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LO SCOMPENSO CARDIACO

SCOMPENSO CARDIACO... 

 

 

Sempre più comunemente il motivo di una visita cardiologica in un paziente di età superiore ai 65 anni è rappresentato dalla dispnea da sforzo,cioè dalla sensazione di fatica, di affanno durante sforzi che prima venivano eseguiti senza disturbi e ciò mette molto in ansia poiché ci si rende conto di una malattia che, molto probabilmente, ha avuto una fase asintomatica e poi si rende manifesta.

Questa malattia è l’insufficienza cardiaca, via terminale della maggior parte delle malattie, oggi tanto più frequente quanto più precocemente, più a lungo e con perizia queste vengono trattate. Inoltre l’allungamento della vita media rende conto dell’entità della malattia, che colpisce una persona su tre, con incidenza compresa tra 0.4 e 2%.

Ogni malattia cardiaca può provocare scompenso, che, a sua volta può interessare il cuore destro o sinistro.

 Ipertensione arteriosa, malattie valvolari, pericarditi tutte possono condurre allo scompenso,ma la causa più frequente , presenta nel 70% dei casi, è la cardiopatia ischemica, cioè l’insieme delle manifestazioni cliniche legate alla cardiopatia coronarica.

 La cardiopatia ischemica si manifesta come angina pectoris, cioè dolore precordiale a riposo o dopo sforzo, come infarto miocardico, cioè necrosi di una parte del muscolo cardiaco per ostruzione improvvisa di una coronaria, come morte improvvisa. Ma il progressivo rimodellamento cardiaco legato alla cardiopatia coronarica porta con il tempo all’insufficienza cardiaca, compensata o scompensata. Questa consiste nella riduzione della contrattilità cardiaca, per cui il cuore non riesce più a pompare una quantità di sangue sufficiente a nutrire tutti i tessuti dell’organismo. Si manifesta,come abbiamo detto, con la progressiva riduzione della capacità funzionale, cioè con la dispnea dapprima da sforzo, poi a riposo, associata ad astenia e a cardiopalmo, cioè alla sensazione del battito accelerato determinato dalla tachicardia. La tachicardia è un meccanismo di compenso alla perdita di forza del cuore. Obiettivamente, e soggettivamente  si osservano edemi cioè  gonfiore delle gambe talvolta esteso fino all’addome.Gli edemi sono bilaterali e risentono della terapia con diuretici. Se si comprime la gamba edematosa, si lascia un’impronta, perché l’edema è molle. Il paziente si rende conto che, specie alla sera, rimangono sul piede e sulla gamba i segni della scarpa e del calzino e questo disturbo è tanto più grave, invalidante ed esteso quanto più severa è la malattia cardiaca  

SINTOMI DI SCOMPENSO

DISPNEA DA SFORZO

TOSSE

DISPNE A RIPOSO

ASTENIA

EDEI

TACHICARDIA

CIANOSI

ASMA CARDIACO

EDEMA POLMONARE ACUTO

 

 Ogni paziente con scompenso va visitato e sottoposto ad esami periodici, come elettrocardiogramma,radiografia del torace, ma soprattutto ecocardiogramma

Oggi è possibile prevenire lo scompenso o, per lo meno, controllarlo con un accurato esame ecocardiografico. L’ecocardiogramma viene effettuato appoggiando una sonda ad ultrasuoni sul torace del paziente per vedere le pareti e le cavità del cuore,attraverso alcune posizioni dette”finestre”. Si ottengono le misure delle camere cardiache, si valuta la funzione delle valvole interposte tra le cavità, ma soprattutto, si può stabilire l’entità dell’insufficienza cardiaca valutando la frazione di eiezione. Questa è un numero che esprime la forza del cuore: il suo valore normale è compreso tra 60 e 70%, ma si può ridurre fino al 20-30% per effetto della progressiva depressione della contrattilità miocardica. L’evoluzione della malattia può essere stabilizzata dai moderni mezzi terapeutici, che comprendono sia farmaci sia procedure interventistiche o interventi di cardiochirurgia. I farmaci utilizzati sono rappresentati dai diuretici, dagli ACE-inibitori, dalla digitale, dai beta-bloccanti. Si tratta di farmaci che riducono il lavoro del cuore riducendo il volume cardiaco, o la pressione, o la frequenza. Gli interventi comprendono procedure di dilatazione coronaria, mediante angioplastica ed impianto di stent metallici o interventi di rivascolarizzazione miocardia mediante by-pass aorto-coronarici

Come decidere per la procedura migliore o per i farmaci più efficaci? Il paziente con scompenso deve effettuare periodici controlli dallo specialista cardiologo che ne conosca la storia, ne valuti l’efficacia terapeutica e, tramite esami strumentali come l’ecocardiogramma, ma soprattutto, i test di valutazione della riserva coronarica, decidasi modificare la terapia in atto. E il paziente cosa può fare? Prima di tutto osservare una dieta iposodica con controllo accurato del peso corporeo . Infatti l’evoluzione dello scompenso si manifesta con l’aumento del peso corporeo legato alla ritenzione di liquidi: è comune che il cardiopatico noti un aumento della circonferenza delle caviglie che si riduce con l’uso dei diuretici. Inoltre è utile che il cardiopatico faccia controlli cardiologici periodici per seguire nel tempo l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia. Accanto ai farmaci è utile la riabilitazione cardiologica, ovviamente in centri specializzati, dove l’esercizio progressivo provoca l’adattamento allo scompenso: sono da evitare sforzi improvvisi ed intensi. Lo scompenso cardiaco richiede anche una alimentazione adeguata con poco sale,pasti poco abbondanti ricchi di carboidrati e poveri di grassi: con queste accortezze  e con controlli periodici ogni volta che i sintomi peggiorano e comunque periodicamente è possibile avere una buona qualità di vita. Talvolta un improvviso deficit cardiaco legato ad eventi nuovi, come un infarto miocardico o alla progressione della malattia richiedono l’ospedalizzazione per somministrare farmaci endovena che richiedono un continuo monitoraggio delle funzioni vitali.

Oggi, visto le possibilità terapeutiche e l’allungamento della vita medi, risulta importante,come sottolineano le nuove classificazioni sullo scompenso, identificare i pazienti asintomatici ma con importanti fattori di rischio cardiovascolare, in modo da intervenire con terapie opportune che migliorino la sopravvivenza e la qualità della vita.

 

Scrivete le vostre domande a: cardioprevenzione@virgilio.it

Il cardiologo dottoressa Goffredo mette la sua esperienza al servizio di coloro che desiderano chiarimenti sulla prevenzione, diagnosi e cure delle malattie cardiovascolari.

Il servizio, offerto gratuitamente, non cura i pazienti, non prescrive farmaci e non sostituisce la visita medica.

Sarà possibile avere una risposta entro massimo cinque giorni lavorativi.
 
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