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Imago:

instantia - entasis - argumentum est a contrario.

Intellectio:

INTERPOLAZIONE

E' la forma più semplice di frode letteraria, con cui in uno scritto si inseriscono passi spuri.

Il procedimento fu adottato subito per cristianizzare testi giudaici, come l' Ascensione d'Isaia, i Testamenti dei dodici patriarchi, il secondo Enoch, gli Oracoli sibillini, opera incontestabilmente giudaica, ma infarcita di passi cristiani. E' possibile seguire la storia delle interpolazioni, per accreditare idee innovatrici o screditare un autore. Origene ne fu una delle principali vittime. Rufino compose il libro sull'adulterazione delle opere di Origene, con le interpolazioni che ne macchiarono la memoria e la dottrina. La lettera di Gregorio Nisseno contro i pellegrinaggi a Gerusalemme fu presa di mira dagl'interpolatori, che la deformarono secondo vedute personali. Gli eretici, specialmente apollinaristi e luciferiani, interpolarono numerosi testi per procurare credito alle proprie idee.

Interpretatio:

Interrogatio:
it. che c'è di male? (Domanda la cui risposta è scontata)

inventio - heuresis - est prima pars rhetoricae artis, quae pervestigat de argumentis inveniendis, de pathos quoque et de ethos.

IOCA MONACHORUM

Testi di origine monastica, scritti in Gallia a partire dal s.VI/VII, consistenti in serie di domande e risposte su vari argomenti religiosi, sotto forma di indovinelli furono detti i.m. Il testo più antico è l'Altercatio Adriani et Epictiti. Ecco un esempio: «Che cosa è il cielo? Come una pelle distesa. Che cosa è il sole? Splendore del giorno e vita di tutti. Che cosa si vede e non si tocca? Il sole in cielo. Chi è morto e non nato? Adamo. Chi ha dato e non ha ricevuto? Eva, il latte». [M. Simonetti]

iperbole
salirono alle stelle

ironia - eironeia - illusio, irrisio, dissimulatio, permutatio est sententiae sensus: vere sapiens belua haec!

Isocolon sive compar:

ITINERARI

Sulla traccia degl' Itineraria classici, con indicazioni pratiche a chi dovesse, per i più svariati scopi, raggiungere determinate località, furono composte, in epoca cristiana, le rudimentali guide ad uso dei pellegrini che si recavano in Terra Santa, a Roma, in altri luoghi insigni per venerate memorie. Il più famoso di questi racconti, specie sotto il profilo linguistico, è la Peregrinatio Aegeriae ad loca sancta, sulla cui datazione si oscilla fra il sec.IV ed il sec.VI.
Per la storia della topografia di Roma nel Medio Evo sono interessanti la guida alla visita delle Catacombe, De locis sanctis martyrum qui sunt foris civitatis Romae, databile al s.VII, e la raccolta di un codice di Einsiedeln di undici itinerari che si diramano dalle varie porte delle mura aureliane e che sembrano copiati da una pianta della città compilata nel s.VIII, con descrizione di località extraurbane e monumenti compresi nella cerchia delle antiche mura.

L'usanza di recarsi in pellegrinaggio nei luoghi di Cristo e dei martiri inizia con Melitone di Sardi, che si reca in Palestina nella seconda metà del s.II (Eus., HE 4,26,14), Abercio di Gerapoli, a Roma sotto Marco Aurelio (161-180; epitaffio DACL I,66-87).
Dal s.IV questi viaggi si moltiplicano, dando luogo ad un nuovo genere letterario, quello delle guide e diari di viaggio, di interesse notevole per la storia della topografia paleocristiana. Da questa letteratura, fiorita fino al Medioevo, si distinguono le descrizioni puramente geografiche (Tavola di Peutinger, Cronografo di Ravenna), e le opere piuttosto agiografiche, in cui le informazioni a carattere topografico sono secondarie.

Gli itinerari della Palestina sono diversi da quelli di Roma. I palestinesi sono i più antichi - Itinerarium Burdigalense, Diario di Egeria, Breviarium de Hierosolyma, De situ Terrae Sanctae attribuito a Teodosio e forse di origine africana (chiama gli ariani Vandali) della metà del s.VI (con curiosità religiose della Palestina e del Vicino Oriente), Itinerario anonimo - Antonino di Piacenza - del 570 circa, resoconto di viaggio, con due recensioni, che inizia da Costantinopoli e termina bruscamente all'Eufrate, De locis sanctis di Adamnano, abate di Iona (+740), che raccoglie (679-688) i ricordi di viaggio del vescovo delle Gallie Arculfo (prima del 683), confrontandone i ricordi con gli scritti sulla Terra Santa precedenti, De situ Hierosolymae dello Ps.-Eucherio, opera libresca dipendente da Girolamo, dallo Ps.-Egesippo e da Adamnano, ma anteriore a Beda, De locis sanctis di Beda, composto verso il 702-03, da opere simili di Girolamo, dello Ps.-Egesippo, di Adamnano e dello Ps.-Eucherio, con la descrizione di tutto il Vicino Oriente, Costantinopoli compresa.

Gli itinerari romani, guide o diari di viaggio, dalla fine del s.VI, iniziano con l'itinerario del prete Giovanni in cerca dell'olio santo dei martiri, su incarico della regina Teodolinda, al tempo di Gregorio M. (590-604). La lista degli olii si riferisce a tutte le chiese dei martiri effettivamente visitate. I Cymiteria totius Romanae urbis hanno un titolo ambizioso che non corrisponde alla realtà, perché la lista si riferisce solo alle 17 catacombe allora conosciute. La Notitia ecclesiarum urbis Romae, forse del 625-649, riporta le chiese suburbane dei martiri, secondo le vie. La sola chiesa urbana dei SS. Giovanni e Paolo è aggiunta all'inizio. Il De locis sanctis martyrum, risale ai pontificati di Onorio I e di Teodoro I (635-645). Enumera i santuari dedicati ai martiri in senso antiorario, dalla via Cornelia e dalla tomba di Pietro. L'opera è completata da una lista di 21 chiese urbane. L'Itinerario di Malmesburg inserito da Guglielmo di Malmesbury, nelle sue «Gesta dei re d'Inghilterra» (IV,352), risale al 648-682 , ha la numerazione dalla porta Cornelia, e prosegue normalmente in senso orario.

Itinerario di Einsiedeln - E' così chiamato dal manoscritto del s.VIII, che contiene una collezione di documenti epigrafici e storici importanti per la vita di Roma.

L'anonimoôÿg Itinerarium burdigalense è il più antico itinerario cristiano per i Luoghi Santi, da Bordeaux a Gerusalemme e ritorno, passando per Roma e Milano. Enumera le mutationes (stazioni di posta) e le mansiones (locande). C'è anche qualche reminiscenza biblica, ma è più un elenco topografico che una narrazione.


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