la
lana, le pelli ed i prodotti caseari che avevano un affermato mercato nei
territori campani e pugliesi. Essi costituivano la merce di scambio per
tutti quegli altri articoli che non si producevano in loco e che dovevano
essere importati. Fonte: dal sito I Sanniti di Davide Monaco da Isernia.
|
Tratturo Pescasseroli-Candela
Il territorio del Sannio
Popoli confinanti |