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arte sui francobolli

Leonardo da Vinci

1452 - 1519


28 ottobre 1938 - serie "proclamazione dell'impero"     -     50 c. Leonardo da Vinci viola Dent.14 b • Filigrana corona • Stampa: rotocalco • Stampato da: I.P.S. Officina carte valori • Fogli da: 60 • Dim.: 25 × 30 (mm) • Dis. di C.Mezzana • Tir.40.000.000 • Val.:31 dicembre 1939     -     5 L. Leonardo da Vinci verde Dent.14 b • Filigrana corona • Stampa: rotocalco • Stampato da: I.P.S. Officina carte valori • Fogli da: 60 • Dim.: 30 × 25 (mm) • Dis. di C.Mezzana • Tir.500.000 • Val.:31 dicembre 1939     -     2 L. Leonardo da Vinci azzurro Dent.14 b • Filigrana corona • Stampa: rotocalco • Stampato da: I.P.S. Officina carte valori • Fogli da: 60 • Dim.: 30 × 25 (mm) • Dis. di C.Mezzana • Tir.500.000 • Val.:31 dicembre 1939
Questa serie, pur celebrando l'impero italiano, stranamente non riproduce l'effigie di Mussolini, tuttavia ogni francobollo reca impresse sue frasi e una M corsiva iniziale del suo cognome.
Particolarità tecnica di questa serie è la stampa in fogli da 60, fatto inedito per i francobolli di questo formato, dettato da esigenze di semplicità nelle operazioni contabili.
Essendo i francobolli disposti in 8 file da 8, ci sono quattro posizioni che non vengono stampate e, al loro posto, vengono riprodotte diciture varie. Questo blocco dà origine al blocco angolare, formato dalle quattro posizioni non stampate e dai cinque francobolli che lo contornano

emissioni del 15 aprile e 31 dicembre 1952 - francobolli commemorativi per il quinto centenario della nascita di leonardo

25 L. Autoritratto di Leonardo da Vinci arancio Dent.14¼×14 b • Filigrana ruota III • Stampa: rotocalco • Stampato da: I.P.S. Officina carte valori • Fogli da: 50 • Dim.: 24 × 40 (mm) • Dis. di E.Pizzi • Tir.11.606.122 • Val.:31 dicembre 1952
60 L. Dipinto "La Vergine delle rocce" di Leonardo da Vinci azzurro Dent.13¼ p • Senza filigrana • Stampa: calcografia • Stampato da: I.P.S. Officina carte valori • Fogli da: 50 • Dim.: 25 × 41 (mm) • Dis. di E.Pizzi • Tir.4.006.172 • Val.:31 dicembre 1952
80 L. Autoritratto di Leonardo da Vinci rosso Dent.13¼ l • Filigrana ruota II • Stampa: calcografia • Stampato da: I.P.S. Officina carte valori • Fogli da: 50 • Dim.: 24 × 40 (mm) • Dis. di E.Pizzi • Tir.7.455.665 • Val.:31 dicembre 1952

Il 4 aprile 1998 Poste Italiane emettono un francobollo monocromo dedicato a "Il Cenacolo" di Leonardo da Vinci, di cui ricorre il quinto centenario della sua realizzazione.  Il celebre dipinto si trova nel refettorio del Convento di Santa Maria delle Grazie a Milano     -     La grafica ed il formato del francobollo,  non rendono merito a una delle opere più significative dell'arte di Leonardo, definita dal Vasari "maestosa e nobile"

800 L. caratteristiche francobollo:  bruno Dent.14¼×13¼ p • Stampa: calcografia • Stampato da: I.P.Z.S. Roma • Fogli da: 50 • Dim.: 51 × 30 (mm) • Dis. di P.N.Arghittu • Tir.3.000.000

 


SAN MARINO

S M O M

VATICANO


Leonardo ha affrontato tutti i modi e le tecniche della pittura, ma con una netta predominanza dell'olio su tavola. La pittura occupò, tuttavia, una parte via via più ridotta della sua attività. Va nondimeno osservato come per Leonardo la pittura assumesse una grande importanza in funzione dei complessi problemi che essa presenta, e dei quali occorre trovare la giusta soluzione teorica per raggiungere risultati soddisfacenti.

La pittura, per Leonardo, è scienza, rappresentando «al senso con più verità e certezza le opere di natura», mentre «le lettere rappresentano con più verità le parole al senso». Ma, aggiunge Leonardo riprendendo un concetto aristotelico, è «più mirabile quella scienza che rappresenta le opere di natura, che quella che rappresenta le opere degli uomini, com'è la poesia, e simili, che passano per la umana lingua.

Vediamo così svolgersi, negli appunti di Leonardo, lo studio dei meccanismi propri all'essere vivente e della percezione visiva, vale a dire l'elaborazione di una scienza preliminare a ogni forma di pittura, il cui fascino sta nella conoscenza del mistero della vita e della meraviglia della luce. L'insieme imperativo di queste esigenze indusse Leonardo ad asserire che la pittura è la "vera scienza".

Leonardo studiò anche per primo in Europa la possibilità di proiettare immagini dal vero su un foglio dove potevano essere facilmente ricopiate, con la cosiddetta camera oscura leonardiana.

La continua interrelazione leonardesca fra arte e scienza è interrelazione fra pensiero e sensi, fra esperienza empirica della realtà naturale, capacità inimitabile di collegamento mentale e visuale, comunicazione da uomo agli uomini attraverso la visualizzazione grafica del disegnatore, di perizia suprema e senza paragoni.

allievo del verrocchio,  a vent'anni risulta iscritto come maestro nella compagnia dei pittori. in quel periodo dipinge il ritratto della nobildonna ginevra de' benci, la "madonna del garofano" e "l'Annunciazione" degli uffizi. nel 1480 entra a far parte dell'accademia del giardino di san marco, patrocinata da lorenzo il magnifico.

la città di firenze comincia a rivelarsi luogo troppo ristretto, artisticamente, per le ambizioni di leonardo. alla notizia che il suo nome non è tra quelli coinvolti nella realizzazione della cappella sistina a roma, decide di partire per altre mete.

nel 1482 si presenta a ludovico sforza, duca di milano, descrivendosi principalmente come uomo di scienza, ingegnere e ideatore di macchine belliche. lo sforza lo accetta a corte dandogli la residenza in porta ticinese. nel 1483 realizza uno dei suoi numerosi capolavori: la "vergine delle rocce".

alla sua attività di magnifico artista, affianca l'abile capacità ingegneristica e, nel 1494, porta a termine la bonifica della tenuta sforzesca nella bassa lombarda. solo un anno dopo, inizia l'affresco del "cenacolo" nella chiesa di santa maria delle grazie. l'opera assorbe le sue energie in modo quasi esclusivo, tanto che vi lavora assiduamente fino al 1498.  nei primi anni del cinquecento torna a firenze e dipinge, accanto a michelangelo il salone del consiglio nel palazzo della signoria.

in questo periodo iniziò il capolavoro che lo rese celebre nei secoli, la Gioconda. il dipinto, considerato il ritratto più famoso del mondo, va ben oltre i limiti tradizionali del genere ritrattistico.   il ritratto, superati i limiti sociali, acquisisce un valore universale.  l'aspetto formale - l'impaginazione nuova, la nobiltà dell'atteggiamento e la dignità del modello che ne deriva - ebbe un'azione risolutiva sul ritratto fiorentino delle due decadi successive, Leonardo ha creato con la Gioconda una formula nuova, più monumentale e al tempo stesso più animata, più concreta, e tuttavia più poetica di quella dei suoi predecessori. Prima di lui, nei ritratti manca il mistero; gli artisti non hanno raffigurato che forme esteriori senza l'anima o, quando hanno caratterizzato l'anima stessa, essa cercava di giungere allo spettatore mediante gesti, oggetti simbolici, scritte. Solo nella Gioconda emana un enigma: l'anima è presente ma inaccessibile.

 

 


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