Storia dei Sanniti
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PREFAZIONE Gran parte della loro storia si interseca con quella
di altri popoli, come gli Etruschi, i Greci, i Galli e, quasi in un
continuo conflitto, con i Romani. Erano le genti più caparbie e dal
temperamento più risoluto fra tutte le popolazioni della penisola, coloro
a cui, più di ogni altra cosa, era sacra la libertà e che hanno
combattuto strenuamente per difenderla. L'interesse che suscitano oggi le loro vicende è
dettato anche dalla curiosità di ricostruire gli ancora molti ed oscuri
avvenimenti che compongono la loro storia. Di questo popolo, che ha
cercato di liberarsi più volte dal giogo di coloro i quali, da lì a
pochi secoli, avrebbero sovrastato il mondo intero allora conosciuto, non
rimangono che poche vestigia e testimonianze storiche alquanto scarne.
Eppure è stato un popolo fiero ed indomito che ha impresso, per decine di
lustri, l'impronta della propria civiltà sulle terre che dal Gran Sasso
arrivavano fin giù alle aree della Magna Grecia. I Sanniti ed i Romani sono cresciuti insieme
combattendosi ed alleandosi per l'egemonia di quella parte d'Italia che,
agli inizi del IV secolo a.C., rappresentava l'espansione naturale per
ambedue i popoli: le fertili terre a sud del fiume Liri, dal Volturno fin
oltre il Sarno. Quale sia stato il fattore, umano o fortuito, che ha
permesso agli uni di sovrastare gli altri, è difficile da conoscere. La
storia di Roma, che da sempre ci è stata insegnata, si basa su di un
crescendo epico costruito dal lavoro di annalisti e storici, molti
asserviti al suo potere, il cui solo interesse era celebrare la grandezza
dell'Impero, le sue grandi battaglie e lo sforzo proteso dai grandi
dell'Urbe per arrivare a sovrastare tutti gli altri popoli. Ma di questi popoli soggiogati, delle loro vicende,
delle loro idee politiche o religiose, ci è pervenuto poco o nulla. Roma
sopra a tutto. Dionigi d'Alicarnasso, Tolomeo, Fabio Pittore, Plinio
il Vecchio, Strabone, Velleio Patercolo, Appiano, Diodoro Siculo ed in
particolar modo Tito Livio, sono tra gli annalisti, i geografi ed i
naturalisti che nelle loro opere hanno scritto sul Sannio ed i Sanniti. Ma nei loro testi i Sanniti sono spesso descritti in
modo superficiale oppure confuso e molte volte non veritiero. Ancora oggi
alcuni passi di Livio, come di Strabone ed addirittura di Paolo Diacono,
sono di difficile interpretazione e generano confusione persino in coloro
che vogliono ricostruire almeno solo l'assetto geografico del Sannio. Negli ultimi tempi lo studio sul territorio da parte
della Soprintendenza Archeologica con nuovi scavi e ricognizioni ed il
conseguente studio dei reperti ritrovati permettono una nuova e diversa
ricostruzione della società sannitica, mettendo un pò d'ordine nella
storia di questo antico popolo. Attualmente per conoscere la storia e le vicende dei
Sanniti, in maniera soddisfacente, bisogna fare il giro dei musei di
almeno quattro regioni: Abruzzo, Molise, Lazio e Campania. Questi sono i
territori dove vissero (ciò attesta anche come grande sia stata
l'influenza dei loro usi e costumi sui popoli italici) e, non potendo
costituire, per evidenti contrasti logistici e politici, un unico luogo
museale dove conservare le vestigia di questo antico popolo, bisogna
rassegnarsi a pellegrinare da una città all'altra quantomeno per
osservarne i reperti archeologici che ciascun luogo conserva e che più di
ogni scritto testimoniano l'importanza che i Sanniti ebbero nella storia
della nostra penisola. Basti pensare che furono i primi ad utilizzare il
nome "ITALIA", all'epoca per indicare quei territori, dal
Tirreno all'Adriatico, uniti per combattere l'egemonia di Roma. Questo sito Internet vuole essere una vetrina sul
mondo dei Sanniti, un contributo alla conoscenza di questo fiero popolo
italico, raccontandone le origini e le vicende storiche attraverso un
testo, molto semplice e scevro da parole artificiose, ed una Paestum - IV
secolo a.C. serie di
illustrazioni di reperti archeologici provenienti da tutto il territorio
che un tempo formava l'antico Sannio, in modo da fornirne un quadro
generale e contiguo (molti dei reperti illustrati non li troverete da
nessuna altra parte). Sono presenti testimonianze archeologiche di tutti i
"touti" sanniti, dai Pentri ai Caudini, ai Carecini (o Carricini),
agli Irpini fino ai Frentani. Il sito Internet è stato creato basandolo
su di una bibliografia che potremmo definire "classica", nel
senso che racchiude tutti i testi che, maggiormente nell'ultimo secolo,
sono stati pubblicati sull'argomento, e su alcuni degli ultimissimi studi,
alcuni in via di pubblicazione. Il sito si avvale anche di molte
collaborazioni esterne e per questo motivo è in continua evoluzione. A volte capita che, man mano che si aggiornano e si
ampliano gli argomenti, ci si trovi di fronte a fatti nuovi ed a volte non
facilmente spiegabili. Tra questi, il rapporto che esisteva tra i Sanniti ed
i Galli, che alcune testimonianze archeologiche sembrano attestare molto
più frequenti ed assidui rispetto a quanto tramandato dagli storici
classici. Oppure strane testimonianze moderne del connubio tra
questi due popoli. Un esempio? Cosa ci fa un elmo di chiara provenienza sannita sul
pacchetto di sigarette francesi "Gauloises"? Altre sono le testimonianze che non trovano un
riscontro nella storia tramandataci e che sono di difficile collocazione
sia temporale che logica. Navigando in questo sito ve ne renderete conto. Vorremmo spezzare una lancia, casomai una "saunia",
a favore di coloro che custodiscono in casa reperti archeologici trovati
casualmente. Queste persone forse non conoscono del tutto il valore dei
reperti in loro possesso e non vogliono disfarsene e cederli alle autorità
competenti per la paura di imbattersi nelle sanzioni legislative oppure
per il timore che, una volta consegnati, non potranno più rivederli.
Questo sito è a loro disposizione per agevolarli ed aiutarli a rendere
pubblico il loro tesoro, a far si che tutti possano beneficiare della
fortuna capitata a pochi. Manterremo il loro anonimato e se vogliono, li
aiuteremo a consegnare i reperti alle autorità competenti. Le leggi
italiane tutelano e premiano coloro che contribuiscono a preservare il
patrimonio storico e culturale della penisola. ____________ Ed ora buona navigazione, ricordandovi che in fondo
ad ogni pagina vi sono i pulsanti di navigazione, ovvero una "falèra"
sannita tra due gladi romani. Premendo con la freccetta video del mouse
sul gladio di sinistra si accede alla pagina precedente, premendo sul
gladio di destra si accede alla pagina successiva. Premendo sulla
"falèra" si torna sempre alla pagina principale o Home Page. Alcune immagini di reperti archeologici hanno un
testo alternativo che si attiva al passaggio della freccetta video del
mouse su di esse. Basta posizionarci sopra il mouse ed attendere un
attimo. Una scritta in campo bianco apparirà sull'immagine per scomparire
pochi secondi dopo. Questo testo alternativo è presente in particolar
modo in quelle immagini che non hanno didascalie. Passando sopra, con la freccetta video, ad alcune
scritte, titoli od immagini, noterete che il simbolo del mouse da freccia
si trasforma in una manina. Ciò significa che quella scritta, quel titolo
o quell'immagine sono ipertestuali; premendoci su vi condurranno ad altre
pagine oppure, se sono immagini, vi permetteranno di ingrandire
notevolmente il soggetto per vederne tutti i particolari. Nel sito sono
presenti anche alcune schede di approfondimento su taluni argomenti. Sono
contrassegnate con il simbolino di Word, essendo state create con questo
sistema di scrittura. Le potete scaricare, stampare o conservare. Infine non dimenticate di dare sempre un'occhiata
alla sezione "Aggiornamenti, Studi e Ricerche" accessibile dalla
Home Page. Sono presenti diversi articoli da leggere e molte novità nel
campo della ricerca archeologica.
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