Acqua... Story
Comuni,Provincia,Regione  :Urge una assunzione di responsabilità.

L'ultima Conferenza dei Servizi presso il Ministero dell'ambiente per il "Sito di interesse nazionale del basso bacino del fiume Chienti"è  stata una sorta di sagra dell'irresponsabilità. L'arpam ha presentato il Piano di  caratterizzazione dell'intera area cioè 26 Km quadrati delimitati dalla legge,la Regione Marche ha presentato la bozza dell'Accordo di Programma  con il quale  gli enti locali,lo stato e i soggetti privati stabiliscono tempi,modi e finanziamento della Bonifica.Una Bonifica che costerà 3 Milioni di € di cui il 60% a carico dello stato e degli enti locali. Il restante 40% sarà suddiviso secondo  criteri oggettivi fra i circa 110 soggetti privati. Approvare l'Accordo di Programma ma modifcicando la ripartizione dei costi significherebbe  una  svolta concreta sulla strada della Bonifica.

A processo concluso l'acqua della falda idrica oggi avvelenata  da solventi organoalogenati,tornerà utilizzabile. Tutto bene? niente affatto. Intanto l'Arpam ha evidenziato che ad oggi sono attive 23 fonti di inquinamento e che la messa in sicurezza delle aziende comprese quelle che inquinano o hanno la Falda Idrica sottostante inquinata non è stata avviata.Il motivo l'interpretazione burocratica e forse speciosa degli Uffici e dell'assessorato all'ambiente della Provincia di Macerata i quali  contestano le decisioni della Conferenza dei Servizi che aveva deliberato la necessaria autorizzazione provinciale per la messa in funzione degli impianti per la messa in sicurezza di alcune aziende.Nell'ultima Conferenza dei servizi la Provincia ha ribadito le sue perplessità per dette procedure per altro fugate  già dal febbraio 2007 dal Ministero dell'Ambiente e lo stesso ha indicato come allora percorsi alternativi cioè  l'emanazione di Ordinanze dei Sindaci.

Sul piano delle   aziende  la Confindustria di Macerata ha espresso perplessità per il contenuto dell'accordo di programma specie sulle modalità di adesione delle  aziende.Ovviamente come  al solito  questo sito inquinato che fa parte degli altri 54 siti nazionali super inquinati non interessa l'assessore regionale all'ambiente sempre assente dalle conferenze dei servizi.

Una posizione ambigua che ha lasciato la porta aperta al ricorso presentato al Tar da 11 aziende interessate alla bonifica contro quanto stabilito sia dalla Conferenza dei servizi sia  dal progetto  redatto dall'Arpam.E' significativo che alcune di queste aziende hanno un forte peso all'interno di Confindustria.La domanda legittima che ci si pone è: possibile che la confindustria non sapesse di questo ricorso e che le aziende si sentissero completamente svincolate da impegni mai contestati formalmente in sede di Conferenza dei servizi?

Le decisioni vanno avanti stancamente e l'assenza di direzione politica delle istituzioni è palese.Una assenza e una scarsa attenzione stigmatizzata  anche dalle organizzazioni sindacali che chiedono con forza  un incontro fino ad oggi negato  all'assessore regionale Amagliani per affrontare il tema del Sito nazionale del basso Chienti.Un atteggiamento che equivale secondo CGIL-CISL-UIL equivale  all'abbandono dell'area.Gli stessi sindacati con una nota chiedono non solo l'avvio dei procedimenti di messa in sicurezza dei siti inquinati  ma anche  un incontro urgente alla Giunta Spacca e l'abbandono  di atteggiamenti assenteisti di Comuni,provincia e industriali.

Finanziamento del progetto di Bonifica:La farsa della proposta del Presidente della Provincia di Macerata

Al Convegno di presentazione del progetto Arpam per la bonifica del basso Chienti tenuto a Civitanova  più che una presentazione si è assistito ad una  sorta di farsa.

Fatto salvo il  lavoro progettuale dell'Arpam e la critica sui tempi avanzata dai sindacati è uscito dal cilindro del Presidente della Provincia Silenzi i solito coniglio da prestigitatore.Per attuare il progetto di Bonifica occorrono per iniziare almeno 3 milioni di Euro.Il finanziamento probabilmente non basterà ma  si deve partire con la Bonifica.Al pagamento del progetto parteciperebbero,il condizionale è d'obbligo, gli enti locali interessati   dal Sito di Interesse Nazionale,il Ministrero del'ambiente ,la Regione  e gli industriali.Quest'ultimi non si sa ad oggi se parteciperanno attraverso le loro rappresentanze come la Confindustria o meno. Tempi,modi  della Bonifica e finanziamento saranno oggetto di stipula di un Accordo di programma.

CHI PAGA?

Il coniglio uscito dal cilindro del Presidente Silenzi è la soluzione finanziaria.I tre milioni di € saranno così ripartiti:un terzo il Ministero dell'Ambiente,un Terzo  gli enti locali e un terzo gli industriali.Tradotto significa che i cittadini attraverso gli enti locali e il Ministero dell'Ambiente pagheranno due volte e chi ha inquinato pagherà un terzo del costo.Nonostante questo c'è fra gli industriali chi spera di non pagare nulla perchè  si confida nelle modifiche al decreto 152 sulle bonifiche apportato dal  Ministero per lo Sviluppo Economico,il dicastero diretto dal Ministro Bersani che prevede finanziamenti pere la reindustrializzazione delle aree compromesse da inquinamento.

Consideraimo la proposta avanzata dal Presidente della Provincia irrecivibile.Chi ha inquinato paga mentre la proposta  avanzata tende  a fare un regalo  agli inquinatori con i soldi dei contribuenti.Bene l'Accordo di Programma che anzi deve trovare  al più presto una sua formulazione ufficiale ma occorre rivedere la ripartizione dei costi e assegnare a chi è stato responsabile del grave inquinamento della falda idrica un onere finanziario adeguato.

Leggi il Piano di Bonifica  elaborato dall'Arpam

Dopo la crisi idrica dell'inizio anni 90 che ha costretto a causa dell'inquinamento della falda idrica da Tricloroetano i civitanovesi a rifornirsi d'acqua potabile presso le autobotti della Protezione Civile,arriva l'acqua del Tennacola.Un Impianto che collega la città alla rete del Consorzio del Tennacola attraverso la messa in opera di una rete di tubazioni di 5 Km che dalla zona Corva di S.Elpidio a Mare  e da qui si collega a Civitanova. Un'opera dal costo di 3 Miliardi lire finanziata in gran parte dalla Regione.

UN collegamento che erogherà circa 100 litri d'acqua al secondo.Con questa opera finisce l'emergenza idrica ma resta quella ambientale e l'inquinamento delle falde idriche per l'altro grado di concentramento di tricoloroetano e percoloetilene. Intanto l'acqua dei pozzi per uso irriguo viene vietata e l'area piomba nella  emergenza idrica. Una emergenza  sottovalutata dalle istituzioni che rischia di  mettere in crisi l'agricoltura a Piane di Chienti. Su questo aspetto si è mobilitata la Coldiretti ma le proposte di soluzione non arrivano.Citt@verde nell'ambito della battaglia contro la Quadrilatero che nel territorio è strettamente connessa all'uso dell'acqua è intervenuta proponendo alcune iniziative  .......leggi
 

Emergenza Falda Il dibattito Europeo Come eravamo    Dicevano Privatizzazione La Trattativa Dove l'acqua?

Acqua potabile

                                                      

L’acqua che beviamo ? 13 Milioni di litri al giorno tanta ne consuma la nostra città in una giornata di ordinaria sete mentre 2 Milioni di litri all'anno se ne vanno in perdite.   Ma che acqua beviamo? : Chiediamolo ai nostri rampanti inquinatori!

La risposta è un po’ complessa ma necessaria.Cerchiamo di andare avanti per tappe.Primavera del 1991 il multizonale rileva che il Tricloroetano solvente DICHIARATO CANCEROGENO E MUTAGENO a base cloro usato dall’industria delle calzature sfora nell’acquedotto comunale i parametri stabiliti dalla legge. Subito si attiva la macchina partitica(era insediata una Giunta di sinistra)che tenta di sminuire il fatto e di criminalizzare chi lo aveva segnalato all’opinione pubblica e alla Magistratura.Si trattava dell’ambientalista Civitanovese Maria Grazia Pierluca. Estate del 1991 i Civitanovesi si svegliano con le autobotti in strada.1992 la magistratura su iniziativa del sostituto procuratore della repubblica Dott.Sabalich apre una inchiesta.Potenti filtri a carbone attivo vengono installati presso l’Acquedotto Comunale con costi fissi che superano il miliardo e altri 600 milioni annui per il ricambio dei filtri.I tecnici,la Uls sono chiari: l’inquinamento è esteso,riguarda tutto il basso bacino del Chienti e durerà decenni.

La Procura della Repubblica di Macerata
La Procura della repubblica affida una Perizia geologica sulla falda idrica per scoprire le cause della presenza del tricloroetano e dalle indagine incrociate si scopre che alcune industrie della gomma per calzature avrebbero sversato il Tricloroetano in pozzi che di fatto comunicavano con la falda idrica da dove attinge l’acquedotto. Iniziano le controversie legali

1993 Il Commissario Prefettizio del Comune di Civitanova Marche Dott.Carlo de Rosa  segnala alla Procura della Repubblica  il reato .Iniziano le indagini  della Magistratura.

Le indagine tecniche ordinate dalla Magistratura portano ad individuare nelle ditte:SIGE-PROBA-GOMMAR-BBM-IPAK-IPM-POLITEC-DELTA-EUROSUOLE i  probabili responsabili dell'inquinamento della falda idrica.

1 Settembre 1993 il GIP emette un'ordinanza che incardina i processi.L'incidente probatorio effettuato dal Prof.Orilisi Stefano conferma lo studio commissionato dal magistrato e le condanne dei responsabili a quattro mesi  e venti giorni di reclusione sono la conclusione.Pena patteggiata.

1994  inizia il contenzioso legale contro gli“inquinatori” .

Arriva il Sindaco Marinelli

I tecnici Comunali quantificano i danni :circa 13 Miliardi

1997:dal giornale (gennaio,pag.15))del Comune "Civitanova Marche "....la contaminazione delle falde idriche sarebbe ancora in atto....Intervista all'avv.Claudio Netti difensore del Comune contro gli inquinatori:...domanda: a fronte dei 13 miliardi richiesti(dal Comune),ve ne hanno offerto solo una..risposta.E' vero,ma un paio di aziende hanno manifestato la volontà di chiudere la vertenza giudiziaria per chiudere con una transazione . 1998  Il Sindaco Marinelli davanti ad una situazione insostenibile  collega(a spese dei cittadini)l'acquedotto Comunale a quello del Tennacola lasciando praticamente alla deriva le fonti di inquinamento primarie.   E le cause Civili per il danno?Nel porto delle nebbie.

2002 Contenzioso Si prepara la beffa ai danni del Comune e dei cittadini

Le ditte che furono rinviate a giudizio lo furono sulla base di uno studio geologico sullo stato della falda idrica Commissionato dalla Procura della Repubblica di Macerata nel 1992.L'elaborato prendeva in considerazione la bassa valle del Chienti da Morrovalle a Civitanova. In esso erano indicati i siti dell'inquinamento,la prossimità delle aziende,il livello dell'inquinamento,ecc.In sede penale gli accusati scelsero il rito del patteggiamento.Ora le cause civili intentate dai Comuni rischiano di fallire.Il Giudice non ha accettato come prova lo studio del 1992 ,anzi nel Novembre del 2000 ne ha commissionato un altro e questo farà testo. Non occorre essere scienziati per capire che dal 1992 ad oggi molte cose possono essersi modificate nella Falda Idrica, come il livello di inquinamento potrebbe essere  sempre pericoloso ma diverso.

Se questo sarà i responsabili del disastro ambientale potrebbero godere di un "forte sconto" e i risarcimenti potrebbero essere irrisori. Davanti a questa situazione  abbiamo  assistito per anni  all'inerzia dell'amministrazione Comunale e delle forze politiche.

Ritardi incomprensibili  e abdicazioni inaccettabili

Perchè la Provincia ha fatto un accordo -Transazione con l'Eurosuole al ribasso?

Perchè tanti ritardi e imbarazzi per affidare all'Arpam l'esecuzione del Piano delle Caratterizzazioni della Vallata del Chienti?


Noi di Citt@verde non siamo  eravamo contrari in modo preconcetto alla Transazione ma ad essa vanno messi alcuni paletti: La trasparenza della trattativa,la qualità del progetto/i di risanamento ambientale,la  quantità economica della transazione destinazione del risarcimento finanziario.

La transazione fatta dalla Provincia è stata una transazione al ribasso(leggi delibera  Provincia) che non solo non è stata inserita in un progetto di risanamento complessivo ma sarà da battistrada a future  transazioni sempre che i processi  civili contro gli inquinatori andranno avanti e a sentenza,

Qualche inquinatore dice di aver Bonificato ma sappiamo tutti che si tratta di una Bonifica fatta prima dell'entrata in vigore del decreto 471/1999 il quale impone  rigorose ricerche e analisi del suolo e del sottosuolo. Per questo occorre già prima di ogni ulteriore passo stabilire il "tipo di risanamento,le metodiche,i tempi".Questo lo ha stabilito l'Arpam di concerto con la Provincia e fatto proprio  dalla Conferenza Nazionale dei Servizie dal Ministero dell'Ambiente.

Quello a cui è approdata la Giunta Civitanovese non è una transazione ma una svendita dell'ambiente.Gli industriali che hanno fatto la "transazione" lo hanno fatto concedendo  una miseria se confrontata con il danno ambientale.I Comuni in questa vicenda non sono stati rigoroso difensori dell'autonomia e degli interesse dei cittadini. Si sono presentati alle transazioni con il cappello in mano svendendo di fatto autorità democratica e i  danni subiti dalla collettività.   

Pagano solo i cittadini:L'esposto di Citt@verde per le tariffe Comunali dell'Acqua
Pagano solo i cittadini,noti industriali inquinatori se la sono cavata a buon mercato.Oltre l'inquinamento abbiamo ereditato tariffe dell'acqua aumentate per pagare i maggiori costi di potabilizzazione e di manutenzione degli impianti,ecc. Una situazione che dura da dieci anni,inaccettabile. Per questo abbiamo promosso presso la Corte dei Conti una denuncia per verificare la legittimità delle tariffe e l'equità della transazione economica che il Comune ha fatto con l'Eurosuole.  
 
Gli effetti dell'inquinamento sulla salute:Studio Arpam mortalità Basso bacino Fiume Chienti
 
 
No all'aumento delle Tariffe dell'Acqua No  alle privatizzazioni

Dopo  le critiche fortemente motivate per i ritardi nell'assegnazione dell'incarico all'Arpam e l'assegnazione dei fondi ministeriali la giunta regionale ha deliberato  sia l'affidamento dell'incarico per la caratterizzazione del sito nazionale all'Arpam. Una notizia accolta positivamente sia dai comuni che dagli operatori privati che hanno pagato duramente il ritardo dell'erogazione dei finanziamenti e l'incarico all'Arpam. Ora aspettiamo senza abbassare la guardia le procedure per l'avvio dei lavori.

L'inquinamento persiste Vietata l'acqua per uso  irriguo

Intanto nell'ultima Conferenza dei servizi presso il Ministero dell'ambiente si è evidenziato  sulla base delle caratterizzazioni presentate dalle aziende e  altri soggetti privati il persistere dell'inquinamento da Tricloroetano.Sulla base di questa evidenza il Ministero ha indicato ai Comuni ulteriori iniziative di messa in sicurezza dei processi produttivi in rapporto all'uso dell'acqua emunta per uso interno(servizi,ecc)

Il Sindaco di Civitanova Marche emetteva una Ordinanza con la quale viene vietata l'uso dell'acqua dei pozzi  a meno che  gli agricoltori non dimostrino semestralmente che  gli inquinanti siano all'interno dei valori massimi ammessi. Preoccupazione da parte delle associazioni dei coltivatori  per la prossima ed imminente campagna di primaverile di irrigazione.

La cosi detta sistemazione idraulica del Chienti e  l'inquinamento da PCB

Non bastava che la Provincia,attraverso  l'ex genio Civile  con la scusa della sistemazione idraulica(voce del verbo ruspare) massacrasse il Fiume Chienti ma ha fatto di più  ha permesso il  ritombamento di  un Laghetto  ex cava  adiacente  in piena rinaturalizzazione  con materiale  limoso  dell'alveo del Fiume  inquinato da PCB. Perchè il materiale inquinato(perciò classificato  rifiuto) è stato per mesi a percolare    sulle  sponde del Fiume e a pochi metri dall'area di rispetto dell'acquedotto comunale di Civitanova?......    

Un rifiuto speciale che è diventato ,  dopo l'accoglimento della proposta di innalzare i livelli di PCB avanzata dalla Provincia  di Macerata e accolta dalla Conferenza  decisoria dei Servizi,pulito e riutilizzabile tanto che gli stessi materiali sono oggi usati per rafforzare gli argini del Chienti.

Una decisione inaccettabile che va contro ogni logica e di cautela ambientale. Una protesta che abbiamo inoltrato alle autorità competenti.

Acqua per gli agricoltori:La montagna ha partorito il topolino

La Provincia di Macerata con l'assessore all'Agricoltura e all'Ambiente  assieme al Consorzio di Bonifica del Chienti Potenza e Musone hanno  presentato  alla stampa il progetto  per portare acqua nell'area  agricola inquinata  dopo la nota vicenda delle ordinanze dei Sindaci che ne vietavano l'uso perchè inquinata da solventi clorurati.Nella sostanza si tratta di due linee di condotte idriche  che da pozzi  non compromessi  dagli inquinanti porterà l'acqua in due aree dalle quali sarà possibile per alcuni  agricoltori collegarsi per poter irrigare.

La verità,aldilà della retorica dell'assessore Carlocchia  l'opera è molto modesta e non  soddisferà le reali esigenze degli agricoltori di  Piane di Chienti.Infatti le condotte serviranno  circa 1/4 delle aziende agricole.Un piano che salverà pochissime aziende,le più grandi a produzione estensiva ma lascerà fuori tutti i piccoli coltivatori di Ortofrutta. Nella sostanza un Piano  e una soluzione  non solo inaccettabile sul piano tecnico e  ambientale ma incapace di soddisfare i bisogni degli agricoltori.

Un  progetto fra l'altro  discriminatorio che lascerà sul territorio  agricoltori di serie A e di B.  Non ci aspettavamo di meglio se pensiamo che lo stesso assessore provinciale all'agricoltura è quello che ha permesso una  così detta sistemazione idraulica da sfascio ambientale eludendo le leggi   che operano all'interno del Sito nazionale del Chienti.  del fiume Chienti e  tollerato  con modalità  poco trasparenti il ritombamento di un Laghetto artificiale  rinaturalizzato.

Diverso sarebbe stato un intervento tecnologicamente più qualificato  e generale dell'area che poteva essere attuato anche per stralci. La Giunta Provinciale ha preferito invece limitare l'intervento ma sfruttarlo  politicamente.Un progetto con molte ombre. Perchè si è servita proprio quella zona? quali sono stati i criteri di valutazione? Silenzio.

Si parla tanto di prodotti agricoli con cartellino di tracciabilità. Non scherziamo il problema è serio e va affrontato prima di tutto con onestà intellettuale e contemporaneamente con rigore scientifico. La  Provincia esca dal letargo che dura da due annoi e investa assieme alla regione risorse finanziarie e competenze per affrontare   con un metodo che non sia quello escludente delle associazioni ambientaliste un  vero Piano per la Bonifica del Sito del Basso Fiume Chienti.

La Conferenza dei Servizi dei rimpalli

L'ultima Conferenza dei Servizi del 2 ottobre 2007 è stata la Conferenza dei rimpalli e sulle  assunzioni di responsabilità mancate.Lo stato della situazione: l'Arpam nella relazione ha  annunciato che vi sono attive a tutt'oggi 23 fonti di inquinamento.Gli inquinatori sono ancora all'opera. Dopo nove mesi  le istituzioni l'Arpam presenta il suo Piano di Risanamento della Falda Idrica.

Un Piano  che come  metodologia di intervento è basato sulle "barriere idrauliche". Nella sostanza si emunge acqua inquinata e la si riutilizza dopo  essere stata depurata. Il  costo dell'operazione ammonta a circa 3,5 milioni di  euro.Di questi il 60% è a carico dello stato  attraverso i fondi per le bonifiche,dei comuni,dell provincie e della regione relativamente alle aree pubbliche e il restante 40% a carico dei privati ossia tutti i soggetti delle zone industriali,commerciali. Ognuno dei privati pagherebbe secondo la quantità di area del sito  industriale.

Una proposta che non piace a Confindustria di Macerata che  ritiene l'accordo di programma  presentato dalla Regione coercitivo.La questione ancor più grave è la situazione delle aziende che dovevano perchè inquinate in falda idrica mettere in stato di sicurezza e di emergenza i  siti.La situazione è semplice  alcuni siti inquinati dopo  le resistenze ad adeguarsi  attivando la caratterizzazione dell'area pertinente al sito produttivo hanno messo in atto l'impianto di pompaggio dell'acqua di falda per bonificare.

Tutto invano perchè   gli uffici  ambiente della provincia di Macerata non rilasciano le autorizzazioni all'avvio degli impianti.Motivo una interpretazione secondo noi capziosa e una sorta di conflitto di competenze con i Comuni interessati.L'ufficio ambiente  della provincia ritiene che dopo  quindici anni non vi sia la necessità di avviare la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale per autorizzare l'avvio degli impianti ma basterebbe secondo  il Dirigente dell'Uffico Ambiente della Provincia di Macerata  una Ordinanza del Sindaco. Su questo come misura subordinata alle autorizzazioni  del procedimento di VIA  concorda anche il Ministero dell'Ambiente.

Le Ordinanze ad oggi nemmeno una  e Intanto gli impianti sono fermi.L'assunzione di responsabilità   della politica,degli amministratori pubblici e degli uffici pubblici del territorio diventa davanti al fenomeno dell'inquinamento di un Sito Nazionale di 26 Km quadrati merce rarissima.La battaglia quindi  si sposta  sui tavoli della politica locale.  Davanti alla complessità e alla gravità del fenomeno   inquinante sulle ripercussioni sulla salute sottolineate anche  dal Ministero dell'Ambiente l'atteggiamento del Comune capofila di quelli  situati all'interno del Sito  Nazionale cioè Civitanova Marche è stato scandaloso.

Non solo ha richiesto un innalzamento di 40 volte il limite degli inquinanti cancerogeni nell'acqua per uso irriguo oggi regolamentata da una Ordinanza del Sindaco  che ne vieta l'uso se inquinata ma ha  negato la possibilità di emanare le ordinanze per  autorizzare l'attivazione delle barriere idrauliche che alcune aziende intenzionate a bonificare i loro siti hanno installato.

Questa è la storia  da parte dei soggetti pubblici e di quelli privati fino al 2007.La sostanza eccetto qualche manfrina di qualche Sindaco o le risposte fuori luogo e politicamente  depistanti di qualche amministratore  provinciale  e locale non cambiano la sostanza: infatti nulla di concreto eccetto qualche intervento di messa in sicurezza di qualche azienda niente da parte pubblica è stato fatto.

Clicca l'immagine

Leggi comunicato stampa

Conferenza CGIL sullo stato della bonifica del bacino del Chienti

Memoria di Citt@verde   sullo stato della situazione nel Sito depositata al Ministero dell'Ambiente

Home Comunicati Il Punto Urbanistica Rifiuti Elettrosmog Aria