Dopo aver finito di dipingere ad acquerello, l'opera "giubileo di rose", decisi di procedere per giungere all'esecuzione dell'opera litografica.
La carta utilizzata era quella specifica per acquerelli ed era fatta "a buccia d'arancia". La preparazione della carta, La cosiddetta bagnatura, anche se eseguita più volte, non aveva completamente eliminato l'effetto buccia di arancia, per cui le foto necessarie per poter realizzare le lastre litografiche, a mio avviso non risultavano di qualità ottimale, in quanto ponevano in evidenza un'infinità di piccole ombre blu che avrebbero disturbato se non impedito una perfetta realizzazione litografica.
Decisi allora, per ovviare all'inconveniente, di sottoporre il dipinto ad una pressione idonea a render piana la carta. Il ferro da stiro , aveva lasciato indifferenti le anomalie che rimanevano lì imperterrite.
Al quartiere Portuense c'era un'azienda che esegue, manufatti di pressostampatura di metalli, che a mio parere, offriva tutte le garanzie tecniche. I titolari, persone squisitissime, divertiti volevano concedermi il loro aiuto, ma erano titubanti, temevano di poter rovinare il dipinto.
Una dichiarata liberatoria da parte mia fugò qualsiasi reticenza. La scena sarebbe da riproporre in un dipinto. Attorno alla pressa eravamo cinque persone, e tutte in apprensione per il dipinto.
Iniziando con una pressione di 200 chilogrammi, si è continuato, adoperando la massima cautela, fino a che la carta del dipinto non è risultata piana, e liscia come la pelle di un neonato. I tentativi sono stati cinque,con aumento pressorio progressivo. Ultima pressione utilizzata, circa 400 chilogrammi.
L'operazione era andata a buon fine, con grande rischio per il dipinto, (per la cui realizzazione erano occorsi al maestro circa tre mesi) .
Ricordando quei momenti, il maestro, oggii, con l'esperienza acquisita non rifarebbe più quel percorso, ma farebbe in modo di spianare la carta quando è ancora bagnata.
Un'ottima soluzione, ancora, sarebbe di dipingere su un materiale conosciuto come avoriolina un polimero sintetico a base di plastica che però, una volta trattato per renderlo poroso, assume le proprietà simili all'avorio.
come procedere: dal lato più ruvido, cioè non dalla parte liscia e lucente, ma da quella dall'aspetto quasi satinato, occorre strofinare un osso di seppia a cui sia stata preliminarmente tolta la corteccia esterna( va detto che è un pò difficile reperire l'avoriolina sul mercato di Roma ). Quella lastra, così trattata, offre la possibilità di poter dipingere con gli acquerelli come su una lastra di avorio.
In quel momento vinse la volontà di poter pervenire alla realizzazione dell'opera litografica. |
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| Giubileo di Rose. Acquerello eseguito verso la fine dell'anno 1999. Dimensione cm. 30X40 circa |
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Lenna: chiesa di San Martino
dimensioni cm.30x40 circa |
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| Qui puoi inserire un testo didascalia |
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Lenna: La signora Manzoni.
Acquerello cm.30x40 |
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| Il grattacheccaro a Ponte Elio |
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| Qui puoi inserire un testo didascalia |
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