Storia dei Sanniti
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ORGANIZZAZIONE POLITICO SOCIALE I Sanniti preferivano che fosse la comunità tribale,
cioè il popolo col proprio territorio, le città ed i piccoli centri
abitati, la base del sistema politico. L'unità politica al di sotto del Touto era il pagus,
una sottounità amministrativa che non era una città ma un distretto di
estensione variabile che poteva a sua volta includere centri abitati.
Aesernia, che faceva parte del Touto dei Pentri ed era una delle
principali città sannitiche, dovette sicuramente ricoprire il ruolo di
pagus per la sua particolare importanza. Infatti è stato individuato
intorno ad essa, in un raggio di 10 km., un circolo di fortificazioni
costituite da insediamenti non ad uso abitativo ma a carattere difensivo
con mura poligonali. Esso rappresentava proprio il limite del pagus
Aeserniensis. La città ubicata in pianura era chiamata vicus ed
alcune volte era fortificata, era munita cioè di spesse mura perimetrali
con torri e porte vigilate. Quella delle zone montagnose era chiamata
oppidum ed era quasi sempre fortificata. I Sanniti erano una popolazione
che, prima delle guerre contro Roma, vivevano in vicus di pianura o di
mezzacosta. Alla seconda metà del IV secolo a.C. sono databili, invece,
quasi tutti gli oppidum o fortificazioni esistenti nel territorio del
Sannio. Questa nuova fase edificatoria avvenne proprio in concomitanza con
lo svolgersi delle guerre sannitiche, un vero e proprio arroccamento
dovuto ai cruenti scontri con i Romani. Di solito queste fortezze, con mura alte più di tre
metri e spesse mediamente più di un metro, cingevano la cima di montagne
già di per se difficili da salire. Le mura, costruite in opera
poligonale, raggiungevano in alcuni casi i sei o sette chilometri di
lunghezza. L'area all'interno di questi luoghi fortificati era adibita al
ricovero delle genti, delle merci ed in particolar modo degli armenti, cioè
la prima cosa che veniva ad essere requisita dagli eserciti romani per
sfamare le proprie truppe. In questo modo i Sanniti, oltre a custodire il
fulcro dell'economia dell'epoca, toglievano ai nemici il metodo sicuro per
procurarsi un facile sostentamento. Né i vici né gli oppida avevano vita
politica a se stante, dipendendo sempre dall'organizzazione territoriale
del pagus di appartenenza. Il pagus era quindi un distretto semidipendente che
si occupava di questioni sociali, agricole e sopratutto religiose.
Attraverso di esso avveniva il reclutamento militare. I suoi membri si
riunivano in assemblea dove approvavano leggi locali ed eleggevano i
propri rappresentanti nel consiglio del Touto. Durante l'epoca della loro
storia, i Sanniti annoverarono quattro Touti fondamentali, quello dei
Pentri, dei Carecini o Carricini, degli Irpini e dei Caudini, ed in
seguito furono ampliati con l'annessione dei Frentani. Ciascun Touto aveva una località sacra, che fungeva
da centro amministrativo ma che non aveva le funzioni di capitale. Per i
Pentri era Bovianum Vetus, l'attuale Pietrabbondante, per i Carecini era
Cluviae, per i Caudini era Caudium e per gli Irpini era Melis o Maloenton
(chiamata Malventum dai Romani che, in seguito, la rinominarono Beneventum). Quindi ogni Touto, dove esisteva un consiglio ed
un'assemblea, era una repubblica, non un regno. Forse c'era stato un tempo
in cui anche i Sanniti, al pari dei Romani e di altri popoli dell'Italia
arcaica avevano avuto un re, ma se così fosse stato, doveva essere
avvenuto in un'epoca tanto remota da permettere loro di dimenticarne
persino il titolo: un termine che significhi "RE" non esiste
nella lingua osca. In tempi storici, è certo che i Sanniti condividevano
tutti l'avversione per la monarchia. Lo stato Sannita non era solo repubblicano ma era
anche democratico. Oltre ad eleggerli, i Sanniti criticavano apertamente e
pubblicamente i loro magistrati, discutevano in assemblee pubbliche con le
massime cariche amministrative. Almeno fino a quando il contatto con i
Romani non incise sulle tradizioni sannite, non esistevano grandi famiglie
ricche e potenti da influenzare il voto politico nel Sannio: la ricchezza
non bastava a valutare un uomo. Quando Livio scrive di vir nobilis
potensque, descrive una persona eccelsa nella vita politica sannita per
valore militare e diplomatico, persone che avevano dunque un peso politico
guadagnato sul campo, forse un peso anche economico arrivato in seguito,
ma non il contrario. I Sanniti non erano un popolo numeroso e non potevano
permettere che a capo di loro ci fossero persone che avessero ottenuto
tale carica diversamente dal prestigio personale. A capo del Touto era posto il Meddix Tuticus, eletto
democraticamente, che aveva la carica equivalente a quella di Magistratus
o Console per i Romani. Ad affiancare l'operato di questa figura suprema
vi erano una serie di funzionari minori. Tra questi il Meddix Minor, una
specie di "quaestor" romano, che era posto a capo dei singoli
pagi, ed il Meddix Aticus, che soprintendeva all'amministrazione di tutte
le entrate fiscali. Carica simile per peso amministrativo a quella del
Meddix era il Kenzsur, da cui i Romani fecero derivare la loro carica di
Censor.
Fonte: dal sito I Sanniti di Davide Monaco da Isernia. |