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aggiornato il: 10/02/02
© paolo cau 2001

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Passeggiata ASTORE Difficoltà: per tutti Lunghezza: 6,5 km Durata: circa 2 ore.

Nei pressi dell'albergo "Lo Scoiattolo" sulla S.S.614 di Pretoro imbocchiamo il sentiero n.33 del CAI. Seguendo le facili indicazioni in legno giungiamo in località Fonte Nuova: si noterà una sorgente di acqua freschissima che viene giù dalla roccia andandosi poi a raccogliere in una vasca sottostante.

Proseguendo per i nostri passi attraverso ombreggiati boschetti di latifoglie e libere radure adibite a pascolo, si raggiunge un tipico fontanile che serve all'abbeveramento del bestiame: un fresco sorso di acqua ci rinfrancherà certamente. Questo è Fonte Cese e siamo a 794 mt di quota. Dopo un leggero tratto in discesa giungiamo ad un bivio.

Sulla sinistra si vedono delle casette in pietra abbandonate passate le quali la strada sterrata appena trascorsa ridiventa sentiero che , attraversando un fosso, risale dolcemente riconducendoci sulla carrereccia. Se la seguiamo a sinistra essa ci porterà ad un bivio e poi, voltando a destra, in poco tempo giungiamo al punto da dove eravamo partiti.

Passeggiata PIVIERE TORTOLINO Difficoltà: per tutti Lunghezza: 3 km Durata 1 h

Quattro curve dopo l'albergo El Senor, dopo Pretoro, si raggiunge tramite una piccola vietta in salita, la chiesetta della Madonna della Mazza a quota 1020 m. Questo sarà il nostro punto di partenza per il "sentiero natura" che risulta ben segnato. Si scende sulla destra verso la valle della Madonna con declino dolce e costante.

Il nostro cammino si arricchirà della conoscenza di numerose specie vegetali, segnalate con un cartello in legno riportante il nome volgare e scientifico delle varie specie. Troviamo ad esempio il pino mugo, il nocciolo, il leccio, il pino nero e altri. Perveniamo così nel fondovalle e risaliamo verso il versante opposto al nostro punto di partenza con un leggero pendìo.

Il sentiero, invertendo direzione, ci riporta sullo stesso versante e quindi al fondovalle da dove, con una leggera ascesa giungiamo al punto di partenza.

Passeggiata NIBBIO Difficoltà: per tutti. Lunghezza 5 km Durata 2,30 ore

Dalla base degli impianti di risalita di Passo Lanciano (quota 1320 m.) si entra nel bosco di conifere e latifoglie "usando" un tratto del Sentiero Italia fino a che si giunge ad una radura. Da qui iniziamo a scendere fino ad incontrare un complesso pastorale in pietra a secco (tholos) chiamato La Valletta; una visita è obbligatoria.

Proseguiamo scendendo tra felci e, seguendo di nuovo il sentiero, entriamo di nuovo nel bosco e pochi metri più in là arriviamo ad una strada sterrata. Procedendo sulla sinistra si incontra la strada provinciale. Risalendola fino al tornante successivo rientriamo nella strada sterrata finchè giungiamo ad un bivio. Prendiamo la destra e saliamo in una ascesa ripida fino a riuscire dal bosco nelle vicinanze di un rifugio di pastori.

Siamo ora nel piano di Tarica. Proseguendo il sentiero imbocchiamo una strada sterrata e si prosegue diritti finchè incrociamo un'altra sterrata. Voltiamo a destra e dopo due tornanti si giunge al punto da dove eravamo partiti.

Passeggiata FALCO PELLEGRINO Difficoltà: media. Lunghezza 7 km. Durata 2,45h.

Partiamo dalla fine della S.S. 614 della Majelletta (quota 2045 m.). Imbocchiamo quindi sulla destra il sentiero del CAI n.1A che ci condurrà fino alla vetta del Block Haus a quota 2140 m. Da qui si scende verso la selletta (punto di intersezione di diversi sentieri) e si imbocca il sentiero CAI n.4B sulla sinistra (non segnato) che ci fa entrare nella parte alta del vallone delle Tre Grotte.

Seguiamo il sentiero e dopo un pò curviamo bruscamente per proseguire fino in corrispondenza di una piccola valletta. Da qui, invece, seguiremo le tracce ben distinte di un sentiero sottostante che porta alle Gobbe di Selvaromana. Aggirata la base di una parete rocciosa, incontriamo la Ruttilicchie (quota 1930) che è una delle grotte pastorali di Pennapiedimonte. Proseguiamo fino al crinale "Gobbe di Selvaromana" che divide l'omonima valle dal vallone delle Tre Grotte. Da qui non si può non ammirare la cima delle Murelle che si stagliano di fronte.

Proseguendo si risale, tra mugheta e prati, fino al crinale in prossimità della cima di Monte Cavallo (quota 2171 m.). Da qui imbocchiamo il sentiero n.1 del CAI e torniamo verso il Block Haus; giunti nuovamente alla selletta prima incontrata (quota 2074 m.) deviamo a sinistra sul sentiero CAI n.16B che costeggia la parte alta della Valle dell' Orfento. Aggirato il Block Haus sul versante occidentale si riesce ad avvistare la strada SS 614: lasciamo il sentiero e risaliamo, lungo i prati, al nostro punto di partenza.

Passeggiata GHEPPIO Difficoltà: media. Lunghezza 11 Km. Durata: 5h (soste comp.)

Partiamo dal Valico della Forchetta nel comune di Serramonacesca (Pe) a metri 586. Da qui imbocchiamo una sterrata che ci conduce nelle vicinanze della Torre del Polegro (raggiungibile lasciando momentaneamente il sentiero).

Tornati di nuovo sulla strada proseguiamo per circa 3 Km fino a giungere alla frazione D'Andrei a metri 430 da dove imbocchiamo un sentiero non segnato che ci condurrà fino al fiume Alento. Nei pressi, celati tra le rocce che le ospitano sono scavate le tombe rupestri, dove venivano sepolti i monaci che abitavano questi fantastici luoghi.

Risaliamo la sponda opposta e in breve scorgiamo la magnifica Abbazia di San Liberatore a Majella. Qui una sosta è davvero obbligatoria! Riprendiamo la strada che poco dopo diventa sterrata risalendo il corso del fiume. Nelle vicinanze della confluenza della valle principale dell'Alento col fosso Fontenuova a metri 440 lasciamo la sterrata per imboccare una corta ma ripida salita (Sentiero Italia del CAI) che, inizialmente lungo una pendice rocciosa e poi su un sentiero ben segnato, riconduce sulla sterrata iniziale da dove eravamo partiti.

Passeggiata POIANA Difficoltà: media-difficile Lunghezza 15 Km. Durata: 8h. Disliv. 1120m.

Da Fara San Martino (45 km da Chieti) con l'auto si segue la stradina asfaltata che, verso destra, passando alle spalle dei pastifici, giunge al campo sportivo e, poco oltre a Capo le Macchie (mt 632).

Lasciato il mezzo si segue una mulattiera che, passando per un fontanile sale a Colle Bandiera (mt 1197) dove nei pressi di un altro fontanile si aprono grandi panorami sulla Valle del Fossato, sulla Cima della Stretta e sui versanti scoscesi del Martellese.. Proseguendo per una leggera salita, si tralascia il sentiero che sale verso destra alla volta di Cima Murelle e, dopo aver attraversato un canalone ghiaioso, iniziamo, con ascesa più ripida, ad inerpicarci nella faggeta del macchione.

La majella in primaveraUsciti dal bosco attraversiamo a mezza costa i prati che sormontano la forra della Val Serviera , dominati dalle pareti rocciose, dai torrioni e dagli sgrottamenti di Cima di Forcone. Si oltrepassa un ricovero di pastori, quindi Fonte Viola (mt 1450) e infine si perviene alla Grotta dei Collarelli (mt 1550) nei pressi di un copioso ruscello. Attraversiamo quest'ultimo si inizia a risalire la cresta del Monte Pizzone che si svalica a circa 1700 mt.

Quindi il sentiero inizia a ridiscendere a destra, verso il fondo della Valle di Santo Spirito, attraversando lungamente il bosco e giungendo sul fondo presso la Bocca dei Valloni. Pieghiamo verso sinistra e con discesa graduale perveniamo alle suggestive Gole di San Martino ( tra le quali è possibile veder volteggiare le aquile) alla fine delle quali dovremmo disporre di un'auto che ci riporti dal punto di partenza.

Passeggiata LUPO Difficoltà: difficile dislivello: 1560 m. Durata: 8,30 h. A/R .

Questo itinerario è la vera via "normale" alla vetta della Majella per chi parte dal versante di Sulmona. L'inizio del sentiero, segnalato da un visibile cartello del CAI, si raggiunge in 7 Km da Campo di Giove (1064 mt.) e in poco più di 1 Km dalla Statale 487 che collega Pacentro con Passo san leonardo (1282 mt.) e Caramanico Terme.

Da Fonte Romana (1250 mt.) si attraversa un pianoro erboso e si inizia a salire nella faggeta che reca ancora le tracce dei danni causati da una colossale valanga alla fine degli anni Ottanta. Superata la piccola Fonte dell'Orso (1706 mt.) il sentieri prosegue verso destra in direzione di uno stazzo (1836 mt.), raggiunge la vecchia mulattiera che sale da Campo di Giove e la segue inoltrandosi nell'ampia conca di Fondo di Majella.

Una serie di tornanti porta alla Forchetta di Majella (2390 mt.), che dà accesso alla Valle di Femmina Morta. Il sentiero raggiunge ora l'altopiano, lo percorre per un tratto verso nord, poi inizia ad alzarsi amezza costa fino ad un pianoroghiaioso. Lo si attraversa, si passa accanto alla Grotta Canosa (2604 mt.), poi sale per un crinale ghiaioso fino alla vetta di Monte Amaro (2793 mt.). La salita richiede 3 ore fino a Forchetta di M. e 2 ore da questa al monte Amaro. In discesa, per lo stesso itinerario, occorrono circa 3 ore e mezza .

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Quando esci per una escursione :

1. Nello zaino metti solo il necessario (non appesantirlo con cose superflue).

2. Porta sempre con te una borraccia d'acqua.

3. Porta possibilmente una carta topografica.

4. Lascia detto a casa circa il luogo dell'escursione.

5. Se hai il telefonino portalo con te provvisto di una batteria di riserva.

6. Sali i pendii con passo lento e regolare.

7. Non abbandonare il sentiero tracciato.

8. Possibilmente non fare escursioni da solo.

9. Il tempo in montagna è particolarmente mutevole: porta giaccone e cappello.

10. Rispetta amorevolmente la natura che ti ospita.

 

Tendenza del tempo...

al peggioramento

al miglioramento

diminuzione della visibilità aumento della visibilità
apparizione di nubi lenticolari (alto strati), debolmente stratificate lenta dissoluzione delle nubi montanti, anche in assenza di vento
luna o sole cerchiati da un alone talvolta iridescente scomparsa di eventuali aloni attorno a luna o sole
scia degli aerei a reazione molto lunga scia degli aerei a reazione corta o nulla
cintura di nubi intorno alle pareti delle montagne aumento dell'intensità del vento, tale da scompigliare la massa di nubi
permanenza della rugiada fino al tardo mattino rapida evaporazione della rugiada dai prati
pareti delle montagne che sembrano più scure e vicine del normale pareti delle montagne luminose e vivide
tramonto a luce diffusa tramonto di fuoco

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