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Emozioni PRIMARIE (o naturali) e SECONDARIE (o culturali)
Nell’ adulto, ma in particolar modo nel bambino, sorgono
spontaneamente, nell’interazione con le persone e con l’ ambiente
circostante, le più svariate tipologie di emozioni.
Esse sono da considerarsi perfettamente naturali ovverosia come la naturale
reazione di un corpo emotivo sano e vitale alla meravigliosa varietà di
avvenimenti con i quali siamo chiamati a confrontarci.
Allorquando le emozioni vissute acquistano il carattere di una forte intensità
esse si ancorano, soprattutto nel bambino, nella struttura muscolare formando,
oltre alla già citata corazza energetico-emotiva, anche una corazza muscolare
di difesa contro una situazione particolarmente stressante.
Penso che tutti abbiano provato almeno qualche volta un dolore ai muscoli
addominali quando questi siano rimasti tesi per un tempo prolungato in occasione
di qualche situazione particolarmente stressante (vedi: esami di maturità o
universitari; visite dallo specialista con aspettativa di diagnosi grave etc.).
Le emozioni nascono tutte come naturali o primarie e siamo venuti in questo
mondo evidentemente per provarle e per evolverci attraverso di esse, in altre
parole per cogliervi il segreto nascosto.
Le emozioni primarie sono semplici ed immediate ed hanno la caratteristica di
portare rapidamente ad una soluzione del problema che le ha causate. Sono
intense ed allo stesso tempo prive di esagerazioni: si autolimitano da sole sia
nel tempo che nello spazio che nell’intensità. Provocano negli altri una
naturale comprensione e compassione. Una volta espresse, come si suol dire,
"si raccolgono i cocci" della situazione e si va avanti, senza che la
dignità di chi le ha provate venga per questo minimamente intaccata. Occorre
abbandonarsi con fiducia alle emozioni primarie perché ci conducono
direttamente all’azione che sblocca in qualche modo il problema.
EMOZIONI NATURALI O PRIMARIE:
Sono da considerarsi emozioni naturali: la
paura, la rabbia o ira, la gelosia, l’amore, il senso di colpa, il dolore o la
sofferenza, la ritorsione o la vendetta immediata.
Purtroppo la nostra società inibisce la libera espressione della
maggior parte delle suddette emozioni naturali considerando gravemente
sconvenienti manifestarle nelle normali interazioni sociali.
Sono nate così dalle ceneri delle divine emozioni
primarie (chi non è rimasto affascinato dalla grandiosa ira di
Achille) le relative umane emozioni secondarie
le quali sono poco intense, possono durare anche tutta la vita, si arrovellano
su se stesse senza portare ad alcuna soluzione, provocano negli altri
irritazione e fuga.
Continua…..
EMOZIONI CULTURALI O SECONDARIE:
La paura non liberamente espressa darà
origine alla cosiddetta fobia. Così sarà naturale avere paura ad
esempio dei serpenti (soprattutto se velenosi) ma il fobico vedrà serpenti
dappertutto provocando l’ilarità dei presenti.
La rabbia non espressa genererà l’odio che
avvelenerà la vita soprattutto di chi lo prova. Se guardiamo bene la rabbia si
concentra soprattutto sull’azione compiuta, mentre l’odio prende di mira l’altro
come persona a prescindere……
Dalla gelosia non espressa (per una cosa o situazione) nascerà l’invidia
(che si concentra sulla persona).
L’amore non correttamente manifestato genera l’attaccamento
che fa scappare piuttosto che intenerire la persona amata.
Il senso di colpa negato si trasforma in tormento
interiore; si hanno così le persone tormentate a prescindere dalle situazioni.
Il dolore o la sofferenza non espressi generano il lutto
perenne. Sono note a tutti quelle vedove che al momento della morte del
marito si mostrano forti e non versano una lacrima ma che poi vestono di nero,
vanno al cimitero e portano il lutto tutta una vita. Di solito la gente le evita
facendo anche, di nascosto, qualche gesto scaramantico.
La ritorsione o vendetta immediata è un’emozione perfettamente
naturale che deriva dall’istinto di sopravivenza e, se vogliamo, da una
corretta idea, anche se grossolana, di giustizia. Essa si concentra
principalmente sull’oggetto del contendere: tu mi hai preso la paletta – io
ti prendo il secchiello. Ma se non manifestata al momento essa può diventare
una vendetta a lunga scadenza, il famoso piatto che si serve
freddo. Allora l’attenzione si sposta dall’oggetto alla persona e possono
nascere nei casi estremi le cosiddette faide: orribili uccisioni a freddo per
fatti che si perdono nella notte dei tempi.
CONCLUSIONE:
Se riscontriamo in noi una o più emozioni secondarie da
cui non riusciamo a liberarci, ricordiamo che il segreto consiste nell’identificare
l’emozione primaria che l’ha generata e riviverla pienamente dando ad essa
la sua libera espressione. Ad esempio se proviamo amore per una persona da dieci
anni e non siamo mai riusciti ad esprimerlo, certamente l’amore si sarà
trasformato in attaccamento (che farà piuttosto fuggire che attirare la persona
amata). La soluzione consiste nel rivivere profondamente la primaria situazione
di innamoramento, comunicarla alla persona amata e aspettare gli eventi.
Qualsiasi sia la risposta dell’altro la situazione sarà sbloccata. Al limite
si raccoglieranno i cocci e si andrà avanti ma, il fatto di aver vissuto fino
in fondo l’emozione dell’amore ci conferirà una dignità, una forza
interiore ed una bellezza che non può sfuggire agli altri e ci farà incontrare
al più presto la persona giusta che ricambierà il nostro amore.
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