Il nostro viaggio in Malawi occupa uno spazio della nostra memoria e del nostro cuore, uno spazio che difficilmente potrà essere rimosso. Trasmettere agli altri le sensazioni che ti investono è perfettamente inutile, si rischia di essere fraintesi e quindi questo si limiterà ad essere un reportage relativo ai progetti che abbiamo visitato con il prezioso aiuto dei nostri accompagnatori di Action Aid Malawi del distretto di Salima, Francis e Harry.
A bordo di un pick up, percorrendo il distretto di Salima per le uniche due strade asfaltate che attraversano uno stato dominato dalla presenza del grande lago Malawi, siamo andati a visitare un mulino, dove , al rumoroso suono di un motore Diesel, abbiamo assistito alla macinatura del grano. Grazie alla presenza del mulino e del motore che lo fa funzionare, una famiglia vive del denaro che le altre famiglie pagano per la macinatura. Abbiamo assistito all’avviamento del motore come al lancio in orbita di una navetta spaziale; l’orgoglio negli occhi di quella famiglia è indimenticabile.
Abbiamo poi raggiunto un villaggio in cui, dopo aver attraversato a piedi un fiume, siamo giunti ad un campo per la cui irrigazione veniva utilizzata una pompa alimentata da un motore. I nostri accompagnatori ci hanno spiegato che in questo modo le donne non avrebbero più attinto l’acqua dal fiume manualmente, risparmiando tempo ed energia.
La visita all’ospedale è stata la più toccante fra quelle effettuate. Una lunga fila di donne aspettava il proprio turno per la vaccinazione dei bambini spaventati e in lacrime. Con grande orgoglio il solo dottore presente ci ha fatto vedere un frigorifero nel quale vengono conservati i vaccini. Il medico ci ha poi accompagnato in uno stanzone in cui una lunga fila di letti spogli veniva utilizzata come nurcery. Su un letto era sdraiata una giovane donna
che aveva appena partorito e fra le braccia teneva il piccolo che aveva appena dato alla luce. Il medico ci spiega che una della cause di morte è rappresentata dalle infezioni che si contraggono durante il parto,o meglio nel momento in cui il taglio del cordone ombelicale viene effettuato con la paglia che viene utilizzata per legarlo. Uno dei compiti degli operatori di Action Aid è quello di educare le donne a recarsi in tempo in ospedale, anche se non si tratta di una situazione facile, in quanto il mezzo di trasporto più diffuso è la bicicletta e nel distretto di Salima esisteva una sola ambulanza che certo non poteva soddisfare le esigenze di continua emergenza presenti sul territorio. Ovunque sulle pareti dell’ospedale erano appesi cartelloni che illustravano come comportarsi nei casi in cui fosse necessario soccorrere una donna durante il parto.
I progetti di Action Aid impegnano gli operatori anche sul fronte dell’infanzia. La presenza di un pozzo in un villaggio permette ai bambini di poter frequentare la scuola. Compito dei piccoli è infatti quello di portare l’acqua alla famiglia e se il pozzo è distante questo implica il viaggio di una giornata. La scuola che abbiamo visitato era popolata da numerosi studenti, la maggior parte dei quali piuttosto grandi. L’aula era uno stanzone con vecchi banchi doppi a fila. Ognuno aveva una lavagnetta di piccole dimensioni. La nostra missione personale è stata quella di portare una valigia piena di materiale scolastico. Matite, temperini, gomme, colori, quadernoni a righe e a quadretti, cartine geografiche sono stati distribuiti per la gioia di tutti i bambini presenti che ad ogni oggetto mostravano un entusiasmo pari a quello di una festa.
Con grande stupore ci siamo resi conto che la carta è per loro un bene raro, di lusso e le tre risme di carta bianca hanno fatto esplodere l’applauso di tutti. Ricordare la scena ci fa commuovere anche a distanza di anni. Noi leggiamo distrattamente giornali e riviste e gettiamo la carta con grande leggerezza come con grande leggerezza compiamo gesti che per altre persone sono impensabili.
Siamo poi arrivati a casa della famiglia di Mzaononga, la bambina di cui abbiamo ricevuto fotografie e notizie nei precedenti anni di sostegno a distanza. Il nostro imbarazzo era immenso, abbiamo temuto di trasmettere sensazioni che non corrispondevano alla realtà dei sentimenti che ci attraversavano da giorni. Ci siamo accomodati all’esterno della casa di Mzao, su di una stuoia nuova e realizzata per il nostro arrivo. Tutta la numerosa
famiglia era presente e la piccola è spuntata dalla porta della casa, con gli occhi bassi, timida e intimorita, non più di quanto non lo fosse Rossano di cui ricordo gli occhi pieni di lacrime. Credo di riuscire ad interpretarle adesso come allora, eravamo increduli tutti e due di essere lì, accanto a lei e alla sua famiglia che sosteniamo, orgogliosi di essere lì, certi di essere privilegiati a vedere con i nostri occhi quello che tutti sanno e vedono attraverso la televisione e orgogliosi di poter testimoniare che funziona davvero, che i progetti si realizzano, che le famiglie ne usufruiscono, che tutto serve per permettere a questo villaggio di migliorare le proprie condizioni sanitarie e di vita. Ci hanno presentato la loro capra, bene che fa parte di un progetto, grazie alla quale si ricava latte, formaggio e carne, i conigli che vengono allevati e venduti e rappresentano il sostentamento per molte famiglie. Mzaononga aiuta la mamma nelle faccende domestiche, prende l’acqua al pozzo, cucina e va a scuola al villaggio. Mzaononga, la sua famiglia e il suo villaggio sono assistiti dagli operatori di Action Aid Malawi.
Siamo felici di poter dare questa testimonianza che ci ha fatto prendere coscienza di com’è la situazione in quell’area e soprattutto perché questa esperienza ci ha arricchito molto. Semplicemente da allora ci portiamo dentro un piccolo senso di responsabilità verso chi abita con noi in questo pianeta, ma purtroppo senza le stesse opportunità. Facciamo in modo che le cose cambino e aiutare Action Aid è un piccolo ma importante contributo.
Rossano e Rossana Crotti