Breve Storia della Provincia dell' Africa Centrale (1911-2000)
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La « Provincia dell' Africa Centrale » (in sigla : AFC), che attualmente comprende tre paesi: Congo, Rwanda e Burundi ha una storia assai lunga. Prima di essere dipendenti da questa provincia le opere salesiane di questa regione facevano parte integrante della provincia salesiana belga. I primi missionari nel Congo sono stati inviati dalla casa salesiana di Liegi. |
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In Africa Centrale tutto ha avuto inizio in Congo e più precisamente ad Elisabethville (oggi Lubumbashi), capoluogo della provincia del Katanga, nell' estremo sud della Repubblica Democratica del Congo (ex-Zaïre, Congo Belga prima del 1960, anno dell' Indipendenza). La prima casa, al centro di questa città mineraria, fu il luogo di partenza di tutte le opere salesiane di questo immenso paese.
Un cambiamento avvenne nel periodo successivo e, precisamente, dal 1946 al 1960, che è il periodo del consolidamento salesiano nella regione. Furono create molte scuole, all' inizio elementari e poi superiori. In tutte le missioni fu fatto un enorme sforzo per promuovere le scuole dei bambini e delle bambine ed anche i Sacramenti (Battesimo, Prima Comunione e Cresima). Per le scuole secondarie fu fondato il grande collegio di San Francesco di Sales, con personale sempre più qualificato, che permise a questa scuola di divenire una base di riferimento per tutti i giovani europei. Dal 1956 il collegio fu gradualmente aperto anche ai giovani africani. Nel campo della formazione tecnica, furono create diverse scuole professionali, sopratutto nei nuovi agglomerati urbani. E così fu fondata nel 1954, ad à Elisabethville, la Scuola Tecnica Ufficiale e, nello stesso periodo una simile a Kigali, prima opera salesiana in Rwanda. Tre anni più tardi fu la volta di Kolwezi, dove i Salesiani accettarono di gestire la scuola tecnica dipendente dalla potente "Unione mineraria" divenuta, dopo l' Indipendenza, "Gecamines". Queste scuole si distinsero per l' elevato livello tecnico. Fu inoltre presa una seconda opzione, con profetica lungimiranza, da parte di Padre René Picron, superiore regionale all' epoca, per promuovere la internazionalizzazione dei Salesiani che fino ad allora erano solamente belgi: fu creato un centro di formazione iniziale (noviziato e scuola) a Kansebula, 16 km da Lubumbashi. A partire dal 1960 questa casa era pronta ad accogliere i primi candidati autoctoni; un anno prima, nel 1959, Padre Picron aveva ottenuto la fondazione di una provincia autonoma per tutte le opere salesiane in Africa centrale (Congo e Ruanda-Urundi). E l' anno successivo, il 1960 la giovane provincia fu messa a dura prova dagli eventi che portarono all' Indipendenza, ma nessuna opera fu fermata. Grande impulso fu dato alle parrocchie urbane (il clero locale era ancora quasi inesistente), alle opere sociali di sviluppo e recupero dei giovani disoccupati ed analfabeti: ricordiamo la fondazione della "Città dei giovani" nel 1964 e della "Csa dei giovani" nel 1967, il centro di sviluppo rurale a Sambwa nel 1968 etc. Gli anno 70 portano ad un nuovo periodo di cambiamenti e di turbolenze; i Benedettini si ritirano dalla maggioranza delle parrocchie di Elisabethville, (ribattezzata « Lubumbashi » nel quadro ideologico dell' autenticità africana).I salesiani subentarno in molte parrocchie urbane (a Lubumbashi-Kenya, ma anche a Kipushi, Kolwezi) Dopo la nazionalizzazione di tutte le scuole appartenenti alle diverse confessioni, al 1872 al 1976; solo nel 1977 i Salesiani possono riprendere possesso delle proprie scuole a seguito di un accordo con il governo. Seguono numerosi cambiamenti: chiusura delle scuole a Sakania ma riapertura a Kasenga e a Kashiobwe, a seguito dei limiti delle nuove diocesi; riorganizzazione interna delle opere salesiane (Kambikila, Kafubu, Salama, Cité des Jeunes), etc. Con la crisi economica e sociale che perdura dagli anni 80, i Salesiani si sono sempre più orientati verso la gioventù povera ed abbandonata (fondazione dlla Casa Magone nel 1980). Ma è sopratutto a partire dagli anni 90 cche i bambini di strada ed i giovani esclusi da ogni formazione delle scuole hanno trovato accoglienza in nuove opere come il Centro Bakanja, leJacaranda e Chem-Chem (a Lubumbashi), Casa Papy (a Kinshasa), il centro di Ngangi (a Goma). Nell' ultimo decennio si assiste sopratutto a due fenomeni: 1° la decisiva africanizzazione della provincia (dal 1996 i confratelli africani sono in maggioranza rispetto ai missionari (108 su 208) e, 2° l' espansione verso altri centri in cui i Salesiani non erano ancora presenti: Goma (1980), Kinshasa (1989), Mbuji-Mayi (1995) ; Bujumbura au Burundi (1995). I Salesiani si sono in qualche modo abituati a vivere in queste difficili circostanze nel paese dei grandi laghi ed hanno con tutti i mezzi cercato di mantenere vive ed operanti le loro opere al servizio dei giovani e degli adulti. Con i loro due centri di formazione in Congo (Kansebula e Theologicum -Lubumbashi) e le due comunità di formazione in Rwanda (Gatenga et Kabgayi), la provincia dell' Africa centrale, con i suoi 250 confratelli e 32 comunità, è ormai come un albero molto robusto, dopo 90 anni di esistenza. A partire dal 1977 tutte le opere salesiane del Rwanda e Burundi erano riunite in una delegazione dipendente dal provinciale residente in Congo, ma con una certa autonomia. Dal 1° settembre del 2000 il delegato di questa circoscrizione ha ricevuto dei poteri più ampi che gli permettono, in un prossimo futuro, di preparare la creazione di una nuova provincia completamente autonoma. P. Marcel Verhulst
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