A Santeramo nasce il Teatro della Murgia,

evento prezioso e dalle prospettive intriganti

 

Un teatro nel cuore della Murgia

 

Bari -  Ce ne siamo accorti tardi, per fortuna abbastanza in tempo per porvi rimedio. Perché gli istituti scolastici devono restare inutilizzati per metà, e forse più, della giornata? Se ogni scuola vuol dire come minimo due palestre e un auditorium, con la fame che c'è di attrezzature sportive e contenitori cultur­ali, era divenuto fuori luogo sprecare tanta potenzialità.

 

Così, per precisa volontà del Legislatore, la Scuola si apre all'esterno mettendo i propri spazi a disposizione di soci­età sportive, associazioni musicali e compagnie teatrali.

A Santeramo in Colle i1 primo Istituto a dare l'esem­pio è stata la Scuola Media Statale Netti. Grazie alla sen­sibilità del dirigente scolasti­co, Dr. Raffaele Bongallino, e dell'Assessore alla Cultura di Santeramo, Carlo Cardinale, ora alla Netti si fa teatro tutte le domeniche alle 18,30. In cartellone opere di compag­ne locali e non.

 

A gestire la stagione è Donato Bitetti, teatrante e drammaturgo san­termano, fondatore e capocomico della compagnia Teatro Della Murgia, da cui ha preso nome lo spazio della Netti. L’ultima domenica era in scena lo stesso Bitetti con “Il Tiracocchie", brillante e collaudatissima commedia in due atti che ha riscosso un meritato e vibrante successo.

 

A giudicare dalle premesse, una cifra comico-popolare sembra destinata a connotare la nuova struttura. Ragioni di carattere storico e sociale, oltre che esigenze di natura logistica, ci fanno infatti ritenere improbabile che il Teatro della Murgia possa, anche molto più avanti, ospitare performances di avanguardia o addirittura lo sperimentalismo. Non vor­remmo però che il cartellone si asciugasse nella sola pro­posta di teatro d'evasione per un pubblico di bocca buona.

Un teatro è una grande opportunità, come tale non va sprecata. Ci piacerebbe allora che il nuovo (forse il primo) palcoscenico di Santeramo, senza snaturare la sua vocazione spettaco­lare, ospitasse anche il cabaret e, nei limiti di un con­tenuto disegno coreografico, la  danza.

 

Il Teatro della Murgia, poi, può diventare una scuola di teatro a benefici, oltre che degli stessi alunni della "Netti", di chi­unque, giovane o anziano, santermano o dei dintorni, voglia misurarsi con l'arte scenica. Che quello della Murgia non sia solo il teatro di Santeramo, ma di tutta un'area montana.

Ne abbi­amo bisogno tutti. Una strut­tura anche piccola che fun­zioni con regolarità e nel rispetto di una program­mazione coerentemente flessibile può assicurare una ricaduta benefica nel raggio di decine di chilometri. Per i teatri non vale lo stesso dis­corso delle salumerie o delle tabaccherie, un concorrente in più non determina una con­trazione di pubblico, bensì un generale incremento della domanda.

 

L'apertura di un teatro nel cuore della Murgia stratifica una tradizione, 'forma' spettatori, disposti più avanti a cercare la magia della messinscena anche oltre le mura di casa propria, così stimolando per riflesso un interscambio tra platee. Un teatro a Santeramo è trapianto di cultura.

Non fac­ciamo essiccare il germoglio.

Italo Interesse

 

Il Quotidiano di Bari

 

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Rassegna nazionale teatro amatoriale

 

Rinascita del teatro Santeramo ci prova

 

 SANTERAMO.

 

           Ha registrato il tutto esaurito l'esilarante commedia «Vado per vedove», di Marotta e Randone che ha dato il via, l'altra sera alla seconda rassegna nazionale di teatro amatoriale, ideata e curata dalla santermana «Compagnia Teatro Murgia» in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune.

           La stagione teatrale patrocinata dall'assessorato al Turismo della Regione e dall'assessorato alla Cultura della Provincia, «nasce come primo tentativo organico di presentare alla città di Santeramo - riferisce Carlo Cardinale assessore alla cultura - una vera stagione di prosa che, da dicembre 2004 ad aprile 2005, offrirà ad appassionati e cultori l'occasione di sperimentare il fascino di avere un palcoscenico in città a prezzi davvero popolari grazie al dirigente scolastico Vincenzo Arpaia, che ha messo a disposizione il teatro-auditorium della scuola media statale San Giovanni Bosco». E a giudicare dal successo della prima commedia in cartellone portata in scena dalla compagnia «Ma chi mo ffa fa» di Giugliano si preannuncia una stagione teatrale davvero da non perdere.

 

            Un programma ricco e variegato che tiene conto dei diversi gusti di una platea sempre più attenta ed esigente e allora si prosegue domani, alle 20 con la «Compagnia commedianti» di Putignano in «Mi è caduta una cavalla nel letto» di Augusto Bonari. Domenica 2 gennaio alle 18.15 la compagnia «Teatro della Murgia» di Santeramo porterà in scena la famosissima «Il tiracocchie» di Donato Bitetti. Domenica 16 gennaio sarà la volta, alle 18.15, della compagnia «Maschere e Tamburi» di Capurso in «Filumena Maturano» di Eduardo De Filippo. Domenica 23 gennaio, alle 18.15, la compagnia «L'allegra compagnia» di Bari in «U catechisme du chezzale» di Savino Morelli. Domenica 30 gennaio, sempre alle 18.15, Compagnia «I Peuceti» di Gravina in «La mascì» di Nini Riviello. Domenica 6 febbraio ore 18.15 "Frappèdirisate" di autori vari. Domenica 13 febbraio, in scena «Variazioni su Pinocchio» della compagnia «Teatrodistinto» di Alessandria ideato e diretto da Daniele Gol. Domenica 20 febbraio è la volta della compagnia «Quelli che il teatro» di Nola con «O fantasme e l'avvocato», di Corrado Taranto. Domenica 27 febbraio, compagnia «La piccola crocchia» di Salerno con «Ora no tesoro!» di Ray Cooney. Domenica 6 marzo la «Filodrammatica Don Bosco» di Santeramo in «Lafortuna con la F maiuscola», di Eduardo De Filippo. Domenica 13 marzo, alle 18 compagnia «ADA Amici dell'arte» di Grumo in «Il rompiballe», di Francis Veber. Sabato 19 marzo, compagnia «Appunti e scarabocchi» di Trento «Caleidoscopio», diVito Basiliana. Domenica 3 aprile, compagnia Marco Girelli di Taranto con «U sfratte», di Mimmo Spazioso. Sabato 9 aprile compagnia «La bizzarria» di Venaria (To) in «Coppia aperta, quasi spalancata», Una donna sola», «Il risveglio», di Dario Fo e Franca Rame.

Anna Larato

 

17/12/2004

La Gazzetta del Mezzogiorno

 

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