Via del Risparmio


La storica inaugurazione dell'istituto di credito formativo autonomizzato
"Scuola media statale Via del Risparmio"
Albero di fico spoglio, foto di Nicola Bruni
Allegoria della scuola: un "fico secco" che darà frutti (foto di Nicola Bruni).
Il Ras (Regime di autonomia scolastica) entrò puntualmente in vigore
alle ore 00:00:01 del giorno X dell’anno 00, benché fosse venerdì.
Al momento, però, in città nessuno se ne accorse. I primi effetti si videro all’alba, quando due Ata…cchini
coprirono la targa in bronzo della ormai ex “Scuola media statale Conte di Cavour”
con un pannello in cartoncino riciclato che la ribattezzava in cinque lingue:
SMS Via del Risparmio / Rue de l’Epargne / Savings Street / Sparstrasse / Calle de los Ahorros.
Era successo - come si venne a sapere più tardi - che la "Conte
di Cavour" era stata "dimensionata", secondo i parametri
dell’Europa dei banchieri, con la "Don Milani" e la "Che Guevara",
già sue rivali nelle campagne per le iscrizioni,
divenendo la sede centrale di un grosso istituto di credito
formativo autonomizzato, che amministrava un capitale
sociale di 999 alunni, distribuiti in 45 classi e in 3 plessi.

Il Ministero della Pubblicità Istruttiva l’aveva collocato
sul mercato in offerta speciale, con la formula del “3 x 1”,
facendolo pagare all’Erario molto meno
di quanto gli erano costate complessivamente
le tre scuole di origine l’anno precedente.

Provvisoriamente, questa nuova azienda-scuola
aveva assunto la denominazione della strada
in cui erano ubicati i suoi uffici manageriali,
ma presto, come assicuravano alcuni prof risparmiatori,
si sarebbe fregiata del nome economicamente
bene augurante di Paperon de’ Paperoni.
Bisognava solo aspettare che giungessero a buon fine
le promozioni connesse con l’Autonomia finanziaria,
di ricerca (dei fondi) e di sviluppo (dei depositi). Poi,
con ogni probabilità, l’azienda sarebbe stata quotata
in borsa… o meglio nelle borse dei genitori degli alunni,
chiamati a contribuire "spintaneamente"
alla privatizzazione delle sue spese.

Peraltro, come tenevano a precisare i professori di lettere,
l’abbreviazione SMS sulla nuova targa non era dovuta
soltanto ad un’esigenza di risparmio grafico,
ma era stata scelta anche come segnale di apertura
della scuola alla "new economy" della comunicazione
scritta praticata sottobanco dai ragazzi
con lo "Short message service" dei telefonini.

La cerimonia ufficiale di inaugurazione dell’istituto di credito
formativo, sponsorizzata dalla locale Cassa di Risparmio,
si svolse nel pomeriggio dello stesso giorno,
con grande partecipazione di pubblico
e una parsimoniosa distribuzione allegorica di fichi secchi.
Sul palco, nell’aula magna, si erano insediate le autorità
preposte e quelle sottoposte all’Autonomia scolastica:
a destra, i rappresentanti delle Autonomie locali (Regione,
Provincia, Comune e Circoscrizione) e dello Sprovveditorato
agli studi (l’ex Provveditorato in via di soppressione);
a sinistra, il Disc (Dirigente scolastico),
il Dammi (Direttore amministrativo) e il Commi
(Commissario straordinario del Consiglio d’istituto).

Dopo i saluti dei padroni di casa “alle autorità preposte,
ai graditi ospiti, ai dipendenti dell’azienda-scuola e ai suoi utenti,
alunni e genitori”, prese la parola l’oratore ufficiale, professor
Ciazzecchi, docente di Retorica dell’autonomia e del risparmio
all’Università della Lesina e presidente del Cede - Centre
européen de l’épargne. L’insigne barone elogiò "la sinergia
delle risorse materiali, umane, professionali e culturali"
delle scuole Cavour, Milani e Guevara, le quali, sacrificando
i loro specifici progetti educativi (neoliberista, neodemocratico
e neocomunista), si erano unite in un omologante
"ménage à trois" nel superiore interesse del Risparmio.

L’omologazione - precisò Ciazzecchi - doveva fare riferimento
al principio della centralità della scuola, nel senso che
le due filiali erano tenute ad uniformarsi alla metodologia
neoliberista ( "laisser passer", lasciar passare)
della sede centrale, rivelatasi particolarmente idonea
a produrre risparmi nella spesa per le ripetenze.

Per quanto concerneva la centralità dell’alunno
nelle classi sovraffollate, il problema poteva
essere facilmente risolto con la rotazione giornaliera
degli studenti sui banchi della fila di centro.

Quindi, l’oratore affrontò la questione dell’inserimento
di ragazzi stranieri di diversa provenienza che non capivano
l’italiano, e dell’impossibilità per le scuole autonomizzate
di retribuire dei mediatori linguistici.
“ In casi del genere - disse - la soluzione è a portata
di mani degli insegnanti, i quali devono imparare a comunicare
esclusivamente con il linguaggio universale dei gesti,
che non comporta spese, risparmiando il fiato e le parole”.

E a proposito di risparmiare il fiato, Ciazzecchi ricordò
che il Collegio dei docenti della SMS Via del Risparmio
si componeva di ben 119 prof, i quali - fermo restando
il limite contrattuale di 40 ore di riunioni - non avrebbero
potuto parlare per più di 10 minuti a bocca in tutto l’anno
scolastico, dovendo riservare la "magna pars"
del tempo disponibile al Dirigente manager e al suo staff.
Pertanto, suggerì che si fornisse a ogni docente, all’inizio
dell’anno, un blocchetto di 20 coupon, di 30 secondi
non frazionabili cadauno, da consegnare
di volta in volta al segretario minutiere
per poter svolgere un intervento nel Collegio.
“Per fortuna - aggiunse - in ogni Collegio che si rispetti
c’è sempre una maggioranza silenziosa. E ovviamente
i professori taciturni che non utilizzano i coupon
potranno cederli ai colleghi più loquaci”.

Alla fine, per farla breve, quando il professor Ciazzecchi
terminò di parlare, il pubblico presente dimostrò di aver capito
perfettamente la lezione… risparmiandosi gli applausi.

Nicola Bruni
da LA TECNICA DELLA SCUOLA - 20 settembre 2000
Scuola media Quinto Ennio di Roma 1995
Lezione di italiano nella Terza B
della Scuola media Quinto Ennio di Roma, a maggio del 1995.

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Studentesse dell'Istuto tecnico Margherita di Savoia sull'Appia Antica 1973, foto di Nicola Bruni
Studentesse dell'Istituto tecnico femminile Margherita di Savoia di Roma,
in gita scolastica, giocano all'autostop sulla Via Appia Antica, il 22 febbraio 1973.

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Tutte le foto di questa pagina sono di Nicola Bruni.
Scuola media di Strangolagalli 1968
Gruppo della Terza A della Scuola media
di Strangolagalli (Frosinone) nell'aprile 1968.
Scuola media Quinto Ennio di Roma 1974
Gruppo della Scuola media Quinto Ennio di Roma
in visita al Colosseo nel novembre 1974.
Scuola media Quinto Ennio di Roma 1996
La classe Terza B della Scuola media Quinto Ennio di Roma, dell'anno scolastico 1996-97.
Scuola media Mommsen di Roma 1998
Alunni della Prima D della Scuola media
Mommsen di Roma, dell'anno scolastico 1997-98.
Studenti in visita all'Arsenale di Venezia, foto di Nicola Bruni
Alunni della Scuola media Mommsen di Roma
in visita all'Arsenale di Venezia, nel maggio 2004.
Gruppo della Scuola Mommsen di Roma sulla cupola di San Pietro, foto di Nicola Bruni
Gruppo della Scuola media Mommsen di Roma
sulla lanterna della cupola di San Pietro
il 6 giugno 2005.
10.6.2005 - Fabrizio si esibisce nella festa di fine anno alla Mommsen, foto di Nicola Bruni
Festa di fine anno scolastico alla Scuola media Mommsen di Roma, il 10 giugno 2005.
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Nicolaus