|


zret.blogspot.com - Una finsetra sul mondo delle verità che non ci mostrano
Il Regno dei cieli è disteso a terra e gli uomini non ci badano. (Vangelo di Giuda Tommaso)
La riflessione riportata in epigrafe è, senza dubbio, alquanto esagerata, poiché la vita, anche quando non è afflitta da problemi più o meno gravi, è difficile e perché la natura è intrinsecamente irrazionale. Purtuttavia il Messia (sacerdotale?) non aveva torto quando, invece di prospettare una felicità in un’altra dimensione, esortava i discepoli ad assaporare quelle gioie che un’esistenza semplice può (avrebbe potuto) offrire.
È sconcertante riflettere su quanto nietzchiano sia il pensiero del “Cristo”, quello vero, non quello creato o adulterato dalle Chiese paoline: come il filosofo tedesco, il Maestro del Vangelo attribuito a Giuda Tommaso, reclama una “fedeltà alla terra”. Inoltre egli non promette una salvezza futura, ma invita a vivere il presente, conciliando gli opposti; esige poi un atteggiamento di costante ricerca volto a conoscere e ad apprendere. Nulla di più lontano dal Cristo-vittima, ipostasi di un Dio crudele, idea poi atrofizzatasi negli assurdi dogmi niceni e post-niceni.
Il pianeta terra non sarebbe certo un paradiso, ma un luogo in cui vivere, riuscendo ad essere felici qualche volta, se “dèi” oscuri e uomini ancora più oscuri non lo avessero trasformato in un mattatoio: l’esortazione al vegeterianesimo del Messia è stata ignorata. L’invito a non idolatrare la ricchezza è caduto nel vuoto: ecco allora un mondo dominato dal dio denaro, dove, a causa delle banche e della truffa del signoraggio, i lavoratori sono costretti ad impieghi ed attività alienanti per trenta, trentacinque anni con la speranza vana di un’irrisoria pensione. Ecco allora le guerre, le distruzioni, le carneficine, perché, invece di ascoltare la voce del Maestro, abbiamo accettato di sopravvivere in una prigione dalle sbarre invisibili. Abbiamo rinunciato alla conoscenza: preferiamo ingannare noi stessi e credere che la verità sia questo velo illusorio. Ringhiamo contro chi, squarciando il velo, ci mostra altri scenari, talora sconvolgenti. Siamo deboli, pusillanimi, pigri: meglio trascorrere le serate dinanzi alla scatola diabolica che ci mostra partite di calcio e spettacoli di “realtà”, piuttosto che cercare di scoprire che cos’è veramente la realtà.
Siamo noi che vogliamo essere sudditi. Siamo noi che non vogliamo regnare, perché per regnare, come dice il Messia, bisogna stupirsi, restare anche sbigottiti. “Chi avrà trovato, si meraviglierà ed essendosi meravigliato, regnerà”.
Noi, però, abbiamo scelto di rimanere schiavi.
|