IL SINDACALISMO DI BASE

 
 

 

La legge n. 257, che mise al bando l'amianto in Italia, è del 27 marzo 1992; le maggiorazione previdenziali a favore dei lavoratori esposti all'amianto, contemplate dall'art 13, inizialmente riguardavano solo i lavoratori dei settori specifici dell'estrazione  e produzione, escludendo tutti i lavoratori degli altri settori che pure avevano subìto esposizioni della medesima intensità.

Così come era stato concepito, l'articolo 13 poneva come centralità non il lavoratore bensì l'azienda, la quale dovendo dismettere l'attività o riciclarsi in altri settori produttivi si sarebbe trovato con personale in "esubero" di difficile collocazione, anche perché considerato "a rischio" di probabili malattie professionali amianto - correlate.

La legge n. 271 del 4 agosto 1993 risanò questa ingiustizia, modificando l'articolo 13; il lavoratore esposto assunse il ruolo di soggetto centrale da tutelare e le maggiorazioni pensionistiche assunsero anche una funzione risarcitoria, seppure limitata e tardiva, nei confronti di tutti i lavoratori esposti all'amianto, inconsapevoli del rischio.

L'Associazione  degli Esposti all'Amianto, che aveva svolto un ruolo molto attivo nella genesi della legge n. 257/92, essendo associazione di tutela della salute e dell'ambiente, si disinteressò della parte che riguardava l'applicazione  delle maggiorazioni previdenziali a favore dei lavoratori esposti (art. 13, comma 7 ed 8) poiché doveva essere di competenza  dai sindacati e dai loro patronati.

Tale scelta fu un grave errore di valutazione; alla fine del 1994 pochissimi lavoratori erano a conoscenza della legge 257/92; ed ancora meno erano i lavoratori esposti all'amianto che sapevano di poter utilizzare la legge per avere la maggiorazioni previdenziali e quindi essere posti in pensione con il massimo della contribuzione previdenziale.

Nei pochi casi in cui fu applicato l'art. 13, comma 8 fu oggetto di trattativa sindacale, ma non per far applicare un diritto dei lavoratori bensì per favorire le aziende che trovandosi in esubero di personale trovavano più comodo utilizzare la legge che mandare i lavoratori in mobilità. Inoltre le patologie ed i decessi amianto correlati venivano celati o misconosciuti.

L'AEA decise di intervenire  direttamente organizzando, a partire dalla fine del 1994, centinaia di assemblee in tutta Italia per informare cittadine e lavoratori dell'esistenza della legge 257/92 e dei diritti dei lavoratori esposti.

In poco meno di un anno si raggiunsero risultati impensabili: migliaia di richieste da parte dei lavoratori esposti di riconoscimento delle maggiorazione previdenziali; decine di manifestazioni contro l'Inail, Inps e Governo, con incontri sia a livello locale che con il ministero del Lavoro.

In tutte le Assemblee, nella quasi totalità, i responsabili dell'AEA dovevano fronteggiare non i rappresentanti padronali bensì i responsabili locali sindacali appartenenti a CGIL, CISL e UIL che accusavano i responsabili dell'AEA di allarmismo e irresponsabilità e che nelle loro aziende non esisteva e mai era esistito il problema amianto, ne tanto meno patologie o decessi correlati all'amianto.

L'unica sponda ci veniva offerta dal sindacalismo di base, che condividevano il nostro punto di vista; da allora con loro  si istaurò una rapporto molto forte che tutt'ora resiste, si amplifica, seppure nel rispetto del proprio ruolo. Questo non significa che abbiamo chiuso la porta a CGIL, CISL e UIL;  saremmo ben contenti di poter promuovere delle iniziative comuni in difesa dei lavoratori esposti; ma le esperienze del passato, purtroppo, non inducono all'ottimismo

 

 

Le links

 

CUB

-Confederazione Unitaria di Base -

    O.R.S.A.  
 

Federazione Lavoratori Trasporti Uniti

     
 

 Rappresentanze Sindacali  di base  - cub -

   unicobas  
 

Confederazione  Nazionale Lavoratori

   S.in.COBAS