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ELETTROSMOG: NON SI SMENTISCONO.
Con il governo Prodi almeno
in questi primi mesi la deregolation ambientale non inverte la
direzione . Sul tema del conflitto di interessi ma ancor più su quello
delle telecomunicazioni leggi legge Gasparri non è alle viste serie e
radicali riforme che mettono al primo posto gli interessi del
cittadino utente e la sua salute. Eppure la vicenda dello scandalo
Telecom aldilà delle responsabilità e dello stato della azienda(ma per
le altre come siamo messi?) dovrebbe essere un incipit a riforme
radicali. La così detta legge Gasparri sulla telefonia e
l'installazione di stazioni radio base che tanto fa disperare i
cittadini e che a livello di concorrenza sulle tariffe
sta trovando in questi settimane la sua massima espansione sul
territorio.In ogni comune si alza la protesta dei cittadini
giustamente preoccupati per il proliferare in ogni angolo anche i più
impensati di Antenne per la telefonia mobile.
Gli enti locali davanti alla
Gasparri sono sostanzialmente bloccati anche se poco fanno i
Comuni per utilizzare i piccoli spazi di manovra che questa
rendono possibili.
Di
fatto il decreto Gasparri limita l'iniziativa degli Enti Locali
che rispondendo alle sollecitazioni dei comitati di base avevano
approvato i Regolamenti Comunali sulla telefonia mobile.Il
"decreto salva antenne" approvato in una breve riunione prima di
ferragosto a Camere chiuse dal comitato ministeriale presieduto dal
ministro dell'ambiente Altero Matteoli, prevede "disposizioni per
accelerare la realizzazione di celle telefoniche sul territorio" e
alza notevolmente i limiti attuali di esposizione per gli
elettrodotti, da 0,2 a 4 micro Tesla in vicinanza di abitazioni con un
tetto massimo di 100, sollevando però molte perplessità e proteste in
tutta Italia. In conferenza Stato-Regioni-autonomie locali quattro
regioni hanno votato contro dubitandone la costituzionalità. Non solo:
per le associazioni ambientaliste sono violate le norme urbanistiche,
il patrimonio artistico, e soprattutto è calpestata la tutela della
salute dei cittadini più deboli. Ecco cosa prevede:
Per gli elettrodotti il tetto e di ben 100 microTesla, mentre
nei pressi di edifici a permanenza superiore alle 4 ore (case, scuole
uffici ecc.) il valore di attenzione sarà elevato a 10 mT, mentre si
stabilisce un obiettivo di qualità elevato a 3 micro Tesla, cosi pure
per la progettazione di nuovi impianti in corrispondenza di aree gioco
per l'infanzia. Questo mentre tutti gli scienziati europei sostengono
che il limite di sicurezza è costituito da un'esposizione non
superiore a 0,2 micro Tesla(quello attuale) e che già a 0,4 mT con
permanenza superiore alle 4 ore si raddoppia il rischio di leucemia
infantile.
Per le antenne sono state abbreviate e agevolate le procedure
Viene scavalcata la proprietà privata col diritto di
installare antenne ovunque in quanto considerate dal decreto "opere
primarie", come fossero strade o fognature.
I limiti per le stazioni radio base
restano quelli di 6 volt/metro come quelli già in vigore, ma le nuove
infrastrutture (le reti aeree del Umts legalizzato da quest'anno, la
Tv digitale, una nuova rete aerea a banda larga- forse per trasmettere
e vendere sui telefonini le partite di calcio -) godranno del
"silenzio-assenso" mentre tutte le installazioni con potenza in
singola antenna uguale o inferiore a 20 watt saranno ora possibili
anche con la sola denuncia di inizio attività. Trascorsi 60-90 giorni
dalla presentazione, le istanze si considerano accolte. I gestori
potranno utilizzare tutti un unico scavo, il che significa uno stesso
pilone per più impianti, con notevoli risparmi di installazione per i
gestori ma conseguenti accumuli di antenne, concentrazione e aggravio
di inquinamento.
Una legge scritta dai gestori telefonici stessi.
Eppure a Civitanova
esponenti politici e amministratori di AN senza il minimo pudore
protestano contro l'installazione selvaggia delle antenne.O
fanno finta di non sapere o sono afflitti dalla sindrome NIMBY o
non conoscono la legge e si vogliono fare propaganda politica
sulla pelle dei cittadini. In tutti i casi sono atteggiamenti
che vanno combattuti aspramente.
| Antennopoli la legge e la sua modifica |
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Oggi ringraziando il governo
Berlusconi e una opposizione che sul tema telefonia area delle
grandi lobbies la città come d,altronde tutto il paese è una
foresta di antenne. Non ci sono scorciatoie e vittorie facili o
alla vista per il movimento ambientalista e i comitati spontanei
contro il pullulare delle antenne e della scorpacciata di
elettromagnetismo che stiamo facendo. Anche i Piani delle antenne
che qualche comune ha messo in moto stante la blindatura della
legge che regola la telefonia mobile risultano frecce
spuntate. 
Oggi lo spuntare di antenne
in ogni dove allarma i cittadini le antenne,i tralicci rendono
palpabile il pericolo di inquinamento elettromagnetico e la
minaccia per la salute.Anche chi fino a ieri tacciava gli
ambientalisti di eccessivo allarmismo, chi seminava dubbi
scientifici sulla gravità o meno delle onde elettromagnetiche si
allarma e protesta. Meglio tardi che mai. Evidentemente gli
ambientalisti hanno seminato bene.Oggi occorre rilanciare la
battaglia contro antennopoli. Una battaglia che deve
radicarsi nella consapevolezza che occorre una inversione di
tendenza complessiva a partire dagli stili di vita. Una
battaglia che renda il Comune centro di mobilitazione ,di
informazione per i cittadini e amico delle iniziative dei Comitati
spontanei.
Occorre cambiare questa
legge. Nonostante alcuni varchi e contraddizioni in cui Comuni
volenterosi possono incunearsi per elaborare regolamenti
positivi occorre una legge capace di soddisfare le esigenze
delle comunicazioni ma capace anche di non escludere le
decisioni che spettano al territorio e dove sia garantita la
salute. Purtroppo questa legge
come quella di protezione dalle radiazioni nei luoghi di lavoro non si intravede nel ponderoso volume
programmatico del Centro Sinistra e di discussione per la
revisione non c'è nulla alle viste.
Come sempre per le grandi
questioni spetta agli ecologisti ,ai cittadini ai Comuni portare
questo tema all'interno dell'agenda di governo.Oggi si
aprono timidamente nuovi scenari e iniziative che pur non
stravolgendo gli indirizzi e la filosofia della legge Gasparri
aprono nuove possibilità ai Comuni e ai Comitati di cittadini. |
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Le iniziative possibili per
limitare i danni nel territorio |
| Non tutto sembra perduto per una iniziativa
degli enti locali e dei comitati per limitare lo strapotere
delle compagnie telefoniche.Occorre partire dalle sentenze della
Corte Costituzionale N° 303 e 307 dell'1 e 7 ottobre 2003.Sentenze
che hanno fatto un po di chiarezza riportando i termini del
contenzioso (comuni regioni e governo) fornendo alle parti in
causa elementi di chiarezza. Occorre ricordare che il D.lgs n.198
del 4.9.2002 aveva sottratto ai Comuni qualunque potere di
condizionare la localizzazione degli impianti nell'ambito dei
rispettivi territori. Anche le regioni e fra queste le MARCHE
AVEVANO ADOTTATO STANDARDS PIU' RIGOROSI DI QUELLI
PREVISTI DALLA LEGGE DELLO STATO.L'obbiettivo era quello di
assicurare maggiore tutela della salute e un rigoroso rispetto
dell'ambiente.Norme ovviamente più rigorose del famigerato DPCM
7 luglio 2003 (testo unico sulle telecomunicazioni)
COSA HA DETTO LA CORTE
COSTITUZIONALE
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La tutela dell'ambiente è compito dello
stato che a tal fine può introdurre nell'ordinamento positivo
standard inderogabili di protezione per tutte le
Regioni,Questo non significa che nell'ambito della podestà
concorrente(3° comma art.117 della Costituzione) ovvero quella
residuale(4° comma art.117 della Costituzione) le leggi
regionali non possano assumere fra i propri obbiettivi,anche
finalità di tutela ambientale:
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anche le leggi regionali mirate alla tutela
della salute,minacciata dall'inquinamento elettromagnetico
prodotto da impianti di telecomunicazione e radio
televisivi,rientrano nella sfera della podestà legislativa
concorrente delle Regioni a statuto ordinario( 3°comma art.117
della Costituzione) ma debbono osservare i principi
fondamentali stabiliti dalla legge dello stato.
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Da questo se ne deduce che se la legge
dello stato n.36 del 22.02.2001 HA AFFIDATO ALLO STATO LA
DEFINIZIONE DELLE SOGLIE DI ESPOSIZIONE HA COMUNQUE
RICONFERMATO ALLA REGIONI LA DISCIPLINA DELL'USO DEL
TERRITORIO IN FUNZIONE DELLA LOCALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI.
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In buona sostanza anche le Regioni possono
introdurre norme per mitigare l'impatto ambientale e la
disciplina dei procedimenti autorizzativi sul territorio.
La regione marche si è vista dichiarare
incostituzionali alcune parti della Legge 25 del 13.11.2001"disciplina
in materia di impianti fissi di radicomunicazione al fine di
tutela ambientale e sanitaria della popolazione".Precisamente
i commi 4 e 6 dell'art.4 e il 3° comma dell'art.7.
In sostanza rimangono in capo allo Stato i
Limiti di esposizione-I valori limite- gli Obbiettivi di
qualità.
Rimane ai Comuni il potere dell'uso del territorio e
in definitiva i criteri di localizzazione degli impianti in base
a standards urbanistici.Criteri che però
NON POSSONO ERRE TALI DA IMPEDIRE O
OSTACOLARE INGIUSTAMENTE L'INSEDIAMENTO DEGLI IMPIANTI NE LE
ESIGENZE INSITE NELLA PIANIFICAZIONE NAZIONALE DEGLI STESSI.
Ne consegue che i
Comuni POSSONO individuare non soltanto le aree idonee alla
localizzazione degli impianti ma anche e soprattutto,tutta una
serie di "aree e di edifici sensibili" che per la loro
condizione oggettiva necessitano di una particolare form,a di
tutela ed aumentare lo standard qualitativo della Qualità della
Vita.Ovviamente come afferma la Corte senza pregiudicare la
pianificazione nazionale delle reti ne i relativi parametri
tecnici e i valori soglia stabiliti dallo Stato.
COME ADOTTARE
STRUMENTI AMMINISTRATIVI EFFICACI A LIVELLO COMUNALE:
La sintesi
ecocompatibile a fronte di una legislazione nazionale comunque
negativa e limitativa delle autonomie locali passa attraverso
la volontà dei Comuni di aprire un serio e duro confronto con le
compagnie di telefonia mobile per arrivare successivamente
ad adottare UNA VARIANTE al Piano regolatore dove
devono essere individuate:
AREE IDONEE- AREE
NON IDONEE- AREE di ATTENZIONE.
Nel merito occorre
seguire le specificità del territorio interessato,le diverse
scelte urbanisticamente date ma che debbono trovare una sitensi
in una scelta che abbia chiaramente al centro la difesa
del paesaggio e la tutela dei cittadini. Tale scelta passa con
una variante specifica al PRG e alle norme tecniche di
attuazione(NTA)Nella sostanza occorre una forte volontà politica
per lavorare concretamente sul territorio in riferimento
alla legislazione nazionale e regionale la dove rimangono
ancora in piedi norme che permettono ai Comuni di
organizzare l'uso del territorio.
Non si tratta
quindi di adottare semplici regolamenti ordinativi
che crollano alla prima sentenza del TAR ma vere e proprie
varianti al PRG per legare l'installazione delle antenne all'uso
programmato del territorio.In questa direzione si sono mossi e
hanno adottato tali strumenti comuni importanti come Venezia e
altri minori come quello a noi vicino di Morrovalle.
Questo non significa
che la battaglia contro la privatizzazione del territorio e
l'arroganza delle compagnie telefoniche vengono battute per
sempre ma che una autonoma elaborazione normativa e
una forte autonomia dei Comuni assieme alla partecipazione
popolare possono portare frutti positivi fino a ieri impensati.
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Radar
ambiente e guerra
La Signora Giovannella Maggini
Mazzarella da anni porta avanti una battaglia
contro i danni alla salute provocati dal Radar.Una
battaglia in solitaria:il Radar militare è
scomodo,l'istituzione militare è forte e gli interessi
politici connessi lo sono ancor di più.Eppure non mancano studi compiuti da scienziati
autorevoli che denunciano come questi impianti
sono dannosi alla salute dei cittadini e
soprattutto dei militari che sono addetti a questi
impianti.Che la battaglia sia difficile è
noto.Chi non ricorda le testimonianze di
militari ammalati da "sindromi" mai
riconosciute dagli apparati durante la guerra del Golfo
e dei Balcani?
Eppure non bastano a far si che di
questa problematiche ci si occupi con "scienza e
coscienza".
Alla verità e alla trasparenza si
frappongono mille ostacoli.Si invocano segreti
militari,ci si appella alla riservatezza e di questi
tempi alla "patria".Il problema però resta
minaccioso
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| Gasparri a Civitanova
entra>
Elettrosmog
effetti entra>
Le raccomandazioni degli
scienziati
entra
> |
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L'Enel&
l'elettrosmog |
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L'ente
dovrebbe ristrutturare 57 Mila chilometri di linee ad alta
tensione. 326 mila a media tensione e 697 mila a bassa
tensione. Dovrebbe adeguare 1.850 cabine primarie,335 mila cabine
secondarie,19 mila prese d'utenza,2 milioni di quadri
centralizzati,cassette
stradali,ecc.T utto
questo mentre persistono situazioni di estrema carenza
nella distribuzione alla quale l'Enel sta supplendo
con nuovi elettrodotti sfasciambiente. Un
esempio lo abbiamo nel territorio Recanatese dove
l'installazione di tralicci per un nuovo elettrodotto sta
causando le proteste dei cittadini. Una
situazione allarmante che viene sottovalutata se non
ignorata dalle amministrazioni comunali del territorio |
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Ferrovie
& l'elettrosmog |
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Ristrutturazione
delle linee di trasmissione e distribuzione dell'energia
e a tutti gli impianti di trazione elettrica.Si
tratta di una grande questione ambientale nazionale. E'
da sottolineare che in questo processo non sono solo le
linee di trasmissione "aree" che dovrebbero
essere adeguate ma anche le sottocabine di
trasformazione elettrica che spesso si trovano
all'interno
delle stazioni e dei centri abitati.
Spesa totale 69.550
miliardi.
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Attualità: L'antenna della polemica |
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L'antenna mostro di Via
Indipendenza a scatenato le polemiche politiche e
riavviato il dibattito sulle antenne.L'antenna Vodafone
piazzata con la solita Dia è un mostro ma un mostro fino
a prova contraria con tutti i crismi della legge.Giustamente
i cittadini protestano e sono preoccupati non solo per
la loro salute ma anche per la scoperta del meccanismo
semplificato(Dia) con la quale queste antenne
vengono installate.Quello che stupisce sono le
strida di alcuni politici i quali durante la battaglia
contro le antenne di qualche anno fa che ha visto
coinvolti centinaia di cittadini,di scioperi nelle
scuole di consigli comunali aperti,di interrogazioni e
quant'altro erano silenziosi.Stupisce ma non tanto
conoscendo la voglia di visibilità del soggetto le
preoccupazioni ambientali e tecniche del
consigliere comunale di AN Pollastrelli J.Senza il
minimo pudore Pollastrelli chiede quello che il suo capo
ex Ministro An Gasparri a cancellato,ossia la
possibilità dei comuni e delle regioni di intervenire e
esercitare la podestà sull'uso del territorio.
Siamo preoccupati perchè il nodo del
problema che nella polemica viene eluso è quello
politico-ambientale..E' pur vero che la Giunta Marinelli
è allergica alla partecipazione che il silenzio assenso
è uno strumento da usare con cautela e molti
controlli e per certe antenne negarlo accedendo alla
Conferenza dei Servizi dove più soggetti
concorrono alla decisione ma il problema è la
legge nazionale.La riprova la si a vedendo che su
circa 30 ordinanze emesse dal Sindaco per impedire
l'installazione di altrettante antenne nessuna a
superato il ricorso al Tar intrapreso dai gestori
telefonici.
Che fare?Il
problema non è spegnere i ripetitori ma tentare
processi e provvedimenti amministrativi per
l'installazione concertati e compatibili.Per questo
occorre costituire un Comitato Cittadino
,una sorta di Osservatorio che si riappropri della
discussione entrando in una rete di partecipazione ,di
conoscenza, di esperienze di carattere nazionale
e assuma una posizione dialettica con il
Comune.
Occorre una svolta
e questa la si potrà fare solo ABROGANDO l'attuale Piano
delle Antenne e attuarne uno che leghi le necessità
delle compagnie telefoniche alla riappropriazione
da parte del Comune della programmazione urbanistica.Anche
la regione Marche deve uscire dal torpore e legiferare
almeno sugli aspetti oggi delegati alle Province
come la così detta " compatibilità paesaggistica e
ambientale.
La svolta la si
potrà fare solo quando questo importante strumento di
verifica passa al territorio almeno a quei Comuni
che legano i piani delle antenne agli strumenti
urbanistici.
La politica faccia
il suo mestiere,faccia pressioni sul governo regionale e
in particolare su quello nazionale perchè venga modificata la legge
Gasparri ma subito perchè convochi il consiglio comunale
per cambiare un regolamento regolamento oramai
ampiamente dimostratesi inutile. |
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