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aggiornato il: 29/12/01
© paolo cau 2001

La città di Chieti

Lo stemma della cittàIntroduzione. La varietà geografica del territorio teatino racchiude quella dell'intero territorio sud-orientale dell'Abruzzo: dalla costa bagnata dall'Adriatico si passa alla collina e da qui, repentinamente, alla montagna.

A ridosso della Val Pescara, sulla sommità di una dorsale montuosa che ha caratterizzato fortemente la fisionomia della città, sorge Chieti in una felicissima posizione panoramica (a 330 metri s.l.m.) che guarda ad oriente il vicino (17 km) Adriatico e ad occidente il maestoso rilievo della Majella (25 km). Una città vivace (!) e indaffarata, trafficata, a volte anche caotica per via delle strade strette del centro storico e per i saliscendi tipici delle città collinari.

Cenni storici. Chieti, l'antica Teate Marrucinorum, capoluogo delle popolazioni italiche dei Marrucini, fu municipio romano intorno al sec. I a.C. Distrutta dai Visigoti e dagli Eruli, fu riedificata da Teodorico. Conquistata nell' 802 da Pipino, re d'Italia, fu incorporata nella provincia Valeria; nel secolo successivo divenne capoluogo della vasta contea di Teate e assoggettata alla corona normanna. Nel XII sec. sotto gli Svevi, riprese la sua autonomia.

Dal re Alfonso I di Napoli ebbe grandi privilegi; divenuta metropoli degli Abruzzi, fu sede Arcivescovile. In seguito venne fortificata dal duca d'Alba e servì come difesa dalle invasioni dei Francesi. Nella seconda metà del XV sec. ebbe il privilegio di batter moneta. Nel 1646 venne infeudata ai Caracciolo ma ben presto insorse e riebbe le libertà demaniali. Quindi fu sotto il dominio spagnolo e poi sotto i Borboni. Occupata due volte, nel 1799 e nel 1806, dalle truppe francesi durante la breve parentesi della repubblica napoleonica, ritornò sotto il regno di Napoli dei Borboni e seguì la storia di questa dinastia fino all'unità d'Italia.

Siti archeologici di interesse. Vestigia dell'antica Teate si possono ammirare in Piazza dei Templi Romani, dove sono situati tre tempietti, di cui due gemelli, in opus reticulatum, risalenti al I secolo d.C. Non lontano, su Via di Porta Napoli, si trovano i resti del teatro romano risalente al I/II secolo.

Su Via Papa Giovanni XXIII si possono ammirare le splendide Terme, la più significativa emergenza architettonica della città romana. Una grande cisterna, ben conservata, scavata nel tufo della collina, formata da nove ampi vani a botte, forniva l'acqua alle terme e, probabilmente, costituiva anche la riserva idrica della città. Negli ambienti termali da ammirare è lo splendido mosaico pavimentale raffigurante un delfino attorno ad un tridente e due ippocampi. Seguono poi gli ambienti riscaldati ad aria calda e quelli di servizio. Continuano tuttora nuove e importantissime scoperte archeologiche nel sito della "Civitella" nella pate più alta della città.

La cattedraleMonumenti. Splendida, in Piazza Vittorio Emanuele, la Cattedrale di San Giustino (patrono della città) già esistente nel IX secolo. Ma è al sec. XI che risale l'odierna e complessa planimetria della chiesa. Ricostruita quasi del tutto nel '300, ha uno svettante campanile (adorno di bifore ogivali) che fu iniziato da Bartolomeo di Giacomo (1335) e ultimato da Antonio da Lodi (1498). Attraverso un portale posto al sommo di una gradinata, si accede al fastoso e ampio interno a croce latina, a tre navate, con volta a botte. Nell'abside a sinistra dell'altare maggiore c'è il busto d'argento di S. Giustino opera di Nicola da Guardiagrele. La cripta, raggiungibile sia dall'esterno che dall'interno della Cattedrale, ha pianta irregolare e presenta una struttura romanica dell' XI secolo. Visibili gli affreschi del XII e XIII sec.. Ricco e pregevole il tesoro col prezioso calice d'argento dorato (scuola veneziana del '400), il messale miniato Borgia e la statua d'argento della Madonna del Popolo (scuola napoletana del XVII sec.).

Sulla stessa Piazza si trovano anche il Palazzo Municipale (Palazzo d'Achille) di forme neoclassiche, il Palazzo di Giustizia in stile pseudo-gotico.

Sul Corso Marrucino vi prospettano le chiese barocche di S. Domenico e S. Francesco e lo splendido Teatro Marrucino (XIX sec.)

Da ricordare sono la Pinacoteca Barbella che conserva opere dal XIV sec ad oggi e numerose tele di Francesco Paolo Michetti come: La processione del Venerdì Santo a Chieti, Il Guerriero di CapestranoAcque Sgorganti e altre.

La Villa Comunale. E' il polmone verde della città. Rigogliosa e bellissima, è strutturata a più livelli. Due fontane monumentali ne impreziosiscono l'aspetto.

Ma la presenza più importante in questo verde è data dal Museo Archeologico Nazionale che conserva la più importante raccolta archeologica dell'Abruzzo. Ospita, infatti, una sezione "presistoria e protostoria" con tombe neolitiche, stratigrafie cavernicole e una serie di corredi dell'età del bronzo e del ferro dalla necropoli di Alfedena.

La sezione "archeologia" conserva, invece, ricche ed interessanti collezioni abruzzesi di arte italica, greca e romana. Dal sito archeologico di Alba Fucens proviene la statua colossale di Ercole. Vanto del museo, infine, è il notissimo Guerriero di Capestrano (VI sec. a.C.) nella foto sopra; statua funeraria dalla caratteristica concezione volumetrica del corpo, caposaldo per lo studio delle più antiche civiltà italiche. E' solo di alcuni giorni fa l'apertura del Parco Archeologico della Civitella.

Altro.. Chieti è sede anche di importanti Istituti (famoso e quotato è l'ITIS "Luigi di Savoia") e Licei nonche' dell'Università degli Università D'Annunzio -  CHIETIStudi "G. D'Annunzio" con il rinnovato Campus di Madonna delle Piane.

In estate è ricco il calendario delle manifestazioni con concerti in piazza e altri eventi. Inoltre, in occasione del Venerdì Santo, si svolge la famosa e toccante Processione del Cristo Morto di antichissima memoria, seguita da un coro di voci e archi che intonano il vibrante Miserere di Selecchy.

L'attuale amministrazione comunale con a capo il Sindaco Sig. Geom. Nicola (detto Nicolino) Cucullo mi trova contrario a parecchie proprie scelte di governo della città (ndr)

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Testi usati per gli approfondimenti:

"Guida alle Città d'Arte in Abruzzo", Regione Abruzzo Assessorato al Turismo, Zemrude ed.

"Abruzzo, Natura forte del Mediterraneo", Regione Abruzzo, De Agostini ed.

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