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Verzegnis,

COMMEMORATI I CADUTI DELLA “JULIA” NONOSTANTE IL MALTEMPO.

a cura di Fausto Coradduzza

 

La pioggia battente non ha frenato le penne nere della Carnia che hanno voluto comunque commemorare i Caduti della Divisione Alpina “Julia”. Presenti anche, per il 3° Artiglieria da Montagna il cap. Alessandro Campiello e per i Carabinieri di Tolmezzo il cap. Marco Bonometti, comandante la Compagnia e il maresciallo capo Paolo Passuello per la Stazione. Anche una rappresentanza della Associazione Combattenti e Reduci. Non una grande presenza, ma una buona rappresentanza dei vari Gruppi (Arta Terme, Cleulis, Ovaro, Paluzza, Sutrio, Verzegnis, Villa Santina e Zuglio) e non quali, ad esempio, il Tita Copetti e il Fratelli Ermano di Tolmezzo. Alfiere con il vessillo sezionale il consigliere Luigi Baldi del Gruppo di Villa Santina, è convenuta ieri a Villa di Verzegnis dove la “Divisione miracolo” ha una piazza ed un monumento ad essa intitolata.


La cerimonia, inoltre, è stata dedicata anche ai Caduti civili e militari morti su tutti i fronti. Dopo una breve sfilata il corteo ha raggiunto la Piazza dove, dopo l’alzabandiera, è stata deposta una corona d’alloro.
Brevi parole sono state espresse dal Capogruppo delle penne nere di Verzegnis, Salvatore Di Vico, il quale ha ripercorso le vicende della Divisione “Julia” e delle sue penne nere e bianche –oltre 24.000- “che hanno dato il loro bene più grande alla Patria, senza tentennamenti o incertezze, non dimenticando peraltro chi è riuscito a ritornare seppure ferito nel corpo o segnato nello spirito”. Ha ricordato, quindi i “Caduti sulle aride pietraie dei monti di Albania e di Grecia o affondati con il Galilea colpito a morte da un siluro inglese” e, ancora, la Russia dalla quale una moltitudine di penne nere non ha fatto ritorno.

Ha concluso sottolineando che “questo nostro ritrovarci anno dopo anno a ricordare questi valorosi figli d’Italia, rappresenti un insegnamento alle generazioni future e, soprattutto, possa scongiurare l’immane tragedia della guerra e faccia loro apprezzare maggiormente il grande bene della pace”. Anche il sindaco di Verzegnis, Luciano Sulli, ha voluto sottolineare come “la pace di cui godiamo è perché i nostri soldati hanno lasciato il bene più prezioso, la vita, sul campo di battaglia”. Un ultimo pensiero lo ha rivolto “al lavoro che oggi gli alpini in armi svolgono, dove necessario, quali missionari di pace mentre quelli in congedo si propongono come portatori di principi, valori e solidarietà tramite anche l’impegno della Protezione civile”.


Ha concluso il presidente della Sezione Carnica dell’Ana Umberto Taboga. “Siamo qui –ha ammonito- per ricordare e onorare e soprattutto per non dimenticre. Fino a quando ci troveremo tutti insieme per ricordare i Caduti essi vivranno sempre nei nostri cuori e, soprattutto, nelle menti di tutti gli italiani”. Nel corso della messa il celebrante, don Alessandro Beliato, ha pure ricordato le penne nere quale “dimostrazione di onore, amore ed affetto”.
La cerimonia religiosa si è conclusa con la lettura della Preghiera dell’Alpino da parte del capogruppo del Tita Copetti Arturo Penna e sottolineata dalle delicate note di Stelutis Alpinis proposte dalla fisarmonica a bocca di Socrate Deotto.
Quindi la mattinata si è conclusa con una buona pastasciutta bollente al ragù, che tra l’altro è servita a stemperare l’umidità della giornata, offerta dal Gruppo di Verzegnis negli spazi coperti del campo sportivo della frazione Villa.

 



 

Messo in rete l'11 giugno 2008

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