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Villa Raverio: chiesa, clero, popolo
introduzione
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"VILLA RAVERIO: CHIESA, CLERO,
POPOLO" è la rievocazione
delle vicende che hanno interessato la comunità di Villa
Raverio per 400 anni a partire dal 1564, che è la data
più lontana accertata sui registri parrocchiali. Impostata
sulla base dei documenti presenti in archivio, l'esposizione
dei dati e degli avvenimenti - collegata per un miglior inquadramento
della situazione locale con opportuni riferimenti ai coevi eventi
storici e politici della Lombardia e della Diocesi di Milano
- è stata ordinata su base cronologica.
La sequenza dei primi parroci è ricavata
dalle annotazioni (battesimi, matrimoni, morti, celebrazione di
uffici, adempimento di legati) vergate da quei sacerdoti sui registri
più antichi. Le antiche registrazioni di cassa sui libri
contabili ("Libro della Scuola del SS. Sacramento")
danno conto dell'opera di (ri)costruzione dell'antica chiesa e
del suo progressivo ampliamento con i lavori per il campanile,
il battistero, la cappella della Madonna, una seconda cappella
(dedicata a S. Carlo, e poi a S. Antonio), la sagrestia, il coro.
Dagli atti delle visite pastorali - da quelle del cardinal Carlo
Borromeo a quella del cardinal Pozzobonelli (1759) - è stato
possibile ricavare una descrizione sia pur generica della chiesa
nel corso del tempo. E riguardo alle visite pastorali si è ritenuto
opportuno integrare la documentazione disponibile in archivio
parrocchiale con diverse consultazioni presso l'Archivio Storico
Diocesano.
La "autenticità "
della narrazione ha richiesto di dare ampio spazio a citazioni
e trascrizioni letterali dai documenti originali; vedi censimenti
della popolazione ("stati d'anime"), inventari (di arredi,
suppellettili, reliquie, legati, proprietà), verbali
delle Scuole e Congregazioni parrocchiali (statuti, regole, delibere),
contratti (affidamento dei compiti al sagrestano; affitti ai contadini),
atti notarili e legali (testamenti, vertenze, controversie giuridiche),
direttive ai parroci, decreti e provvedimenti tanto di emanazione
civile, governativa o militare quanto di pertinenza dell'autorità ecclesiastica.
Per gli anni dell'Ottocento, dal periodo napoleonico a quello
dell'unità d'Italia buona parte delle vicende riferite è presa
da materiale proprio dell'archivio della parrocchia, ed ha consentito
di dare rilievo ad episodi "minori" che hanno però interessato
e coinvolto la comunità: per esempio l'acquisto del
baldacchino, il restauro della cappella della Madonna ed il nuovo
simulacro della Beata Vergine quale atto di riconoscenza per le
grazie ricevute nel lungo periodo di epidemie, l'istituzione della
Confraternita del Santissimo Sacramento. Il compendio di alcune
omelie di don Giuseppe Villa (parroco di inizio secolo) e l'inventario
della sua eredità, compreso l'elenco dei libri costituenti
la sua biblioteca rispondono all'intenzione di stemperare un poco
la seriosità del racconto, così come (compilata da
don Virginio Sala a fine secolo) la relazione sul Liber Chronicus
dello svolgimento di due avvenimenti significativi nella vita
parrocchiale, il pellegrinaggio plebano del Centenario Santambrosiano
e la Festa del Redentore per la fine del secolo. L'evento centrale
della nostra storia parrocchiale viene ad essere la costruzione
della nuova chiesa (quella attuale) come auspicato dal card. Ferrari
che nella circostanza della sua prima Visita Pastorale ci dà modo
di sviluppare una esauriente "fotografia" di Villa Raverio
agli inizi del '900, ricavandola dal minuzioso questionario fatto
compilare nella circostanza.
La nostra storia si conclude ricordando
i sessanta anni del XX secolo (1904 - 1964) trascorsi sotto la
cura di tre parroci di cui è ancora vivo il ricordo tra
la gente: don Francesco Manzoni, don Cosma Zonca, don Maurizio
Pargoletti. Durante la cura di don Manzoni si situano date fondamentali
per la parrocchia di Villa Raverio: il compimento e la consacrazione
della nuova chiesa e del nuovo campanile, nuovi concerti di campane,
l'organo, la costruzione dell'Asilo Infantile, dell'Oratorio,
della casa del coadiutore. Per il periodo di don Cosma Zonca -
al quale si deve la collocazione nel cimitero della tomba per
i parroci defunti - si richiamano - negli anni difficili dei rapporti
con le autorità fasciste, la 2a guerra mondiale, la Liberazione,
il primo dopoguerra - il trascorrere della vita parrocchiale tra
devozioni, ricorrenze religiose, ordinazione di sacerdoti nativi,
pellegrinaggi. Il libro si chiude nel segno di don Pargoletti,
che con annotazioni puntuali, precise ed eleganti (due citazioni
per tutte: la descrizione dell'ultima visita del card. Schuster
e lo svolgimento della "Peregrinatio Mariae") fa rivivere
i quindici anni di intensa attività pastorale del periodo
più recente della nostra rievocazione.
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Carlo e Alessandro Vergani
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