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GIUSTIZIA PER CARLO PARLANTI!
IL MINISTRO DEGLI ESTERI FRANCO FRATTINI TUTELI, FINALMENTE, IL NOSTRO CONNAZIONALE GRAVEMENTE MALATO ED INGIUSTAMENTE DETENUTO E SEVIZIATO IN CALIFORNIA!
OPPURE SI DIMETTA!
CHI TACE E' COMPLICE!
www.carloparlanti.it
www.prigionieridelsilenzio.it |
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"LA MACCHINA FOTOGRAFICA
NON PUO' MENTIRE" |
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"Non c'è furbo più furbo del finto idealista"
- Roberto Gervaso -
"Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo"
- Gandhi -
"Ma come si fa, in un Paese come l'Italia, a non scendere in piazza e fare la rivoluzione?"
- Gianfranco Funari -
“Una nazione che trascura le percezioni dei suoi artisti va in declino, smette di reagire e sopravvive solo”
- Ezra Pound -
"Ama l'arte, fra tutte le menzogne è ancora quella che mente di meno"
- Anonimo -
"Il fotografo per essere troppo attento a far fotografie si dimentica di essere uomo. Ma se si vuole diventare fotografi veri bisogna essere uomini, con le proprie passioni, la propria vita"
- Juergen Teller (fotografo) -
"Fotografare è una maniera di vivere. Ma importante è la vita non la fotografia. Importante è raccontare. Se si parte dalla fotografia non si arriva in nessun altro posto che alla fotografia"
- Ferdinando Scianna (fotografo) -
"Chi frequenta un fotografo, prima o poi, raggiunge sempre il proprio OBIETTIVO"
- Pino Le Pera (fotografo) -
"Fotografia, quel fenomeno celeste in cui l'artista collabora col sole"
- Alphonse de Lamartine -
"Fotografare è trattenere il respiro per captare la realtà che fugge: una gioia fisica e intellettuale... è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. E' un modo di vivere"
- Henri Cartier-Bresson (fotografo) -
"Ci sono due grandi razze di fotografi,
quelli che fabbricano immagini
e quelli che le colgono.
I primi hanno il loro studio...
Per i secondi, il loro studio è il mondo"
- Ernst Haas (fotografo) -
"Amiamo la dinamite
delle idee nuove
dei fatti prodigiosi
dei nuovi colori
e delle nuove immagini"
- Filippo Tommaso Marinetti -
"Se non diremo cose che a qualcuno spiaceranno, non diremo mai la verita'"
- Albert Schweizer -
"Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole si sappia, il resto è propaganda. Il suo compito è additare ciò che è nascosto, dare testimonianza"
- Horacio Verbitsky -
"L'unica linea che un giornalista e' tenuto a rispettare e' quella ferroviaria"
- Albert Londres -
"Se c'è una cosa che abbiamo in odio è il giornale a tesi"
- Eugenio Torelli-Viollier (fondatore del "Corriere della Sera") -
"Alla fine il reato più grave diventa quello di chi racconta certe cose, anzichè di chi le fa. La colpa non è dello specchio, ma di chi ci sta davanti"
- Enzo Biagi -
"Io ho un concetto etico di giornalismo. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buon governo. Un giornalista incapace, per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere"
- Pippo Fava -
"Nasco in Terra d'Otranto
nel sud del sud dei santi.
Tutta la Terra d'Otranto
è fuori di sé.
Se ne è andata chissà dove.
E' una terra nomade,
gira su se stessa"
- Carmelo Bene -
"Il Salento è una terra di miraggi, ventosa; è fantastico, è pieno di dolcezza; resta nel mio ricordo più come un viaggio immaginario che come un viaggio vero"
- Guido Piovene ("Viaggio in Italia") -
"Il popolo non crede ai cultori delle cedole bancarie. Crede all'azione, a chi gli indica le vie del destino. Crede soprattutto a chi gli aprirà le strade vere della giustizia sociale"
- Filippo Corridoni -
"Speranza ha due bellissimi figli: lo sdegno e il coraggio. Lo sdegno per la realtà delle cose, il coraggio per cambiarle"
- Pablo Neruda -
"L'unica cultura che riconosco è quella delle idee che diventano azione"
- Ezra Pound -
"Non è importante la vita. Importante è cosa si fa della vita"
- Beppe Niccolai -
"Le persone intelligenti non disprezzano nessuno, perché sanno che nessuno è tanto debole da non potersi vendicare, se subisce un'offesa"
- Esopo -
"Il potere non ha alcun timore di quelli che propongono idee utopiche e alternative, perché sa bene che queste verranno smontate all'atto pratico con poca fatica. No, il Potere (con la p maiuscola) ha invece paura di tutte quelle critiche razionali e motivate, che sono basate su un'analisi corretta della realtà. Perché sono quelle, le più ficcanti"
- Giuseppe Ugo Rescigno (professore ordinario di Diritto Pubblico presso la facoltà di giurisprudenza dell’Università "La Sapienza" di Roma) - |
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CURRICULUM GIORNALISTICO
Carlo Infante scrive su quotidiani nazionali, periodici locali e nazionali e siti internet d'informazione dal 2000.
Autore di articoli su grandi fotografi (fra cui Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario De Biasi, Uliano Lucas, Pino Settanni, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico e Luca Campigotto) e sull'agente fotografico Fabrizio Corona.
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CURRICULUM FOTOGRAFICO E FOTOGIORNALISTICO
Carlo Infante è un giovane e promettente fotoreporter leccese.
Nel 2003 e 2004 è stato allievo del fotoreporter leccese Tony Rizzo (www.hifoto.org), noto in ambito continentale (attualmente svolge la propria attività a Londra), già docente del "Dipartimento Attività Culturali" della "Federazione Italiana Associazioni Fotografiche" (www.fiaf-net.it), che lo nominò "Benemerito della Fotografia Italiana".
Nel gennaio 2004 ha conseguito il "Diploma in reportage fotografico" rilasciatogli dalla stessa "FIAF".
Nel marzo 2004 ha esposto per la prima volta le proprie opere nella mostra collettiva "Passaggi" tenutasi presso i saloni della Fondazione "Moschettini" di Copertino, in provincia di Lecce.
Nel 2004 alcune sue opere sono state esposte, a Lecce, nell'ambito della XXIII edizione del "Settembre Culturale Salentino" (evento che gode dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica).
Nell'ottobre 2004 ha aderito all'"Unione Italiana Fotoamatori" (www.uif-net.com), associata alla
"Photographic Society of America" (www.psa-photo.org).
Nel novembre 2004 è stato doppiamente premiato (Autore Segnalato) al 10° “Concorso Fotografico Nazionale di Lecce" patrocinato dalla stessa "UIF", certamente il più prestigioso concorso fotografico in ambito provinciale.
Nell'ottobre 2005 ha vinto il primo premio assoluto al Concorso Fotografico Nazionale "Casarano in un click" svoltosi nel Salento, risultando primo in due sezioni. In giuria, oltre a fotografi professionisti, anche giornalisti de "La Gazzetta del Mezzogiorno" e del "Nuovo Quotidiano di Puglia".
Nel novembre 2005 è stata inaugurata la sua prima personale on line, patrocinata dall'"UIF" (http://www.uif-net.com/mostre_soci/Carlo%20Infante/index2.html) e dedicata alla città kitch denominata “Vincent City”.
Nel dicembre 2005 ha vinto il terzo premio del 3° Concorso Fotografico Internazionale “Ri-sguardi”, organizzato nel Salento. Presiedeva la giuria la fotografa ed operatrice culturale salentina Caterina Gerardi, nota in ambito nazionale ed internazionale. La foto premiata compare nel calendario 2006 “I riti della socialità” e su un numero del noto mensile milanese, a diffusione nazionale, “Il Fotografo”.
Nel dicembre ’05 e nel gennaio ’06 ha esposto alcune opere in due comuni salentini (Lizzanello e San Cesario di Lecce), nell’ambito di due mostre collettive legate al summenzionato concorso.
Una sua foto è stata segnalata e premiata nell'ambito di un concorso fotografico nazionale tenutosi a Siena nel marzo 2006, coorganizzato dal "Siena Foto Club" (circolo affiliato alla "FIAF"). Quattro sue immagini sono state esposte, dal 25 al 28 marzo, nel salone del "CRAL MPS" di Via dei Termini, nei pressi di Piazza del Campo.
Una sua foto è stata esposta a Chiavari (GE), dal 14 al 18 maggio 2008, nell'ambito del 60esimo Congresso Nazionale della "FIAF".
Numerosi suoi scatti sono stati pubblicati su quotidiani (come "La Gazzetta del Mezzogiorno"), periodici (come "Euromediterraneo" e "Fotoit", organo ufficiale della "FIAF") e siti internet (fra cui quello del quotidiano torinese "La Stampa" - www.lastampa.it).
E' stato citato dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno", dal bimestrale a diffusione nazionale "il Gazzettino Fotografico" e da altri periodici.
Numerose sue opere sono comprese in otto volumi fotografici editi dall'"UIF": l'"Annuario Fotografico 2005", l'"Annuario Fotografico 2006", l'"Annuario Fotografico 2008", l'"Annuario Fotografico 2009" e le monografie "Momenti di vita urbana" (2006), "Paesaggio rurale" (2007), "Le mani" (2008 - http://www.uif-net.com/files/mani.pdf) e "La pioggia" (2009 - http://www.uif-net.com/files/monografia_pioggia.pdf).
Sue opere sono comprese nei volumi, editi dalla "FIAF", "L'Abruzzo dei Fotografi" (2007) - che ospita anche immagini del maestro Gianni Berengo Gardin -, "Vivere l'arte" (2008) e l'"Annuario Fotografico 2008".
Nel giugno 2006 ha partecipato (a San Felice sul Panaro, in provincia di Modena, nell'ambito della 13esima edizione dell'importante manifestazione fotografica "Fotoincontri 2006" - www.fotoincontri.net - patrocinata dalla "FIAF" ed avvalsasi della direzione artistica del grande fotografo Franco Fontana) ad un corso di reportage tenuto dal principale fotoreporter nostrano, noto in tutto il mondo, il "Maestro della Fotografia Italiana" (titolo "FIAF") Mario De Biasi, vincitore, tra i tanti, del Premio "Saint Vincent" di Giornalismo, nel 1982.
Nell'ottobre 2006 ha seguito, a Roma, un corso di reportage (presso "Officine Fotografiche", nell'ambito dell'importante manifestazione "Fotoleggendo 2006") tenuto da Francesco Cito, il principale fotoreporter nostrano in attività (Fernando Scianna ha scritto di lui: "Francesco è forse oggi il miglior fotogiornalista italiano. Ha l'istinto del fatto, la passione del racconto, la capacità di far passare attraverso le immagini, con forza di sintesi e rigore visivo, l'essenziale delle cose"). Nel dicembre 2006, a Brindisi, ha seguito due conferenze del Maestro Uliano Lucas (www.ulianolucas.it), fotoreporter di fama internazionale.
Nel marzo 2007 è stato ascritto alla "Federazione Italiana Associazioni Fotografiche" (www.fiaf-net.it).
E' socio di altre associazioni e circoli fotografici.
Nell'aprile 2007 ha partecipato al workshop "Modelle nel Parco della Reggia di Caserta", diretto dal Maestro Mimmo Irrera (www.mimmoirrera.it), nell'ambito del 18° Congresso Nazionale dell'"Unione Italiana Fotoamatori".
Nel giugno 2007 ha conseguito un diploma in "Photoshop".
Nell'aprile 2008 è stata inaugurata la sua seconda personale on-line (patrocinata dall'"UIF"), sul noto sito fotografico internazionale "Flickr" ed intitolata "Reportage da Lecce e Marina di San Cataldo" (http://www.flickr.com/photos/carloinfante/2435578083/).
Nel gennaio 2009, a Lecce, ha partecipato al reportage "fotofania - Uno Scatto Per La Vittoria".
Nel maggio e giugno 2009 ha esposto, nell'ambito di una collettiva (tenutasi presso la storica galleria "Sala 1 - Centro Internazionale d'Arte Contemporanea"), all'VIII edizione di "FotoGrafia" - Festival Internazionale di Roma (www.fotografiafestival.it).
Nel giugno 2009 ha partecipato al workshop intensivo "I Misteri di Campobasso" - con il celebre Gianni Berengo Gardin, "Maestro della Fotografia Italiana" e critico d'arte -, organizzato dall'associazione culturale bolognese, affiliata alla "FIAF", "Piccolo Formato - Centro di Fotografia".
Espone a Bologna, nella collettiva sui "Misteri" di Campobasso (dall'11 luglio al 31 agosto 2009).
Dall''11 al 13 settembre 2009 ha esposto al 1° "Mediterraneo Foto Festival" di Lecce ("Officine Cantelmo"). Nell'ambito dello stesso evento ha partecipato al workshop "Muse tra le vie di Lecce", tenuto dal fotografo milanese Fabrizio Capsoni (www.capsoni.it).
E' in uscita il dodicesimo libro con sue immagini.
Il suo genere preferito è lo street.
Ha ritratto numerosi fotografi e fotoreporter di fama nazionale o mondiale, fra cui: Gianni Berengo Gardin, Mario De Biasi, Francesco Cito, Uliano Lucas, Franco Fontana, Maurizio Galimberti, Mimmo Irrera, Claudio Porcarelli, Stanislao Farri, Ken Damy, Fabrizio Capsoni e Fulvio Merlak (Presidente Nazionale della "Federazione Italiana Associazioni Fotografiche").
Ha ritratto numerosi VIP, fra cui: Diego Abatantuono, Valeria Altobelli ("Miss Mondo - Italia" 2004), Claudia Andreatti ("Miss Italia" 2006), Renzo Arbore, Nicola Arigliano, Francesco Baccini, Renato Balestra, Brigitta Boccoli, Luana Borgia, Rossella Brescia, Sofia Bruscoli ("Miss Mondo - Italia" 2005, "Miss World - Southern Europe" 2005), Alberto Camerini, Sergio Caputo, Tonino Caputo, Fernando Cartenì, Claudio Castellini, Cosimo Cinieri, Fabrizio Corona, Italo Cucci, Gianfranco De Laurentis, Valentine Demy, Dolcenera, Guido Maria Ferilli, Fabrizio Frizzi, Cecilia Gasdia, Cecilia Gayle, Sabrina Ghio, Chiara Giordano ("Miss Puglia" 2006 e "Miss Model" 2009), Amedeo Goria, Manila Gorio, Enzo Gragnaniello, Angelo Gregucci, Luca Guadagnino, Giordano Bruno Guerri, Gianni Ippoliti, Monica Leofreddi, Carlo Lucarelli, Milo Manara, Denny Mendez ("Miss Italia" 1996), Davide Mengacci, Emanuela Metozzi ("Miss Cotonella" 2008), Francesco Moriero, Romano Mussolini, Manila Nazzaro ("Miss Italia" 1999), Giorgio Panariello, Giampaolo Pansa, Maurizia Paradiso, Pedro Pablo Pasculli, Sabrina Passante ("Miss Novella 2000" 2007), Nico Pillinini, Marco Predolin, Primo Reggiani, Rosso Trevi (Graziano Cecchini), Sergio Rubini, Tito Schipa Junior, Franco Simone, Emilio Solfrizzi, Angela Spedicato ("Miss Cover Girl - Star TV" 2009), Antonio Stornaiolo, Marco Travaglio, Maria Valverde ("Melissa P."), Antonello Venditti, Le Vibrazioni, Edoardo Winspeare, "Prisma Taranto" (Serie A1 Pallavolo), "Salento d'Amare Taviano" (Serie A2 Pallavolo).
Per contatti: infante.fotoreporter@libero.it
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E’ BELLO ESSERCI
di Roberto Zuccalà (www.robertozuccala.it)
Pochi minuti fa ho chiuso il libro “Vivere l’arte”, l’ultima monografia a tema voluta e realizzata dalla FIAF. Ho impiegato giorni per leggerlo, guardarlo e riguardarlo; giorni sì, perché mi sono soffermato con attenzione e sui testi e sulle foto… il tutto mi ha piacevolmente arricchito. La sensazione di piacevolezza, si ha da subito, già dalla copertina in perfetto stile “monografie”, è quella stessa impressione positiva che si ha nel maneggiare, aprire e sfogliare un buon libro, specialmente quei raffinati libri d’arte… e questo “Vivere l’Arte” lo è con tutti gli onori. Giorgio Tani, curatore dell’Attività Editoriale anche per questa sessantanovesima monografia tematica, ci prende per mano attraverso la prefazione dal lui firmata e insieme a Luigi Malizia, Carlo Ciappi, Cinzia Busi Thompson ed Enzo Gabriele Leanza, ci introduce in un mondo di artisti che, curiosi, a loro volta guardano l’arte. L’arte riproposta da Tani (e coordinata in modo eccellente da Roberto Rossi) è un viaggio ideale dentro tutte le arti, un canto per tutte le Muse. Ma se le Muse di un tempo rappresentavano la poesia epica (Calliope), la pantomima (Polimnia), la musica del flauto (Euterpe), l’armonia della danza (Tersicore), la lirica corale (Erato), la tragedia (Melpomene) e la commedia (Talia) e poi ancora: l’astronomia (Urania), per finire con la gloria… ovvero la storia (Clio), le nuove Muse decantate da Giorgio Tani in questo libro, ovvero le Dee delle arti dei nostri giorni, non sono più le figlie di Zeus e i loro nuovi nomi sono: Teatro, Musica, Pittura, Scultura, Restauro; si chiamano Circus (l’arte povera e affascinante degli artisti di strada), si chiamano Museum (Luogo sacro alle Muse), immensi contenitori di molteplici opere d’interesse artistico. A dare vita alle centoquarantaquattro pagine - di ottima carta patinata - sono 95 fotografi FIAF (tra cui Carlo Infante), autori attuali, moderni, ma anche quelli appartenenti ad un tempo appena passato. Certamente fattivo per la concretizzazione di quest’ultima monografia è stato il contributo di Giuseppe Fichera che, nell’occasione, si è rivelato essere anche un valido cacciatore di talenti oltre che valente fotografo. Credo possa essere giusto chiudere questo mio breve intervento riportando la conclusione scritta dallo stesso Tani alla fine della sua prefazione: (…) le tante immagini di questa monografia testimoniano della sentita esigenza del fotografo ad interagire emotivamente con il mondo dell’Arte in tutte quelle che sono le sue non univoche eppur sempre fondamentali istanze di comunicazione espressiva (…).
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LA STREET PHOTOGRAPHY
Dare una definizione esaustiva della street photography non è semplice. Si potrebbe cominciare dicendo che è un genere fotografico, più precisamente un genere di reportage. La street photography è infatti l’istantanea della vita urbana osservata per strada nella sua quotidianità e nei suoi molteplici aspetti: l’ironia, la tragedia, l’imprevedibilità, la bellezza ed anche la crudeltà.
Le immagini di questo genere fotografico sono lo specchio della società, delle persone che la compongono, catturate durante la vita di tutti i giorni da qualche occhio attento alle sfumature dell’umana commedia che va in atto negli spazi pubblici. Essere uno street photographer significa entrare in sintonia con la vita, percepirne gli umori, gli odori, i colori, viverla con intensità per poi cercare di rappresentarla solo dopo averla assorbita.
Henri Cartier-Bresson, che con le sue immagini ha contribuito alla nascita della street photography, disse che per cogliere attraverso l’obiettivo i momenti decisivi della vita è necessario porre sullo stesso piano mente, occhio e cuore. Un’attitudine che, sempre secondo le parole del celebre fotografo, richiede prontezza, disciplina, sensibilità e senso geometrico.
(Fonte: www.77click.it/fotografia/la-street-photography) |
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| CARLO INFANTE - La sua formazione in ambito fotografico e fotogiornalistico (seguono otto banner): |
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| FOTOGRAFIA FUTURISTA
di Francesca Romana Chiocci
(Dottoressa di Ricerca in Storia dell'Arte - Università RomaTre)
L’avvicinamento del futurismo alla fotografia nasce da un rifiuto: rinnegando la validità di un atto mirato a riprodurre passivamente le cose, il futurismo si propose di reinterpretare in senso metapercettivo la fotografia.
La “sensazione” del movimento e la percezione dell’energia vitale divennero i due obiettivi verso cui la fotografia futurista mirò, riuscendo così a trasformare quella che veniva ritenuta una funzione meramente meccanica in un’interpretazione soggettiva e profondamente innovativa del dato reale.
Partendo dall’accusa di Boccioni alla fotografia come medium freddo, distaccato, indipendente dalla creatività dell’artista, si puntò, attraverso l’obiettivo, all’approfondimento del processo psichico della percezione dinamica della realtà.
Il primo passo che segna questa ricerca è però frutto di uno studio compiuto inizialmente al di fuori dall’ambito futurista: con l’invenzione della fotodinamica ad opera di Anton Giulio Bragaglia, notissimo negli anni seguenti come regista cinematografico e teatrale, e di suo fratello Arturo, si crearono le premesse indispensabili per l’annessione futurista alla tecnica della fotografia.
All’inizio del secondo decennio del ‘900 si collocano le prime conferenze sul fotodinamismo, seguite da un volumetto di Bragaglia intitolato “Fotodinamismo futurista” (1913); in esso si stabilirono i principi della nuova ricerca: fissare la realtà nel suo dinamismo smaterializzandone le forme apparenti e ricercando “la vita colta nel suo apparire rapido e fugace”.
Marinetti diede quindi il proprio consenso al finanziamento delle ricerche sul fotodinamismo ma solo nel 1930 formulò con Tato il “Manifesto della fotografia futurista”.
Nuovi sviluppi la coinvolgeranno negli anni Venti e Trenta: tecniche originali e innovative quali il fotocollaggio (integrazione tra fotografia ritagliata e disegno) e il fotomontaggio apriranno strade che a distanza di poco tempo verranno percorse dalle avanguardie straniere. Un contributo particolare fu quello di Filippo Masoero, che con le sue aerofotografie spostò il dinamismo dall’oggetto rappresentato all’atto percettivo: l’obiettivo aperto durante la caduta libera registrava non solo tutto ciò che si trovava davanti ma l’atto stesso compiuto dall’artista. Vera e propria forma di “action painting” fotografica, la fotografia aerea godeva di una forte connotazione soggettiva e di una notevole portata sperimentale.
Il movimento, l’energia in atto, l’intensità vitale delle cose potevano essere riprodotti attraverso un’immagine immanente del divenire, creata e sentita in prima persona dall’artista futurista.
(Fonte: www.stile.it) |
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PRIMA L’IMMAGINE, POI LA PAROLA
di Massimo Donelli
(condirettore di “Epoca” dal 1991 al 1993. Attualmente direttore di “Canale 5”)
(1998)
Nei quattro anni in cui ho lavorato a Epoca mi sono divertito, ogni qualvolta è stato possibile, a capovolgere il criterio chiave del giornalismo italiano che recita: prima la parola, poi l’immagine. Spesso, e non potete immaginare quanto volentieri, a Epoca abbiamo fatto esattamente il contrario: prima l’immagine, poi la parola; obbedendo, così al Dna del giornale, sfruttando lo scarso interesse degli altri (periodici e quotidiani) per la fotografia e, soprattutto, cercando di combattere con dignità una guerra impossibile. Che, infatti, sapevamo già persa, sottoposti come eravamo a un cannoneggiamento di videocassette, biglietti della lotteria riciclati, enciclopedie a fascicoli, profumi, magazine maschili, femminili, televisivi, informatici, musicali, paramedici che piovevano in milioni di pezzi (e a prezzi stracciati) sulla nostra nobile ma miserissima trincea.
Com’è finita lo sapete: abbiamo perso. Pesantemente. Ma le guerre sono fatte di tante battaglie. E qualcuna l’abbiamo vinta, consegnando alle emeroteche una testimonianza di orgoglio professionale di cui, nel nostro piccolo, andiamo fieri.
Oggi Epoca è una piccola diaspora: fotografi e giornalisti proseguono il loro lavoro in testate diverse. Ovunque hanno portato il meglio di quanto hanno imparato in quel nobile giornale. Si vede. C’è la mano di Carlo Verdelli in certi acuti stilistici del Corriere della Sera. Andrea Monti ha trovato in Sette un palcoscenico ideale per riproporre una lezione mandata benissimo a memoria. Nini Briglia ha fatto della qualità dell’immagine un’ossessione per chi lavora a Panorama.
Se chiedete a loro (e a me) quali sono i due migliori fotografi in circolazione, vi risponderanno (come me): Mauro Galligani e Giorgio Lotti. E vi racconteranno mille aneddoti, mille liti, mille emozioni vissute assieme a questi ultimi grandi interpreti dello stile Epoca, ai quali voglio dire semplicemente: grazie, grazie, di cuore, per quanto mi avete insegnato.
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QUELLE IMPAREGGIABILI TESTE DI CAZZO
di Carlo Verdelli
(vicedirettore di “Epoca”. Attualmente direttore de “La Gazzetta dello Sport”)
(1998)
In redazione sciupavano il tempo telefonando, ridacchiando, borbottando, sonnecchiando, vagabondando, sbadigliando. In servizio si accendevano, si illuminavano, splendevano, di paura, di passione, di rabbia repressa. Clark Kent e Superman, Pippo e Superpippo.
Hanno vissuto cose che noi umani non potremmo nemmeno immaginare. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. Uomini noce, quasi tutti: duri fuori, teneri dentro. Spaventati come fosse sempre la prima volta. Spavaldi solo dopo, a lavoro finito, in pagina, in stampa.
Obiettivamente, delle impareggiabili teste di cazzo. Per un centimetro di spazio in più sul giornale, avrebbero dato la madre, salvo poi mostrarsene scontenti un attimo dopo (non di aver dato la madre: del centimetro). Centimetri sudati, comunque, strappati a forza là dove gli altri si erano fermati, conquistati sul campo anche osando vergognarsi di guardare, aspettando, bestemmiando, mai contenti, mai in pace, mai felici di piacersi.
Facevano squadra, non perché si amassero ma perché lo erano, una squadra. L’Inter di Herrera, il Milan di Sacchi, il Santos di Pelè, il Mondo di Pannunzio, i ragazzi di via Panisperna, i fotografi di Epoca. Invecchieranno raccontandolo, raccontandoselo. Chilometri di doppie pagine incandescenti con il loro marchio, che andranno perdute come lacrime nella pioggia.
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Sgarbi settimanali
di Vittorio Sgarbi critico d’arte
«A Napoli di scena Mimmo Jodice, a Milano Arturo Ghergo. Boom per i clic d’autore. Finalmente»
LA FOTOGRAFIA E' VIVA E LOTTA ASSIEME A NOI
Ma ancora manca un museo ad hoc
Anche da noi, finalmente, le mostre di fotografia hanno successo. Non come quelle di archeologia e arte antica, ma già quanto le mostre di arte contemporanea. E’ un segno importante di crescita culturale. Istituzioni importanti aprono le loro porte, una volta precluse, alla fotografia. Il Museo di Capodimonte, a Napoli, ospita una mostra dedicata a Mimmo Jodice, uno dei maggiori nostri fotografi, che torna alla figura umana mettendola in rapporto con alcuni capolavori del museo (Mimmo Jodice. Transiti, fino al 29 giugno, tel. 081-74.99.111, catalogo Electa Napoli). A Milano, a Palazzo Reale, è di scena Arturo Ghergo, il principe dei ritrattisti italiani fra gli anni Trenta e Cinquanta (fino al 29 giugno, tel. 02-54.915, catalogo Silvana). La provincia non è da meno. A Reggio Emilia ha appena chiuso i battenti la mostra più importante degli ultimi mesi, la retrospettiva su Edward Steichen, maestro della fotografia formalista, già visibile, lo scorso autunno, alla galleria Jeu de Paume di Parigi. Le mostre di fotografia, di solito, richiedono spese molto inferiori di quelle di altro genere. In un momento di penuria di risorse, è un elemento non trascurabile. Manca ancora, a livello pubblico, una programmazione regolare, nel numero come nella qualità delle esposizioni. Manca preparazione specifica, a partire dai musei. Manca una grande collezione nazionale che esprima una storia della fotografia, manca un museo che si incarichi del compito. L’unico nazionale, quello di Cinisello Balsamo, soffre per la collocazione periferica (Museo di Fotografia Contemporanea, tel. 02-66.05.661). C’è poi la solita anarchia campanilistica dei festival: tantissimi, ma nessuno in grado di competere con quelli di Arles, Madrid, Perpignan, Parigi. A quando un grande progetto nazionale per la fotografia?
"OGGI" del 18 giugno 2008
www.vittoriosgarbi.it |
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| infante.fotoreporter@libero.it |
| I GRANDI FOTOGRAFI E FOTOREPORTER ITALIANI |
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| Mario De Biasi, "Maestro della Fotografia Italiana" |
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| "Gli italiani si voltano", celebre foto del Maestro Mario De Biasi, scattata a Milano nel 1954 (al centro Moira Orfei) |
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«Il direttore di Bolero, Petrocchi, mi aveva incaricato di ritrarre Moira Orfei. Era alle sue prime prove cinematografiche e la rivista voleva pubblicare un servizio. Decisi allora di fotografarla per le vie di Milano e dentro i negozi. La gente era incuriosita e pian piano aveva cominciato a seguirmi. Arriviamo a piazza Duomo. Moira camminava ancheggiando avanti e indietro. Io aspettavo. A un certo punto davanti a lei, una folla di uomini. La foto era quella».
Mario De Biasi |
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7 DICEMBRE 2006
SU PROPROSTA DELL'ASSESSORE ALLA CULTURA, PROFESSOR VITTORIO SGARBI, IL COMUNE DI MILANO CONFERISCE, ALL'UNANIMITA', AL MAESTRO MARIO DE BIASI L'"AMBROGINO D'ORO"
Motivazione:
“Bellunese di nascita, ma vissuto quasi sempre a Milano, Mario De Biasi è uno dei decani del fotogiornalismo italiano. Quando inizia la sua ‘ricognizione’ fotografica nella Milano del Dopoguerra è capace di far comprendere l’evoluzione dei costumi e il dinamismo della metropoli. Con le sue immagini offre una chiave di lettura di una città che in quasi sessant’anni subisce trasformazioni tanto significative da renderla spesso irriconoscibile. Da autentico milanese d’importazione, De Biasi, amando profondamente la nostra città, ha saputo interpretare ogni suo piccolo mutamento, ogni magico istante, tutte le realtà più genuine e le luci di una Milano che non ha età.” |
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| "Epoca", il vendutissimo settimanale della "Mondadori" per cui il Maestro Mario De Biasi ha scattato, in via continuativa, dal 1953 alla metà degli anni Ottanta |
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"Se rinasco voglio di nuovo fare il fotografo, la disdetta sarebbe rinascere elefante, leone o asino, se rinasco asino sarà difficile scattare fotografie..."
(Gianni Berengo Gardin) |
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| Il Maestro Francesco Cito |
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| Il Maestro Francesco Cito fotografato dal Maestro Pino Settanni per il "Calendario dell'Esercito" (2005) |
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| Il Maestro Francesco Cito |
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Francesco Cito
Ferdinando Scianna ha scritto di lui: 'Francesco è forse oggi il miglior fotogiornalista italiano. Ha l'istinto del fatto, la passione del racconto, la capacità di far passare attraverso le immagini, con forza di sintesi e rigore visivo, l'essenziale delle cose'. |
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| Foto di Francesco Cito tratta dal reportage "Barche, pescatori e pesci" premiato a Bari nell'ottobre 2006 |
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IL MAESTRO PIER PAOLO CITO, FOTOREPORTER BRINDISINO DI FAMA INTERNAZIONALE
(foto tratta da www.pierpaolocito.it) |
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PINO LE PERA, GRANDE FOTOGRAFO DI SCENA (ROMA) - MySpace ufficiale |
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Il Maestro Pino Settanni al lavoro (2005) |
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12 OTTOBRE 2006, SEQUESTRATO IN AFGHANISTAN, "KASH" GABRIELE TORSELLO, DI ALESSANO (LECCE), FOTOREPORTER DI FAMA INTERNAZIONALE. RILASCIATO IL 3 NOVEMBRE.
Il suo sito: www.kashgt.co.uk |
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| FABRIZIO CAPSONI (MILANO) www.capsoni.it |
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RAFFAELE CIRIELLO
(fotoreporter lucano
di fama internazionale) |
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| La grande fotografa pugliese Chiara Samugheo insieme a Claudia Cardinale |
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| Alfredo Camisa, Piergiorgio Branzi, Fulvio Roiter, Mario De Biasi, Gianni Berengo Gardin, Mario Cattaneo, Mario Cresci, Pietro Donzelli, Stanislao Farri, Franco Fontana, Pepi Merisio, Mario Giacomelli, Nino Migliori, Paolo Monti, Cesare Colombo |
| Fotografi e fotoreporter italiani |
| Selezione di siti d'interesse fotografico |
| Selezione di grandi fotografi stranieri |
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I grandi fotografi di "LIFE"
(clikka sulle foto) |
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LIFE IS CLOSING ITS DOORS, BUT
THEY WILL RE-OPEN ON THE NET!
www.life.com
La rivista “Life” che tutti conosciamo, nata
nel lontano 1936, è costretta a chiudere: “La
causa della chiusura è nel declino del business
dei quotidiani” motiva così la Time Inc, casa
editrice della rivista che fa capo al gruppo
mediatico Time Warner e che ha annunciato
la notizia. Un tramonto iniziato da molti anni
ormai, ma, nonostante ciò, “Life” era allegata
a 103 quotidiani made in USA; l’immagine
dell’America – il glamour, le celebrità, ma
anche i suoi aspetti meno patinati – non sarà
la stessa, senza “Life”, che ha ospitato le foto
a stelle e strisce più belle, le copertine più
memorabili, che sono rimaste alla storia.
L’ultimo numero è stato quello del 20
aprile.
(Tratto da “Zoom”, maggio-giugno 2007) |
| Riviste e siti di Fotografia |
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IL MAESTRO FRANCESCO CITO FOTOGRAFA MILANO
(foto in vendita tramite il sito www.unamanoallavita.it) |
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| "Cantiere Via Costa" (Francesco Cito fotoreporter) |
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| "Via Leoncavallo 17" (Francesco Cito fotoreporter) |
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| "Metropolitana" (Francesco Cito fotoreporter) |
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| "Arco della Pace" (Francesco Cito fotoreporter) |
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| "Ippodromo di San Siro" (Francesco Cito fotoreporter) |
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| "Via dei Transiti (Funerale)" (Francesco Cito fotoreporter) |
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Alberobello (Bari). Tipica manifattura pugliese.
Fischietto in terracotta dipinto a mano.
Sullo sfondo le classiche pietre che compongono la cupola dei trulli.
Foto di Brenno Epifani (Taranto). |
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Segue una lettera, pubblicata il 5 gennaio 2006, nella rubrica "le lettere" del quotidiano "Libero":
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TEMPESTA MEDIATICA
Basta con Cassano
dateci le Lecciso
Da svariati giorni, specie in tutte le edizioni dei Tg, siamo bombardati da notizie sul caso Cassano. Non potendo evitare di subire questo sempre più decadente tipo d'informazione, vorrei lanciare un appello agli addetti ai lavori: "Se proprio non potete fare a meno di romperci con queste scemenze, per favore riprendete a farlo con le Lecciso; è vero che pure Cassano porta gli orecchini di brillanti, ma almeno loro hanno delle belle tette".
Mauro Tombesi |
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| Il leccese Marco Materazzi esulta dopo il gol dell'1 a 0 messo a segno nella partita Italia-Repubblica Ceca, disputatasi il 20 giugno 2006. L'incontro finisce 2 a 0 e l'Italia si qualifica per gli ottavi di finale del Campionato del Mondo. |
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Il leccese Marco Materazzi, Campione del Mondo e capocannoniere degli Azzurri ai Mondiali di Calcio, nella magica notte di Berlino (9 luglio 2006).
AZZURRO E' IL CIELO SOPRA BERLINO! |
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| Alcune manifestazioni salentine di rilievo nazionale o internazionale: |
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| Sophia Loren posa per il calendario Pirelli 2007 (www.pirellical.com) |
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Rino Barillari, "The king of paparazzi".
www.rinobarillari.it
"Dio ti vede, Barillari pure".
(Achille Bonito Oliva) |
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| Jarno Trulli, pilota di Formula 1 |
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| Mirko Vucinic, fuoriclasse dell'A.S. Roma e della Nazionale di calcio montenegrina (nella foto con la maglia dell'U.S. Lecce) |
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FRANSUA', IL FOTOGRAFO DEI DIVI
IL PERSONAGGIO
Il tarantino Franco Tassano e i suoi incontri straordinari
di Claudio FRASCELLA
Cinquantasette anni, da ventisette a Milano. Professione fotografo. Non di quelli con uno studio in pieno centro o uno studio in periferia. Ma con l’attrezzatura sempre a portata di mano. «Perché non si sa mai – dice Franco Tassano – il mio lavoro non concede pause, nemmeno quando sono in vacanza». E “Fransuà” («si scrive François, al maschile, non scherziamo!», puntualizza) in questi giorni, come ogni estate, viene a tirare il fiato nella sua città che occupa come sempre il primo posto nel suo cuore. C’è da fotografare una bella figliola da inserire in un book di Mediaset, bene, apre la sua enorme monovolume e comincia a tirar fuori di tutto: macchine fotografiche, obiettivi, fari, computer. Come riesca a infilare tutto in quell’auto resta un mistero.
Allora, c’è Ligabue in Puglia e, allora, anticipa le vacanze a Taranto. Ci sono i Pooh in “day off” mentre prendono il sole a bordo di una piscina a Villa San Domenico, e lui è lì a salutarli, a fermarsi con Stefano D’Orazio, il batterista della popolare formazione che ha avuto una liason con Emanuela Folliero (che per i suoi servizi fotografici vuole solo il professionista tarantino). C’è Massimo Ranieri e lui, disdice i suoi impegni e fa un fotoservizio da antologia.
«Se non mi divertissi ancora oggi a fare questo lavoro – aggiunge Tassano – a Milano avrei aperto uno studio fotografico e mi sarei ritirato in buon ordine».
Non fa parte del suo dna. Impreca, quello sì, perché non è mai soddisfatto, e la sua foto più bella “è sempre quella che verrà”. Giorni fa è stato nella villa di Paolo Berlusconi. L’editore si fida soolo di lui. E allora, Franco tira fuori il suo repertorio, le sue macchine e via di flash. E non solo. Sera fa, durante uno spettacolo qualche collega lo ha avvicinato, gli ha “soffiato” pose e consigli. «Ma la sensibilità devi averla fra le dita: devi prevdere qualche istante prima il movimento, la posa dell’artista. E questo puoi solo impararlo col tempo, così a chi vuol fare questo mestieraccio, consiglio solo lavoro, lavoro, lavoro…».
Fra i suoi “autoscatti”, c’è anche un certo Frank Sinatra. Difficile pensare solo di avvicinare l’indimenticato “the Voice”, figuriamoci fargli foto o, addirittura, chiedergli di stare “fermo un attimo”. E ancora, Robert De Niro, Nick Nolte, Al Pacino, Maradona. C’è anche il nostro Al Bano. Foto recente o bianco e nero la famiglia al completo, per una copertina natalizia: Tassano su una scala che addobba l’albero insieme a Romina e alle figliole, allora piccoline. Centinaia sono le foto raccolte in un libro che sfoglia con modestia.
“François” è volato decine di volte: Stati Uniti, Francia, Spagna, Inghilterra, immancabili Maldive e Caraibi. Mai per divertimento, solo per lavoro. Oltre Manica è andato anche per un servizio fotografico a Lady Diana Spencer. «Momento di grande suggestione: a Buckingham Palace ero andato con Valentino, del quale la principessa si fidava ciecamente – confessa – Lady D aveva un grande fascino, non abbiamo seguito il cerimoniale, la foto l’ha scattata un collaboratore dello stilista italiano».
Del tarantino gli è rimasta nostalgia e filosofia. «Ma non tutti hanno memoria corta, intendiamoci, a Ornella Muti mi lega un’amicizia più che ventennale: sono stato sul set di tutti i suoi film, volato all’estero per realizzare servizi fotografici per giornali italiani, ma anche per periodici francesi, inglesi, americani». Alla sempre affascinante Ornella non si può dire di no. «Quando mi chiama, qualsiasi servizio fotografico, anche importante, stia facendo, taglio corto e via, da Ornella. Con lei non sbagli una foto, troppo bella. E, come lei, la figlia Naike. Quando le vedo insieme le confondo talmente si somigliano».
Resta ancora qualche giorno a Taranto, «in una villa al mare, perché non tutti sanno che patrimonio abbiamo noi». Risparmia il confronto con la “sua” rigorosa Milano. «Ma Taranto non si batte, troppo bella – conclude romantico, ma subito assume il suo tono professionale – se poi parliamo delle ragazze pugliesi: non credo ce ne siano di così belle in giro per l’Italia: ne ho viste diverse in questi giorni che andrebbero di corsa scritturate per nuovi programmi televisivi».
Va bene un paio di scatti a un artista, a un concerto, ma il relax è il relax. «Sennò quando rifiati…».
“Nuovo Quotidiano di Puglia” (Cultura & Spettacoli) del 7 luglio 2008
www.caltagironeeditore.it |
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Webmaster: Carlo Infante
Ultimo aggiornamento: 24 ottobre 2009 |
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