Diario italiano
Il Rimino 172, anno XII
Aprile 2010

29.04.2010
Galileo il Cinese
Zichichi lo esalta, ma non parla della persecuzione a cui fu sottoposto

Ci sono voluti i cinesi per scoprire la grandezza di Galileo. Appunto un cinese, Tsung Dao Lee, premio Nobel per la Fisica nel 1957, ha donato a Roma una statua dello scienziato che fu perseguitato dalla cultura ufficiale della Chiesa. Soltanto 18 anni fa, è stato prosciolto.

Antonino Zichini in un'intervista tv lo ha presentato come un grande dimenticato: "Finalmente la cultura moderna capisce che la scienza è nata a casa nostra, a casa della cultura cattolica".
"Con questa statua abbiamo le prove di cosa vuol dire grande alleanza tra ragione fede e arte", ha aggiunto.
Se la statua è cinese, le parole di Zichichi appaiono molto sovietiche, in tipico stile stalinista. Che cosa significhi "grande alleanza" lo spiega la storia, con la riabilitazione avvenuta soltanto alla fine del secolo ventesimo (1992).

Più papalino del papa, il ministro Bondi, in puro stile comunista d'antan (dare ragione sempre al Capo): "Galileo non rinunciò mai a conciliare le verità scientifiche e di fede come disse il papa nel '92, e Galileo fu più perspicace dei suoi colleghi teologi come concluse il Santo Padre".
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28.04.2010
EutanaRAI assistita
Zelig di Stato, ci rimette Canale 5

Ieri sera la rete ammiraglia della Rai ha presentato un programma comico con Carlo Conti. I pezzi forti della serata erano i grandi artisti di Zelig.

Ho avuto piacere di rivederli, essendo un affezionato ammiratore della trasmissione di Bisio-Incontrada.

Ma mi permetto due considerazioni. Ci rimette Mediaset a cedere le esclusive che di solito esistono per comici sotto contratto. E la Rai compie un'operazione di eutanasia assistita, chiedendo in prestito idee a chi le ha.

Una trasmissione, quella di ieri sera in Rai, che tutto sommato rispecchia lo stato comatoso della nostra politica. Con Bersani che sembra lì ad attendere la respirazione bocca a bocca dal "Fini oppositore critico" di turno. Roba da Zelig, questa politica? No, a Zelig è meglio, c'è il battagliero assessore Palmiro Cangini, mica un qualsiasi sindaco di Bologna dimissionario.
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28.04.2010
Tutte teste di casco
Lettera aperta al Sindaco di Rimini

Signor Sindaco di Rimini.
Saremo dunque tutte teste di casco noi ciclisti, con la nuova legge che lo introduce obbligatoriamente. A Lei ed a tutte le altre autorità competenti o meno in materia, rivolgo un quesito. Quando esco di casa per percorrere la pista ciclabile che sta davanti alla mia abitazione (come già di persona ebbi occasione di spiegarle in loco anni fa), e la trovo interamente occupata dalle auto per sei giorni alla settimana (tranne quello non festivo in cui il fenomeno è ridotto), e debbo scendere dal velocipede per non procedere contromano sulla parte della carreggiata riservata alle auto, dovrò mantenere sulla testa il suddetto casco, o potrò (o dovrò) toglierlo in quanto pedone?
Un particolare curioso: in quell'unico giorno della settimana in cui il problema esiste in maniera ridotta, una volta è giunto in auto di servizio un vigile proprio in un momento (uno dei rarissimi momenti) in cui in quel giorno la pista ciclabile è sgombra. Ed ha chiesto a noi passanti: ma dove sono tutte le vetture che mi hanno mandato a controllare?
Come vede signor Sindaco, la vita è tutto un quiz. La ringrazio dell'attenzione.
Questa lettera è pubblicata sul "Corriere Romagna" di Rimini del 28 aprile 2010.
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26.04.2010
Basta il sorriso
Fini adotta la tecnica del cavaliere. Per spiazzarlo meglio

A dir la tua virtù basta un sorriso, era lo slogan di un dentifricio. In un libro del linguista Giacomo Devoto, esso è accostato al motto di infausta memoria: l'aratro traccia il solco, la spada lo difende. Dal dentifricio nacque un concorso di bellezza, dall'aratro il disastro della guerra che sappiamo.

Fini ha sorriso per trenta minuti con Lucia Annunziata, ieri, in un'intervista attesa da tutti come messaggio alla nazione, dopo lo scontro con il premier a pugno duro ed indice puntato.

Quel sorriso nasce da una tattica. Fini ha lanciato il sasso, ma non ha nascosto la mano. L'ha utilizzata per indossare la maschera del politico ridens berlusconiano, per spiazzare meglio il premier nelle prossime tappe del cammino che l'ex leader neofascista ha in mente.

Ieri il premier ha sfoggiato in video una bandiera presidenziale che non ricordiamo di aver mai visto. Ad imitazione dello stendardo quirinalizio.
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26.04.2010
Romagna loro,
anche razzista
Anteprima del tam-Tama de "il Ponte" di domenica 2 maggio 2010

La direzione del Popolo della libertà ha dichiarato di essere al servizio del popolo. Qualcuno ha sorriso, vedendo in quelle parole un richiamo maoista. Tranquilli. Il primo politico a parlare in Italia di "servire il popolo", è stato Giovanni Giolitti il 12 ottobre 1919: "I governi sono fatti per servire i popoli, non per dominarli". Ed infatti nel 1922 nacque il fascismo.
A proposito. Domenica 25 aprile sulla Stampa lo storico Maurizio Viroli ha dedicato una nota a "Quel vergognoso commercio di Predappio". Dove sono vendute non soltanto le immagini della Buonanima, ma pure oggetti più di attualità. Come le magliette "in cui una mannaia brandita da un energumeno di foggia ariana cala sul battello" degli immigrati, ed ha una scritta eloquente: "Accettiamoli". Che non è un inno all'accoglienza, ma l'indicativo presente di un verbo, mozziamogli la testa con l'accetta.
A questo punto permettetemi di non cantare più Romagna mia, ma di usare una didascalia dei pensieri personali con un disgustato gioco di parole, Romagna loro. Altro materiale ci è fornito, non da Predappio, ma dalla Lega di Romagna. "Falce, martello e camicia verde" l'ha descritta Paolo Stefanini sull'Unità nelle pagine nazionali. Ma non sono soltanto fatti loro. Il governo vuol rinchiudere gli insegnanti nella riserva regionale. Nelle coppie miste sinora non vietate dalla legge, come marito campano e signora emiliana, la ministra Gelmini imporrà la separazione di fatto. La moglie non può scendere verso il domicilio dello sposo, né lui pretendere di convivere con la legittima consorte. Sarà una scuola di celibi e nubili. Sarebbe troppo triste riderne.
Ognuno si aggiusta come può, quando si esibisce. A Palermo il 25 aprile la banda dei CC ha suonato la Canzone del Piave per il presidente del Senato. Quello del Consiglio ha parlato di festa della Libertà, non di Liberazione. Il governatore del Veneto Zaia ha chiamato vietcong i signori dell'Anpi perché volevano che a Mogliano suonassero Bella ciao e non il Piave. Come poi accaduto a Palermo. Il sociologo De Rita definisce l'Italia un Paese pacificato in cui il 25 aprile non ha più nessun senso.
L'impressione è che si parli a ruota libera. Un ascoltatore della radio si è chiesto: che cosa racconterei a mio figlio se lo portassi a Marzabotto? Conoscere la Storia, serve. Per questo nel nostro piccolo tra breve inizieremo una serie di pagine che ripercorrono quella della nostra città, Rimini, dal 1861 ad oggi. [992]
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Anno XII, n. 172, Aprile 2010
Date created: 03.04.2010 - Last Update: 29.04.2010, 12:05/
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