1.
"Date e vi sarà dato"
Gesù
In una lettera a Bruno avevo detto che il 24 dicembre sarebbe stato un giorno particolarmente attivo: visita agli ammalati, distribuzione dei pacchi natalizi (viveri) alle famiglie bisognose. Bene, finita la colazione "vigiliare" ( si dice così? ), tutte all'opera: alcune vanno a visitare gli ammalati, altre restano per la distribuzione che dura fino al tardo pomeriggio.
Per rispetto alle persone, infatti, abbiamo preferito lasciar venire le famiglie in modo libero e non convocarle tutte assieme. C'è anche da preparare la chiesa parrocchiale e dare spazio agli amici della missione ( in particolare i poveri abituali )
Al calar del sole ( = calar delle notte ) c'è il rientro e finalmente un po' di riposo davanti al tabernacolo. Come al solito, finita la preghiera, si va al refettorio.
Oh, il cenone?
Per le indiane "no problem" riso e curry sono sempre pronti: Ma anche per noi, poco abituate al chilli e alle spezie forti; "no problem". Una buona minestrina con una leggera spruzzatina di parmigiano ( bisogna conservarlo per le altre occasioni! ), un pezzo di formaggio e un po' di ulive dimenticate in un boccale e il cenone è pronto.
È stato un cenone gustosissimo perché preparato con condimenti speciali. Solo chi vive qui può capire.
Dopo cena ho telefonato a Sr. Bernardetta per darle gli auguri e le ha chiesto:
-- Com'è andato il cenone ?
-- Bene! Una bella minestrina in bianco e un "pezzo" di formaggio. Tutto buonissimo !
Mentre si riordinavano le cose, squilla il telefono: è la mamma di Binu che dice di non preparare niente per l'indomani. Il 25, alle 12 in punto arriva Binu con pentoloni pieni di ogni ben di Dio. Gli Indiani sanno fare le cose alla grande! Si mangia con appetito e con gioiosa gratitudine.
Il resto è per la sera, ma è ancora troppo. Ognuna pensa ad una persona che conosce e che anche a Natale avrà mangiato riso con acqua (cagnì) e un pochino di pichil ( pezzetti di mango macerati col sale e carichi di chilli). Così anche per loro è Natale.
La sera si cena presto per chiudere la santa giornata con un'allegrissima tombolata e tanta gioia nel cuore.
2. Il
miracolo delle X'mas cakes.
Con l'offerta di un amico di Gaeta abbiamo potuto preparare pacchetti dolci per i bambini che ruotano attorno alle due missioni ( e sono tanti), comprare una piccola cake per completare i pacchi dalle famiglie e una cake anche per noi: logicamente, si tratta di torte semplici !
Nel pomeriggio del 24 arriva una bellissima torta per le comunità.
Prima idea: si taglia dopo la messa di mezzanotte.
Seconda idea: e se la portassimo ai bambini che vivano lungo la strada che porta a Primier?
Non c'è una terza idea: procediamo subito! Sr. Pushpa è già pronta col suo motorino, parte veloce e felice perché detti bambini abitano vicino alla sua scuola e perciò sono suoi amici.
Dopo poco torna con le lacrime agli occhi perché non sa descrivere la gioia dei suoi golosi amici.
Prima della preghiera della sera una scampanellata; è il papà di Achin che porta una meravigliosa cake con la scritta :Happy X'mas - Achin.
Questa non si regala, è per noi. Dopo la messa di mezzanotte si taglia si accompagna con un sorso di vino delle messa. È buonissima ! Naturalmente ne consumiamo metà. Il giorno di Natale arriva un povero, un indù con 3 figli che hanno perduto la mamma da poco. Ai viveri aggiungiamo la mezza torta.
Verso le 10, arriva l'ingegnere con un'altra bella cake. Senza pensarci due volte, chiamo Sr. Pushpa e partiamo per andare a far festa con le famiglie della "Coloni Tamil"
Basta il rumore dell'auto risciò per radunare tutte le famiglie con decine di bambini vestiti a metà o non.
Dopo i tanti "nanni" siamo tornate felici di aver reso felici gli altri. Ho sperimentato in maniera forte la frase di Gesù. "C'è più gioia nel dare che nel ricevere".
3. Un
veglione bellissimo
Né discoteche, né balli eccitanti, né fiumi di spumante, eppure bellissimo. È difficile spiegare.
Bisogna vivere qui per capire.
Da 10 anni partecipo al veglione di capodanno in India, mi sono sempre emozionata molto, e caricata bene per vivere in "modo nuovo" l'anno nuovo. Quest'anno l'ho vissuto in modo tutto diverso, forse perché mi faccio vecchia e "sento" le cose in modo diverso.
31 dicembre: dopo la preghiera della sera, il cenone alla "missionaria" e il riordino delle cose, una lunga, allegra tombolata prende il nostro tempo fino alle 9:45.
Ore 10: le campane della chiesa parrocchiale chiamano a raccolta i fedeli sparsi sulle colline e nei boschi. Lo scenario si fa meraviglioso, tutte le direzioni brulicano di luci: sono le candele, le torce dei fedeli richiamati dalle campane e dalle cassette che Alex ha messo a tutto volume.
Ore 11: la chiesa è letteralmente gremita di persone pronte per partecipare all'ora di adorazione e alla santa messa. La melodia dei canti concilia il sonno dei bambini.
L'ora di adorazione, animata con riflessioni; canti e preghiere, passa veloce. Qualche lontano colpo di petardo annunzia che la mezzanotte è vicina.
Finita l'adorazione, il sacerdote veste i paramenti della messa, e si reca all'altare, ma non comincia subito: bisogna aspettare lo scocco della mezzanotte, segnata dalla campane che salutano l'anno nuovo con squilli festosi e distesi: La messa di capodanno, animata con canti allegri e ritmati; è particolarmente partecipata.
All'invito del sacerdote: andiamo la messa è finita, tutti sul piazzale per il taglio dell'immensa torta "Happy New Year" e lo scambio degli auguri. È tardi: sono le 2 del nuovo anno. Mangiando ognuno riprende la strada di casa.
Anche la comunità si ritira al convento, ma non in camera. Si sta in cortile che s'illumina di stelline e di altri oggetti strani che serpeggiano accesi fra le gambe, facendo saltare e gridare tutte; è un'emozione che fa passare anche il sonno delle piccole ore. È l'ultima festa natalizia, perciò bisogna consumare tutto ciò che sa di Natale. Ma non si butta niente dalla finestra, perché anche le cose vecchie, qui sono utili.
Vi piace il nostro veglione? Certo molto diverso dal vostro, ma indubbiamente bellissimo. Bisogna provare per credere.
Suor Maria della Croce