Studiò
storia dell’arte con Heinrich Wölfflin a
Monaco di Baviera, e in seguito si laureò in
archeologia a Firenze, lavorando negli anni
’30 come architetto a Roma, inoltre
traducendo dal tedesco e commentando
importanti testi di storia dell’arte di
Winckelmann e Burckhardt. Egli manifestò
tuttavia una particolare propensione per lo
studio della filosofia, che diventò suo
principale campo di ricerca, al quale
contribuì con i testi Il metodo della
scienza (1948) e I fondamenti del
divenire (1973). Tale fu il suo
riconoscimento in questo settore, che
Giovanni Gentile gli offrì la cattedra di
Filosofia all’Università di Napoli, a cui
dovette rinunciare in quanto cittadino
straniero. Grazie alla sua rete di
conoscenze, al suo spessore culturale, e
forse anche alla sua cittadinanza elvetica,
il suo apporto alla sua patria di adozione
fu particolarmente efficace nella
ricostruzione post-bellica, cui contribuì
sia in qualità di direttore della Biblioteca
dell’Istituto Germanico a Roma, sia come
segretario generale dell’AIAC (Associazione
Internazionale di Archeologia Classica),
ruoli nei quali si adoperò con successo al
recupero di un prezioso patrimonio librario
trafugato dalla capitale durante il
conflitto.
Abile acquarellista e disegnatore, Federico Pfister fu anche pittore interessante. Dopo una prima fase espressionista, assumendo lo pseudonimo di De Pistoris a partire dal 1917, e durante tutto il periodo tra i due conflitti egli partecipò al Secondo Futurismo, di cui divenne uno degli esponenti di spicco insieme a Prampolini, Pannaggi, Depero e Paladini.
La presenza di sue opere sui primi due numeri della seconda serie della rivista NOI del 1923 e di suoi lavori alla Terza Triennale Romana del 1925 sono indice della considerazione in cui era tenuto. Fu particolarmente vicino all’artista Enrico Prampolini, cui lo legavano sentimenti di amicizia e di stima. Egli continuò a dipingere fino alla morte, sopraggiunta a Roma nel 1975, rifuggendo tuttavia dall’assoggettamento a un unico indirizzo espressivo, e alternando fasi più naturalistiche a periodi in cui privilegiò la scomposizione della forma umana e del paesaggio.
Nel 2009, ricorrenza del centenario della nascita del Movimento futurista, è stato scelto un suo dipinto, che sarà presente a Ligornetto, per un francobollo delle Poste Italiane.


