Cenni storici e bandiere
da Carlo Emanuele I
a Vittorio Amedeo II


Carlo Emanuele I

(1580-1630)


Nel 1625, anno del primo assedio alla rocca di Verrua, erano in armi i seguenti
reggimenti di fanteria
(non vengono citati i reparti minori)

(piem.) di SAS il Duca (1618)
(sciolto nel 1630)
(piem.) di SAS il Principe di Piemonte (1618)
(piem.) di SAS il Principe Tommaso (1618)
(sav.) di SAS du Cheynez (1619)
(sav.)di SAS Châteaumorand (1622)
(sciolto nel 1629)
(piem. e sav.) Cavoretto (1625)
(sciolto nel 1626)

francese du Chiverny (1616)
(sciolto nel 1627)
francese Marcelin du Gant (1616)
(sciolto nel 1627)
francese Cavales d'Abries (1616)
(sciolto nel 1627)
francese d'Articolier (1616)
(sciolto nel 1627)
francese Chievron (1618)
(sciolto nel 1626)
francese Saint Cassin (1619)
(sciolto nel 1627)
francese Mésères (1619)
(sciolto nel 1627)
francese Fleury (1624)
francese Saint Réran (1625)
(sciolto nel 1626)
francese Cavoretto (1625)
(sciolto nel 1626)
francese Valençay (1625)
(sciolto nel 1627)
francese Lod (1625)
(sciolto nel 1627)
francese de Savines (1625)
(sciolto nel 1627)
francese de Flectat (1625)
(sciolto nel 1627)
francese Rochefort (1625)
(sciolto nel 1627)


Alla morte del duca (1630) erano in armi i seguenti reggimenti di fanteria
(non vengono citati i reparti minori)

(piem.) di SAS il Principe di Piemonte (1618)
(sciolto nel 1638)
(piem.) di SAS il Principe Tommaso (1618)
(sciolto nel 1648)
(sav.) di SAS du Cheynez (1619)
(piem.) Ressano di SAR (1628)
(sciolto nel 1639)
(piem.) Vivalda (1630)
(sciolto nel 1640)


alemanno Schemburg (1630)
(sciolto nel 1631)
alemanno Schultze (1630)
(sciolto nel 1631)
alemanno Galasso (1630)
(sciolto nel 1632)
misto Frugone (1630)
(sciolto nel 1638)
misto Rangone (1629)
(sciolto nel 1638)
svizzero vallesano Mageran (1627)
(sciolto nel 1638)
svizzero Amrhyn [II] (1630)
(sciolto nel 1637)
francese Fleury (1624)
francese Loreno del Principe Tommaso (1626)
(sciolto nel 1640)


Le bandiere di questo periodo sono quasi sconosciute.
De Sonnaz (nella 2ª edizione della sua opera citata in bibliografia) ne illustra alcune, riportate qui di seguito.
Nel volume Bandiere in Piemonte, edito dal Centro Studi dell'Accademia di San Marciano, Paolo Fiora propone una diversa versione di colorazione, ipotizzando anche che non solo i colori, ma anche le forme delle insegne differenziassero i reggimenti.


bandiera delle
truppe ducali sabaude
[De Sonnaz]
bandiera delle
truppe ducali sabaude
[Fiora]

bandiera da spalto
[De Sonnaz]

bandiera da spalto
[De Sonnaz]
bandiera da spalto
[Fiora]


Vittorio Amedeo I

(1630-1637)


Alla morte del duca (1637) in armi i seguenti reggimenti di fanteria

don Carlo Umberto
già di SAS il Principe di Piemonte (1618),
di SAS (1630)
(sciolto nel 1638)
di SAS Carlo Emanuele
già di SAS il Principe Tommaso
(sciolto nel 1648)
di Boydanid
già di SAS du Cheynez (1619)
Scaglia di SAR
già Ressano di SAR
(sciolto nel 1639)
Mazzetto
già Vivalda (1630)
(sciolto nel 1640)
(piem.) Ratto (1632)
(sciolto nel 1639)
(sav.) Val d'Isère [I] (1633)
(sciolto nel 1646)
(piem.) Catalano Alfieri (1636)
(sav.) di Monthoux [II] (1636)
(sciolto nel 1645)
(piem.) Roero (1637)
(sciolto nel 1638)
(sav.) Reynero (1637)
(sciolto nel 1667 ?)


misto Frugone (1630)
(sciolto nel 1638)
misto Rangone (1629)
(sciolto nel 1638)
misto Carafa (1636)
(sciolto nel 1638)
svizzero vallesano Mageran (1627)
(sciolto nel 1638)
svizzero Amrhyn [II] (1630)
(sciolto nel 1637)
francese Fleury (1624)
francese Loreno del Principe di Piemonte
(già Loreno del Principe Tommaso)
(sciolto nel 1640)
francese La Tour (1636)
(sciolto nel 1642)
francese La Ferté (1636)
(sciolto nel 1639)
francese Sacconay (1636)
(sciolto nel 1637)
francese Senantes (1636)
francese Allod (1637)
(sciolto nel 1638)


Carlo Emanuele II

(1637-1675)


Alla morte del duca (1675) erano in armi i seguenti reggimenti di fanteria nazionale
(si riporta anche l'anzianità od "ordinanza", fissata nel 1664 per i soli reggimenti d'ordinanza nazionali, indipendentemente dalla loro data di nascita)

Monferrato di SAR (1664)
4° d'ordinanza
già du Cheynez (1619), di Boydanid (1630),
di Pianezza (1645),
di Livorno e de Coudray (1649)
Piemonte di SAR (1664)
5° d'ordinanza
già Catalano Alfieri (1636),
Piemontese di SAR (1641),
Magliano di SAR (1664)
Nizza di SAR [I] (1664)
6° d'ordinanza
già don Filippo di Savoia (1643),
San Damiano (1664)
Aosta di SAR (1664)
3° d'ordinanza
già [franc.] Senantes (1636), [sav.] Senantes (1649),
Challant (1651)
Guardie (1659)
1° d'ordinanza
già delle Guardie
Savoia di SAR (1664)
2° d'ordinanza
già [franc.] Fleury (1624), [franc.] Marolles (1631),
Francese di SAR (1640), [franc.] de Challes (1659)
Crocebianca (1667)
9° d'ordinanza come Crocebianca di SAR (1680)
Lullino [II] (1672)
8° d'ordinanza come Saluzzo di SAR (1680)

Le due ordinanze mancanti erano state assegnate a reggimenti sciolti prima del 1675

(piem.) Ayazza (1660)
dal 1667 7° d'ordinanza
(sciolto nel 1670)
(piem.) Mezerac (1660)
dal 1667 8° d'ordinanza
(sciolto nel 1670)


Fonte:
Nota contabile per il pagamento di una Colonnella e due Ordinanze assegnate al reggimento delle Guardie (1673)
Archivio di Stato, Torino

reggimento Guardie ~1673
bandiera colonnella
reggimento Guardie ~1673
bandiera d'ordinanza
[Rielaborazione della ricostruzione ipotizzata da S. Ales, Insegne militari preunitarie italiane]


Vittorio Amedeo II

(1675-1730)
re di Sicilia (1713-1720)
re di Sardegna (1720-1730)


E' utile fare qui un breve riassunto dell'evoluzione delle Truppe Provinciali.

Nel 1669 è costituito il Battaglione di Piemonte di truppe paesane, su 12 reggimenti.

Nel 1703 le truppe paesane diventano provinciali e i 12 reggimenti sono ridotti a battaglioni, con i nomi di provincie dello stato: nascono dunque i battaglioni di Cuneo, Alba, Fossano, Pinerolo, Saluzzo, Ivrea, Biella, Vercelli, Torino, Asti, Nizza e Tarantasia.

Nel 1704 i battaglioni, escluso il Tarantasia che resta autonomo (e che verrà sciolto nel 1705), vengono raggruppati in 8 reggimenti, che assumono i nomi dei colonnelli comandanti:


reggimento Maffei
(ex btg. Cuneo)
(sciolto nel 1713)
reggimento Trinità
(ex btg. Alba e Fossano)
diventa Senantes nel 1712
(sciolto nel 1713)
reggimento Sannazar
(ex btg. Pinerolo e Saluzzo)
diventa Pastoris nel 1711
(sciolto nel 1713)
reggimento San Damiano
(ex btg. Ivrea)
(sciolto nel 1705)
reggimento d'Este
(ex btg. Biella e Vercelli)
(sciolto nel 1705)
reggimento Trivier
(ex btg. Torino)
(sciolto nel 1705)
reggimento Cortanze
(ex btg. Asti)
diventa Chamousset nel 1708
(sciolto nel 1713)
reggimento Duvillar
(ex btg. Nizza)
(sciolto nel 1705)

(stemmi dei comandanti dei reggimenti miliziani)

Nel 1706 si forma il nuovo reggimento Santa Giulia, sciolto nel 1710.

In seguito al trasferimento in Sicilia di numerosi battaglioni di fanteria d'ordinanza al seguito del re (1713, vedi sotto), l'esercito sabaudo di terraferma rimane quasi privo di reparti di fanteria. Essendo particamente impossibile arruolare nuovi reggimenti di ordinanza, nel 1714 si costituiscono 10 nuovi reggimenti provinciali (su un solo battaglione).


reggimento Pinerolo reggimento Vercelli
reggimento Torino reggimento Asti
reggimento Nizza reggimento Tarantasia
reggimento Chiablese reggimento Aosta
reggimento Mondovì reggimento Casale


All'inizio della Guerra di Successione spagnola, erano in armi i seguenti reggimenti

Fanteria

Guardie (1659) Savoia (1664)
Monferrato (1664) Piemonte (1664)
Aosta (1664) Crocebianca (1667)
Saluzzo (1680) Chiablese [II] (1687)
Fucilieri (1690) Nizza [II] (1701)

Maffei Trinità
Sannazar San Damiano
d'Este Trivier
CortanzeDuvillar

battaglione Tarantasia

svizzero vallesano Reding [I] (1699) svizzero bernese La Reine o Ghidt [I] (1704)
svizzero friburghese Alt (Halt) (1704)
(sciolto nel 1705)
svizzero friburghese Lombach (1704)
(sciolto nel 1705)
svizzero friburghese Therner (1704)
(sciolto nel 1705)
svizzero friburghese Zemith (1704)
(sciolto nel 1705)
svizzero friburghese Reding [II] (1704)
(sciolto nel 1705)
svizzero (canton Uri) Schmidt (1704)
(sciolto nel 1705)
alemanno Schulemburg (1698) alemanno D'Aygoin (1704)
(sciolto nel 1705)
alemanno Fridt (1704)
(confluito nel Schulemburg nel 1705)
misto Desportes (1703)
religionario Dumeyrol (1704)
(sciolto nel 1706)
religionario Cavalier (1704)
(sciolto nel 1704)
religionario d'Albenar (1704)
(sciolto nel 1705)
battaglione Valdese (1704)
(sciolto nel 1713)

Nell'episodio di San Sebastiano (29 Settembre 1703) scomparvero i reggimenti Aosta, Piemonte, Crocebianca, Chiablese e Fucilieri. Alcuni di questi furono immediatamente ricostituiti, ma nel 1705 il reggimento Aosta fu distrutto durante l'assedio di Verrua. Il Crocebianca fu ricostituito, per poi essere incorporato nel reggimento Piemonte come 2° battaglione (1710).

Per quanto riguarda i reparti stranieri, poco più della metà dei soldati dei reggimenti di nuova capitolazione raggiunsero il Piemonte e furono eliminati quasi immediatamente. Nell'estate 1704 sei dei nuovi battaglioni svizzeri furono catturati a Vercelli e due a Ivrea; a Ivrea fu anche catturato un battaglione alemanno del reggimento d'Aygoin. Il 2° battaglione di questo reggimento e il reggimento Fridt furono incorporati nello Schulemburg. I resti dei reggimenti svizzeri furono incorporati nel Ghidt.

Cavalleria

Dragoni di SAR (1685)
già Dragons Rouges o Dragoni di Verrua (1683)
Dragoni del Genevese (1690)
già Dragons Verts (1689)
Dragoni di Piemonte (1691)
già Dragons Jaunes o Dragoni di Macello (1689)
Piemonte Reale cavalleria (1692)
già Gendarmi di Cavaglià (1692)
Savoia cavalleria (1692)
già Gendarmi di None (1692) ƒ

costituito da Giuseppe Gerolamo Scaglia, conte di Verrua (negli studi più recenti, questa denominazione tende a sostituire quella tradizionale di Dragons Bleus)
costituito da Bonifacio Solaro, conte di Macello
ƒ costituito da Gian Michele Piossasco Derossi, conte di None


All'inizio dell'assedio di Torino del 1706, erano ancora in vita questi reparti:

- fanteria di ordinanza nazionale Guardie, Savoia, Monferrato, Piemonte, Saluzzo, Fucilieri, Crocebianca e (forse) Nizza;
- fanteria provinciale Maffei, Sannazar, Trinità, Santa Giulia;
- fanteria straniera svizzero Ghidt, alemanno Schulemburg, misto Desportes, religionario Dumeyrol;
- reparti a cavallo Guardie del Corpo, dragoni di SAR, dragoni di Piemonte, dragoni del Genevese.


Nel 1713 in occasione del viaggio di Vittorio Amedeo II in Sicilia, il re fu seguito da elementi della Casa Militare (in particolare da alcune Guardie del Corpo delle due compagnie savoiarda e piemontese), dal reggimento Dragoni di Piemonte (per l'occasione incrementato a 5 squadroni), da sei battaglioni di fanteria nazionale (I Guardie, II Savoia, I Monferrato, II Piemonte, I Saluzzo, II Fucilieri) e dal reggimento svizzero vallesano Hackbrett (già Ghidt)

Nel 1714 furono costituiti
- la compagnia siciliana di Guardie del Corpo (comandata da Giuseppe Alliata, principe di Villafranca;)
- il reggimento di fanteria Valguarnera, ridenominato Sicilia nel 1723 [o 1722, secondo altre fonti] (comandato da Francesco Saverio, principe di Valguarnera);
- il reggimento di fanteria Gioeni, (comandato da Ottavio Gioeni, dei duchi d'Angiò). Questo reparto non lasciò mai la Sicilia e fu sciolto nel 1720.

Nel 1720 erano ancora presenti sull'isola i Dragoni di Piemonte e i battaglioni di fanteria III Savoia, I e II Saluzzo, I e II Fucilieri, I e II La Marina e I e II Hackbrett.


Alla morte del re (1730) erano in armi i seguenti reggimenti

Fanteria

Guardie (1659) Savoia (1664)
già Fleury [franc] (1624), Marolles [franc] (1631),
Francese di SAR (1640), de Challes [franc] (1659)
Monferrato (1664)
già du Cheynez (1619), di Boydanid (1630),
di Pianezza(1645), di Livorno (1649)
Piemonte (1664)
già Catalano Alfieri(1636), Piemontese di SAR (1641),
Magliano di SAR(1664)
Saluzzo (1680)
già Lullino (1672), Bagnasco (1676), Masino (1678)
Fucilieri (1690)
La Marina [III] (1714)
già Nizza [II] (1701)
(piem.) Città di Torino (1734)

Chiablese Tarantasia
Nizza Aosta
Torino Vercelli
Mondovì Asti
Pinerolo Casale

svizzero Hackbrett (1709)
già Reding [I] (1699), Ghidt [I] (1706),
reclutato nel cantone del Vallese
alemanno Schulemburg (1698) alemanno Rhebinder (1711)
misto Desportes (1703) italiano Sicilia (1723)
già Valguarnera (1714)

Cavalleria

Dragoni del Genevese (1690)
già Dragons Verts (1689)
Dragoni di Piemonte (1691)
già Dragons Jaunes o Dragoni di Macello (1689)
Piemonte Reale cavalleria (1692)
già Gendarmi di Cavaglià (1692)
Savoia cavalleria (1692)
già Gendarmi di None (1692)
Dragoni di SM (1713)
già Dragons Rouges o Dragoni di Verrua (1683),
Dragoni di SAR (1685)
Dragoni di Sardegna (1726)


Fonte:
Stampa in bianco e nero del 1692
'In Torino per Antonio Valletta stampatore di S.A.R.
e dell'Eccellentissima Camera'

Stemmi dei reggimenti di cavalleria e di fanteria d'ordinanza nazionali

Dragoni di SAR Dragoni di Piemonte Dragoni del Genevese
Gendarmi
Guardie Savoia Aosta
Monferrato Piemonte Saluzzo
Chiablese Fucilieri Croce Bianca
(i capitani di questo reggimento erano tutti cavalieri di Malta)
Mondovì


Fonti:

Les Triomphes du Roy Louis le Grand, 14.e du nom, répresentés par les Drapeaux qui ont été pris sur les Enemis de Sa Majesté dans les Batailles, Rencontres et Prises de Villes ...

(Gabinetto delle stampe, Biblioteca nazionale, Parigi)

Si tratta di due album identici, contenenti tra gli altri i disegni di bandiere sabaude catturate dall'esercito francese a Vercelli e a Ivrea nel 1704.

Parte di questa documentazione fu già consultata dal De Sonnaz che, nella 2ª edizione della sua opera, illustrò alcuni dei vessilli qui contenuti.

Enrico Ricchiardi [ER] (negli studi Bandiere della fanteria di linea nazionale sabauda 1690-1773 e Bandiere delle fanterie straniere al soldo dei Savoia 1690-1773) e Stefano Ales [SA] (nell'opera Insegne militari preunitarie italiane) propongono le attribuzioni riportate nelle immagini che seguono.

Nel volume Bandiere in Piemonte, Paolo Fiora propone una versione diversa di colorazione e attribuisce le insegne, nella migliore delle ipotesi, a reggimenti stranieri.


Desidero premettere un chiarimento. I diversi quarti in cui la croce di Savoia divide una bandiera possono essere identificati o con il linguaggio araldico o con il linguaggio vessillologico.

Nella figura che segue sono illustrate le due versioni, che io userò indifferentemente in tutti i paragrafi.


bandiera colonnella mod. 1690
[ER]
bandiera colonnella mod. 1690
[ER]

bandiera di ordinanza mod. 1690
[ER]

reggimento sabaudo sconosciuto
(probabilmente straniero)
1693
[ER - SA]
reggimento sabaudo sconosciuto
(probabilmente straniero)
1693
[ER - SA]

reggimento alemanno Corneaud
1691-1694
bandiera colonnella
[SA]
reggimento alemanno Corneaud
1691-1694
bandiera d'ordinanza
[SA]

reggimento sabaudo sconosciuto
(probabilmente svizzero)
1693-1694
[ER - SA]


reggimento Savoia
1704
bandiera d'ordinanza
[ER - SA]
reggimento Piemonte
1704
bandiera d'ordinanza
[ER - SA]

reggimento Nizza
1704
bandiera d'ordinanza
[ER -SA]
reggimento nazionale sconosciuto
(forse della milizia)
1704
bandiera d'ordinanza
[ER]

reggimento nazionale sconosciuto
(forse reggimento Guardie)
1704
bandiera d'ordinanza
[ER - SA]
reggimento nazionale sconosciuto
1704
bandiera d'ordinanza
[ER]

(probabile)
reggimento alemanno Schulemburg
1704
bandiera colonnella
[catturata a Ivrea]
[ER - SA]
(probabile)
reggimento alemanno Schulemburg
1704
bandiera d'ordinanza
[catturata a Ivrea]
[ER - SA]

(probabile)
reggimento alemanno Fridt
1704
bandiera d'ordinanza
[ER - SA]

(probabile)
reggimento nazionale
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]
(probabile)
reggimento nazionale
1705
bandiera d'ordinanza
[SA]

reggimento svizzero Reding
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]
reggimento svizzero (bernese)
La Reine
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]

reggimento svizzero sconosciuto
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]
reggimento svizzero sconosciuto
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]

reggimento svizzero sconosciuto
1704
bandiera d'ordinanza
[SA]


Come detto sopra, Fiora propone una diversa colorazione e un'attribuzione a soli reggimenti stranieri. Si riportano alcuni esempi.


Bandiere del periodo 1706 - 1736
In questo paragrafo sono inclusi anche i primi anni del regno di Carlo Emanuele III, in quanto le bandiere di Vittorio Amedeo II saranno impiegate più o meno fino al 1736.

Enrico Ricchiardi suppone che l'impostazione generale delle bandiere nel periodo 1706 - 1712 non sia variata. Le bandiere colonnelle restano blu, con la croce bianca intera o scorciata. Per quelle di ordinanza le variazioni rispetto alla bandiera rossa con croce bianca sono lasciate alla scelta del comandante, anche se i colori non si discostano dai consueti blu, rosso e bianco. I reggimenti sono inoltre liberi di dipingere la propria arma su queste bandiere.

Nel 1713, con il trattato di Utrecht, Vittorio Amedeo II diventa re di Sicilia.

Nonostante questa nuova dignità, non è attestata nessuna variazione alle bandiere di ordinanza della fanteria. È quindi probabile che questi drappi continuino a essere diversi per i vari reggimenti e non si può escludere che ne sia variato il disegno a ogni sostituzione.

Sempre per la fanteria, in occasione dell'imbarco per Palermo nel 1713, al reggimento Guardie vengono consegnate una nuova colonnella e tre ordinanze. Non sono disponibili informazioni sulla foggia della colonnella, ma è probabile che recasse le Grandi Arme di Sicilia.

Pare che la colonnella delle Guardie non sia cambiata quando Vittorio Amedeo II nel 1720 diventa re di Sardegna. Solo nel 1734, già sotto il regno di Carlo Emanuele III, il reggimento riceve una nuova colonnella, azzurra e con le Grandi Arme di Sardegna (si veda il capitolo sulle bandiere di Carlo Emanuele III).

Grandi arme di Vittorio Amedeo II
re di Sicilia
Grandi arme di Vittorio Amedeo II
re di Sardegna

Anche per gli altri reggimenti nel 1713 vengono adottate nuove bandiere colonnelle. Sono completamente azzurre, ornate al centro con uno scudo di foggia barocca, a sfondo bianco (araldicamente argento), contenente un'aquila nera (o al naturale), coronata (è l'arma del regno di Sicilia), caricata in petto da uno scudetto ovale di Savoia moderna.

Il cambio tra Sicilia e Sardegna nel 1720 pure in questo caso non porta variazioni alle colonnelle. Dal punto di vista prettamente araldico il fondo bianco (argento) dello scudo sarebbe dovuto diventare giallo (oro, araldicamente). L'arma di Sicilia è infatti sostituita dall'arma della Savoia antica, che è d'oro, all'aquila di nero.

Per quanto riguarda la fanteria provinciale si ipotizza che conservi la colonnella modello 1690.

Dal 1736 le colonnelle dei reparti di fanteria hanno l'aquila dipinta direttamente sul blu della bandiera (si veda il capitolo sulle bandiere di Carlo Emanuele III).

Per quanto riguarda la cavalleria, un contratto (studiato da Enrico Ricchiardi) stipulato nel 1732 e relativo alla confezione dello stendardo del Savoia cavalleria e delle cornette dei Dragoni di Sua Maestà e dei Dragoni del Genevese fornisce utili indicazioni sulle bandiere del periodo.

Le bandiere colonnelle sono di colore turchino, le bandiere di ordinanza di colore rosso cremisi; sono ricamate e costituite da due teli di seta pesante, recto e verso, cuciti tra loro; hanno forma quadrata e sono ornate con una frangia d'oro.

Sono quindi confermati la foggia e i colori che verranno trattati più a fondo nel capitolo sulle bandiere di Carlo Emanuele III (a cui si rimanda) e che sono splendidamente illustrati nei vari album acquarellati, di cui si parlerà nel seguito.


Due bandiere colonnelle di fanteria di questo periodo sono arrivate fino a oggi.

reggimento fanteria svizzero Dupasquier
(in precedenza era stato attribuito al reggimento Guibert)
[reggimento costituito nel 1733, quindi già durante il regno di Carlo Emanuele III]
bandiera colonnella (probabilmente 1734)
[Museo Storico Neuchâtel]

(sulla base di un disegno presente in uno degli album di cui si è accennato [Album Lauro, Biblioteca Reale di Torino, Ms. Mil. 431, circa 1735-1736] si può stabilire con certezza che il fondo della bandiera è azzurro e quello dello scudo è bianco)

reggimento fanteria nazionale Saluzzo
frammento di bandiera colonnella (probabilmente 1717 o 1724)
[Armeria Reale, Torino]

(lo scudo centrale bianco ha una forma diversa sia da quello del reggimento Dupasquier, sia da quello dell'Album Lauro. All'epoca, le variazioni rispetto al modello potevano anche essere notevoli, in quanto ciò non era vietato: questo è appunto il caso del frammento dell'Armeria Reale. Ricchiardi ipotizza che si tratti della colonnella confezionata in Sicilia nel 1717, ma non esistono prove certe)


A supporto dell'ipotesi che i reggimenti di fanteria provinciale abbiano ricevuto, alla loro costituzione nel 1714, le bandiere colonnella e d'ordinanza modello 1690, De Sonnaz e Stefano Ales ricordano il manoscritto francese Les Triomphes du Roy Louis XV du nom representez par les drapeaux qui ont été prise ... depuis MDCCXXXIV jusq'au MDCCXLV.

In questo documento sono raffigurati una colonnella e un'ordinanza catturate a Pragelato nel 1745 al reggimento provinciale di Nizza. La perdita di questi due vessilli è confermata da una relazione sabauda del 1746.

reggimento fanteria provinciale Nizza
(circa 1744)
[Gabinetto delle Stampe Parigi]
[L'incongruenza (lo stemma non è quello di Nizza, ma quello di Asti o - rappresentato in modo incompleto - di Mondovì) è da attribuire a un errore del disegnatore o del relatore]


Inizio
Cenni storici sull'esercito sabaudo nel XVIII secolo
Le bandiere di Carlo Emanuele III (1730-1773)
Le bandiere di Vittorio Amedeo III (1773-1796)
Le uniformi da Vittorio Amedeo II a Carlo Emanuele III
Le uniformi di Vittorio Amedeo III
Cenni sull'Armata Sarda e bandiere da Carlo Emanuele IV (1796-1802) a Carlo Alberto (1831-1849)
Le uniformi da Carlo Emanuele IV a Carlo Alberto
Elenco dei reggimenti nazionali fino al 1849
Breve storia delle truppe svizzere al servizio sabaudo
Elenco dei reggimenti alemanni, francesi, misti e religionari al servizio sabaudo


Ultimo aggiornamento 3 Giugno 2011
Creato e mantenuto da Federico Bona
Copyright © 2001-2011 Federico Bona