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La città dei custodi
Oggi, vorrei parlarvi di quando la mia guida, mi portò a visitare le Pleiadi, in particolare un piccolo pianeta che fa da “vivaio” per tutta la vegetazione che sarà da riportare sulla Terra quando il cambiamento sarà avvenuto.
Ero, come sempre mi accade, nel dormiveglia, quando sentii arrivare come un vento leggero che mi avvolse,l’attimo dopo mi trovavo all’interno di un tunnel, non saprei che parole usare per darvi l’idea di ciò che realmente vidi, ma era come trovarsi dentro a qualcosa di magnetico, che si muoveva creando effetti ottici da riproduttore player, ad attendermi c’era la mia guida sorridente, mi disse: “oggi ti stupirò!”
“Se è per quello lo sono già, risposi io, dove ci troviamo?”mi sentivo a disagio, non era il nostro solito mezzo di trasporto, lui mi disse che era un viaggio diverso dagli altri e che per arrivare dove voleva portarmi dovevamo usare quel mezzo, fu così che mi prese per i fianchi e, mi trovai letteralmente in posizione orizzontale sotto di lui, volando all’interno di questa specie di tunnel,dove le pareti cambiavano colore e forma ogni momento, sembrava di essere in uno di quei film fantastici con effetti speciali; comunque io, ero spaventato e allo stesso tempo preoccupato anche se non avrei dovuto, perché mai e poi mai la mia guida mi avrebbe messo in pericolo; viaggiare in astrale accompagnati da guide è garanzia di sicurezza, in quanto impediscono che possano avvicinarsi entità di bassa frequenza, ed è quindi molto improbabile imbattersi in incontri pericolosi, però a me sembrava di non arrivare mai quando ad un tratto uscimmo nel vuoto…eravamo nello spazio profondo, fluttuavo come un astronauta, era una sensazione indescrivibile e bellissima.
A quel punto fui guidato verso uno dei pianeti, “planammo”dolcemente su di una strada in collina, da lì scendemmo verso il fondovalle per risalire dall’altro lato e, giunti in cima al crinale mi si presentò uno spettacolo mozzafiato: c’era una città, la “Città dei Custodi”, fatta di mille case e mille cupole, ero davvero sbalordito.
La mia Guida, ovviamente compiaciuta e divertita, mi disse che quello era il luogo dove producevano, proteggevano e conservavano tutte le specie vegetali presenti sulla Terra, che sarebbero servite a rigenerarla dopo gli eventi catastrofici del passaggio dimensionale; le cupole che vedevo erano infatti enormi serre, dove all’interno avevano ricreato le condizioni climatiche ed atmosferiche della Terra, diverse per ogni tipo di pianta in base alle sue caratteristiche e alla zona nella quale normalmente si trovava.
Camminammo per alcuni minuti ed arrivammo in prossimità delle costruzioni, le quali viste da vicino avevano un aspetto davvero particolare, sicuramente non erano abitazioni, sembrava fossero dello stesso materiale con cui erano costruite le strade, anzi, sembrava proprio che fossero una cosa sola, che uscissero direttamente del terreno tanto erano armonizzate con esso.
Erano strutture basse, di forma quadrata, di colore crema con il tetto a cupola e tutte senza finestre, erano collegate alle cupole attraverso tunnel trasparenti, a gruppi di dieci per ogni cupola; ogni agglomerato si occupava di una specie di pianta diversa, all’interno c’erano diverse decine di “persone” che lavoravano alla cura degli ambienti; entrammo in uno di questi posti fantastici, era un vivaio di alberi da frutta, sembrava il paradiso, una distesa di alberi, alcuni fioriti altri già con i frutti, le varietà erano moltissime meli, peri, peschi, ciliegi,albicocchi,fichi ecc. ecc., una meraviglia per gli occhi e per il palato.
Ammirando con grande meraviglia quelle piante magnifiche e rigogliose pensai: “chissà che sapore hanno questi frutti!” l’attimo dopo mi ritrovai di fronte una giovane, minuta ma molto carina, che mi porgeva una mela, guardai la mia guida, lui mi disse che loro percepivano i pensieri poiché comunicavano telepaticamente, infatti, mi resi conto che in effetti non avevo visto nessuno parlare; uscimmo da quella “cupola” ed entrammo in quella adiacente dove vidi delle maestose pinete, c’era il profumo della terra grassa e della resina, tipica di quei boschi ma, dopo quello che avevo scoperto poco prima, avevo timore a formulare pensieri e domande, non volevo fare la figura dell’ingenuo, la cosa che mi frullava, però, era che se loro stavano preparando quelle quantità di vegetazione da riportare sul nostro pianeta, quanto grande sarebbe stata la distruzione?
Proseguimmo il giro e scoprii che erano contemplate proprio tutte le specie, fiori compresi,poi mi fu spiegato che le costruzioni che avevamo notato al nostro arrivo erano depositi per le sementi, anche quelle rigorosamente conservate per poi essere utilizzate al momento opportuno, nulla era lasciato al caso.
Nei nostri spostamenti da una serra all’altra, mi accorsi che, all’esterno, c’erano uomini che , muniti di un mezzo di trasporto decisamente particolare,(era un disco metallico, leggermente convesso sia sopra che sotto, sul quale stavano in piedi e che, sollevandosi da terra di 10/15 cm, permetteva loro di fare velocemente il giro della cupola senza muovere un passo) facevano il giro della struttura a loro assegnata, osservando il lavoro che si svolgeva all’interno, chiesi, perché per me era importante capire chi fossero e mi spiegarono che erano dei sorveglianti, si occupavano del buon andamento del lavoro e del benessere di chi lavorava, infatti periodicamente invitavano qualcuno a lasciare il posto ad altri che nel frattempo giungevano.
Vidi così le “torri”: potremmo paragonarle ai nostri ascensori, erano strutture metalliche verticali alte circa 5/6 metri, con in cima un meccanismo di teletrasporto che permettevano alla gente di tornare o arrivare dalle loro abitazioni, in quanto, ormai mi era chiaro, quello ero un luogo di lavoro e basta.
Le sorprese, però, non erano ancora finite, la mia guida mi invitò ad osservare con attenzione il cielo e vidi che “scintillava”era l’effetto ottico dello “scudo attivo” che c’era intorno al pianeta, una sorta di contenitore fatto di energia che proteggeva da eventuali cadute di detriti cosmici, meteoriti o qualunque altra cosa avesse potuto cadere e quindi rovinare tutto il lavoro di quel popolo.
Davvero sorprendente, considerando che questo viaggio risale ad almeno 25 anni anni fa e, che io ancora non sapevo molte cose, per cui immaginatevi come potevo sentirmi in quel frangente.
Anche questa volta il tempo stava scadendo e io, per pudore e ingenuità, avevo chiesto pochissime cose, ma, visto che eravamo arrivati praticamente volando, attraverso il tunnel e poi planando lì, la domanda che mi ponevo silenziosamente era: come ce ne andiamo adesso?
Naturalmente la risposta arrivò puntuale, si avvicinò uno dei “sorveglianti” con sottobraccio un dischetto per me, mi invitò a salirci e in un attimo mi trovai all’altezza giusta per essere ripreso in consegna dalla mia guida, che al volo mi riacciuffò per i fianchi e mi condusse verso il tunnel che nel frattempo si stava riaprendo, stavolta non mi feci prendere dal panico e buttai fuori un sacco di domande che non avevo fatto durante la permanenza, non tutte ebbero risposta ma, mi disse che avevo ancora molte cose da vedere in quella costellazione, quindi avremmo fatto il resoconto alla fine del giro.
Così, come al solito, mi ritrovai a casa, sperando di ripartire presto per un altro viaggio
Un grande abbraccio di luce a tutti voi
Astrale
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