
L'architetto Oreste Benedetti, assumendo l'incarico di costruire la nuova parrocchiale di Villa Raverio, aveva in progetto un edificio "in stile classico semplice, senza decorazioni e fronzoli superflui e costosi, a tre navate, con qualche variante del consueto ordine architettonico".
La chiesa, dedicata a S. Eusebio e SS. Martiri Maccabei, presenta una facciata a salienti, scandita da lesene ispirate allo stile ionico, impostate su basi di pietra.
E' aperta da tre porte - quella centrale, l'ingresso principale, è corredata di antiporta - tornate in pietra e sormontate da un timpano triangolare.
Il frontone è accompagnato da volute laterali e sormontato da un timpano triangolare con una croce sulla cuspide.
Al centro del frontone, subito sopra il cornicione, si apre un'ampia lunetta vetrata.
L'interno, a croce latina, è a tre navate: quella centrale è più alta, con la volta del soffitto a botte, affrescata; le due navate laterali, più strette e basse, hanno il soffitto piatto con una decorazione "a cassettoni".
In controfacciata, a fianco delle porte laterali, troviamo due piccole acquasantiere a muro, in marmo nero di Varenna, inserite in semipilastri in marmo, e due lapidi:
a destra entrando, il ricordo di don Virginio Sala, che nel 1903 diede il via alla costruzione della chiesa, a sinistra, il ricordo della consacrazione della parrocchiale ad opera del cardinal Ferrari, il 30 settembre 1906.
Sopra l'antiporta, al centro, il quadro della "Presentazione di Maria al tempio".

La navata centrale, ampia ed alta, ha dipinte sulla volta in corrispondenza delle campate
le immagini di "San Francesco che riceve le stimmate" e di "Sant' Eusebio vescovo".
Tre colonne e un pilastro per lato sorreggono la trabeazione; le colonne sono rotonde, lisce, con il basamento in pietra e i capitelli di stile ionico; i pilastri sono cruciformi e delimitano la cupola all'incrocio col transetto.
Sopra la trabeazione corre un motivo a fregio e scritte in caratteri maiuscolo, oro su blu, che continua lungo tutto il perimetro, anche nel transetto e nel presbsiterio absidale.

Sopra la trabeazione, all'inizio della navata centrale, sui muri, entro lunette cieche, sono raffigurate, in monocromo color seppia, le Virtù cardinali: Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza. In alto, danno luce due finestre vetrate per lato.

All'inizio della navata destra si apre il battistero nuovo, di forma ettagonale, abbassato rispetto al pavimento (si scende per tre gradini), al centro del quale si trova il fonte battesimale in pietra, su colonna; su una vetrata è rappresentato "Gesù battezzato dal Battista".
Più avanti lungo la parete esterna, troviamo una nicchia con la statua di S. Luigi Gonzaga.
In questa parete sono inserite due finestre vetrate, colorate con motivi geometrici.
Al principio della navata sinistra è situato il vano quadrato del vecchio battistero, ora in disuso, sul piano del pavimento, limitato da un cancello in ferro lavorato.
Segue, lungo la parete esterna, una nicchia con la statua di S. Antonio di Padova.
In alto si aprono due finestre vetrate, colorate a motivi geometrici.

La cupola si erge su pilastri, all'incrocio della navata col transetto, ed è affrescata con il dipinto della "Gloria dei santi Maccabei" sulla volta e le figure dei "Quattro Evangelisti" nelle vele d'angolo.
Il transetto è corto; vi si aprono i due ingressi alle sacrestie. Ospita alle sue estremità gli altari della Madonna (a sinistra) e del Crocifisso (a destra); a fianco degli altari sono inseriti i moderni confessionali.
Lungo il transetto sono esposti questi quadri: "L'Adorazione dei Magi", "L'Estasi di San Francesco da Paola (lato Crocifisso), "La Madonna Assunta" e "Santa Eurosia" (lato verso la Madonna).

Presso la porta della sacristia di sinistra è murata una lapide votiva dei soldati reduci dalla guerra 1915/1918.
La volta del braccio destro (lato Crocifisso) del transetto è ornata dal dipinto del Santo
vescovo San Carlo; la volta di quello di sinistra, da quello di Sant'Anna con la Madonna bambina.

Sulle pareti di fondo, intorno agli altari laterali, sono dipinte, in monocromo, figure di angeli (quelli presso l'altare dell'Immacolata
reggono striscioni con la scritta "TOTA PULCHRA ES MARIA") e altre raffigurazioni simboliche pertinenti: con riferimento alla Beata Vergine Maria,
una barca a vela che, guidata da una stella, naviga sicura sulle onde del mare ed una solida fortezza turrita irradiata dai raggi
(il rimando è alle invocazioni "Ave maris stella" e "Turris eburnea = fortezza inepugnabile"); sopra il Santo Crocifisso, il sudario con
impresso il volto di Cristo, tra due composizioni ispirate al "Vexilla Regis prodeunt".
Addossato al pilastro sulla sinistra del presbiterio si trova il pulpito, in legno indorato; sull'arcone centrale è appeso un crocifisso.
Il presbiterio è leggermente sopraelevato rispetto alla navata (due gradini); ambone ed altare nuovi (sulla sinistra), sedia e leggio del celebrante (sulla destra) ne occupano lo spazio anteriore; il vecchio altare, con il tabernacolo sormontato dal tempietto circolare affiancato da due statue di angeli inginocchiati, quello verso il fondo.

Sulle pareti del presbiterio due grandi affreschi rappresentano a destra l'Istituzione della Eucaristia ("Ultima Cena") ed a sinistra il "Discorso della Montagna" ("Le Beatitudini"). I dipinti raffiguranti San Paolo (a destra) e San Pietro (a sinistra) sono disposti entro vele triangolari e sormontano le immagini simboliche (monocrome) dell'agnello sacrificale e del pellicano entro due lunette cieche. Sulla volta l'affresco della "Esaltazione della Santa Croce" e, sul catino dell'abside, la raffigurazione di Gesù che si mostra "COR MEUM IMMACOLATUM" tra due figure di angeli musicanti, racchiuse entro "mandorle". Nella zona absidale, dietro il vecchio altare, trovano posto il coro ligneo proveniente dal soppresso convento francescano della Misericordia di Contra e l'organo Tamborini.

In tutta la chiesa è presente una ampia, ricca e varia decorazione monocroma di motivi floreali (ghirlande, festoni, boccioli, volute, ecc.) che vanno spesso a formare riquadri, e testoline angeliche. Colonne, pilastri e lesene sono caricati delle "stazioni" della Via Crucis e delle dodici croci rituali della consacrazione delle chiese. Fuori, ai lati della chiesa sulla destra, una cancellata circonda la statua della Madonna di Lourdes, sulla sinistra si erge il campanile, arretrato verso l'abside.