AUGURI 75° VITA RELIGIOSA

Sr. Antonietta CORDOVA fma



Frammenti di anima


Novissima Musa


Foto 5 Agosto 2010

PRESENTAZIONE

I versi qui riportati fanno parte di una vasta raccolta di paesie,
scritte in varie circostanze durante l'arco di una lunga e laboriosa vita,
ù fortemente segnata dal dolore, ma costantemente sostenuta da valide ragioni di fede
Tre i motivi ispiratori predominanti:
- Un'acuta consapevolezza della propria miseria creaturale nei confronti dell'infinita purezza e santità
di un Dio profondamente amato e continuamente invocato;
- le sofferenze fisiche e morali retaggio di frequenti e gravi malattie, vivamente sentite, ma viste nell'ottica dell'eternità;
- i fortissimi legami di parentela e di amicizia, spezzati anzi tempo dalla morte.

Se questi 'frammenti d'anima' potranno aiutare qualcuno ad accettare in pace e per amor di Dio il dolore,
di cui ogni vita umana è più o meno intessuta, non saranno stati 'raccolti' invano!


ROSE DI MACCHIA

Passavo solitaria e silenziosa
di sera, su un terrazzo al chiar di luna,
e m'avvolse il profumo delirante
delle rose di macchia, già sbocciate,
come d'incanto al caldo sol d'Aprile,
nella piccola aiuola sottostante.
Ammirai estasiata quel biancore
più candido al chiarore della luna,
e, con l'anima colma di stupore,
notai che, a mia insaputa, la natura
s'era destata dal torpore lungo
della triste invernata,
ed or sfoggiava a mille le corolle,
ed esalava olezzi, e tripudiava
in un rigoglio insolito di vita,
risorta e rinnovata.
Poi l'occhio si posò, con simpatia,
sopra un vaso di austere Spinae Christi,
su cui, poggiati con gentile grazia,
s'adagiavano rami tutti in fiore
di rose rampicanti ...
simbolo, forse, in quella chiara sera,
dell'anima, cui nuovo, caro dono,
si offriva un delicato e caldo omaggio
di giovinezza bella e promettente,
capace forse, chi lo sa?, di dare
un profumo alle spine ed un ridente
color di vita all'intristita pianta,
i cui fiori minuscoli e vermigli
sembran stille di sangue!



TU SEI ...

Tu sei per me la goccia che disseta
il filo d'erba inerte e disseccato,
sei la brezza freschissima. che acqueta
questo povero cuore esulcerato ...
Sei la luce, che scopre forze vive,
nuove capacità, le più impensate,
sei la forza, che rende positive
e risolve ... le imprese disperate!
Un soffio di feconda giovinezza
sei stata...nel grigior della mia vita,
tu m'hai data ogni giorno la certezza
d'esser sorretta, amata e compatita!
Sentimi dentro te... Ritroverai,
nell'onda dei ricordi, questo cuore
che ben conosci da gran tempo, ormai,
fatto com'è d'amore e di dolore!



INNESTO

Sono il ramo selvatico
su di un ceppo spuntato,
intristito, infecondo,
la cui linfa è inquinata
da molteplici mali...
E Tu, Dio, ne recidi
lo spuntone spinoso
poi vi innesti il germoglio
della vita divina
e gli dai in alimento
il Tuo Sangue prezioso;
nel suo intimo ascoso
gli fai udir la Tua Voce.
Ora il ramo selvatico
dona frutti abbondanti,
della Mensa Tua degni:
è una parte di Te!
Per miracol d'amore
con quel legno rinato.
divenuto pregiato,
si può fare una Croce!



LE DUE VIE

Un tinnìr cadenzato di campane
mi fece indovinare in lontananza,
quel biancore di armenti
ch'ora scendono quieti, allineati,
talor belanti, lungo la scarpata
d'un ripido pendio,
in cerca d'un virgulto e d'una vena
d'acqua che smorzi l'assolata arsura
di questa tarda estate.

Più vicino, legato in permanenza
tra i ruderi d'un vecchio magazzino,
geme. con grida rauche e lancinanti,
un povero suino...

Penso che queste due categorie
d'esseri, desiosi di ristoro,
posson rappresentare le due vie
aperte alla salvezza.
Quelle, le pecorelle miti e bianche
che sen vanno serene alla pastura,
figuran gli ínnocenti, cui è concessa
una discreta libertà, cui lece
travar, nella calura, un pò di verde
ed un fresco ruscello.
Questo, che si dibatte nelle strette
della nodosa fune,
che si ferisce nel divincolarsi,
e geme, tanto da destar pietà,
mi somiglia a chi vuole, penitente,
tenere a freno la natura insana,
e la lega alle mura diroccate
della malferma volontà, ma sente
i gemiti più acuti e disperati
delle antiche passioni
e stenta molto a mantenere fede
ai propositi buoni
A questo punto, le mie riflessioni
si fan preghiera fervida e accorata:
Custodisci Ti chiedo, o mio Signore,
l'innocenza dei giovani, dei bimbi,
delle anime che son passate illese
tra le insidie di ambienti depravati
E, a quelli che commisero peccati,
concedi Tu la forza per rialzarsi
e per perseverare,
pur con fatica, lungo il buon sentiero,
nella certezza di poter contare
sul Cuor d'un Padre generoso e buono,
che con immenso amore li ha salvati
e con gioia concede il Suo perdono!


PROFETA DI SPERANZA

Incontrai, nel cammino della vita,
un Angelo, cui il Ciel concesse in dote
bontà paterna e pazienza infinita...
Egli è l'uomo di Dio, è il Sacerdote!

Ministro dell'Altissimo Signore,
dispensator di Grazia e di perdono,
tesori immensi Egli racchiude in cuore
ed ai buoni e ai cattivi li offre in dono.

Non ha famiglia ... e la sua casa è il mondo.
figli non ha... ma 'Padre' ognun lo chiama.
Delle umane miserie il greve pondo
accoglie nel suo cuor, che soffre ed ama.

Sentinella di Dio, vigile e accorta,
il bene custodisce e insegna il vero;
sostiene i giusti, e gli erranti riporta
con il suo zelo ancor sul buon sentiero.

Al suon della sua voce, che ripete
parole taumaturghe, il pane e il vino
transunstanziati sono: a lui compete
rinnovar quel miracolo divino!

Dalla culla alla tomba, è sempre accanto
ai fedeli affidati alle sue cure:
benedice le gioie e asciuga il pianto
con le sue Mani consacrate e pure!

Il tenero bambino, che macchiato
è ancora dalla colpa originale,
a Lui, con fede, viene presentato
perchè la lavi con l'acqua lustrale.

L'uomo che s'è gravata la coscienza
di colpe personali, alfìn, pentito,
a Lui ricorre, e, nella penitenza,
si redime e si rende a Dio gradito.

Dalle sue mani... l'Ostia Consacrata
riceve l'alma di Gesù desiosa,
e quando l'ora estrema è già arrivata,
lo invoca il moribondo, e in Dio riposa!

Davanti a Lui ch'è sacro testimonio
dell'unione cristiana, un SI fervente
pronunziano gli sposí e il matrimonio
dal Ciel vien sigillato eternamente.

Se poi del Sacerdozio la pienezza
gli è conferita ancor può confermare
i soldati di Cristo, e in allegrezza
i novelli leviti consacrare!

Sia benedetto questo grande dono,
capolavoro dell'amor divino!
Che sarebbe di noi, se il Suo perdono
non ci risollevasse nel cammino?

Data l'altezza della Sua missione,
si richiede da Lui vita illibata.
carità generosa, dedizione.
profezia di speranza... illimitata!


MADRE

Quanti figli ho cresciuti,
quanto amore ho donato,
quanto aiuto e conforto
ovunque ho prodigato!
Questo è esser madre.
e ne sono orgogliosa,
perché so che lo debbo
al Tuo dono più grande:
quella verginità
che m'ha resa Tua Sposa!


SENZA IL TUO SORRISO...

Papà, che fosti il mio più grande amico,
l'appoggio forte e il vanto,
la vita è buia senza il tuo sorriso
Nel grande e inesprimibile cordoglio
della tua dipartita,
mi resta un sol conforto:la speranza
che quel Cuore Divin, sotto il cui sguardo
vivesti, ed or riposi.
t'immerga nella luce del Suo Viso
Con te laggiù, sepolto è già il mio cuore
ed altro ormai non bramo
che raggiungerti presto in Paradiso!


IL MIO RIPOSO

Signore, ogni mio sforzo, ogni stanchezza
Ti voglio offrire in olocausto intero,
uniti all'insondabile tristezza
di che m'inonda il cor questo sincero
sguardo dato alla povera mia vita
che forse non fu sempre a Te gradita.

Tutto accogli, mio Dio: questo incessante
spasimo del mio cuore, che ognor geme,
questo dolore crudo e dilaniante
del corpo... e ancor dell'anima, che teme
di contristar lo Spirito Divino,
che più non vede chiaro il suo cammino!

Signor, quando la mente mia si strugge
in un lavoro esoso e senza frutto,
quando l'antico io dentro mi rugge
e pesante mi riesce fare tutto,
accogli il mia patire in espiazione
ed associa alla Tua ... la mia passione.

Sostienimi Tu ancor nel quotidiano
dissolversi di questa vita mia;
Tu rendi santo questo grido umano
della natura stanca che desia
un pò di sosta, un'ora di riposo
in questa suo cammino faticoso!

Per tutti c'è un sollievo, un poco almeno
di tregua, che ritempri le energie,
che alla corsa continua metta freno;
l'avrò io pur, nelle stanchezze mie?
Sembra di no!... Per me non c'é, o Signore,
che il Cielo, qual rimedio al mio torpore.

Ed io l'attendo con crescente brama,
come l'esule attende del ritorno
alla Patria ed a quelli che più ama,
l'invocato, il felice e fausto giorno ...
Lì, sul Tuo Cuor poggiando il capo mio,
riposo troverò per sempre, o Dio!
Ma un poco di riposo già qui trovo,
pur nel lavoro assiduo e logorante,
e quando dei miei mali il peso provo,
se penso, o Dio, che dal Tua Cuore amante
tutto è stato disposto per mio bene:
fatiche, mali, delusioni e pene!
Perchè io credo all'amor Tuo, Signore,
credo che Tu provvedi sempre a questo
filo d'erba assetato ... che nel cuore
l'odierno dolore, che il fa mesto,
muterai presto in gioia senza velo ...
Perciò soltanto il Tuo Volere anelo!


TENDIMI LA TUA MANO

Signore, sono stanca,
come se avessi camminato a piedi
lungo una strada ripida e pietrosa
da quando nacqui fino a questo giorno!
Sono stanca, Signore,
e porto un grave peso sulle spalle
ormai ricurve e peste,
e porto un cruccio grande dentro il cuore!
Aiutami! Tu solo, a Dio, lo puoi;
tendimi la Tua Mano.
e fa' che non sia vano
questo andare incessante, senza posa.
Nella mia dolorosa
marcia, fa' ch'io Ti trovi,
Compagno e Guida certa;
ch'io Ti veda, e fissando
sul Volto Tuo questi occhi doloranti,
trovi la forza per andare avanti
fino a che Tu vorrai,
trovi la luce, che tra la foschia
densa, che ognor mi avvolge,
mi faccia intraveder la giusta via!


SORELLA SOFFERENZA

Sorella sofferenza,
dai mille volti
e dai svariati nomi,
tu mi sei stata accanto,
fedele amica e saggia consigliera,
nel mio cammino lungo e faticoso,
ed io ti ho amata assai,
anche quando l'abbraccio tuo insistente
stritolava il mio corpo
o spremeva dal cuore martoriato
lacrime amare e sangue!
Oggi ti chiami: logorio di forze,
stanchezza ognor crescente,
età che avanza,
solitudine e vuoto
per la morte o il dolore
di coloro che amai,
mancanza di riguardo, incomprensione,
le punture di spillo d'ogni giorno.
Sento che m'accompagni
ancora, con costante dedizione,
e te ne sono grata
perchè ho ferma certezza
che solo a te daccanto
trascorrere potrò l'ultimo tratto
di salita scoscesa
che mi separa ormai dalla mia Meta.
Là mi consegnerai
al mio Amore risorto dalla morte.
e il Padre vorrà accogliere, lo spero,
la sposa indegna,
ma pur sempre amante,
del Figlio crocifisso,
e, nella tenerezza Sua infinita,
in Lui compenserà
tutto il dolore
di cui intessuta fu l'intera vita!


Postilla biografica

A. Cordova, nata a S.Angelo di Brolo (ME) nel 1916, è laureata e abilitata in Matematica e Fisica fin dal 1939.
Ha pure conseguito la Laurea in Scienze Naturali nel 1941.
E' stata Preside dell'Istituto Maria Ausuliatrice di Catania per tanti anni.
Ha anche pubblicato pregevoli Corsi di Matematica presso la Casa Editrice SEI di Torino.
E' stata animatrice brillante tra le allieve e le consorelle.