Passeggiata ASTORE Difficoltà: per tutti Lunghezza:
6,5 km Durata: circa 2 ore.
Nei
pressi dell'albergo "Lo Scoiattolo"
sulla S.S.614 di Pretoro imbocchiamo
il sentiero n.33 del CAI. Seguendo le facili
indicazioni in legno giungiamo in località Fonte
Nuova: si noterà una sorgente di acqua
freschissima che viene giù dalla roccia
andandosi poi a raccogliere in una vasca
sottostante.
Proseguendo per i nostri
passi attraverso ombreggiati boschetti di
latifoglie e libere radure adibite a pascolo, si
raggiunge un tipico fontanile che serve all'abbeveramento
del bestiame: un fresco sorso di acqua ci
rinfrancherà certamente. Questo è Fonte Cese e
siamo a 794 mt di quota. Dopo un leggero tratto
in discesa giungiamo ad un bivio.
Sulla
sinistra si vedono delle casette in pietra
abbandonate passate le quali la strada sterrata
appena trascorsa ridiventa sentiero che ,
attraversando un fosso, risale dolcemente
riconducendoci sulla carrereccia. Se la seguiamo
a sinistra essa ci porterà ad un bivio e poi,
voltando a destra, in poco tempo giungiamo al
punto da dove eravamo partiti.
Passeggiata PIVIERE
TORTOLINO Difficoltà: per tutti Lunghezza:
3 km Durata 1 h
Quattro
curve dopo l'albergo El Senor, dopo Pretoro, si
raggiunge tramite una piccola vietta in salita,
la chiesetta della Madonna della Mazza a quota
1020 m. Questo sarà il nostro punto di partenza
per il "sentiero natura" che risulta
ben segnato. Si scende sulla destra verso la
valle della Madonna con declino dolce e costante.
Il nostro cammino si arricchirà
della conoscenza di numerose specie vegetali,
segnalate con un cartello in legno riportante il
nome volgare e scientifico delle varie specie.
Troviamo ad esempio il pino mugo, il nocciolo, il
leccio, il pino nero e altri. Perveniamo così
nel fondovalle e risaliamo verso il versante
opposto al nostro punto di partenza con un
leggero pendìo.
Il
sentiero, invertendo direzione, ci riporta sullo
stesso versante e quindi al fondovalle da dove,
con una leggera ascesa giungiamo al punto di
partenza.
Passeggiata NIBBIO Difficoltà: per tutti.
Lunghezza 5 km Durata 2,30 ore
Dalla
base degli impianti di risalita di Passo
Lanciano (quota 1320 m.) si entra
nel bosco di conifere e latifoglie "usando"
un tratto del Sentiero Italia fino a che si
giunge ad una radura. Da qui iniziamo a scendere
fino ad incontrare un complesso pastorale in
pietra a secco (tholos) chiamato La Valletta; una
visita è obbligatoria.
Proseguiamo
scendendo tra felci e, seguendo di nuovo il
sentiero, entriamo di nuovo nel bosco e pochi
metri più in là arriviamo ad una strada
sterrata. Procedendo sulla sinistra si incontra
la strada provinciale. Risalendola fino al
tornante successivo rientriamo nella strada
sterrata finchè giungiamo ad un bivio. Prendiamo
la destra e saliamo in una ascesa ripida fino a
riuscire dal bosco nelle vicinanze di un rifugio
di pastori.
Siamo
ora nel piano di Tarica. Proseguendo il sentiero
imbocchiamo una strada sterrata e si prosegue
diritti finchè incrociamo un'altra sterrata.
Voltiamo a destra e dopo due tornanti si giunge
al punto da dove eravamo partiti.
Passeggiata FALCO
PELLEGRINO Difficoltà: media. Lunghezza
7 km. Durata 2,45h.
Partiamo
dalla fine della S.S. 614 della Majelletta (quota
2045 m.). Imbocchiamo quindi sulla destra il
sentiero del CAI n.1A che ci condurrà fino alla
vetta del Block Haus a quota
2140 m. Da qui si scende verso la selletta (punto
di intersezione di diversi sentieri) e si imbocca
il sentiero CAI n.4B sulla sinistra (non segnato)
che ci fa entrare nella parte alta del vallone
delle Tre Grotte.
Seguiamo il sentiero e
dopo un pò curviamo bruscamente per proseguire
fino in corrispondenza di una piccola valletta.
Da qui, invece, seguiremo le tracce ben distinte
di un sentiero sottostante che porta alle Gobbe
di Selvaromana. Aggirata la base di una parete
rocciosa, incontriamo la Ruttilicchie (quota 1930)
che è una delle grotte pastorali di
Pennapiedimonte. Proseguiamo fino al crinale
"Gobbe di Selvaromana" che divide l'omonima
valle dal vallone delle Tre Grotte. Da qui non si
può non ammirare la cima delle Murelle che si
stagliano di fronte.
Proseguendo
si risale, tra mugheta e prati, fino al crinale
in prossimità della cima di Monte Cavallo (quota
2171 m.). Da qui imbocchiamo il sentiero n.1 del
CAI e torniamo verso il Block Haus; giunti
nuovamente alla selletta prima incontrata (quota
2074 m.) deviamo a sinistra sul sentiero CAI n.16B
che costeggia la parte alta della Valle dell'
Orfento. Aggirato il Block Haus sul versante
occidentale si riesce ad avvistare la strada SS
614: lasciamo il sentiero e risaliamo, lungo i
prati, al nostro punto di partenza.
Partiamo dal Valico della
Forchetta nel comune diSerramonacesca(Pe) a
metri 586. Da qui imbocchiamo una sterrata che ci
conduce nelle vicinanze della Torre del Polegro (raggiungibile
lasciando momentaneamente il sentiero).
Tornati di nuovo sulla strada
proseguiamo per circa 3 Km fino a giungere alla
frazione D'Andrei a metri 430 da dove imbocchiamo
un sentiero non segnato che ci condurrà fino al
fiume Alento. Nei pressi, celati tra le rocce che
le ospitano sono scavate le tombe rupestri, dove
venivano sepolti i monaci che abitavano questi
fantastici luoghi.
Risaliamo la sponda opposta e in
breve scorgiamo la magnifica Abbazia di San
Liberatore a Majella. Qui una sosta è davvero
obbligatoria! Riprendiamo la strada che poco dopo
diventa sterrata risalendo il corso del fiume.
Nelle vicinanze della confluenza della valle
principale dell'Alento col fosso Fontenuova a
metri 440 lasciamo la sterrata per imboccare una
corta ma ripida salita (Sentiero Italia del CAI)
che, inizialmente lungo una pendice rocciosa e
poi su un sentiero ben segnato, riconduce sulla
sterrata iniziale da dove eravamo partiti.
DaFara
San Martino (45 km da Chieti) con l'auto
si segue la stradina asfaltata che, verso destra,
passando alle spalle dei pastifici, giunge al
campo sportivo e, poco oltre a Capo le
Macchie (mt 632).
Lasciato il mezzo si segue una
mulattiera che, passando per un fontanile sale a Colle
Bandiera (mt 1197) dove nei pressi di un
altro fontanile si aprono grandi panorami sulla Valle
del Fossato, sulla Cima della Stretta e
sui versanti scoscesi del Martellese..
Proseguendo per una leggera salita, si tralascia
il sentiero che sale verso destra alla volta di Cima
Murelle e, dopo aver attraversato un
canalone ghiaioso, iniziamo, con ascesa più
ripida, ad inerpicarci nella faggeta del macchione.
Usciti dal bosco attraversiamo a
mezza costa i prati che sormontano la forra della
Val Serviera ,
dominati dalle pareti rocciose, dai torrioni e
dagli sgrottamenti di Cima di Forcone.
Si oltrepassa un ricovero di pastori, quindi Fonte
Viola (mt 1450) e infine si perviene alla Grotta
dei Collarelli (mt 1550) nei pressi di un
copioso ruscello. Attraversiamo quest'ultimo si
inizia a risalire la cresta del Monte Pizzone
che si svalica a circa 1700 mt.
Quindi il sentiero inizia a
ridiscendere a destra, verso il fondo della Valle
di Santo Spirito, attraversando lungamente
il bosco e giungendo sul fondo presso la Bocca
dei Valloni. Pieghiamo verso sinistra e con
discesa graduale perveniamo alle suggestive Gole
di San Martino ( tra le quali è possibile
veder volteggiare le aquile) alla fine delle
quali dovremmo disporre di un'auto che ci riporti
dal punto di partenza.
Passeggiata LUPO Difficoltà:
difficile
dislivello: 1560 m. Durata: 8,30 h. A/R .
Questo
itinerario è la vera via "normale"
alla vetta della Majella per chi parte dal
versante di Sulmona. L'inizio del sentiero,
segnalato da un visibile cartello del CAI,
si raggiunge in 7 Km da Campo di
Giove (1064 mt.) e in poco più
di 1 Km dalla Statale 487 che collega Pacentro
con Passo san leonardo (1282 mt.) e Caramanico
Terme.
Da Fonte Romana (1250 mt.) si
attraversa un pianoro erboso e si inizia a salire
nella faggeta che reca ancora le tracce dei danni
causati da una colossale valanga alla fine degli
anni Ottanta. Superata la piccola Fonte dell'Orso
(1706 mt.) il sentieri prosegue verso destra in
direzione di uno stazzo (1836 mt.), raggiunge la
vecchia mulattiera che sale da Campo di Giove e
la segue inoltrandosi nell'ampia conca di Fondo
di Majella.
Una
serie di tornanti porta alla Forchetta di Majella
(2390 mt.), che dà accesso alla Valle di
Femmina Morta. Il sentiero raggiunge
ora l'altopiano, lo percorre per un tratto verso
nord, poi inizia ad alzarsi amezza costa fino ad
un pianoroghiaioso. Lo si attraversa, si passa
accanto alla Grotta Canosa (2604 mt.), poi sale
per un crinale ghiaioso fino alla vetta di Monte
Amaro (2793 mt.). La salita richiede 3
ore fino a Forchetta di M. e 2 ore da questa al
monte Amaro. In discesa, per lo stesso itinerario,
occorrono circa 3 ore e mezza .
Inserisci un
sentiero:
Quando esci per una escursione
:
1. Nello zaino metti solo il
necessario (non appesantirlo con cose superflue).
2. Porta sempre con te una borraccia d'acqua.
3. Porta possibilmente una carta
topografica.
4. Lascia detto a casa circa il luogo
dell'escursione.
5. Se hai il telefonino portalo con te
provvisto di una batteria di riserva.
6. Sali i pendii con passo lento e
regolare.
7. Non abbandonare il sentiero
tracciato.
8. Possibilmente non fare escursioni
da solo.
9. Il tempo in montagna è
particolarmente mutevole: porta giaccone e cappello.
10. Rispetta amorevolmente la natura
che ti ospita.
Tendenza
del tempo...
al peggioramento
al miglioramento
diminuzione
della visibilità
aumento
della visibilità
apparizione
di nubi lenticolari (alto strati), debolmente
stratificate
lenta
dissoluzione delle nubi montanti, anche in
assenza di vento
luna o
sole cerchiati da un alone talvolta iridescente
scomparsa
di eventuali aloni attorno a luna o sole
scia
degli aerei a reazione molto lunga
scia
degli aerei a reazione corta o nulla
cintura
di nubi intorno alle pareti delle montagne
aumento
dell'intensità del vento, tale da scompigliare
la massa di nubi
permanenza
della rugiada fino al tardo mattino
rapida
evaporazione della rugiada dai prati
pareti
delle montagne che sembrano più scure e vicine
del normale