Introduzione. La varietà
geografica del territorio teatino racchiude quella dell'intero
territorio sud-orientale dell'Abruzzo: dalla costa
bagnata dall'Adriatico si passa alla collina e da qui,
repentinamente, alla montagna.
A
ridosso della Val Pescara, sulla sommità di una dorsale
montuosa che ha caratterizzato fortemente la fisionomia
della città, sorge Chieti in una felicissima posizione
panoramica (a 330 metri s.l.m.) che guarda ad oriente il
vicino (17 km) Adriatico e ad occidente il maestoso
rilievo della Majella (25 km). Una città vivace (!) e
indaffarata, trafficata, a volte anche caotica per via
delle strade strette del centro storico e per i
saliscendi tipici delle città collinari.
Cenni
storici. Chieti, l'antica Teate Marrucinorum,
capoluogo delle popolazioni italiche dei Marrucini, fu
municipio romano intorno al sec. I a.C. Distrutta dai
Visigoti e dagli Eruli, fu riedificata da Teodorico.
Conquistata nell' 802 da Pipino, re d'Italia, fu
incorporata nella provincia Valeria; nel secolo
successivo divenne capoluogo della vasta contea di Teate
e assoggettata alla corona normanna. Nel XII sec. sotto
gli Svevi, riprese la sua autonomia.
Dal re Alfonso I di Napoli ebbe grandi
privilegi; divenuta metropoli degli Abruzzi, fu sede
Arcivescovile. In seguito venne fortificata dal duca d'Alba
e servì come difesa dalle invasioni dei Francesi. Nella
seconda metà del XV sec. ebbe il privilegio di batter
moneta. Nel 1646 venne infeudata ai Caracciolo
ma ben presto insorse e riebbe le libertà demaniali.
Quindi fu sotto il dominio spagnolo e poi sotto i Borboni.
Occupata due volte, nel 1799 e nel 1806, dalle truppe
francesi durante la breve parentesi della repubblica
napoleonica, ritornò sotto il regno di Napoli dei
Borboni e seguì la storia di questa dinastia fino all'unità
d'Italia.
Siti archeologici di interesse. Vestigia dell'antica
Teate si possono ammirare in Piazza dei Templi Romani,
dove sono situati tre tempietti, di cui due gemelli, in
opus reticulatum, risalenti al I secolo d.C. Non lontano,
su Via di Porta Napoli, si trovano i resti del teatro
romano risalente al I/II secolo.
Su Via
Papa Giovanni XXIII si possono ammirare le splendide Terme,
la più significativa emergenza architettonica della città
romana. Una grande cisterna, ben conservata, scavata nel
tufo della collina, formata da nove ampi vani a botte,
forniva l'acqua alle terme e, probabilmente, costituiva
anche la riserva idrica della città. Negli ambienti
termali da ammirare è lo splendido mosaico pavimentale
raffigurante un delfino attorno ad un tridente e due
ippocampi. Seguono poi gli ambienti riscaldati ad aria
calda e quelli di servizio. Continuano tuttora nuove e
importantissime scoperte archeologiche nel sito della
"Civitella" nella pate più alta della città.
Monumenti.Splendida, in
Piazza Vittorio Emanuele,la Cattedrale di
San Giustino (patrono della città) già esistente
nel IX secolo. Ma è al sec. XI che risale l'odierna e
complessa planimetria della chiesa. Ricostruita quasi del
tutto nel '300, ha uno svettante campanile (adorno di
bifore ogivali) che fu iniziato da Bartolomeo di Giacomo
(1335) e ultimato da Antonio da Lodi (1498). Attraverso
un portale posto al sommo di una gradinata, si accede al
fastoso e ampio interno a croce latina, a tre navate, con
volta a botte. Nell'abside a sinistra dell'altare
maggiore c'è il busto d'argento di S. Giustino opera di
Nicola da Guardiagrele. La cripta, raggiungibile sia dall'esterno
che dall'interno della Cattedrale, ha pianta irregolare e
presenta una struttura romanica dell' XI secolo. Visibili
gli affreschi del XII e XIII sec.. Ricco e pregevole il
tesoro col prezioso calice d'argento dorato (scuola
veneziana del '400), il messale miniato Borgia e la
statua d'argento della Madonna del Popolo (scuola
napoletana del XVII sec.).
Sulla
stessa Piazza si trovano anche il Palazzo Municipale
(Palazzo d'Achille) di forme neoclassiche, il Palazzo di
Giustizia in stile pseudo-gotico.
Sul
Corso Marrucino vi prospettano le chiese barocche
di S. Domenico e S. Francesco e lo splendido Teatro
Marrucino (XIX sec.)
Da
ricordare sono la Pinacoteca Barbella che
conserva opere dal XIV sec ad oggi e numerose tele di
Francesco Paolo Michetti come: La processione del
Venerdì Santo a Chieti, Acque Sgorganti e altre.
La
Villa Comunale.E' il polmone verde della città.
Rigogliosa e bellissima, è strutturata a più livelli.
Due fontane monumentali ne impreziosiscono l'aspetto.
Ma la
presenza più importante in questo verde è data dal Museo
Archeologico Nazionale che conserva la più importante
raccolta archeologica dell'Abruzzo. Ospita, infatti, una
sezione "presistoria e protostoria" con tombe
neolitiche, stratigrafie cavernicole e una serie di
corredi dell'età del bronzo e del ferro dalla necropoli
di Alfedena.
La
sezione "archeologia" conserva, invece, ricche
ed interessanti collezioni abruzzesi di arte italica,
greca e romana. Dal sito archeologico di Alba Fucens proviene la statua
colossale di Ercole. Vanto del museo, infine, è il
notissimo Guerriero di Capestrano (VI sec. a.C.)
nella foto sopra; statua funeraria dalla caratteristica
concezione volumetrica del corpo, caposaldo per lo studio
delle più antiche civiltà italiche. E' solo di alcuni
giorni fa l'apertura del Parco Archeologico della Civitella.
Altro.. Chieti è sede
anche di importanti Istituti (famoso e quotato è l'ITIS
"Luigi di Savoia") e Licei nonche' dell'Università
degli Studi "G. D'Annunzio" con il
rinnovato Campus di Madonna delle Piane.
In
estate è ricco il calendario delle manifestazioni con
concerti in piazza e altri eventi. Inoltre, in occasione
del Venerdì Santo, si svolge la famosa e toccante Processione
del Cristo Morto di antichissima memoria, seguita da un
coro di voci e archi che intonano il vibrante Miserere
di Selecchy.
L'attuale
amministrazione comunale con a capo il Sindaco Sig. Geom. Nicola
(detto Nicolino) Cucullo mi trova contrario a parecchie proprie scelte
di governo della città (ndr)
Se organizzi eventi o manifestazioni a
Chieti e prov.
scrivi
Testi usati per gli
approfondimenti:
"Guida alle Città d'Arte in
Abruzzo", Regione Abruzzo Assessorato al Turismo,
Zemrude ed.
"Abruzzo, Natura forte del
Mediterraneo", Regione Abruzzo, De Agostini ed.