Nell'anno Mille il territorio di Massa
Lombarda era coperto prevalentemente da boschi. Non lontano, a nord cominciavano
le paludi. Fin dal
767 apparteneneva ai monaci di rito greco di
Santa Maria in Cosmedin di
Ravenna. Era uno dei quindici fondi del
monastero e portava il nome di Fondo Casale Pauli.
A partire dal
1164 l'area fu sottomessa ai Conti di Cunio (un
centro vicino a
Lugo che oggi non esiste più), feudatari
dell'Imperatore
Federico II Barbarossa, che qui eressero una
torre (che rimarrà in piedi fino al 1920). Era alta 26,40 metri ed era
circondata da un largo fossato.
L'evento cruciale per la storia di Massa Sancti Pauli (questo il nome
altomedievale del centro) si verificò alla metà del XIII secolo. Avvenne che un
gruppo consistente di famiglie provenienti da
Marmirolo, nel mantovano, si trasferì a
Bologna chiedendo ospitalità. Bologna poté
accogliere solo una parte di loro, ma per gli altri non si sapeva cosa fare. Si
fece avanti il Comune di
Imola, che offrì ai coloni (87 famiglie) una
zona pressoché disabitata, proprio il territorio di Massa Sancti Pauli.
Venne firmato un contratto che sancì il possesso delle terre da parte dei
marmirolesi, che in cambio s'impegnarono a bonificarle e a coltivarle con mezzi
propri. Si stabilì inoltre che il giorno di mercato sarebbe stato il martedì e
che il mercato del bestiame si sarebbe tenuto due volte all'anno. L'atto venne
siglato l'11
maggio del
1251: è l'atto di nascita del nuovo borgo, che
assunse il nome di Castrum Massae Lombardorum. Il villaggio era un
quadrato di soli 220 metri di lato, con due porte d'accesso e due chiesuole.
Per circa due secoli, fino alla metà del Quattrocento, il territorio di Massa
dei Lombardi venne conquistato e riconquistato dai signori locali. Passarono di
qui famosi
capitani di ventura, come
Maghinardo Pagani,
Corrado Lando,
Giovanni Acuto,
Alberico da Barbiano e
Filippo Maria Visconti.
Estintasi la signoria viscontea, il territorio entrò per la prima volta a far
parte dello
Stato Pontificio. Ma per poco tempo: nel 1440
Papa Eugenio IV cedette in feudo le terre della
Romandiola, tra cui Massa, al marchese di
Ferrara,
Nicolò III d'Este per 11.000 ducati d'oro. Fu
l'inizio di un periodo di pace che si protrasse per più di un secolo. Gli
estensi costruirono nuove strade, nuove case e raddoppiarono le dimensioni del
nucleo abitato: il quadrato ora misurava 400 metri di lato. Fecero erigere
vicino alla vecchia torre dei conti di Cunio una poderosa rocca ed ampliarono la
cerchia delle mura. Questo impianto giungerà inalterato fino alle soglie del XX
secolo. Il corso centrale si chiamava via Tiglio, mentre le due porte erano
dette, ad ovest, del Molino e, ad est, Celletta. Presso ciascuna porta venne
costruita una chiesa. Quella del Molino era a protezione dalle pestilenze,
mentre la chiesa costruita presso Porta Celletta aveva lo scopo di preservare la
comunità dalle inondazioni del fiume
Santerno, che scorre a soli quattro chilometri
ad est del paese.
Nel
1480
Ercole I (1431-1505) concesse lo Statuto agli
abitanti della città. Sotto il marchesato del nipote Francesco (1516-1578),
terzogenito del Duca Alfonso, nel
1553 venne istituita la prima scuola pubblica (diventeranno due
nell'anno 1800); venne fondata addirittura la zecca, un lusso per quei tempi.
L'ospedale esiteva già, almeno dal 1556 e rimarrà in funzione fino al 1848,
quando verrà aperto un nuovo nosocomio. Per sua espressa volontà, Francesco
volle essere sepolto a Massa.
Esauritasi anche la dinastia estense
1598, Massa dei Lombardi ritornò sotto lo Stato Pontificio (Papa
Clemente VIII). Il numero di chiese e di conventi aumentò, basti dire
che nel XVII secolo, su una popolazione di 2-3 mila abitanti, a Massa esistevano
22 chiese, 9 oratori e due conventi, uno di Carmelitani e uno di Minori
Osservanti. I sacerdoti erano 30, tutti nativi del paese. Nel corso della
dominazione pontificia si registrò il cambio del nome nella forma attuale,
Massa Lombarda.
Non ci sono fatti degni di nota da
registrare fino al 1796. Ne citiamo tre, due del Seicento e uno del Settecento.
Nel 1630, l'epidemia di peste citata dal Manzoni ne "I
Promessi sposi" fece 8 morti anche a Massa
Lombarda. Nel 1688 il paese fu colpito da uno spaventoso terremoto, che arrecò
danni a cose e fabbricati. Nel
1777 venne deciso di spostare il giorno di mercato al venerdì
(tradizione in vigore tutt'oggi), poiché i massesi si trovavano stretti tra il
mercato di
Conselice (il lunedì) e quello di
Lugo (il mercoledì). E arriviamo ad un anno cruciale, il 1796, che si
aprì con un altro forte terremoto, ma soprattutto che inaugurò un periodo di 19
lunghi anni di invasioni militari e conquiste straniere. In quell'anno Massa
Lombarda fu occupata dalle milizie francesi (che dichiararono decaduti tutti i
titoli nobiliari), quindi entrò a far parte della
Repubblica Cispadana, poi della
Repubblica Cisalpina, diventando capoluogo di
distretto. Passò più volte dai francesi agli austriaci e viceversa, per poi
tornare sotto le insegne dello Stato Pontificio dopo la
Restaurazione (1815).
Sono tre gli eventi degni di nota che si
verificarono durante il periodo del Papa Re. Il primo fu, il 2 gennaio
1848, l'inaugurazione di un ospedale, in un edificio più ampio di
quello già esistente; poi, nel
1856, l'apertura della prima Cassa di Risparmio cittadina. Il terzo
fu il viaggio che
papa Pio IX intraprese nei territori dello
Stato nel
1857. Il 26 luglio giunse a Massa Lombarda. In
vista dell'evento, il Consiglio comunale approvò la costruzione di un Arco
onorario in muratura, che sostituì la Porta Celletta, abbattuta pochi anni
prima. Le sue dimensioni complessive erano: 12 metri di larghezza x 3 di
profondità, con altezza di 11,90 metri. L'arco era alto 6,80 metri ed ampio 4,40
metri. Ben presto l'Arco fu rinominato Porta Lughese.
Nel giro di pochi anni la storia nazionale si rimise in moto e Massa Lombarda
nel
1859 si ritrovò, dopo i plebisciti, a far parte
del nuovo
Regno d'Italia.
Dall'Unità alla Liberazione
Nel
1861 la popolazione di Massa Lombarda contava 4.995 abitanti. Negli
ultimi anni del XIX secolo vennero avviate importanti opere di bonifica delle
paludi (che giungevano ancora fino a pochi chilometri a nord del centro abitato)
e si avviarono i primi esperimenti per la coltura della
barbabietola da zucchero. L'esigenza di
facilitare le comunicazioni era pressante, ormai la Porta del Molino non serviva
più e nel
1884 venne demolita. Nello stesso anno, grazie
alle nuove tecnologie di perforazione, venne scavato il primo
pozzo artesiano (la costruzione degli
acquedotti era ancora di là da venire). L'acqua sottostante il territorio
massese si rivelò di ottima qualità.
L'arrivo della linea ferroviaria
rappresentò l'inizio dello sviluppo industriale di Massa Lombarda. Fu grazie
all'onorevole massese
Eugenio Bonvicini (già governatore pontificio
nel 1859-60 e sindaco negli anni 1863-69) che vennero aperte ben due tratte: una
in direzione ovest, verso Budrio e Bologna (inaugurata il 4 dicembre
1887) e l'altra in direzione nord-sud (Lavezzola
- Massa Lombarda -
Lugo) aperta il 12 aprile 1888. Quest'ultima
permetteva il collegamento con Ferrara a nord e con Faenza a sud. L'8
ottobre
1889 Massa Lombarda si guadagnò il titolo di
Città per aver segnalato alle autorità il covo di una banda di malviventi
che stava infestavando tutta la provincia di Ravenna.
Nel 1893 avvenne l'apertura delle nuove
scuole comunali. Cominciò anche lo sviluppo della
frutticultura, su impulso di
Adolfo Bonvicini, vero pioniere nazionale del
settore. Tutta l'economia della zona si modificò radicalmente: venne aperto uno
zuccherificio (il secondo della provincia dopo quello ravennate presso Classe,
1901); cominciarono a lavorare i magazzini della frutta e anche quelli di
conserve di pomodoro ("Esperia", 1907). Nello stesso 1907, il 1° ottobre venne
inaugurato il nuovo ospedale cittadino, detto "degli Infermi", che sostituì
quello in funzione dal 1848. Il 6 novembre 1910 venne aperto anche il primo
Asilo infantile. Nel 1914 avvenne il primo allacciamento del paese alla rete
elettrica.
In breve tempo Massa Lombarda diventava
il principale centro regionale del settore frutticolo. A visitare i poderi di
peschi, peri, meli e susini arrivavano delegazioni da tutta Italia e
dall'estero. Ma il primo in assoluto a vedere le aziende agricole di Massa fu il
re
Vittorio Emanuele III in persona, che venne in
visita il 25 aprile
1918.
Nel
1927 Massa Lombarda ospitò la II Esposizione
Nazionale di Frutticultura, confermando il proprio prestigio nazionale. Alla III
Mostra, tenutasi a Roma nel
1932, Massa, che si presentò come città, viene insignita di due
onorificenze "fuori concorso": il Gran diploma d'onore e la Medaglia d'oro di
merito speciale come riconoscimento al suo primato in campo agricolo.
Nel 1928 venne costruito un nuovo campo da gioco per il calcio (in sostituzione
di quello improvvisato all'interno dell'ex foro boario), con la pista di
atletica leggera. Massa Lombarda invece non ebbe mai una piscina comunale; per
praticare il nuoto si deve andare ancora oggi a Lugo o a Imola. Nel 1934 l'Enciclopedia
Treccani dedica una voce a Massa Lombarda.
La
Seconda guerra mondiale causò numerose ferite
alla città, che si trovava a meno di 10 chilometri dal fronte, posto sul fiume
Senio. Il primo bombardamento avvenne il 26
giugno 1944; gli ultimi, i più devastanti, furono il 9 e 10 aprile 1945. Oltre
agli edifici ed alle fabbriche, venne distrutto anche il tronco ferroviario
Massa-Imola. Massa fu liberata dalle truppe neozelandesi, che entrarono in paese
la mattina del 13 aprile.
Il tributo pagato per la libertà dai massesi è stato doloroso. Tra i
combattenti: centinaia furono internati in Germania; 51 i partigiani caduti;
46 i militari deceduti o dispersi; una medaglia d'oro e due d'argento conferite
al valor militare. Tra i civili: 77 deceduti per bombardamenti,
rappresaglie o agguati; 2 morti in campo di concentramento o in conseguenza.
Dopo la guerra l'Italia si avvia
decisamente sulla strada dello sviluppo. A Massa Lombarda sorgono nuove aziende
per la lavorazione della frutta che si aggiungono o sostituiscono le vecchie;
pian piano l'occupazione tende a raggiungere buoni livelli, specialmente nel
periodo estivo. La città continua a prosperare grazie alle attività frutticole:
in estate operai avventizi arrivano da tutto il circondario per lavorare nei
grandi magazzini della frutta. Durante gli anni Cinquanta la popolazione
aumenta di 1.374 unità, grazie soprattutto all'immigrazione di nuovi lavoratori.
Si verifica di conseguenza una forte espansione urbanistica: tra il 1951 e il
1961 vengono costruiti ben 678 nuovi alloggi.
Nello stesso periodo avviene la
ristrutturazione del cinema-teatro Eden, costruito nel 1942 e danneggiato dalla
guerra, che viene allargato fino a 1.500 posti, una capienza superiore a
qualsiasi sala coperta nel raggio di 30 km. Negli anni '50 verranno
rappresentate numerose riviste del teatro nazionale. Nel 1956 viene inaugurata
la prima biblioteca pubblica cittadina. Nel 1957 vengono costruiti l'acquedotto
e la rete di gas metano. Da registrare anche un evento negativo: l'alluvione del
5 dicembre
1959, che però sarà anche l'ultima. L'acqua
arriva fino al centro storico, colpendo 220 abitazioni e numerosi impianti
produttivi. Vengono sommersi circa 800 ettari di terreno coltivato.
Gli anni Sessanta sono per
l'Italia quelli del boom economico. Massa Lombarda, che il boom lo aveva già
vissuto anni prima, comincia ora a dare segni di una certa mancanza di vitalità.
Il settore edilizio ha un calo (vengono costruiti un terzo degli alloggi
rispetto agli anni Cinquanta); molti complessi industriali importanti
(zuccherificio in testa) riducono il loro organico; alcune aziende
ortofrutticole vanno in crisi.
Il tronco ferroviario Massa Lombarda-Imola, distrutto dai bombardamenti, non era
stato più ricostruito. Nel
1964 le FS chiudono anche la linea ferroviaria Massa-Budrio
(direzione Bologna), una scelta piovuta dall'alto contro cui il Comune non
riuscirà ad opporsi. Di ben altra levatura sarà la protesta cittadina negli anni
Ottanta contro il taglio della linea Lavezzola-Massa-Lugo, che viene sospeso,
anche se il servizio viene molto ridimensionato.
La vita cittadina si mantiene ad un livello che supera quello dei paesi vicini.
La fama della città giunge fuori regione. I più grandi cantanti sulla cresta
dell'onda vengono ad esibirsi a Massa: da
Giorgio Gaber a
Rita Pavone a
Edoardo Vianello, solo per citarne alcuni. Il
25 ottobre 1969 viene inaugurato il nuovo stadio cittadino con un incontro di
calcio fra il Bologna "A" ed il Bologna "B". Nel 1971 la discoteca "Da Tino" è
una delle tre sole esistenti in tutta la Romagna. Nel 1973 il teatro Eden
presenta una stagione di prosa con compagnie di livello nazionale.
All'inizio degli anni Settanta
nel settore ortofrutticolo si registra una certa crisi, con alcune aziende in
fallimento o sotto amministrazione controllata. Il monte salario del settore è
diminuito del 30% rispetto al 1967 ed il livello di occupazione è sceso del 27%
rispetto al 1960. Gli alberi da frutta cominciano a costare troppo, per la
manodopera e i trattamenti necessari. La carta che giocano un po' tutte le
imprese agricole, in risposta al momento difficile, è la meccanizzazione del
processo di lavorazione. L'occupazione subisce un contraccolpo: gli addetti nel
settore diminuiscono ancora di più. La chiusura dello zuccherificio, attivo fin
dall'inizio del secolo, è un segno della fine di un ciclo economico.
Nel 1981 l'occupazione raggiunge il minimo storico di 868, pari al 20,0% della
popolazione attiva, una quota dimezzata rispetto al 1951. Ma la congiuntura non
è del tutto negativa: parallelamente si sviluppa la piccola impresa commerciale,
così come avanzano le nuove professioni. I massesi, per la prima volta,
cominciano ad andare a lavorare fuori città.
Nel 1982 il
Canale Emiliano Romagnolo attraversa il
territorio imolese. Le sue acque sono importanti anche per gli agricoltori
massesi, soprattutto per effettuare le irrigazioni estive.
Negli anni Ottanta gli abitanti
di Massa Lombarda mantengono un reddito procapite tra i più alti della
provincia. Ma ancora per poco: l'attività frutticola continua il suo inesorabile
ridimensionamento.
A livello di servizi c'è da segnalare la progressiva chiusura dell'ospedale
cittadino, nato nel 1907. Nel 1984 chiude il reparto Chirurgia, dopo che la
Maternità era già stata trasferita a Lugo. Poi verranno chiusi uno dopo l'altro
tutti gli altri reparti: gli ultimi malati rimasti verranno trasferiti a Lugo il
30 giugno
1993. Oggi l'edificio dell'ex ospedale ospita
una Casa protetta, un Centro diurno, il Cup e qualche ambulatorio.
Il più antico complesso architettonico
di Massa Lombarda era costituito dalla rocca con annesso torrione,
costruito dagli Estensi nel XV secolo. Perse la sua funzione nell'ottocento e
venne demolito tra il 1910 (rocca) e il 1920 (torrione).
Chiesa arcipretale della Conversione
di San Paolo (patrono cittadino)
Fu costruita tra il 1528 e l'aprile del 1537 sulle rovine di una chiesa più
antica, esistente fin dall'XI secolo. Il progetto - secondo lo storico massese
Luigi Quadri - fu dell'architetto milanese Bartolomeo Suardi, detto il
Bramantino (Milano 1465-1530). La chiesa, un
bell'esempio di architettura romanica in severo stile basilicale, è a tre
navate. Già nel 1576 divenne chiesa arcipretale. Francesco d'Este la abbellì con
due dipinti: la "Conversione di San Paolo" di Filippo Sebastiani, detto il
Bastianino (Ferrara 1532-1602) e "La
Risurrezione di Cristo" di Benvenuto Tisi, detto il
Garofalo (Ferrara, 1481-1559). Nel 1580 venne
eretto sopra l'ingresso della chiesa un portico a quattro colonne.
Nell'Ottocento si effettuarono i primi lavori di restauro: il campanile fu
riscostruito a pianta quadrata e fu portato dagli originali 26,30 metri agli
attuali 37,39 metri. La ristrutturazione della chiesa terminò nel 1842. Il
Vescovo di Imola che la consacrò fu Giovanni Maria Mastai Ferretti, che nel 1846
diventerà Papa col nome di
Pio IX. Nel 1932 venne abbattuto il porticato
che sovrastava l'ingresso principale.
Chiesa di San
Salvatore
Sorta nel 1763 su una chiesa del Seicento, è un piccolo gioiello d'arte.
L'interno è opera del celebre architetto imolese
Cosimo Morelli, l'esterno del massese Zaccaria
Facchini. La chiesa è stata recentemente restaurata.
Santuario della
Madonna del Trebeghino (o Chiesa dell'Oppio)
Situata in zona rurale, a circa un km dalla strada provinciale San Vitale. Fra i
più antichi luoghi di culto del paese, la gente l'ha soprannonimata "Cisa d'Lopi",
ovvero chiesa degli olmi. Ricalcando la pronuncia dialettale, ne è derivato il
curioso nome di "Chiesa dell'Oppio" che si porta dietro ancora oggi.
La piazza,
il Municipio e la Torre dell'orologio
La piazza centrale di Massa Lombarda è piazza Matteotti, racchiusa tra palazzi
storici e dominata dalla Torre dell'orologio.
La Torre è più antica del Palazzo Comunale di due anni. Fu terminata nel 1756 su
progetto di Cosimo Morelli, di cui è anche considerata la prima opera certa con
la sua firma. Posta a un angolo della piazza centrale, sostituiva una torre più
antica che fungeva anche da prigione.
Nel 1758 fu avviata, sempre su disegno del Morelli, la ristrutturazione del
Municipio, l'ex Casa della Comunità, già esistente nel Cinquecento. Il prospetto
del palazzo, sito sul lato nord della piazza centrale, è costituito da un
portico a cinque arcate. Sulla facciata compaiono quattro finestre, sovrastate
al centro da una nicchia con una statua della Madonna incoronata. Fin dai tempi
degli Estensi il Consiglio comunale si radunava nella rocca (a Lugo è ancora
così). Dal 1748 si riunisce nel Palazzo comunale.
E il teatro?
È un capitolo doloroso della storia
cittadina. Il cinema-teatro Eden, vanto della città con i suoi 1.500
posti, era un gioiello. Ma era stato costruito per un paese vitale, in costante
espansione. A partire dagli anni Settanta, invece, a Massa cominciò un ciclo
economico negativo e chi ne fu vittima fu l'anello debole della catena, la
cultura. All'inizio degli anni ottanta ci si accorse che il cinema era troppo
grande per un paese di neanche 10 mila abitanti. La legge sulla sicurezza degli
impianti, inoltre, metteva in pericolo la sua sopravvivenza, poiché alzava di
molto i costi di una sua eventuale ristrutturazione. Nessun progetto però andò
in porto e il cinema si avviò verso un lento declino, perdendo sempre più soldi.
Oggi il cinema Eden non esiste più, al suo posto ci sono degli appartamenti. I
massesi che amano il teatro devono andare a
Lugo o a
Imola.
Prima ancora che nascesse l'Eden, Massa Lombarda ha avuto anche un altro cinema,
sorto nei locali della Casa del Popolo, chiamato Piccadilly. Anch'esso ha
fatto la fine dell'Eden.
Una sorte ancora peggiore è toccata alla Porta Lughese eretta nel 1857:
essa fu abbattuta nel 1949 per decisione del Consigio comunale, non senza subire
una salata multa dal governo di Roma, che fu inizialmente fissata in 5 milioni
di lire (circa 330 mila euro del 2002), poi ridotte a un milione.
"Il paese della frutta"
La frutta ha fatto la fortuna di Massa
Lombarda. Negli anni Venti, quando il paese aveva solo 7 mila abitanti ed una
superficie agraria di 3.476 ettari, riuscì a diventare il punto di riferimento
nazionale del settore ortofrutticolo. L'intuizione del promettente futuro della
frutticoltura industriale si deve all'intelligenza ed alla tenacia di quattro
personaggi, tutti nati a Massa: Angelo Torchi, agricoltore, Luigi Maccaferri,
ingegnere, i fratelli Gianstefani, agricoltori, e Adolfo Bonvicini,
imprenditore. Angelo Torchi fu il primo ad avviare la coltivazione della vite a Massa
Lombarda. Era il
1875, il territorio massese era stato coltivato
fino a quel momento a
grano,
frumento e
canapa. Coltivazioni di sopravvivenza,
caratterizzate da bassa produttività e basso reddito. Torchi decise di
bonificare a sue spese vaste porzioni del suo appezzamento di 100 ha, sito nel
territorio di
Conselice, sui cui impiantò, oltre alla vite,
anche filari di alberi da frutta. La sua scommessa ebbe successo: nel 1893
Torchi fu premiato con una medaglia d'argento. Nel 1901 ottenne la medaglia
d'oro. A coronamento della sua carriera giunse nel 1916 la nomina a
Cavaliere del Lavoro. Luigi Maccaferri (1834-1903) fu il primo ad introdurre a Massa Lombarda
l'uso delle macchine trebbiatrici, la coltivazione su grande scala della pianta
del pomodoro, i mulini a vapore, le
fornaci Hoffman e fondò la prima fabbrica per
l'estrazione dell'alcol dalle
barbabietole e dal
sorgo (1882). La barbabietola sostituì, in gran
parte, la poco remunerativa coltivazione della canapa. Giovanni e Umberto Gianstefani furono i primi, intorno al 1890, a
coltivare le pesche a Massa Lombarda. Selezionarono una nuova specie di pesca
grossa, colorita e molto saporita, che diffusero in Italia e all'estero col nome
di "Buco incavato", tuttora coltivata e conosciuta col nome di "Pesca di Massa
Lombarda". Adolfo Bonvicini, figlio secondogenito del senatore Eugenio (vedi sezione
storica) ebbe il merito di aver introdotto, per primo in Italia, l'impresa
ortofrutticola, cioè l'impresa che coltiva e poi vende i suoi
prodotti. Convertì alla coltivazione di alberi da frutta molti dei trenta poderi
che possedeva tra Massa e Conselice, per una superficie complessiva di circa 300
ettari. L'azienda Bonvicini sorse ufficialmente nel
1900. Nel 1911 la sua ditta era già l'unica in Italia nel suo settore
ad avere uno stabilimento di 1.000 metri cubi con il raccordo ferroviario ed una
cantina per la produzione di vino della capacità di 3.000 ettolitri. Anche
Adolfo Bonvicini fu premiato con il cavalierato. Alla sua morte, nel 1916, la
guida dell'azienda viene presa dal figlio Gaetano.
Massa Lombarda lancia il modello di
un'imprenditoria che sa coniugare agricoltura, commercio e industria. L'azienda
massese, a conduzione familiare, è capace coi suoi mezzi di stare sul mercato
internazionale.
Nel
1920 la quantità di frutta lavorata a Massa si
aggira solo sui ventimila quintali. Ma nel giro di pochi anni i valori di
produzione aumentano a 27.795 nel 1922 ed arrivano 48.719 nel 1925. Dal 1924,
inoltre, la maggior parte della produzione viene venduta all'estero. Il marchio
Frutta di Massa Lombarda è conosciuto in tutta Europa. La resa di chili
di frutta per pianta, grazie ai miglioramenti tecnici apportati dai coltivatori,
è in costante aumento. Nel podere Bonvicini passa dai 24,46 kg del 1917 ai 33,38
del 1920 per giungere a 41,10 kg nel 1924. Nella provincia di Ravenna, prima
nella produzione intensiva di frutta in Italia, più della metà del prodotto
viene da Massa Lombarda, che si distingue per la solida e collaudata
organizzazione tecnica.
A metà degli anni Venti si ha un ulteriore colpo di acceleratore allo sviluppo
industriale. La ditta Bonvicini costruisce un impianto frigorifero per la
conservazione della frutta che permette così la sua lavorazione anche in inverno
e in primavera. Ma cosa fare della frutta non vendibile allo stato fresco?
Bonvicini aveva già cercato di risolvere la questione producendo vino da tavola
(attraverso la fermentazione alcolica) e marmellata. Quest'ultima soluzione però
non l'aveva soddisfatto e perciò aveva deciso di tralasciare la produzione di
marmellata. L'idea viene però ripresa e, per realizzarla, Bonvicini si mette in
società con altri imprenditori. Nasce così l'11 luglio
1926 la Massalombarda S.p.A., che ha come oggetto sociale la
"attività di industria e commercio di prodotti alimentari". È la prima società
in Italia che si dedica alla produzione di succhi di frutta. La "Massalombarda"
lancerà nel dopoguerra il famoso marchio "Yoga", che sarà per lungo tempo il
marchio più riconosciuto tra i succhi di frutta italiani.
La frutticoltura continua a tirare: il
flusso di denaro dall'estero su Massa Lombarda per la vendita di frutta ammonta
a ben 14 milioni di lire, e tutto in valuta pregiata. Ciò permette
l'ingrandimento degli impianti di produzione, con una ricaduta positiva sulla
manodopera e sull'indotto. Riguardo alla manodopera, Massa diventa un polo
d'attrazione anche per i lavoratori che provengono dai paesi più vicini. In
pochi anni, dal 1925 al 1928, la popolazione passa da 7.012 abitanti a 7.376.
Negli stessi anni Giovanni Foschini trasforma la propria tipografia in una
fabbrica per la produzione di
cartone ondulato, un materiale necessario negli
imballaggi della frutta. La nuova società prende il nome di Ondulatum.
Diventerà una delle "glorie" cittadine.
Intanto i prodotti ortofrutticoli viaggiano sempre di più con la ferrovia. Se
ancora nel 1922 i vagoni merci erano stati 453 in tutto, nel 1924 se ne contano
1.173, nel 1926 1.420 e quota duemila viene raggiunta e ampiamente superata nel
1930, con 2.665 vagoni. Nello stesso anno 1930, per fare un paragone, da Cesena
sono partiti solo 1.863 vagoni merci.
Nel
1931 sopraggiunge la crisi economica, in
seguito al famoso
crollo della Borsa di New York del 24 ottobre
1929. Il prezzo della frutta subisce un crollo: le pesche, che
costavano nel '30 147,30 lire al quintale, nel '33 valgono solo 51,30. Le pere,
che nel '30 si scambiavano a 184,30 lire, tre anni dopo sono dimezzate a 73,18.
I prezzi non risaliranno per un bel po' di tempo (fino al 1936) per poi assumere
un andamento altalenante, ma senza ritornare ai valori del periodo pre-crisi.
Nel
1932 la produzione totale di frutta a Massa
Lombarda si avvicina ai 200.000 quintali. Nonostante la crisi, ancora il 78%
della produzione trova la via dei mercati esteri, specialmente della Germania,
verso cui viene destinato più prodotto che non nel resto d'Italia. Nel complesso
sono in funzione a Massa duecento attività industriali, con un migliaio di
addetti stabili e con duecento esercizi commerciali, che impiegano oltre 400
persone. È stato calcolato un giro d'affari di circa 40 milioni e un monte
salari di 3 milioni.
Sempre nel 1932 nasce, il 28 agosto, dalla felice intuizione di Giovanni
Foschini (da poco salito alla guida del Comune), la celebre Sagra delle
pesche. L'iniziativa è volta a far conoscere le pesche, ma anche ad attirare
nuovi visitatori, con lo scopo di abbinare la conoscenza del luogo, e del
prodotto caratteristico, col divertimento: un'operazione di marketing
territoriale ante litteram. Già nel 1933 gli organizzatori utilizzano la radio
per trasmettere comunicati pubblicitari che vengono inseriti nel notiziario
nazionale. In quell'anno si contano ventimila visitatori.
Il movimento di merci e di persone originato da questa ragguardevole realtà
economica dà un'ulteriore spinta alla costruzione di nuove vie di comunicazione:
nel 1934 viene aperta la terza linea ferroviaria, che porta a Imola e poi a
Castel del Rio, e nel 1938 viene completata l'asfaltatura della strada
provinciare San Vitale, che congiunge Bologna e Ravenna (Massa Lombarda si trova
circa a metà strada).
Nel
1937 muore improvvisamente il rappresentante
più illustre degli imprenditori massesi: Gaetano Bonvicini. Nello stesso anno
lascia, in seguito al fallimento dell'attività, un altro importante capitano
d'industria, Camillo Borgnino. Si chiude l'epoca d'oro della frutticoltura
massese.
Vita politica
Dall'Unità
alla Liberazione
Al tempo dei vari
Crispi,
Sella e
Minghetti, il corpo elettorale era di
dimensioni così ristrette (essendo basato sul censo) che anche il conoscere la
parte politica dei deputati eletti non aiuta a capire quali fossero le idee
prevalenti dei massesi. Il sindaco, poi, era nominato dal Re.
Forse è più interessante sapere che la popolazione era in massima parte composta
da gente povera e che, fino al 1885, sul territorio massese non esisteva ancora
l'industria.
Lo storico locale Luigi Quadri segnala la presenza di "molti giovani massesi
sotto il comando del generale
Giuseppe Garibaldi" nelle battaglie del
Volturno e nella presa di
Gaeta (1866).
Anche l'anno seguente è accertata la presenza di "un buon numero di concittadini
col generale Garibaldi" alla presa di Roma.
Il
mazzinianesimo è una delle prime idee politiche
a diffondersi nel ravennate, e quindi a Massa Lombarda. Nel
1872 era già attiva in paese la Consociazione repubblicana. Anche il
movimento socialista non tarda a radicarsi in provincia, soprattutto per
l'impulso del fondatore e leader
Andrea Costa, imolese: nel
1893 il
Partito socialista apre la sua prima sezione
massese. A cavallo del 1900 i candidati al parlamento che si battono per
conquistare l'elettorato massese provengono da tre partiti: il repubblicano, il
liberale ed il socialista. Eugenio Bonvicini era stato eletto (nel 1875) tra i
liberali.
Alle elezioni parlamentari del maggio 1895 vince nel collegio di Lugo (di cui fa
parte anche Massa Lombarda) il candidato repubblicano Taroni, con 487 voti. Si
riconferma nel marzo 1897, al ballottaggio col liberale Masi. Nel giugno 1900
Taroni vince per la terza volta, battendo di nuovo Masi. Viene invece sconfitto
dal socialista Brunelli alle elezioni politiche del novembre 1902. Brunelli
ottiene a Massa 307 voti, contro i 74 del repubblicano.
Nel
1905 ha termine la prerogativa del Re di
nominare i sindaci delle città. Il primo sindaco massese eletto direttamente dai
cittadini è il socialista Emilio Roli. Nel 1907, alla sua morte, gli succede
Giovanni Manaresi, direttore della cooperativa braccianti.
Nel dopoguerra Massa si ritrova più povera. I consensi per i socialisti
aumentano. Il partito socialista è l'unico partito presente in forma organizzata
a Massa Lombarda. Tra le altre forze politiche, i repubblicani hanno perso molta
della loro influenza e neanche i cattolici godono di molto favore. Alle elezioni
politiche del novembre 1919 la lista socialista ottiene uno schiacciante 91,7%
dei voti. Nessun paese della provincia di Ravenna è a così forte presenza
socialista. Secondo i dati del censimento del 1921, il 70% della popolazione
della provincia è rurale. A Massa Lombarda sono oltre 4.000 le persone legate
all'agricoltura, a cui bisogna aggiungere circa 700 braccianti (si veda
l'evoluzione demografica della città nella tabella in questa pagina).
Alle elezioni amministrative del 1920 l'unica lista che si presenta in città è
quella socialista. Il Partito socialista prevale a Massa e in 43 dei 58 comuni
romagnoli, insieme alle province di
Ravenna e
Forlì (che comprende anche il comprensorio di
Rimini).
Il voto delle elezioni politiche del 15 maggio 1921 vede uno spostamento verso
destra delle preferenze degli italiani. A Massa Lombarda, in controtendenza, il
64,4% dei voti vanno al PSI.
Ma nel 1922 l'amministrazione comunale democraticamene eletta viene cacciata dal
nuovo regime fascista. Alle elezioni politiche del 1924 il voto massese riflette
bene quali sono i nuovi rapporti di forza in campo: ben il 63,2% dei voti va al
Listone. Diventa sindaco Gustavo De Luca,
classe 1896, fondatore del fascio cittadino. Nel 1928, appena un anno dopo
essere stato nominato
podestà (secondo la nuova legge), viene
promosso-rimosso a Foligno per un regolamento di conti interno. Il Comune, dopo
aver ricevuto tre ispezioni dalla Prefettura, viene commissariato e viene
affidato prima a Luciano Rambelli, poi ad Arrigo Minzoni.
Durante la sua reggenza, nel 1929 si tiene il
plebiscito per il regime che sostituisce le
elezioni politiche. I risultati appaiono scontati: il 98% degli italiani vota
sì. In provincia di Ravenna la percentuale, se possibile, è ancora superiore:
99%. A Massa Lombarda si contano 1.880 sì e 2 no. Nell'aprile del 1930 anche
Minzoni lascia e si avvia una rotazione di commissari: se ne susseguono tre in
un anno. Prima Mauro Zingarelli, poi Dino Guidotti poi l'ing. Tosaroni. Tra il
1929 e il 1930 il Comune subisce nuove ispezioni ordinate dalla Prefettura.
Finalmente nel giugno 1932 ritorna alla più alta carica cittadina un massese.
Viene scelto infatti Giovanni Foschini (classe 1890), fondatore dell'Ondulatum.
La nomina si rivelerà una scelta positiva che durerà oltre un decennio, fino al
crollo del fascismo. Nel 1934 il regime indice un nuovo plebiscito. Il risultato
nazionale parla del 99,84% di voti favorevoli. In provincia di Ravenna i sì sono
il 99,98%.
Nel 1938 gli iscritti al fascio di Massa Lombarda sono 1.454. Se a questi
aggiungiamo anche gli iscritti alla
GIL
(età minima 6 anni), otteniamo un totale di 2.896 persone. In sostanza, un
massese su due tra i 6 ed i 60 anni possiede una tessera del fascio o delle
organizzazioni da esso controllate.
Dopo la caduta del fascismo ed il
ritorno alla democrazia, Massa Lombarda ritorna un paese a prevalenza
socialista.
Al referendum del 2 giugno
1946 il 95,10% dei massesi sceglie la Repubblica.
Il PCI diventa in breve il primo partito, superando gli stessi socialisti. Nel
novembre 1947 conta 1.717 iscritti, che a febbraio 1948 salgono a 1.925.
Alle elezioni politiche del 18 aprile
1948 la DC ottiene la maggioranza assoluta dei seggi. Il voto di
Massa Lombarda è in controtendenza rispetto al dato nazionale: il Fronte
democratico (PCI e PSI) conquista il 79,25% dei voti, mentre la DC si ferma al
13,81%.
ELEZIONI COMUNALI A MASSA LOMBARDA
1946-1960
Sistema maggioritario
Anno
PCI e PSI
DC, PRI e PSDI
Altri
1946
85,92%
9,84% (solo DC)
4,23% (PRI)
1951
80,28%
19,72%
1956
80,14%
19,86%
1960
79,22%
20,77%
Le prime donne elette in Consiglio
comunale furono, nel 1946, Gentile Bassi e Maria Montoschi. Nel 1959 venne
nominata la prima donna assessore, Magda Bergamini.
ELEZIONI COMUNALI A MASSA LOMBARDA
1964-1975
Sistema proporzionale
Anno
PCI
DC
PSI
PSIUP
Altri
1964
64,89%
13,43%
8,94%
6,71%
6,03%
1970
66,65%
12,96%
6,48%
8,00%
1975
73,23%
12,74%
9,11%
(col PCI)
4,92%
Nel 1964 si tennero nuove elezioni in
seguito alla morte del sindaco. In questa occasione, il PSI per la prima volta
decide di non entrare nella maggioranza, in seguito alle nuove direttive
impartite dai vertici. A livello nazionale, infatti il Partito socialista è al
governo con la DC. Il PSI di Massa rientrerà nella maggioranza nel 1976, dopo
che, nel dicembre 1975 il PSI nazionale è uscito dal governo.
ELEZIONI COMUNALI A MASSA LOMBARDA
1980-1990
Sistema proporzionale
Massa Lombarda ha dedicato una via anche ad altri stimati personaggi locali:
Zaccaria Facchini (1751-1826), Carlo Venturini (1809-1886), Emilio
Roli (1844-1907), Angelo Torchi (1856-1915), Luigi Quadri
(1856-1925), Giacinto Ricci Signorini (1861-1893), Giulio Zaganelli
(morto nel 1935), Mario Tabanellli (1902-1955), Silvio Guardigli
(1914-1993), Umberto Ricci (1921-1944), don Orfeo Giacomelli
(1924-1995), Battista Sangiorgi (1933-1966)
Gli arcipreti del Novecento
Stefano Bernardi (1895 - fino alla
morte nel 1904)
Domenico Bresadola (1904 - fino al
1952 per rinuncia)
Mons. Giovanni Proni (1953 -fino al
1962 per elezione a Vescovo di Termoli)
Antonio Meluzzi (1962 - fino al 1970
per trasferimento alla sede della Diocesi)
Orfeo Giacomelli (1970 - fino alla
morte nel 1995)
Francesco Nanni (1995 - oggi)
I sindaci del Novecento
1905-1907 - Emilio Roli (PSI)
1907-1922 - Giovanni Manaresi
1922-1928 - Gustavo De Luca (PNF)
1928-1932 - commissariamento
1932-1943 - Giovanni Foschini (PNF)
1943-1945 -
1945-1946 - Silvio Guardigli (nominato
dal Prefetto)
1946-1950 - Silvio Guardigli (PCI)
1950-1951 - Giuseppe Costa (PSI)
1951-1956 - Oreste Zini (PCI)
1956-1960 - Andrea Berardi (PCI)
1960-1964 - Ettore Ricci (PSI)
1964-1966 - Giuseppe Venturini (PCI)
1966-1980 - Francesco Gentilini (PCI)
1980-1995 - Radames Franzaroli (PCI-PDS)
1995-2004 - Daniele Bassi (DS)
2004-in carica - Linda Errani (DS)
Frazioni e località
Fruges
Un nome originale per un centro abitato. Fruges è infatti una parola latina che
significa "frutticolo": è l'aggettivo di "frutta". L'agglomerato urbano si è
sviluppato nel dopoguerra. Prima infatti non vi era che uno stabilimento per il
lavoro della frutta e della conserva, sorto su un terreno di proprietà di
Camillo Borgnino, uno dei maggiori produttori ortofrutticoli locali. Negli anni
'40 la fabbrica venne denominata "La Fruges".
Lo stabilimento sorgeva due chilometri ad ovest di Massa, sulla destra della
provinciale San Vitale (Ravenna-Bologna). A partire dalla metà degli anni
Cinquanta l'area a sinistra della San Vitale fu oggetto di una lottizzazione. Si
insediarono soprattutto i lavoratori provenienti dal circondario, dalle colline
e dal meridione. "La Fruges", che era il nome dello stabilimento, passò così ad
indicare anche il nuovo insediamento urbano.
Tra il 1970 e il 1972 venne costruita, accanto all'insediamento urbano, anche
un'area artigianale dalle dimensioni complessive di circa 18 ettari. Oggi "La
Fruges", come tante attività produttive nate a Massa nell'anteguerra, non esiste
più. Nel senso dello stabilimento: il centro abitato invece è cresciuto fino a
contare circa 2.500 abitanti.
Sagre e Feste popolari
San Peval d'j Segn (25 gennaio, Santo
patrono)
Dindondero d'oro (primavera)
Festa de "l'Unità" (a Fruges (giugno)
e a Massa Lombarda (luglio)
Festa per la Vita (organizzata dall'ANT)
Festival internazionale del Folclore
(fine luglio)
Sagra delle sfogline (fine agosto)
Festa della Ripresa e Palio del Timone
(prima settimana di settembre)
Associazione Atletica Massa Lombarda
[1] - Associazione Calcio M. L. - Associazione
Pallavolo M. L.
[2] - Associazione sportiva Amatori "Cipputi
Calcio" - Associazione sportiva "Basket Massa 1947"
[3] - Associazione sportiva Bocciofila massese
- Associazione sportiva FrugeSport - Associazione sportiva Massa Sci Club -
Associazione sportiva Tennis da Tavolo - Bridge Club M. L. - Circolo Tennis M.
L.
[4] - Gruppo sportivo Ciclistica Massese -
Gruppo Musici e sbandieratori "Palio del Timone" - Podistica M. L. - Società
Ciclistica Massese - Società Ciclistica "Fruges 2000".
Associazioni libere
A. N. T. comunale - A. U. S. E. R.
comunale - Amici dell'Arte - Amici della Bici F. I. A. B. - Associazione corale
"Ettore e Antonio Ricci" - Associazione corale "Nuova Armonia" - Associazione
"Cornelia de Lange" - Associazione Italia-Nicaragua - Associazione italiana
Maestri del Lavoro - Associazione "Porte Aperte" - Associazione Pro Loco -
Associazione volontaria per la difesa e la tutela dell'anziano e
dell'handicappato - A. V. I. S. comunale - Bassa Romagna Social Forum - Caritas
Parrocchiale - Centro culturale "L'aquilone" - Centro di Quartiere di Fruges -
Circolo A. R. C. I. Cipputi - Circolo Fotografico Massese - Circolo Hobby e
Collezionismo - Circolo Massese - Comitato Llamellin - Comitato per il Restauro
della Chiesa dell'Oppio - Comitato Rievocazione Storica - Consulta Popolare di
Fruges - Emergency - Gruppo Adozioni a distanza - Gruppo A. G. E. S. C. I. -
Oratorio Circolo Giovanile "San Paolo" - Quartieri città di Massa Lombarda - U.
D. I. comunale - Volontari Casa Protetta - Volontari Progetto Ausilio - Gruppo
Musici e Sbandieratori del Timone. A.C. Azione Cattolica