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Riletture


  Taccuino Persiano
di Amedeo Paolucci
 

Foucault

Michel Foucault

Nell'opera di Michel Foucault confluiscono molteplici tematiche. Il filosofo francese ha realizzato numerose ricerche che lo hanno condotto, nel corso della sua intensa vita di “maitre à penser”, a confrontarsi con argomenti che riguardavano campi del sapere apparentemente molto eterogenei. Foucault rielaborava sempre le sue letture e le sue esperienze in una prospettiva filosofica originale e costantemente attenta al confronto con l'attualità.

La riflessione del pensatore francese si propone, in effetti, soprattutto come lettura e interpretazione del mondo contemporaneo e delle sue dinamiche, come testimoniano l'ininterrotta attività di giornalista e la sua partecipazione agli eventi più significativi della seconda metà di questo secolo.

 

E' in questa prospettiva che si collocano le corrispondenze realizzate tra l'ottobre del 1978 e il febbraio del 1979 in esclusiva per il “Corriere della Sera” sulla rivoluzione iraniana, in quel periodo in pieno svolgimento.

Le corrispondenze sono state raccolte, dopo la pubblicazione sul giornale italiano, dall'editore parigino Gallimard 2 nel 1994 e, in seguito, proposte in Italia in un libro da Angelo Guerini e Associati 3 a cura di Renzo Guolo e Pierluigi Panza.

Questi contributi di Michel Foucault sono stati pubblicati dunque solo a dieci anni dalla morte dell'autore - avvenuta nel 1984 - e a quindici anni dagli avvenimenti narrati. La ragione principale di un tale ritardo, è da imputare forse ad un generalizzato imbarazzo per una sostanziale entusiastica adesione alla rivoluzione e ad un “coinvolgimento emotivo” valutato non proprio come appropriato per una ricerca “scientifica”.

 

Khomeini

Khomeini parte per l'esilio

Khomeini

Il giovane Khomeini

Khomeini

L'āyatollāh Ruhollāh Mosavi Khomeyni

In realtà esistono diverse ragioni oggi per rileggere quelle foucaultiane corrispondenze. Tra queste sicuramente l'interessante lettura del fenomeno Islam fatta, un Islam visto come alternativa emergente e “autentica” all'ordine geopolitico mondiale della guerra fredda.

L'interesse di Foucault è principalmente analitico. Esso va compreso nel più ampio orizzonte degli studi per la « storia effettiva ». Questa non è volta a cogliere il nucleo “ essenziale ed eterno ” da cui un evento storico trarrebbe hegelianamente la propria origine, ma a verificare come, tale evento, nasce impercettibilmente dal concreto e libero svolgersi degli eventi contingenti.

Foucault concepisce il sapere come un cantiere costituito da fatti transitori, il cui obiettivo di verità è assolutamente ristretto, locale. Tutte le ideologie che vogliono costringere gli eventi storici in una logica prefissata o in una legge imprescindibile, sono ritenute totalizzanti. Ciò che conta sono le concrete realizzazioni. Non il marxismo, ma il socialismo reale.

Non l'Islam, ma la concreta realizzazione di una Repubblica Islamica. L'entusiasmo di Foucault per la rivoluzione iraniana non dipende quindi dalla "rivoluzione", ma dalla possibilità di osservare un evento non preconfezionato da griglie teorico-politiche proprie dello sviluppo del pensiero politico occidentale.

Foucault sembra cogliere nella rivoluzione iraniana uno spontaneismo che appare lontano dalle grandi narrazioni della filosofia della storia e dalle sue costrizioni. Quello che accade in Iran agli occhi dell'intellettuale francese, ha un qualcosa di “ pre-politico ”, non ideologico. Egli osserva:

Quel che succede in Iran lascia turbati gli osservatori di oggi. Non vi possono ritrovare né la Cina, né Cuba, né il Vietnam, ma un maremoto senza apparato militare, senza avanguardia, senza partito. 4

Foucault

Michel Foucault ad un congresso

La rivolta di una intera società, sostiene Foucault, ha soffocato la guerra civile e ha disattivato l'esercito che, pur essendo uno dei più potenti al mondo, non ha nessuno spazio di manovra ideologico. Il conflitto sembra un “ non conflitto ”, l'intera classe operaia è entrata in quei giorni in sciopero sottraendo risorse al potere e internazionalizzando la crisi.

Lo sciopero appare essere non uno sciopero politico, ma uno sciopero contro la politica. Una rivoluzione senza partito e senza un vero e proprio obiettivo a lunga scadenza. Questo ultimo fatto agli occhi del filosofo non sembra essere un fattore di debolezza. Al contrario, in un passo di grande suggestione, nella corrispondenza del 5 novembre del 1978 Foucault sostiene che:

E' una legge della storia: più la volontà di un popolo è semplice, più il compito degli uomini politici è complesso – probabilmente perché la politica non è quel che pretende di essere, l'espressione di una volontà collettiva, essa respira bene solo là dove questa volontà è molteplice, esitante,confusa e oscura a se stessa5.

 

I contributi di Foucault mi sembrano perfettamente inseriti in un solco di pensiero libertario. Il filosofo guarda con sospetto, facendo tesoro dell'insegnamento di Stirner e di Nietzsche, ogni potere che voglia presentarsi come necessario e il solo portatore della volontà popolare.

La filosofia deve per l'autore esercitare una analisi critica del presente e la rivoluzione è, per dirla con le parole di Kant, una forma di lotta politica solo “ quando mobilita i ceti popolari ”.

 

Rivoluzione popolare significa che il potere perde il controllo sulla circolazione delle informazioni. Durante le vicende iraniane la distribuzione di cassette registrate con le prediche lanciate dalle moschee ha svolto un ruolo fondamentale per lo svolgersi degli eventi.

Il collegamento tra potere e informazione si esplica quasi sempre attraverso la censura e il monopolio dei passaggi mass mediatici. In questa prospettiva Foucault risulta essere straordinariamente attuale.

 

 

Imam

Khomeini arriva a Tehran fra la folla in festa

imam

l'Imam scende le scalette dell'aereo

Khomeini

Khomeini in una intensa immagine

Note:

1) Michel Foucault, “Taccuino Persiano”, Guerini e Associati, Milano 1998, p. 43

2) Michel Foucault, “Dits et écrits 1954-1988”, Vol III, Editions Gallimard, Paris 1994

3) Michel Foucault, “Taccuino Persiano”, Guerini e Associati, Milano 1998

4) ivi, pag. 43

5) ivi, pag. 45


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Approfondimenti:

Michel Foucault
Ruhollāh Khomeyni
Rivoluzione iraniana
Sciismo


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