Home page 

 

 

Cèp Árgen

 

di carlo castagna

 

Qualche tempo fa, un particolare tema di ricerca ha impegnato due classi della nostra scuola media. Si trattava di una indagine relativa ad un luogo caratteristico, almeno nel suo aspetto ambientale, del nostro paese. La località incombe proprio al di sopra di Tozio ed i civatesi da sempre la chiamano Cèp Árgen. Con l’aiuto di esperti hanno studiato la formazione geologica, la conformazione delle rocce, gli aspetti della flora… e si sono anche chiesti se Cèp Árgen avesse avuto a che fare con le vicende del nostro paese. Allora alcuni ragazzi sono venuti da me per saperne qualcosa almeno sul significato del nome e sulla sua storia. Indagando infatti un po’ più a fondo, anche questo luogo può parlarci del passato che ci riguarda.

L’etimologia, cioè la derivazione del nome del luogo detto Cèp Árgen, può apparentemente portare in due diverse direzioni. La prima, la più semplice e chiaramente dialettale, fa pensare a roccia o rupe di confine (cèp = roccia o rupe, árgen = argine o confine), dal momento che l’altura, fisicamente, costituisce proprio il contenimento a settentrione del torrente Toscio che vi scorre ai piedi su due lati e la delimita col suo corso, particolarmente impetuoso e irruente nella parte superiore, per poi distendersi gradualmente e sfociare nella valle sottostante. L’interpretazione, così immediata e naturale, non impedisce però di andare oltre nell’osservare che la stessa rupe rocciosa ha, alla sua sommità, una conformazione molto particolare, che s’innalza quasi a ferro di cavallo, con al centro una grande radura erbosa, la quale, digradando verso occidente, apre l’unico accesso. Ad essa si giunge o attraverso lo strettissimo e difficile orrido che parte da Barzegutta, oppure risalendo il ripidissimo e disagevole pendio da Baselone, nel quale solo in anni relativamente recenti è stato aperto un passaggio. Da Tozio infatti, solo un ripido e stretto sentiero si inerpica quasi verticale fra gli spuntoni di roccia e ne raggiunge la sommità.

Tutto ciò fa intuire come la vicinanza e le caratteristiche di questo luogo siano state uno e non l’ultimo motivo che, in epoca remota, cioè durante le invasioni avvenute tra l’VIII e il VI sec. a.C., ha fatto sì che i nostri antenati celti scegliessero proprio il posto in cui ancora si trova Tozio per insediarvi un piccolo villaggio. Cèp Árgen rappresentava infatti, al di sopra di esso, non solo un punto privilegiato di controllo ed osservazione, ma era una naturale rocca di difesa, rocciosa su tre lati, con un solo accesso non facilmente raggiungibile dalle strette ed impervie valli laterali, che poteva non solo ospitare una guarnigione militare di controllo, ma anche offrire, nella sua ampia ed erbosa radura interna, rifugio sicuro alla popolazione in caso di necessità. Era cioè una ideale fortezza di collina, una struttura di difesa naturale tipica delle popolazioni celtiche, adatto a piccoli insediamenti. Questo evitava la fatica di costruire a difesa del villaggio un oppidum, cioè una tipica fortezza caratterizzata dalla realizzazione artificiale di un murus gallicus all’intorno. Cesare stesso, nei Commentari della guerra gallica, racconta che ogni tribù aveva numerosi oppida e fortezze di collina, ciascuno di diversa importanza che indicava una sorta di gerarchia tra gli insediamenti. Anzi, nulla vieta di pensare che inizialmente fosse proprio la radura di Cèp Árgen il primo luogo di insediamento celtico, in questa specie di castello naturale, ancor prima della realizzazione del villaggio ai suoi piedi nei pressi dei campi coltivabili. Una conferma potrebbe venire da eventuali scavi e rinvenimenti. In attesa di ciò, si può tuttavia motivare il perché di questa ipotesi.

Gli archeologi indicano normalmente come fortezze di collina tutti i primi insediamenti abitativi dei celti, in genere di modeste dimensioni, collocati sulla sommità di un’altura che ne rende facile la difesa. La struttura di queste fortezze è tipicamente indoeuropea ed è riscontrabile in quasi tutte le aree che nella storia sono state occupate da queste popolazioni. Il termine gaelico dùn, che in bretone varia in din, è proprio il termine celtico che definisce originariamente un forte, anche se oggi è usato come sinonimo di collina. In inglese antico, dūn significava altura o montagna. Nelle Gallie le prime iscrizioni in alfabeto greco, alfabeto che i celti usavano non avendone uno proprio,  riportano il termine δονον (dunon), che venne trasposto in latino con dūnum. L’altro termine usato dalle popolazioni celtiche, come ad esempio i Celtiberi, era brigh, da cui alcuni studiosi fanno derivare la latinizzazione in brigantia e quindi brianza. Del resto, anche nella forma dialettale, resta per esempio l’espressione nota: per i brecch!

Tutto questo comunque non ci conduce ancora a vedere il legame con il termine Cèp Árgen! In effetti, per passare dai termini celtici di dūn o brigh a quello attuale, occorre fare un passo in più per capire che, dopo la lunga fase di occupazione della Gallia Cisalpina, cioè anche della nostra zona, avvenuta tra la fine del III e l’inizio del I secolo a.C., i romani conquistatori si trovarono di fronte a insediamenti e luoghi esistenti che hanno tranquillamente fatti loro, riassegnandone i nomi o parte di essi. Nel nostro caso, la fortezza celtica costruita sopra il piccolo insediamento di Tozio, non aveva le caratteristiche di un oppidum, cioè di un luogo fortificato artificialmente con mura e non aveva una grande importanza militare. Dunque i nuovi arrivati lo identificarono col termine latino generico di arcem, che in italiano corrisponderebbe alla voce arcaica arce, latinismo che oggi più nessuno usa, se non magari in poesia. Arce deriva dal verbo latino arceo, che significa tener lontano, difendere e che a sua volta deriva dal greco άρκέω (arkèo), che significa proteggere, sostenere, difendere… Ecco allora come da arcem  latino è derivato nel tempo, con una normale storpiatura della pronuncia, dapprima argem e quindil’attuale Árgen. Unito al dialettale Cèp per significare roccia, con un termine dialettale proprio usato quasi solo a Civate!, si arriva al nostro Cèp Árgen!

Ora, se si riconsidera quello che si è detto all’inizio, partendo dalla più semplice deduzione interpretativa del dialetto, si scopre che anche il primo significato di argine, può essere inteso come riparo, protezione o difesa, e quindi le due interpretazioni coincidono nel senso generale.

Quanto poi a poter dire se e quando questa difesa naturale sia stata protagonista di qualche vicenda storica del nostro paese, lo si può solo ragionevolmente supporre. Certo, utilizzando a difesa Cèp Árgen, il piccolo clan celtico, costituito da un coraggioso gruppo di guerrieri-agricoltori distribuiti in famiglie tra loro imparentate, che avevano scelto Tozio e la fertile valle sottostante come luogo d’insediamento, ha avuto qualcosa da ridire prima di cedere ai romani che sono stati tanto interessati al nostro territorio. Lo dice il fatto che questi ultimi vi si stabilirono, ampliandone sia le opere militari che di insediamento religioso e civile. Ma di questo si parlerà magari una prossima volta…

 

                                                                       Home page