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Massimo Campigli |
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1895 - 1971 |
| Nel centenario della nascita di Massimo Campigli, il 4
luglio 1995, Poste Italiane emettono un francobollo commemorativo dedicato
a questo grande artista. La vignetta riproduce il dipinto "Le
spose dei marinai", quadro del 1930.
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| 750 L. • caratteristiche francobollo:
policromo • Dent.14 p • Stampa: rotocalco • Stampato
da: I.P.Z.S. Roma • Fogli da: 25 • Dim.:
48 × 40 (mm) • Tir.3.000.000 C'è stata una denuncia a carico delle poste da parte dell'erede di Massimo Campigli; pare che l'amministrazione postale non abbia chiesto l'autorizzazione di riprodurre l'opera di Campigli - coperta dai diritti d'autore - e per di più abbia commesso delle inesattezze nel compilare il bollettino illustrativo e nel riprodurre il dipinto sul francobollo. |
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Con i suoi colori gessosi, le figure schematiche a contorni grevi e le
stilizzazioni frontali, dipinge opere apparentemente conformi alla poetica
metafisica, ma che sconvolgono, in realtà, l'ordine plastico caro al
Novecento. Pittore di sottile e ricchissima cultura, Campigli fa dell'apparente "facilità" di stile una cifra linguistica. Da Firenze, dov'era giunto nel 1905, si trasferisce nel 1909 a Milano
entrando in rapporti coi Futuristi e pubblicando su 'Lacerba'.
Prigioniero durante la prima guerra mondiale e deportato in Ungheria, al
rientro in patria fu inviato come corrispondente del Corriere della Sera
a Parigi dove vide la pittura antica al Louvre e iniziò a dipingere
entrando in contatto con le avanguardie. Prima personale da Bragaglia a
Roma nel 1923. Allontanatosi dal futurismo, subì influssi dal cubismo,
evidenti nell'impostazione geometrica della sua figurazione. Entrò a far
parte del gruppo degli Italiani di Parigi. Dal 1928 principia la sua
nuova maniera, ispirata all'arte etrusca, scoperta durante un soggiorno
romano e divenuta folgorante presa di coscienza. La nuova pittura si
caratterizza con un'estrema semplificazione formale e ha un posto a
parte nell'ambito di un Novecento arcaizzante e prezioso; presenta
raffinatissima tecnica che richiama quella dell'affresco e cromìe
morbidissime realizzate con le terre. Alle proprie inconfondibili figure
femminili di costante eleganza, presentate per la prima volta alla
Biennale di Venezia del 1928, Campigli resterà fedele lungo tutto l'arco
della sua attività, con minime ma significative
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