Associazione Esposti Amianto e ad altri rischi Ambientali

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Un altro mondo senza amianto è possibile

Forum Social Mundial 2003

Porto Alegre 23-28 gennaio 2003

 

 

SULLA CONFERENZA NAZIONALE NON GOVERNATIVA  SULL’AMIANTO

MONFALCONE  12 – 13 NOV. 04

 

LUCI E  OMBRE

Firenze  16/11/2004

Le valutazioni che questa Associazione ricava dalla sua partecipazione, con una nutrita delegazione, alla Conferenza Nazionale divergono sui principi e sul merito di molte delle questioni trattate nelle commissioni e sulle risultanze degli atti conclusivi.

Limitare l’analisi del quadro legislativo, riferito all’amianto, al più recente passato e non porre al vaglio della critica la precedente gestione, sotto il governo del centro sinistra, assume un significato assolutorio per quelle istituzioni che trincerate dietro presunti criteri di opportunità e convenienza, a cui si dovrebbe attenere la pubblica amministrazione, hanno usato di poteri discrezionali per piegare il diritto ad opache compatibilità di bilancio. Questo ha impedito l’accesso ai risarcimenti di intere categorie di lavoratori esposti e a tutti gli ex esposti ante ’92 ed ha contribuito all’accantonamento delle altre problematiche connesse all’amianto (bonifiche, …).

La lotta contro l’amianto cancerogeno ha prodotto risultati positivi e di notevole impatto in situazioni specifiche; ma è solo per la responsabilità di gruppi di volonterosi ben determinati, che è cresciuta sul territorio la consapevolezza del rischio

Sono questi i soggetti che hanno aderito con più entusiasmo alla Conferenza; ma arrivando a Monfalcone non pensavano di doversi ancora una volta confrontare o meglio scontrare con quelle burocrazie sindacali e politiche ieri al governo e oggi all’opposizione che con una pervicacia degna di miglior causa continuano a voler affidare, ad esempio, una funzione centrale di controllo a  Inail e CONTARP la cui incompatibilità e incompetenza ha prodotto, ancora nel recente passato, gravi lesioni al diritto degli esposti e costretti a rivolgersi alla magistratura del lavoro. 

Abbiamo registrato la pesante azione condizionatrice della presidenza della Conferenza realizzata tramite un meccanismo ben collaudato che ha interessato sia il dibattito assembleare, con una collocazione marginale agli interventi non allineati, che quello interno alle commissioni dove l’informalità del dibattito e il contingentamento dei tempi hanno permesso, a chi tirava le fila, di epurare dai documenti finali ogni proposizione alternativa a quanto vi doveva apparire. Ma nell’assemblea plenaria il meccanismo si è inceppato evidenziando le divergenze profonde tra gli organizzatori impegnati a far collimare i risultati della Conferenza con le proposte (leggi Battafarano e altri) che giacciono al Senato in attesa di una auspicata ascesa della GAD (Grande Alleanza Democratica) al governo e gli altri, i volonterosi, quelli che hanno fatto esperienza sul campo a fianco degli esposti, lontano dai palazzi del potere.  

La presidenza del Convegno di fronte alle critiche puntuali e serrate ha tentato, senza successo per la ribellione di gran parte dei partecipanti, di zittire il giudice Riverso quando, in assemblea plenaria, ha denunciato la riproposizione di meccanismi di controllo, autoritari e fallimentari, sull’erogazione delle compensazioni agli esposti e successivamente ha interrotto l’esposizione delle proposte contenute nella relazione della commissione epidemiologica, che il dott. Totire, evidentemente non allineato, accompagnava con un commento pertinente fino a zittirlo. Altri episodi di critica e dissenso, forse meno eclatanti ma altrettanto significativi si erano verificati in precedenza; il tentativo, poi fallito, di togliere la parola al presidente dell’AEA di Monfalcone (associazione ospitante la conferenza), il rifiuto di dare la parola all’incaricato della Federazione  Verde (precedentemente comunicato agli organizzatori dal sen. Ripamonti, gruppo Verde - Ulivo) di illustrare il loro contributo alla conferenza;

Ma di questo il documento finale non fa menzione.

Diverse questioni restano irrisolte e altre, se attuate andrebbero a peggiorare la recente e pessima normativa di modifica dell’art. 13 legge 257/92, approvata dall’attuale governo di centro-destra.

Questo  lo diciamo con rammarico visto che, molte condizioni erano favorevoli  ed esistevano le premesse per coinvolgere le  diverse realtà presenti e andare così incontro alle aspettative di tutti gli ex esposti all’amianto e così la conferenza poteva volare alto.

A tale proposito l’AEA  nazionale ribadisce, ancora una volta, che non ha nulla a che vedere con l’organizzazione della Conferenza, anche se ha partecipato attivamente ad essa e che il coinvolgimento della sua sigla AEA si deve solo al comportamento di un personaggio, malato di protagonismo, che si è auto eletto segretario nazionale, rendendo soprattutto un pessimo servizio all’AEA, facendola apparire agli occhi di chi non sa, priva di credibilità e subordinata, mentre, in realtà, da sempre, cerchiamo  di difendere gelosamente la sua autonomia  dalle ingerenze di partiti e sindacati.

Pur valutando pregevole il lavoro svolto dalla Commissione Bonifiche e parzialmente positivo  anche quello svolto dalla Commissione Legislazione e Previdenza, il giudizio complessivo sui lavori del Convegno rimane negativo a causa delle questioni  irrisolte o ambigue  e  di cui diamo le motivazioni:

1-     Nella premessa al primo capoverso si afferma:  “Detta legge prevede il diritto all'anticipazione della fuoriuscita dal lavoro ed il pensionamento anticipato, con un coefficiente dell'1,5, quando si è lavorato l'amianto per un periodo superiore a 10 anni……..”  La recente norma di modifica, approvata dall’ attuale governo di centro destra scrive “al raggiungimento dei 10 anni”; rimarcare la frase sopra citata “…. Superamento dei 10 anni…”, se fosse applicata all’ipotetica nuova legge si farebbe un passo indietro persino da quanto previsto dal governo Berlusconi e molti lavoratori si troverebbero esclusi dalle maggiorazioni previdenziali.

2-      Al paragrafo 3, Problemi legislativi – previdenziali, al punto c, si afferma, testualmente: “regole per il rilascio della validazione di esposizione da parte della CONTARP  per il settore  pubblico e privato e gli uffici di propria pertinenza per il settore militare;” questo  è il punto più dolente dell’intera questione, che riteniamo inaccettabile; poiché riproporre la CON.TARP (Consulenza Tecnica Regionale dell’INAIL) significa accettare che la stessa rilasci le validazioni di esposizione all’amianto in base ad una Scheda Tecnica  che subordina l’esposizione all’amianto alla concentrazione di 100 fibre litro per 8 ore al giorno, per un periodo di 10 anni. E’ bene ricordare che la Con.Tarp e la loro scheda tecnica, sono stati introdotte nel novembre 1995 in base ad un accordo tra Confindustria, sindacati confederali  CGIL,CISL e UIL, INPS e INAIL proprio con lo scopo di ridurre il numero dei lavoratori esposti che potenzialmente potevano accedere alle maggiorazioni previdenziali e che produssero tanti guasti, ingiustizie e ricorsi alla magistratura, che risanarli, almeno in parte, furono adottati gli atti di indirizzo amministrativo.    Riproporre, ancora la Con.Tarp significa riproporre un calvario oltre ai lavoratori “privati” anche a quelli  del settore pubblico; calvario che migliaia di lavoratori hanno subito ed ancora stanno subendo;

3-      Al paragrafo 4, Istituzione del fondo di solidarietà “vittime dell’amianto”, all’ultimo capoverso, si afferma: ”Bisogna individuare all’interno del Fondo di solidarietà anche la soluzione  per la problematica relativa ai lavoratori, già pensionati prima dell’entrata in vigore della legge 257/1992 e per coloro che sono andati in pensione successivamente, senza poter usufruire dei trattamenti previdenziali perché discriminati o sul piano amministrativo o sul piano legislativo". Inserire questi lavoratori nel fondo di solidarietà “vittime dell’amianto”con una formulazione ambigua si vuole forse affermare che questi non verranno trattati come gli altri lavoratori esposti, ancora in attività lavorativa, ma verranno liquidati con una “Tantum”?  Se così fosse, la filosofia Berlusconiana del “chi ha dato, ha dato e chi avuto, ha avuto………..”è di moda anche tra i sindacati confederali; ma lo spirito, anche risarcitorio della legge 257/92, su questi lavoratori, avrebbe un’applicazione monca ed essi sarebbero meno uguali degli altri.

Siamo molto critici  e  preoccupati che la piattaforma confezionata dalla presidenza della Conferenza finisca “incollata” in una qualsivoglia piattaforma politico-programmatica e gabellata come la sintesi unitaria di un dibattito che a Monfalcone ha coinvolto 600 delegati dell’amianto. Riteniamo che gli ex esposti possano e debbano elaborare una loro piattaforma, senza l’influenza di interessi terzi, che non  necessariamente debba essere in competizione con quella della Conferenza di Monfalcone ma che la integri e ne corregga gli errori.

Per questi motivi si fa appello agli ex esposti, alle associazioni o comitati che li rappresentano per trovarci e discutere, scegliendo di comune accordo, luogo e data.

    Per  l’AEA

                Il presidente Carmelo Mandosio