TOUR
IN SICILIA, 13/08/2006-30/08/2006, Palermo-Messina
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Davide e Vladimiro
Domenica
13/08/2006. ore 11:03, sms di
Davide: A treossi? Ma ke stai a dormì? Sveja ke se parte.
Treossi sarei io, perché so secco, Davide è quello nella prima foto. Si parte. Alle 14:00 prendiamo il trenino a Ostia antica (la domenica consente il trasporto biciclette sull’ultimo vagone) per Roma Termini, poi il treno per Napoli delle 16:49, arrivo a Napoli Centrale 19:28 (è un regionale, credo l’unico tipo di treno dove in Italia è consentito il trasporto delle biciclette). Dovremmo riuscire a prendere la nave delle 10:00, 11:00, non me ricordo. Brindisi di inizio viaggio e panini (fatti da Davide co l’avanzi della cena della sera prima, ci sta dentro de tutto e so buonissimi!) alla stazione termini. Buon viaggio!

3 ore di treno volate con
un libro. Stazione di Napoli Centrale,
Corso Umberto, Maschio Angioino, molo, imbarcati alle 19:45, troviamo ottimi
posti nel bar della nave, addirittura possiamo sceglierci il divano dove
dormire. Ancora super panini e bona notte!
Lunedì
14/08/2006, sveglia a bordo alle
6:00, alle 7:00 sbarchiamo e siamo già in giro per Palermo. Primi cannoli,
giornata di sole. Cattedrale (ci sta la
messa, non vediamo le tombe di Federico II e Costanza d’Altavilla, meritavano,
sarà per la prossima volta).

Visitiamo San Giovanni degli
Eremiti (il chiostro è chiuso per restauro), Palazzo dei Normanni e
Passiamo per i quartieri intorno al Palazzo dei Normanni e al mercato Ballarò. Montiamo la tenda al camping a Sferracavallo, vicino a Palermo.

Ce ne sono due di camping, il nostro è praticamente un
pezzo di terreno con strutture per reggere i teli per l’ombra, e due blocchi
prefabbricati, uno per i bagni e uno per gli uffici, il campeggio è tutto qua;
mangiamo un boccone al paese e torniamo a Palermo senza borse, stavolta
passando lungo la costa (ci scappa un bagno tra Mondello e Palermo). Visita a Monreale (300/400 m slm), chiesa, chiostro e
salita sul tetto; poi

Martedì
15/08/2006, Ferragosto! Sveglia alle
8:30, trovo un bambino che guarda la mia bici, e mi dice una cosa che non
capisco, capisco solo “ruota”. Me la ripete tre volte, alla fine capisco: me
sta dicendo che c’ho la ruota posteriore bucata. Si cambia e me accorgo che due
camere d’aria sono inutilizzabili, quindi alla prima occasione si compreranno.
Partiamo alle 10:00, direzione San Vito lo Capo. Isola delle Femmine, Capaci, Carini, Villagrazia di Carini, Cinisi (il paese di Peppino Impastato, di Radio AUT), Terrasini; sono tutti paesini e golfetti, con insenature rocciose (rosse) con roccia stratificata (così dice Davide, che je fa na foto). Ore 13:00. Ci fermiamo a un risto-bar per breve sosta e spuntino.

Si annuvola. Er vecchio del chiosco mobile poco distante (dove ci ripariamo dalle prime gocce, su invito del vecchio stesso che ha notato la nostra esitazione e dice “ve potite fermare pure senza pigghiare niente”) dice che non si tratta di una perturbazione ma solo del forte caldo. Sarà, comunque ci rimettiamo in viaggio, Trappetto, Balestrate, dove si pranza a un ristorantino co la finestra della cucina che affaccia sulla strada. Polpo lesso condito, cozze, fritto misto e bianco d’Alcamo doc. Arriviamo a Castellammare del Golfo, e per uscire dal paese si fa una salita mostruosa!


A pochi km da Scopello scopriamo che per arrivare a San
Vito bisogna fare un giro del cavolo, quindi ci fermiamo a quello che a detta
del custode dovrebbe essere l’ultimo camping prima della Riserva dello Zingaro.
Salvatore, tuttofare del camping, simpatico e chiacchierone, sui 60, ci dice
gli orari dell’autobus che passa alle 7:40 davanti al camping e va a
Castellammare del Golfo; poi ci sta la coincidenza, anche senza arrivare al
paese, sulla statale, fino a San Vito. Ok. Birra. Stretching in spiaggia e cena
(non male, pasta al pesto trapanese e pesce spada) al camping. Percorsi
Mercoledì
16/08/2006. Sveglia alle 7:00, 2
autobus, alle 9:30 siamo sulla spiaggia di San Vito
lo Capo.
Poi
ci si organizza per visitare

Giornata
di sole, il mare è stupendo ma la spiaggia è superaffollata, mai visto niente
di simile, quindi dopo qualche bagno e 1 ora di canoa (con mozzico di medusa e
conseguente ammoniaca) si va a mangiare (cous cous di pesce, non buonissimo).
Troviamo un passaggio auto (20 € pe fa 10 km….), entriamo nella riserva e ce la
facciamo a piedi (
Giovedì
17/08/2006. Sveglia alle 7:00,
partenza alle 9:00, direzione Erice, Trapani, Favignana. Prima della salita per
Erice breve sosta e seconda colazione a Valderice. Salita fino a Erice (700/800
m slm) bella, costante, Davide se la fa senza soste, io me fermo una volta. Erice. Visita castello
normanno e telefonate per conoscere gli orari dei traghetti per Favignana.

Discesa
fino a Trapani, traghetto per Favignana
alle 16:30 e arrivo in un camping super affollato, praticamente uno sull’altro.
Va beh. Bagno a una caletta vicina per riprenderci un pò e poi si fa il bucato.
Davide si scorda il marsupio al bagno. Lo ritrova, che fortuna!

Cena al paese, niente de
che, ci sta un sacco di gente, quasi non si trova un posto per cenare, manco
per la sera dopo! Al ritorno al campeggio scopriamo che l’acqua la sera non ci
sta, ne ai bagni (ce rendiamo conto che ci siamo fatti la doccia co l’acqua
salata, di mare), ne da beve perché il bar è chiuso. Davide conosce un tipo di
Bergamo che ci regala una boccia d’acqua. Con lui ci stanno dei ragazzi di
Trapani che si fanno la stagione a lavorà al camping; non ci sta niente a
Trapani secondo loro, solo quando c’è stata l’America’s cup sembrava di respirà
n’altra aria, ma finita la manifestazione tutto è tornato come prima. Percorsi
Venerdì
18/08/2006. Senza sveglia.
Conosciamo i vicini de tenda, una coppia di Milano, in moto ma con origini de
Ragusa. Ci consiglia di passare a Ragusa Ibla. Mare. Cala rossa. Bella. Ancora meduse non se ne può più! Conosciamo
Mauro e Etzel, due romani di Tor Lupara, sui 25. Si torna al paese, mangiamo na
cosa e puntiamo a un’altra cala che c’hanno consigliato. Facciamo una galleria
al buio, ce la facciamo sul marciapiede per sicurezza, ma abbiamo pochissimo
spazio per pedalare (al ritorno la aggiriamo, ci sta la strada laterale….). Poi
si rompe la guaina del deragliatore…., panico…., no, è na cosa risolvibile,
credo, ma non l’ho portata (nelle borse c’ho praticamente ricambi sufficienti a
montare n’altra bicicletta, ma le guaine non le ho portate), tocca comprarla in
paese, se ce l’hanno. Tornerei subito ma Davide me dice: “Prima annamo ar
mare”. Giusto. Cala rotonda, bella, solite meduse, niente bagno. Si torna
in paese (con il 28 davanti!) e ripariamo la guaina con il nastro isolante. Compriamo
da n’altro la guaina e scopriamo che è diversa da quella dei freni, più fina e
co na struttura a fili, non a spirale. Non si finisce mai d’imparà!
Parte pure il conta km, provo a ripararlo dall’orologiaio. Un signore sui 70 col bastone, gentilissimo, me apre er negozio e vede che la batteria non è scarica. Si mette il monocolo e pulisce i contatti. Passo 20 minuti dall’orologiaio smontando il conta km e sudando, ma non s’aggiusta. Fa niente. Granita. Camping. Ribecchiamo Mauro e Etzel con 2 cicloturisti di Milano che fanno un giro opposto al nostro (Palermo, Sicilia interna, Agrigento e risalgono la costa per tornare a Palermo). Cena al camping, na mezza sola, la cameriera, Gianna, ci ha preso in simpatia da quando siamo arrivati e a cena ci racconta che è siciliana, ha genitori pugliesi, vive a Torino ma ogni 15 giorni viene a Roma, indovina un po’ a che fa? A vedere la roma!!! Non ce posso crede! E’ n’abbonata della roma!
Percorsi
circa
Sabato
19/08/2006. Sveglia alle 6:45, un
saluto a Gianna e si va a prendere il traghetto. A Trapani proviamo a comprare
le camere d’aria ma non ce l’hanno della misura nostra perché abbiamo dei
copertoni un po’ più larghi di quelli standard da corsa, pazienza si prosegue.
Scirocco, vento contrario (due volte in tutto il viaggio) e caldissimo! Sono
più di 40 gradi, ma non si suda, è abbastanza asciutto, si respira a fatica.
Prima di Marsala incontriamo Alessio, 16 anni, con bici da corsa regalatagli la
sera prima, quindi è alla sua prima uscita, sta facendo Marsala-Trapani andata
e ritorno. Fa kite-surf, ci accompagna fino a Marsala e ci fa fare la strada
costiera co le saline; passiamo di fronte all’isola co le rovine di Mozia.
Salutato Alessio ci fermiamo per una birra ma alla fine mangiamo (pure bene)
primo, secondo, insalata e birra (e acqua) a fiumi. Si riparte. Mazara del
Vallo, porto e flotta pescherecci gigantesca. Tre Case, Triscina; a Selinunte
me sà che oggi non ce arrivamo; camping a Triscina e immancabile bevuta di fine
tappa, sto giro è birra. Bagno, poi montiamo la tenda. Bel mare, spiaggia di
sabbia. Autostop per la cena in paese (ci carica un autobus di linea per un
breve tratto) poi bel pezzo a piedi. Cena in un posto dove va via la luce,
ceniamo a lume de candela co na pizza non buonissima. Ritorno tutto a piedi su
strada buia e stretta, senza marciapiedi, pericolosa, co le torce. Una macchina
ci sfiora mentre sorpassa, nella direzione opposta alla nostra. Percorsi
Domenica
20/08/2006. Niente sveglia, ci alziamo
alle 8:30, bagno e si riparte. Stesso caldo del giorno prima, ma il vento ora è
a favore, obiettivo Sciacca o forse un po de più. Scavi di Selinunte, visita lunga.

Sono le 15:00, spuntino fuori dall’area archeologica, ma
non si può pedalare dal caldo; prima di ripartire Davide ha bisogno di fare un
bagno, primi sintomi del quasi collasso che avrà a breve. Prime salite
(bellissimo paesaggio, tra vigneti e vigneti all’infinito) e crollo
(annunciato) per entrambi: se non troviamo da bere ce rimanemo secchi! Troviamo
un ristorante chiuso ma con delle persone dentro: subito
Lunedì
21/08/2006. Ci svegliamo sul presto,
7:30, soli dentro casa di Cosimo. Lo sentiamo al telefono e ci diamo
appuntamento in piazza per colazione. Mega cornetti al forno con ricotta e na
pagnotta piena de pomodori, capperi e alici per il pranzo. Saluti, passiamo a
salutare anche Caterina al lavoro e via; ci sono 2 gallerie da percorrere per
uscire da Sciacca e Cosimo ci “scorta” col suo macchinino. Vento a favore,
colazione abbondante, ottime condizioni per pedalare. Oggi tutta statale,
previste alcune gallerie. Un viadotto visto da lontano sembra impressionante.
Dopo circa

ore 15:00: si alza un vento improvviso, a favore. Si
riparte, oggi scorta di acqua ghiacciata, sali minerali e pasto abbondante, non
pesante. Sali scendi fino a Porto Empedocle. Piccolo camping, bello, 1/2 vuoto.
Il padrone è un tipo sui 50, Lillo, parla quasi niente, ci sta subito
simpatico, barba e capelli neri e lisci, secco, ma co un pò de panza, sguardo
profondo. C’ha un canetto, Birillo, piccolo, che ce se piazza sulla tenda
appena srotolata e vuole sempre giocà. Fine tappa, si brinda a birra. Per la
sera Lillo ci consiglia un posto, la lampara, dove te portano quello che
c’hanno. Subito vino bianco e gassosa, poi polpo e neonate (pescetti
piccolissimi) fritte. Poi ti chiedono che pasta vuoi (c’hanno solo 3 tipi) e il
secondo se lo vuoi fritto o arrosto. Grappa in centro. Percorsi
Martedì
22/08/2006. Niente sveglia. Autobus
fino alla Valle dei Templi. L’autista ci
da delle dritte per comprare i ricambi (camere d’aria, kit luci) per le bici,
ci sta un posto al Villaggio Mosè. Alla valle dei templi aspettiamo st’autobus
per il villaggio Mosè, ma non passa. Dopo quasi un’ora de attesa decidiamo di
entrare a visitare i Templi. Tutti in restauro, con i ponteggi.

Dentro
l’area archeologica c’è un giardino molto
bello gestito dal FAI, la custode offre ai visitatori dei fichi d’india.
Visitiamo pure il museo archeologico,
dove c’è la ricostruzione del tempio più grande della valle.

Pomeriggio
mare a San Leone, ma ci stufiamo quasi subito e decidiamo di andare al
villaggio Mosè per comprare i ricambi per le bici. Troviamo quasi tutto tranne
le camere d’aria della nostra misura; per sicurezza ne compriamo due standard e
delle bombolette di gonfia & ripara. Al ritorno dobbiamo prendere un
autobus alle 20:00 fino alla valle dei Templi, dove alle 20:40 ne passa un altro
per il campeggio. Ci sta traffico e passa alle 20:30, corre e riusciamo a
prendere la coincidenza per pochi minuti. Cena al camping saltata perché è
tardi, optiamo pe na trattoria vicina.
Mercoledì
23/08/2006. Sveglia alle 7:00, caffè
e saluti a Lillo. Oggi parla un po’ (e ride pure), del suo cane. Alle 8:00
siamo a Porto Empedocle, abbondante colazione, puntiamo a Canicattì (300/400 m.
slm), circa

Tutta
discesa, passiamo su un viadotto altissimo, non riusciamo a guardare di sotto
per quanto è alto. Passaggio veloce a Scicli, puntiamo alla costa. Ci consigliano
Marina di Ragusa, ma dovremmo tornare indietro e optiamo per Sampieri. Sbagliamo di nuovo strada e praticamente
siamo al tramonto co
Giovedì
24/08/2006. Mi alzo alle 8:00, vo al
bar e telefono a Pina, mia capa ufficio, per prolungare le ferie. Ok, si può
fare. Mi raggiunge Davide, colazione e bagno. Si parte alle 10:30, ovviamente
col vento a favore. Pozzalo, spuntino. Pachino,
spuntino. Portopalo di Capo Passero, paese più a sud della Sicilia. Strade in
ripida pendenza, ortogonali, sembra San Francisco. Cambio direzione, ora si va
a nord.

Bagno
dopo Portopalo, mare bellissimo, forse il migliore visto. Per uscire da un
paese (Marzamemi) facciamo un tratto di
Venerdì
25/08/2006. Modica con autobus, cioccolata, giro in città,
spuntino e ritorno a Noto.

Si riparte. Avola. Vento a favore. Si spacca un raggio,
ruota posteriore, lato pignoni, il peggiore. Smonta tutto, cambio e via, la
riparazione sembra buona, ruota quasi dritta. Verso Siracusa. Chiediamo a un
tipo sui 50, Domenico, che ci dice che il camping è fuori città, lui c’ha un B
& B ma non ha posto. Però ci farebbe montare la tenda in giardino. Ok, si
fa. Praticamente anche lui è fuori dalla città, si trova in località
Isola/Maddalena (ma con un battellino si può raggiungere l’isola di Ortigia).
Praticamente Siracusa sorge sulla punta settentrionale di un golfo, mentre noi
ci troviamo sulla punta meridionale. Doccia col tubo nel giardino di Domenico e
cena vicino all’imbarcadero per Ortigia: se mangiamo al volo si può passare
un’oretta a Siracusa, prendendo con il battello. Sarà impossibile, finiamo di
mangiare a 1/2 notte. Ci sfondiamo, paghiamo pure un po’ ma finalmente una
bella cena, all’Ostrica Park, molto alla mano nonostante il nome altisonante.
Ci mangiamo tutto, dall’antipasto al dolce. Mentre aspettiamo il tavolo Davide
mi presenta due suoi amici (appena conosciuti), sui 70, Vincenzo (mandolino) e
Nunzio (chitarra), du monumenti siculi, suonano tanghi, temi famosi, da paura!
Vincenzo è mancino e suona il mandolino al contrario, ma senza invertire le
corde, incredibile! Davide medita sul fatto che la prossima volta se deve portà
na fisarmonica piccoletta. Percorsi

Sabato
26/08/2006. Mi sveglio presto.
Salutiamo Domenico e ci racconta che lavora (attualmente è sotto infortunio da
qualche anno) per la regina, cioè per una compagnia petrolifera olandese, porta
le gru che montano le piattaforme per l’estrazione del petrolio. 5 anni di
corso e 2 di tirocinio affiancato prima di mettergli in mano la gru gigantesca,
2.500 tonnellate. Ha girato il mondo, moglie danese, ha fatto i soldi a palate,
conosce 2-3 lingue, mo c’ha sto B & B. Si riparte. Battello per Ortigia.
Colazione da Corsino, conosciamo Delfo, autista e attore teatrale, chiacchiera
na cifra! Duomo, splendido, dentro c’è un tempio greco, fonte aretusa, castello Maniace (fatto sotto Federico II, dentro
c’è na copia della decollazione del Battista di Caravaggio, sopra un altare dei
Cavalieri di Malta). Poi Siracusa: parco latomie, orecchio di Dionisio, teatro e anfiteatro. Si mangia a un bar, telefono
a Pio, un grande ciclista di Fiumicino. Sta a Augusta. Appuntamento tra 2-3
ore. Fino a Augusta è tutta una zona industriale, co na puzza micidiale in
alcuni tratti. Incontriamo Pio verso le 17:00, granita, consigli e un pacco di
Gran cereale. Si riparte, puntiamo Catania, si corre, stiamo al camping alle
19:00, zona balneare
Domenica
27/08/2006. Bagno e partenza. Visita
di Catania, Duomo, convento e castello.
Tutto chiuso. Pazienza. Mangiamo (un pò troppo, ci peserà più tardi) appena
fuori Catania. Puntiamo Taormina. si annuvola, vento contrario. Aci Castello,
Aci Trezza, Aci Reale. A Riposto mega granita.

L’Etna appare imponente, domani volevamo salire, ma
co sti nuvoloni non so se sarà il caso. Vedremo. Taormina sta in alto, allora
decidiamo di fermarci a Giardini Naxos,
ma non ci stanno campeggi. Si prosegue, sali scendi fino a Letojanni. Al
campeggio arriviamo co l’ultimo raggio de sole (come al solito).

Cena
così così al paese, tempo ancora un po’ schifoso, per domani ci vorrebbe un po’
di vento che spazzi via le nuvole. Arriva puntuale di notte insieme a un pò di
pioggia. Percorsi
Lunedì
28/08/2006. Nuvole sparite, si scala
l’Etna. Si torna indietro sulla strada di
ieri, circa

Al rifugio conosciamo Ignazio (il sabato successivo in
onda su tg2 dossier) gestore di un albergo ristorante distrutto dalla lava del
2002, insieme a tutte le strutture che stavano lì. Si voleva passare per le
gole dell’Alcantara, ma sembra che non sia tutta discesa, quindi si cambia
programma: si torna al camping e ci si riposa, magari co un bagno. Si scende,
sono le quattro, non si pedala mai per 3/4 d’ora boni, a
Epilogo.
Martedì 29/08/2006. Mi sveglio presto e me vado a
fa er bagno. Nuvoloni riappaiono. Si riparte, si torna a casa. Vento a favore,
ma siamo ancora stanchi di ieri. Colazione a Letojanni e sosta pranzo a Alì
Terme. Messina. Museo, Caravaggio e Antonello da Messina. Dolci per casa e pe
l’amici. Panini per il viaggio. Superati i mille km co i 50 percorsi oggi.
Traghetto per Villa San Giovanni al tramonto, poi treno verso le 23:00. Da
incubo! E’ n’espresso, non ci hanno potuto fare la prenotazione, le bici le
smontiamo e le leghiamo sul vano porta-valige di uno scompartimento vuoto.
Manco finimo de asciugasse er sudore e cambiasse che arrivano i legittimi prenotati.
Slega tutto e rilega nello scompartimento vicino, dove du ragazzi (siciliani
che lavorano a Roma) hanno la prenotazione (ma solo per due posti) e ci
invitano a sistemarci lì con loro e con un’altra ragazza che non ha la
prenotazione manco lei. Dopo un paio di ore arrivano i prenotati dei restanti 4
posti co certe valige enormi. Ci accordiamo per slegare una sola bici, che
finisce nel corridoio, insieme a noi. Si legge. Verso le 4:00 troviamo 2 posti
decenti per farci un po’ de sonno…. Se sfascia er treno…. Non ce credo! Rislega
tutto, scendi dal treno, cambia binario, aspetta un regionale. Questo almeno
porta le bici nella vettura de testa, quella del capotreno. Ci sdraiamo e ci
addormentiamo per terra co n’attimo. ROMA TERMINI! Sono le 9:00 di Mercoledì
30/09/2006, si montano le bici e colazione da Dagnino, pasticceria
siciliana, me pare giusto. Si torna! Cristoforo Colombo, Ostia. A casa. Altri