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Affreschi nella Basilica di S. Francesco in Arezzo
PRESENTAZIONE
Nella Cappella Maggiore della Basilica di S. Francesco di Arezzo
sono conservati gli affreschi di
Piero della Francesca sulla "Storia della vera Croce".
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| sopra: Cappella Maggiore della Basilica di San Francesco
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Seguendo il racconto della leggenda aurea gli
episodi illustrati da Piero corrispondono ai 10 riquadri in cui sono suddivise
le pareti; in alto frontalmente due lunette con figure di profeti (Isaia e
Geremia). La sequenza narrativa non
coincide con quella pittorica. In basso i numeri rappresentano le
scene secondo cui si svolge storia.
LA STORIA
La storia ha il suo inizio
con la morte di Adamo. Sulla sua tomba il figlio Seth pianta l’albero dal quale
sarà ricavata la croce di Cristo. Il re Salomone fa sotterrare inutilmente il
legno che, come gli ha predetto la regina di Saba, provocherà la fine del regno
di Israele.
Passano i secoli e la religione cristiana si sta diffondendo nel mondo. Molto tempo
dopo, Costantino illuminato in sogno da un angelo, sotto l’insegna della Croce,
sconfigge in battaglia Massenzio. Dopo la vittoria e la conversione,
l'imperatore Costantino, volendo ritrovare la Croce, invia la madre Elena a
Gerusalemme. La Croce viene ritrovata a Gerusalemme sotto un tempio pagano con le croci
del Golgota, dopo aver costretto l’ebreo Giuda a rivelare il nascondiglio
mediante la tortura del pozzo. La Croce di Gesù viene riconosciuta perché al
solo contatto resuscita un giovane morto. Tre secoli più tardi, la reliquia viene
trafugata dal re persiano Cosroe; quindi l’imperatore bizantino Eraclio la recupera in
battaglia e la riporta a Gerusalemme, dove avviene l’ultimo miracolo. Bloccato
da una forza prodigiosa, l’imperatore non può varcare la porta della città se
non spogliandosi dei paramenti regali.
COMMISSIONE DEGLI AFFRESCHI
La storia dell’opera comincia nel 1447 quando la famiglia aretina Bacci affida al
fiorentino Bicci di Lorenzo l’incarico di decorare la Cappella Maggiore della
chiesa di San Francesco. Alla morte del pittore,
nel 1452, sono dipinti, nella grande volta a crociera, soltanto i quattro
"Evangelisti", il prospetto dell’arco trionfale con il "Giudizio Universale" e i
due "Dottori della Chiesa".
Piero della Francesca proseguì i lavori iniziando dalle prime due scene in alto, conformemente
alla pratica esecutiva dell'affresco. I lavori, furono già terminati nel 1466.
Il tema del ciclo è la storia della Vera Croce
tratta dalla leggenda aurea di Iacopo da Varaggine verso la fine del 200
particolarmente cara ai francescani.
Nel corso dei secoli, calamità naturali, violenti terremoti, infiltrazioni d'acqua,
restauri sbagliati ed inquinamento hanno portato lo stato degli affreschi nell'ultimo
decennio ad uno stato di pessima conservazione, causando anche distacchi d'intonaco.
Negli ultimi anni, un paziente lavoro di restauro ha reso stupendo questo ciclo di
affreschi restituendo alle pitture luminosità e ricchezza cromatica.
DESCRIZIONE DELLE SCENE
Scena 1: Morte di Adamo.
La scena è divisa in due parti: a
destra è raffigurato Adamo morente che invia il figlio Seth alle porte del
paradiso per chiedere l'olio del regno della misericordia per poter ungere il
proprio corpo e recuperare la salute.
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Ma l'Arcangelo Michele (in secondo piano) rifiuta la richiesta.
In cambio l'Arcangelo dona un ramo dell'albero del bene e del
male, che fu causa del peccato di Adamo ed Eva. Avendo trovato il padre
morto, al suo ritorno Seth pianta in bocca di Adamo il virgulto (sulla sinistra
della scena) in cui l'albero della salvezza è già cresciuto. L'albero
rappresenta il vero protagonista di tutta la leggenda, essendo la prefigurazione
della croce di Gesù.
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Scena 2: Adorazione del sacro legno ed incontro della regina di Saba
con re Salomone.
La scena è suddivisa in due parti: a
sinistra l'adorazione del sacro legno, a destra l'incontro della
Regina di Saba con Salomone. Secondo la leggenda, la Regina di Saba si recò a Gerusalemme per fare visita al re ebraico
Salomone. Giunta ad un fiume si
arrestò di fronte al ponte costruito con il legno dell'albero della salvezza
fatto abbattere da Salomone. La scena mostra la Regina, con
le ancelle, palafrenieri e cavalli, inginocchiata e colpita da una
visione profetica che le rivela che il legno del ponte sarà utilizzato per il
sacrificio del messia. La Regina rifiuta di oltrepassare il ponte. Nella parte a destra della
scena è raffigurato l'incontro con Salomone, dove la Regina di Saba confessa al Re
(circondato da alti dignitari di corte) la propria visione.
Tra i vari personaggi che appaiono con il Re (che indossa un mantello tessuto a
fiori di melograno, segno di ricchezza e abbondanza) si possono individuare i
committenti dell'affresco (famiglia Bacci) e forse sullo sfondo un autoritratto
di Piero della Francesca. La Regina indossa un abito bianco adornato di fiori di
melograno.
Scena 3: Rimozione del ponte.
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Scena 4: Sogno di Costantino.
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Salomone fa quindi rimuovere il ponte e ordina che sia seppellito
sottoterra. Questo momento è rappresentato alla sinistra della scena precedente,
alla stessa altezza, nella parete a destra della finestra. Nella scena della
rimozione del ponte sono rappresentati tre operai che eseguono l'ordine di Salomone.
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Nella scena di lato, Costantino riceve
in sogno la visione dell'Angelo inviato da Dio nella notte antecedente la
battaglia contro il nemico Massenzio. L'Angelo impugna verso di lui una Croce
fatta di luce annunciandogli che questa lo porterà alla vittoria se
combatterà nel suo segno "in hoc signo vincit".
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Scena 5: La battaglia di Costantino e Massenzio.
Sulla parte destra allo stesso livello della scena precedente, è rappresentata la battaglia combattuta al ponte Milvio sulle
rive del Tevere. Costantino avendo accolto il messaggio anche se non ancora
convertito avanza impugnando la Croce determinando così la fuga dell'esercito di
Massenzio.
Sulla destra dell'affresco sono rappresentati i soldati sconfitti in
fuga, mentre a sinistra si vede l'esercito vittorioso dell'imperatore Costantino.
Scena 6: Supplizio dell'ebreo.
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La leggenda prosegue nella parte sinistra della cappella con la tortura di Giuda
ebreo, unico uomo che conosce il luogo dove sono state sotterrate le tre croci
del Calvario. Giuda si rifiuta di rilevare il luogo e la Regina
Elena lo fa calare in un pozzo senza cibo e
senza acqua, e così dopo sei giorni Giuda decide di parlare.
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Scena 7: Ritrovamento delle tre croci e verifica della vera croce.
Dopo aver conosciuto il luogo dove era stata nascosta la Croce, la Regina Elena dà
ordine d'iniziare la ricerca. L'episodio è rappresentato nella parete sinistra. Il
ritrovamento e la verifica della Croce sono raffigurati in un unica scena. Sulla
sinistra si può vedere il dissotterramento delle tre croci. La scena si svolge alla
porte di Gerusalemme. Nella parte alta dell'affresco si nota la città che è una
splendida veduta prospettica di Arezzo caratterizzata da
un tocco esotico indicato dei due minareti in alto.
La Regina Elena posta all'estrema sinistra assiste al ritrovamento
delle tre croci affiancata anche da Giuda l'ebreo convertito al
cristianesimo. La parte destra della scena è ambientata all'interno di
Gerusalemme. La Regina Elena circondata dalle dame del proprio seguito,
s'inginocchia davanti alla Croce, che viene riconosciuta grazie alla
risurrezione di un giovane il cui corteo era stato fermato davanti
al tempio di Venere costruito dall'imperatore Adriano.
Scena 8: La battaglia di Eraclio contro Cosroe.
Il racconto prosegue nella zona più bassa della parte sinistra. Tre secoli più tardi nel 615 D.C.
il Re dei Persiani Cosroe, porta via da Gerusalemme la Croce,
dopo aver invaso l'impero cristiano. La scena mostra la battaglia voluta da Eraclio per
recuperare la santa reliquia. A
sinistra della scena si svolge la battaglia, a destra si vede Cosroe sconfitto
inginocchiato davanti al suo trono in attesa di essere decapitato per
ordine di Eraclio vincitore. La scena si svolge alla presenza di giustizieri
che, secondo il Vasari, sono i componenti della famiglia Bacci,
patrona della cappella.
Scena 9: Esaltazione della croce.
La storia si conclude con l'esaltazione della Croce. L'imperatore Eraclio orgoglioso della propria vittoria
tenta di entrare a Gerusalemme in modo trionfale. Le porte della città però si
chiudono per prodigio, creando un muro invalicabile.
La scena rappresenta Eraclio, che toltosi la corona e scalzo, si avvia con
la Croce in mano. Gli abitanti di Gerusalemme lo accolgono inginocchiandosi.
Eraclio è seguito da un corteo di dignitari che indossano alti copri capi di
foggia orientale.
Scena 10: L'annunciazione.
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L'episodio dell'Annunciazione, posto in basso
a sinistra vuol essere un'aggiunta alla leggenda, simboleggiando un
annuncio evangelico di salvezza. La scena dell'Angelo che si presenta alla
Vergine è illuminata dai raggi emanati dal Padreterno.
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