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ROMA:
Una grande città a
dimensione internazionale e dove cresce anche l'emarginazione.
Tra millioni di persone quanti hanno bisogno d'aiuto?
Quali sono le loro esigenze?
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Sono circa cinquecento a Roma i cosiddetti
barboni e più di duemila le persone senza fissa dimora,
dedite all'accattonaggio. Questi i risultati di un
sondaggio (1988). Ma avere dati precisi su questa triste
e sempre più estesa realtà della nostra città non è
facile.
La caritas diocesana insieme al Labos (laboratorio per le
politiche sociali) ha realizzato nell'1988 una ricerca
per cercare di colmare questa lacuna.
Quelli che riportiamo sono alcuni dei dati emersi dall'elaborazione
delle schede relative agli utenti dei centri di ascolto.
Il 60% delle persone (1986 su 3270), che si sono rivolte
al centro ascolto Caritas e a quello Vincenziano dal 1981
al 1985 erano prive di abitazione o di stabile dimora,
per un quarto erano donne e più dei due terzi al di
sotto dei 45 anni; il 30% di essi non raggiungeva i 30
anni di età.
Le persone in «avanzato» stato di barbonismo
risultavano essere circa 900, la metà di tutti senza
casa, con le stesse proporzioni di giovani e con una
maggior presenza di uomini: fino a quattro quinti del
totale. Un quinto dei soggetti a barbonismo proviene dal
centro e dal nord Italia, mentre meno di un terzo sono i
meridionali e quasi 40 su 100 provengono dal Lazio.
Solo 8 su 100 dichiarano di avere un'occupazione e quasi
due terzi di essi (circa 600) non indicano alcun grado di
scolarità.
Solo un terzo di essi si rivolge spontaneamente ai Centri,
gli altri invece vi sono inviati per metà da sacerdoti e
parrocchie, per un quinto dai servizi sociali e per meno
di un terzo da conoscenti.
Chiedono prevalentemente cibo (35%) delle richieste),
alloggio (26%), lavoro (15%), assistenza economica 10%):
le richieste di segretariato sociale sono solo il 2%.
Gli interventi dei Centri rispecchiano la proporzione
delle richieste tranne per il segretario sociale che
viene offerto in quantità superiore alle richieste e per
i posti di lavoro che proporzionalmente non soddisfano la
richiesta
Caritas Roma, marzo 1988
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