Storia dei Sanniti

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LA RELIGIONE DEI SANNITI  

La tavola di Agnone

  La tavola di Agnone è una tavoletta di bronzo, delle dimensioni di centimetri 28x16,5, munita di una maniglia. Attualmente si trova al British Museum di Londra.

E' la più importante iscrizione in lingua osca, dopo il Cippo Abellano e la Tabula Bantina di maggiore lunghezza, risalente circa al 250 a.C. a giudicare dalla forma delle lettere.

Le iscrizioni sulla tavola, ben leggibili ed incise profondamente, sono poste su ambedue le facciate. La prima contiene 25 righe e la seconda 23 righe.

La prima facciata tratta di un recinto sacro, un santuario dedicato a Cerere, dove si svolgono cerimonie religiose. Questi culti hanno luogo durante il corso dell'anno in giorni stabiliti per 15 divinità elencate in seguito. Poi l'iscrizione rivela che all'interno di questo recinto sacro, ogni due anni, sull'ara del fuoco avrà luogo la cerimonia. Quindi viene attestato che ogni anno, al tempo della Floralia, presso il santuario si deve sacrificare a quattro divinità.

Questa facciata nel suo insieme sembra indicare ciò che accade o deve accadere nel santuario tanto da sembrare norme relative al suo funzionamento o un calendario rituale.

Nell'altra facciata viene precisato che al recinto appartengono gli altari dedicati alle divinità che vengono venerate all'interno del santuario. Poi si afferma che il saahtum tefurum deve essere sull'aria ignaria. Quindi viene attestato che il santuario appartiene a coloro che pagano la decima. Quest'altra facciata elenca, come un inventario, ciò che è di proprietà del santuario e le persone che possono frequentarlo e che lo gestiscono.

Il boschetto di Agnone doveva essere situato nelle vicinanze del Monte del Cerro, fra Capracotta ed Agnone, dove venne trovata la tavoletta più di un secolo fa. La località (Fonte del Romito) veniva chiamata ancora con il termine dialettale Uorte cioè Orto, Hortus in latino e Horz sulla tavoletta. La località rustica, denominata Fonte del Romito o dell'Eremita, era un podere del Sig. Giangregorio Falconi, coltivato dal contadino Pietro Tisone che la rinvenne mentre procedeva ai lavori di aratura nel 1848. Durante il rinvenimento erano presenti sul luogo i fratelli Cremonese, intenti allo studio di resti lapidei rinvenuti in precedenza. Tempo dopo i due fratelli Francesco Saverio e Domenico Cremonese riferirono e fecero visionare al Mommsen l'importante reperto in lingua osca. Lo studioso tedesco era già stato ad Agnone poco tempo addietro ospite del duca D'Alessandro di Pescolanciano, per una lunga visita in quei luoghi a visionare le importanti vestigia sannitiche ivi scoperte. I fratelli Cremonese, attraverso i loro studi, teorizzavano l'ubicazione di un'area sacra dei Sanniti proprio in quei posti, confermata in seguito dal rinvenimento della tavoletta bronzea. Molti anni dopo la Tavola di Agnone era in possesso dell'antiquario Alessandro Castellani di Roma che la vendette al British Museum di Londra.

Questo luogo era dedicato a Kerres (Cerere) ed i fedeli pagavano una decima per la sua cura. Si svolgevano processioni sacre in periodi ben definiti. Per compiere riti lustrali venivano effettuate soste presso ognuno dei quindici altari presenti all'interno dell'Orto sacro. Ogni due anni si manteneva acceso un fuoco e si facevano offerte su un altare sacrificale. Cerimonie al di fuori dell'Orto sacro venivano celebrate per Flora, processioni con soste rituali in onore di quattro divinità.

La tavola di Agnone menziona diciassette divinità e tale numero è la prova evidente che i Sanniti tendevano alla polilatria. Tutte le divinità hanno un nesso con l'agricoltura, il raccolto ed i frutti della terra, sottolineato dall'epiteto Kerriiais (Cereale) che si trova dopo il nome di alcuni di essi.

   

Di seguito vengono elencate le divinità nominate sulla tavoletta:

 

Kerres - Cerere, la divinità a cui era dedicata l'area sacra;

Vezkei

Evklui - Mercurio oppure Ade, fratello di Giove;

Futrei Kerriiai - Persefone figlia di Demetra;

Anter Statai - Stata Mater dei Marsi;

Ammai Kerriiai - Demetra;

Diumpais Kerriiais - Le Ninfee delle sorgenti;

Liganakdikei Entrai - Divinità legata alla vegetazione ed ai frutti;

Anafriis Kerriiuis - Le Ninfee delle piogge;

Maatuis Kerriiuis - Dea italica dispensatrice di ruggiada per i raccolti;

Diuvei Verehasiui - Giove Virgator;

Diuvei Regaturei - Giove Pluvio;

Hereklui Kerriiui - Ercole;

Patanai Piistiai

Deivai Genetai - Mana Geneta;

Pernai Kerriiai

Fluusai - Flora protettrice dei germogli.

 

L'elemento di maggiore spicco è l'importanza attribuita a Kerres. L'area sacra era a lei intitolata e tutti gli dei venerati in quel luogo erano gli stessi dell'Olimpo sannita ma in relazione alla funzione cui erano pregati di svolgere: guidati da Cerere, dovevano sostenerla nel propiziare la terra e proteggerne i frutti. Quindi Kerres è il fulcro dei rituali religiosi che si svolgevano nell'Orto Sacro, inteso questo come simbolo di tutte le terre coltivate, e non è una coincidenza che la Tavola sia stata ritrovata sull'altura che oggi viene chiamata Monte del Cerro ed è stata realizzata in bronzo, un metallo che occupava un posto di rilievo nei rituali in onore di Cerere.

 

I Sanniti furono guerrieri valorosi e ben organizzati. Come tanti popoli, allora ed ancora oggi, avevano nel loro esercito un certo numero di combattenti che formavano un gruppo scelto di guerrieri. Era la Legio Linteata, una devotio a divinità dell'Olimpo sannita che, dopo una particolare cerimonia sacra, diventava una casta di guerrieri votata al sacrificio estremo pur di difendere il proprio popolo. Sulla legione e sulla cerimonia che la consacrava, ci sono giunte solo le testimonianze di Tito Livio nei suoi Annales, ma molti sono i reperti archeologici venuti alla luce in questi ultimi anni che in parte avvallano ciò che Livio ha scritto.

La narrazione del rito sacrale avvenuto nel 293 a.C. ad Aquilonia per costituire la "Legio Linteata", viene così da Livio narrata:

…alla guerra questi (i Sanniti) s'erano preparati con lo stesso impegno e con gran dovizia di fulgide armi; e ricorsero anche all'aiuto degli dei, giacché i soldati erano stati iniziati alla milizia prestando il giuramento secondo un antico rito, e s'era fatta una leva per tutto il Sannio con una nuova legge, in virtù della quale chi fra i giovani non fosse accorso alla chiamata dei comandanti, e chi si fosse allontanato senza il loro ordine, doveva essere consacrato alla vendetta di Giove. Poi tutto l'esercito ricevette l'ordine di radunarsi ad Aquilonia. Vi si raccolsero circa 60.000 uomini, il fiore delle milizie ch'erano nel Sannio.

 

 

Fonte: dal sito I Sanniti di Davide Monaco da Isernia.