Feb.2001
Su

 

 

Il somaro del mese.

Casella di testo:  
Francisco Goya y Lucientes. Aquaforte.
Si sabrà mas el discipulo?
Potrà saperne di più il discepolo?

Considero questa rubrica il momento divertente della rivista, vuoi per chiarire le molte idee confuse che circolano, vuoi per mettere alla berlina i somari. Va chiarito che non considero somaro chi non sa o sa poco, io stesso, dopo trent’anni, imparo ogni giorno qualcosa di nuovo. Considero somaro chi per la carica o per il titolo si permette di pontificare su argomenti di misura o interpretazione delle misure, avendo idee confuse o, a volte, completamente sbagliate. A seguito di una litigata furibonda con l’amico  Armani ho deciso di non riportare nome e cognome del somaro del mese, io volevo riportarlo Armani no, anche se mi riprometto di farlo di fronte a proterva recidivia.

 

 

Istruttori da istruire. Sono stato coinvolto recentemente in una consulenza per una società che opera nel campo della insonorizzazione. Problema: un grande magazzino carica durante la notte dei rimorchi che, una volta carichi, vengono movimentati da muletti. Il rumore prodotto consiste in impatti provocati dalle operazioni di carico, dal transito dei muletti, dallo stazionamento a motore acceso di alcuni camion. Il recettore consiste in una serie di abitazioni con altezza fino al IV piano, disposte

 

 


lungo il confine dello spiazzo di caricamento.

Località: pianura lombarda. Il punto di misura “A” si trova ad 1.5 metri di altezza, il punto di misura “B” si trova a 12 metri di altezza. Orario e tempo di misura: dalle 24.00 alle 02.00. Sono arrivato alle 00.30 e ho trovato i due tecnici (nuovi appena addestrati dal fornitore di fonometri) intenti a guardare con fissità un valore di livello equivalente che oramai, dopo mezz’ora di integrazione, non si muoveva più. Richiesti su cosa trovassero di tanto interessante in quel numero immobile mi dissero che tanto, quello che importava era il livello equivalente e loro quello guardavano (così gli era stato insegnato). Dopo essermi fatto insegnare le manovre principali su quel fonometro che mai avevo utilizzato, andai a vedere, nei due punti di misura le distributive, ovvero l’analisi della frequenza con la quale i vari livelli sonori che componevano i rispettivi livelli equivalenti erano stati presenti nelle varie classi di intervallo. Dalla analisi delle distributive era evidente il fatto che i livelli al recettore non erano controllati unicamente dai livelli generati nello spiazzo e che i livelli - diciamo di origine diversa – formavano per conto loro un livello equivalente dell’ordine dei 50 dB(A) e con un livello minimo di 45 dB(A).

I livelli “di origine diversa” erano quelli di area, incontrollabili in quanto dovuti al volume complessivo del traffico autoveicolare attivo su aree molto vaste. In pianura o a vista di zone urbane molto ampie può assumere valori che arrivano fino a 60 dB(A). Si può controllare unicamente con infissi antirumore.

Il lavoro è un lavoro da 700 M£ con vincolo contrattuale di portare il livello al recettore a meno di 40 dB(A). Considerati i livelli in trasmissione (punto A) e i possibili interventi passivi concordati con il rappresentante della società, risultava possibile raggiungere questo risultato se solo non si fosse proceduto alla analisi della distributiva al recettore; questa analisi dimostrava il fatto che anche nel caso si fosse eliminata completamente la sorgente (attività sonore sul piazzale) il livello al recettore non sarebbe mai sceso al di sotto dei 50 dB(A) in facciata.

Non ci fossero di mezzo 700 M£, la cosa sarebbe da ridere, ma essendoci di mezzo questa cifra, del lavoro e l’immagine di una società, direi che c’è proprio da piangere. Da piangere per chi ha istruito ‘sti ragazzi a leggere livelli equivalenti senza andare a vedere cosa c’è dentro o come sono fatti; da piangere per chi ha fatto la zonizzazione di quel comune, mettendo il magazzino in zona IV e il gruppo di abitazioni in zona II, senza una zona III che raccordasse le due al fine da rendere realistici ed attuabili i limiti di zona. Da piangere per il fatto che l’arpa locale ha imposto il rispetto dei limiti di emissione, che sono stati concepiti per attività nuove inesistenti all’atto della zonizzazione o quando due o più sorgenti concorrono in egual misura a formare il livello al recettore.

I somari in questa storia sono dunque tanti; chi ha addestrato i ragazzi a fare le fonometrie senza spiegare loro l’uso e la lettura delle analisi distributive, chi ha fatto quella zonizzazione (basterebbe ricorrere al TAR per ottenere l’annullamento della zonizzazione); chi ha imposto i limiti di emissione invece di quelli di immissione, probabilmente per una demagogica voglia di “far meglio”.

Un cappello con doppie orecchie d’asino poi, se lo meritano sia chi ha fatto la zonizzazione senza fare le misure di verifica, sia chi ha imposto un limite di 40 dB(A) notturni al IV piano di un edificio sito in pianura, vicino ad una grande città. Quello che occorreva sapere in entrambi i casi è che quando su di un area molto grande circolano - ad esempio – 10.000 veicoli ed ognuno di essi contribuisce per 0.0 dB(A) in un posto qualunque lontano da quale che sia sorgente di rumore, in quel luogo avremo un livello continuo pari a 10logN, dove N stà per il numero delle sorgenti….. ovvero 40 dB(A). Se i veicoli sono 20.000 avremo 43 dB(A)…. E così via

 

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