Storia dei Sanniti

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MEDDIX TUTICUS TUTIX

La parola meddix compare nelle iscrizioni osche nella forma meddiss. L'antico titolo italico di meddix era usato da tutte le genti sabelle e sabelliche, nonché dal popolo affine dei Volsci, e si ritiene fosse vicino al termine latino iudex.
Secondo Festo, meddix era un termine dallo stesso significato del latino magistratus. Veniva reso specifico dall'aggiunta di un aggettivo che lo qualificava.
Il meddix supremo, il capo dello stato sannita, veniva chiamato meddix tuticus (meddiss tovtiks), in cui l'aggettivo deriva palesemente da touto. Godeva di un'autorità completa ed illimitata. Diversamente dagli altri magistrati, che erano evidentemente a lui subordinati, nel prendere decisioni egli non dipendeva necessariamente dall'approvazione di un consiglio, benché ci si aspettasse che ne consultasse uno.
Oltre a sovrintendere all'amministrazione della legge, era il capo militare dello stato ed aveva un ruolo, in origine certamente quello principale, nella religione ufficiale. Convocava e presiedeva le riunioni del consiglio e dell'assemblea, e controllava l'amministrazione delle finanze dello stato. Come magistrato eponimo, la sua carica era annuale, ma sembra che potesse venire rieletto per più volte consecutive.
Nell'esercizio del potere supremo il Meddix Tuticus era evidentemente l'equivalente del Console romano. A differenza di quest'ultimo, però, esso non sembra avesse un collega con pari autorità. La carica di Meddix Tuticus era originariamente unica e nel Sannio, per quanto ne sappiamo, rimase tale. La prima menzione della parola meddix, incisa su un elmo proveniente dalla Lucania, si riferisce a un magistrato singolo.
È possibile che ciascuno dei pagi che costituiscono un touto avesse il suo Meddix Minor, che avrebbe avuto una posizione subordinata rispetto al Meddix Tuticus. Vi sono anche documenti che provano l'esistenza di altre categorie di meddices: i Meddices Decentarii (Meddiss Degetasios) e i Meddices Atici (Medix Aticus).
Il Meddix Decentarius era l'esatto equivalente del Quaestor romano e poteva agire solo se appoggiato dall'autorità del consiglio: diversamente dal Meddix Tuticus non aveva potere discrezionale. Inoltre il Quaestor, al pari del Meddix Decentarius, non era uno solo: con i suoi colleghi formava probabilmente un collegio.
I Meddices Decentarii svolgevano un ruolo connesso con le finanze: la loro carica venne istituita quando l'amministrazione si estese e divenne più complessa, in modo da alleggerire i doveri del Meddix Tuticus. Il ruolo del Meddix Aticus è simile a quello del Meddix Decentarius. Il titolo di decentarius potrebbe significare che il suo compito principale fosse occuparsi dei fondi provenienti dalla riscossione delle decime, ed egli certamente controllava quello che sembra essere l'equivalente della pecunia multaticia romana, che era amministrata dal Quaestor. Il titolo di Meddix Aticus riguardava la sovrintendenza all'amministrazione di tutte le entrate fiscali. Per alcune cariche la documentazione epigrafica risale soltanto al I secolo a.C. e proviene dalla lucana Bantia, che era tutt'altro che una tipica comunità sabella. Comunque, è possibile che alcuni dei titoli "romani" siano stati adottati da tutti i Sabelli, ed è quindi utile riportare qui di seguito tutti quelli menzionati in iscrizioni osche:

    Aidilis (aidil in osco) - Compare ad Alfedena e a Pompei (dove era certamente inferiore al meddix).

    Censor (kenzstur in osco) - A Pietrabbondante, Histonium, Bantia ed Antinum.

    Legatus (ligat in osco) - A NoIa e Abella.

    Praefectus (praefucus in osco) - A Bantia.

    Praetor (praetur in osco) - A Bantia (dove chiaramente è il magistrato chiamato in precedenza meddix tuticus ).

    Promagistratus (prumeddix in osco) - A Bantia.

    Quaestor (kvaisstur in osco) - Ad Abella, Bantia, Potentia e Vicus Supinus.

    Quattuorvir (IIII-nerum in osco) - A Pompei e forse ad Alfedena.

    Tribunus plebis (tribunus plebis in osco) - A Bantia.

    Triumvir (trium nerum in osco) - A Bantia.

È possibile che questi titoli, palesemente romani, designassero almeno in qualche caso cariche originarie puramente sabelle: il kvaisstur e il ligat, ad esempio, sembra svolgessero funzioni estranee agli effetti dell'influenza di Roma. D'altro lato, alcune cariche, al pari dei titoli, sembrano direttamente imitate: il Tribunus Plebis osco, ad esempio, non pare avere molte caratteristiche sabelle.
Il più controverso di tutti è il kenzstur. Si sostiene che sia il titolo sia la carica fossero indigeni, e che questa volta gli imitatori sarebbero stati i Romani. La presenza della -t- è considerata l'elemento decisivo, in quanto è impensabile che sia stata inserita in un secondo tempo nella parola censor e ciò proverebbe che il termine originale sia kenzstur.
Anche i Sanniti, come i Romani e gli Etruschi, avevano una gerarchia ufficiale composta da vari gradini come in un ben definito "cursus honorum". Le cariche andavano da quelle di Meddix Decentarius a quelle di Meddix Tuticus e di Kenzstur. Due anni dovevano trascorrere prima che si potesse passare alla carica successiva e cinque anni prima di poter ricoprire la stessa una seconda volta.

 

Fonte: dal sito I Sanniti di Davide Monaco da Isernia.