Quando bussa la PS
di Sergio Onesti

Il secondo dei seminari promossi dal Centro Studi Libertari di Milano (del primo abbiamo riferito sullo scorso numero, pubblicando la presentazione di Cristiano Draghi) si tiene sabato 22 novembre, con inizio alle ore 14.30 , presso la sede del CSL (Via Rovetta 27, fermata Turro della metropolitana). Pubblichiamo qui una breve presentazione del seminario, firmata da Sergio Onesti (anarchico e avvocato).

Tanti anni fa (1975) uscì per la Savelli Edizioni il "Manuale di autodifesa legale del militante", opera divulgativa e propedeutica rivolta al "militonto", impegnato, anche sul fronte legale, a rappresentarsi in tutta la sua durezza e purezza, ma anche nella consapevolezza delle sue azioni e delle conseguenze giuridiche che da queste derivano.
A più di vent'anni da quella data e dopo una serie quasi anonima di pubblicazioni simili, ho suggerito alle Edizioni Eleuthera di valutare l'opportunità di pubblicare un'operetta altrettanto divulgativa con l'ambizione di dare risposte semplici e concrete alle domande su come comportarsi con gli apparati repressivi dello stato che soprattutto i giovani compagni rivolgono ad un avvocato come me.
I responsabili delle Edizioni si sono mostrati alquanto perplessi ma mi hanno invitato ad illustrare i miei appunti in un seminario che si terrà sabato 22 novembre 1997 in Milano - via Rovetta 27 - organizzato proprio per coloro che vogliono arrivare preparati agli incontri ravvicinati ma soprattutto forzosi con i rappresentanti delle forze dell'ordine e del sistema giudiziario.
Il mio programma per questa unica giornata di lavori dovrà essere per forza ridotto in considerazione del poco tempo disponibile per affrontare una tematica vastissima.
Non tratterò, pertanto, se non per inciso, le norme di diritto penale che disciplinano per esempio l'esercizio dei diritti politici quali il diritto di manifestare il proprio pensiero e di divulgarlo (diritto di stampa, di affissione, ecc) né i reati che comunemente vengono contestati ai militanti politici, preferendo semmai dare qualche consiglio pratico che possa evitare una contestazione più gravosa che successivamente sfoci in una condanna penale più pesante.
Nella prima parte del mio intervento mi occuperò di esaminare le norme che regolano i poteri di polizia e quelle di procedura penale dedicate al fermo, all'arresto, alla perquisizione, al sequestro di beni, affrontando i problemi pratici dell'identificazione personale, della sottoscrizione dei verbali, dell'accompagnamento in carcere, della nomina di un difensore, dell'interrogatorio e della scelta del rito processuale più conveniente.
Cercherò, poi, di dare anche qualche consiglio pratico su come ci si deve comportare di fronte a inviti a presentarsi nei posti di polizia per essere sentiti come persone informate sui fatti di indagine o per qualsiasi altro motivo, ovvero che cosa fare quando si riceve un decreto penale di condanna, un decreto di citazione come imputato o una citazione come testimone o qualsiasi altro avviso proveniente da un ufficio giudiziario, dando ai presenti al seminario quantomeno un'idea di ciò che si deve fare e delle conseguenze delle proprie scelte e condotte processuali.
La problematica giuridica connessa ai temi suindicati è chiaramente di notevole complessità e pertanto il seminario non potrà prescindere dall'analisi della normativa in materia senza scadere (mi auguro!) nello sterile sfoggio di scienza giuridica dando, invece, a chi ascolta un quadro normativo sommario nel quale orientarsi e un supporto di consigli pratici ai quali è preferibile attenersi per evitare conseguenze peggiori.
La seconda parte del seminario sarà dedicata a rispondere alle domande che i presenti mi vorranno rivolgere e che invito a prepararvi in modo da rendere più vivace e partecipato l'incontro, così consentendomi di scendere nella casistica che è di immediata comprensione per l'uditorio ed esemplificazione concreta di ciò che normalmente accade all'interno dei posti di polizia o delle aule di giustizia.
Scopo del seminario è quello, infatti, di offrire uno strumento di comprensione non della teoria giuridica, che interessa solo gli addetti ai lavori, ma una "guida" pratica di ciò che normalmente accade in determinate situazioni, di ciò che è conforme alla legge e di ciò che pur non essendo legale è preferibile non discutere poiché la normativa in materia è stata studiata per consentire interpretazioni che autorizzano e giustificano ogni sorta di arbitri.
Proprio per quest'ultima considerazione, mi auguro che a detto incontro partecipino anche alcuni studenti laureati in giurisprudenza che avranno modo in quest'occasione di verificare l'abisso che separa la teoria giuridica di affermazione dei diritti dalla pratica giuridica di negazione dell'esercizio concreto dei diritti stessi.
Se poi, al termine dei lavori, si manifesterà uno specifico interesse ad approfondire gli argomenti trattati, contenendoli in uno strumento scritto con le caratteristiche del manuale rivolto alle giovani generazioni di militanti politici che avevo suggerito alle Edizioni Eleuthera, sarò molto lieto di partecipare in qualsiasi modo a questo progetto, che dovrà avere come fine quello di presentare in modo disincantato ed accessibile a tutti il quadro giuridico non solo dei diritti formalmente riconosciuti, ma anche di quelli che sostanzialmente ed effettivamente si possono esercitare senza subire particolari rappresaglie da parte delle forze dell'ordine e degli apparati giudiziari.