Home

Chi siamo

Dove siamo

Calendario

Corsi

Articoli

Fotografie

Amici

Libro degli ospiti

Contattarci

Biblioteca

Links

 

Emozioni PRIMARIE (o naturali) e SECONDARIE (o culturali)

Nell’ adulto, ma in particolar modo nel bambino, sorgono spontaneamente, nell’interazione con le persone e con l’ ambiente circostante, le più svariate tipologie di emozioni.
Esse sono da considerarsi perfettamente naturali ovverosia come la naturale reazione di un corpo emotivo sano e vitale alla meravigliosa varietà di avvenimenti con i quali siamo chiamati a confrontarci.
Allorquando le emozioni vissute acquistano il carattere di una forte intensità esse si ancorano, soprattutto nel bambino, nella struttura muscolare formando, oltre alla già citata corazza energetico-emotiva, anche una corazza muscolare di difesa contro una situazione particolarmente stressante.
Penso che tutti abbiano provato almeno qualche volta un dolore ai muscoli addominali quando questi siano rimasti tesi per un tempo prolungato in occasione di qualche situazione particolarmente stressante (vedi: esami di maturità o universitari; visite dallo specialista con aspettativa di diagnosi grave etc.).
Le emozioni nascono tutte come naturali o primarie e siamo venuti in questo mondo evidentemente per provarle e per evolverci attraverso di esse, in altre parole per cogliervi il segreto nascosto.
Le emozioni primarie sono semplici ed immediate ed hanno la caratteristica di portare rapidamente ad una soluzione del problema che le ha causate. Sono intense ed allo stesso tempo prive di esagerazioni: si autolimitano da sole sia nel tempo che nello spazio che nell’intensità. Provocano negli altri una naturale comprensione e compassione. Una volta espresse, come si suol dire, "si raccolgono i cocci" della situazione e si va avanti, senza che la dignità di chi le ha provate venga per questo minimamente intaccata. Occorre abbandonarsi con fiducia alle emozioni primarie perché ci conducono direttamente all’azione che sblocca in qualche modo il problema.

EMOZIONI NATURALI O PRIMARIE:

Sono da considerarsi emozioni naturali: la paura, la rabbia o ira, la gelosia, l’amore, il senso di colpa, il dolore o la sofferenza, la ritorsione o la vendetta immediata.
Purtroppo la nostra società inibisce la libera espressione della maggior parte delle suddette emozioni naturali considerando gravemente sconvenienti manifestarle nelle normali interazioni sociali.
Sono nate così dalle ceneri delle divine emozioni primarie (chi non è rimasto affascinato dalla grandiosa ira di Achille) le relative umane emozioni secondarie le quali sono poco intense, possono durare anche tutta la vita, si arrovellano su se stesse senza portare ad alcuna soluzione, provocano negli altri irritazione e fuga.
Continua…..

EMOZIONI CULTURALI O SECONDARIE:

La paura non liberamente espressa darà origine alla cosiddetta fobia. Così sarà naturale avere paura ad esempio dei serpenti (soprattutto se velenosi) ma il fobico vedrà serpenti dappertutto provocando l’ilarità dei presenti.
La rabbia non espressa genererà l’odio che avvelenerà la vita soprattutto di chi lo prova. Se guardiamo bene la rabbia si concentra soprattutto sull’azione compiuta, mentre l’odio prende di mira l’altro come persona a prescindere……
Dalla gelosia non espressa (per una cosa o situazione) nascerà l’invidia (che si concentra sulla persona).
L’amore non correttamente manifestato genera l’attaccamento che fa scappare piuttosto che intenerire la persona amata.
Il senso di colpa negato si trasforma in tormento interiore; si hanno così le persone tormentate a prescindere dalle situazioni.
Il dolore o la sofferenza non espressi generano il lutto perenne. Sono note a tutti quelle vedove che al momento della morte del marito si mostrano forti e non versano una lacrima ma che poi vestono di nero, vanno al cimitero e portano il lutto tutta una vita. Di solito la gente le evita facendo anche, di nascosto, qualche gesto scaramantico.
La ritorsione o vendetta immediata è un’emozione perfettamente naturale che deriva dall’istinto di sopravivenza e, se vogliamo, da una corretta idea, anche se grossolana, di giustizia. Essa si concentra principalmente sull’oggetto del contendere: tu mi hai preso la paletta – io ti prendo il secchiello. Ma se non manifestata al momento essa può diventare una vendetta a lunga scadenza, il famoso piatto che si serve freddo. Allora l’attenzione si sposta dall’oggetto alla persona e possono nascere nei casi estremi le cosiddette faide: orribili uccisioni a freddo per fatti che si perdono nella notte dei tempi.

CONCLUSIONE:

Se riscontriamo in noi una o più emozioni secondarie da cui non riusciamo a liberarci, ricordiamo che il segreto consiste nell’identificare l’emozione primaria che l’ha generata e riviverla pienamente dando ad essa la sua libera espressione. Ad esempio se proviamo amore per una persona da dieci anni e non siamo mai riusciti ad esprimerlo, certamente l’amore si sarà trasformato in attaccamento (che farà piuttosto fuggire che attirare la persona amata). La soluzione consiste nel rivivere profondamente la primaria situazione di innamoramento, comunicarla alla persona amata e aspettare gli eventi.
Qualsiasi sia la risposta dell’altro la situazione sarà sbloccata. Al limite si raccoglieranno i cocci e si andrà avanti ma, il fatto di aver vissuto fino in fondo l’emozione dell’amore ci conferirà una dignità, una forza interiore ed una bellezza che non può sfuggire agli altri e ci farà incontrare al più presto la persona giusta che ricambierà il nostro amore.

 

Home

Chi siamo

Dove siamo

Calendario

Corsi

Articoli

Fotografie

Amici

Libro degli ospiti

Contattarci

Biblioteca

Links