LA RUTA MAYA
Fotografie in fondo al testo
02.02.97
Scampato il pericolo nebbia arriviamo a Linate verso le
6,40 - Partenza regolare - Volo anche...
A Madrid, invece, il volo per Mexico City partirà un'ora dopo
a causa del ritardo di un aereo proveniente da Parigi che portava
15 persone che dovevano prendere il nostro aereo....(sapemmo
poi...).
Atterraggio a Città del Messico (20 milioni di abitanti - m.
2240 - sorge sulle rovine dell'antica Tenochtitlan) alle 19,30
ora locale (dopo circa 10 ore di trasvolata): panorama
eccezionale, con il magnifico stadio Azteca illuminato nel pieno
di una partita di calcio...
- Ritiro bagagli incredibilmente veloce - Controllo del
bagaglio a mano per verificare l'eventuale importazione di
frutta, verdura o salami!?......
Ticket del taxi per l'albergo 8 U$A - Camera discreta (a parte
la vista su un servizio di pompe funebri...) con i 2 lettoni
stile Americano...
03.02.97
Spedito fax a casa (27 pesos) - Dopo la colazione ci siamo
recati all'Ufficio Turistico più vicino per una piantina della
città e qualche informazione - Pulmino "colectivos"
per lo Zocalo (2 pesos a testa) - Al centro dello Zocalo (che è
una grande piazza senza costruzioni usata anche, all'inizio del
periodo coloniale, come arena per le corride, per il mercato e
per le esecuzioni capitali) c'è una gigantesca bandiera
tricolore - La piazza attorno alla Cattedrale è piena di
mendicanti.
Visita alla Cattedrale (purtroppo piena di impalcature e con
la maggior parte delle cappelle laterali chiuse da un cancello) -
Si tratta probabilmente della più grande chiesa di tutto il
continente americano. L'originaria costruzione della cattedrale
fu iniziata nel 1525; l'attuale risale al 1563 - Costruita in
basalto e pietra arenaria grigia, è quindi il risultato di una
sovrapposizione di stili (prevale comunque il barocco) -
Famoso è l'altare dei Re Magi ricco di intagli (dietro
l'altare maggiore).
Al Palazzo Nazionale chiedevano il deposito di un documento di riconoscimento (che non avevamo con noi...).
Arriviamo fino alla Piazzetta di Santo Domingo (passando all'interno del famoso Banco dei Pegni...) che prende il nome dalla chiesa che si trova nella parte nord - Sotto i portici siedono gli scrivani a pagamento.
Pranzo in una cantinas consigliata dalla guida: La Blanca
(menu' turistico 25 pesos!).
Saliamo sulla piattaforma panoramica (42° piano) della Torre
Latino Americana (eretta nel '58 è la più alta torre del
Messico con i suoi 171 m di altezza) per avere una bella vista
della città
.
Con il metro' arriviamo alla Villa de Guadalupe (la vecchia Basilica è chiusa al pubblico perché pericolante dopo il terremoto del 1985), la più significativa meta di pellegrinaggio di tutta l'America Latina - Saliamo a piedi fino in cima alla collina di Tepeyac (tramite una scala che molti fedeli percorrono solo in ginocchio...).
04.02.97
Visita a Teotihuacan ("Città
degli Dei")
costruita ed abitata dal 250 a.c. al 700 d.c. e trovata distrutta
ed abbandonata dagli Aztechi - Vi venivano sepolti i re che con
la morte venivano elevati a divinità - Da "Teotl"=Dio
-
Il Viale centrale dei Morti (cosi' chiamato dagli aztechi)
conduce fino alla Piramide della Luna, passando per il Palazzo di
Quetzalcoatl e la Piramide del Sole - Quest'ultima è alta 65
metri - Quando il sole è allo Zenit, la piramide non fa ombra da
nessuna parte. Si suppone che 2000 uomini abbiano lavorato in
maniera continuativa per 20 anni per costruirla.
Proseguendo sul Viale dei Morti, si supera l'affresco del Puma
e si giunge alla Piramide della Luna (45 m) - Salendo sui 112
gradini si ha una bella vista di tutta la zona archeologica.
Sulla piazza antistante si tenevano le grandi cerimonie rituali.
Sul lato occidentale della piazza sorge il Palazzo di
Quetzalpapalotl (dal nome delle farfalle che vi sono
rappresentate), alloggio dei sacerdoti più importanti; vicino
c'è il Palazzo dei Giaguari (con la rappresentazione simbolica
di due grossi felini che tengono fra le zampe alcune lumache).
Tornando verso l'ingresso delle rovine si incontra la
cittadella (ciudadela) con il Palazzo di Quetzalcoatl (decorato
con rilievi e sculture tridimensionali quali il serpente piumato
ed il Dio della pioggia Tlaloc).
L'importanza archeologica è dovuta proprio alle centinaia di
affreschi originali eseguiti 1500 anni fa da artisti indigeni che
li dipinsero sull'intonaco ancora umido.
Acquistate da un venditore due statuette in ossidiana raffiguranti gli Dei del Sole e dell'Amore (?)
Ritorno allo Zocalo - Spuntino nello stesso locale di ieri.
Visita al Palazzo Nazionale (attuale sede del governo) con i murales di Diego Rivera dipinti tra il 1929 ed il 1935.
05.02.97
Attraversiamo il Parco di Chapultepec in una mattina di domenica, quando è pieno di famiglie messicane che vengono per andare allo zoo o per fare picnic...
Visita al Museo Antropologico (aperto nel 1964) -
Proiezione nella sala di "panoramica audiovisiva" (con
giochi di luci ed effetti speciali davvero efficaci) sui
principali siti archeologici del Messico - Abbiamo visionato solo
le 12 sale espositive del 1° piano (il piano superiore è
dedicato ai modi di vita degli indios) perché alla fine eravamo
esausti per proseguire.
Le sale risultate più interessanti sono: Sala
dell'introduzione all'antropologia; Sguardo sulle culture della
Mesoamerica; Sala della Preistoria; Sala di Teotihuacan; Sala
Mexica (con la famosa pietra del Sole o calendario - m. 3.57 di
circonferenza per 24,5 t. di peso); Sala de Oaxaca (con diversi
pezzi -soprattutto ceramiche- rinvenute a Monte Alban); Sala Maya
(con i lavori in pietra di Chichen Itza).
06.02.97
Partenza per PUEBLA (circa 2 ore di pullman di 1^classe -
32 pesos a testa) - Al terminal di arrivo c'è uno sportello
informativo per i turisti, dove prendiamo la piantina della
città
e chiediamo informazioni per raggiungere il centro;
bus di linea per lo zocalo
- Alloggio all'Hotel Colonial: grande stanza, atmosfera
davvero affascinante, prezzo irrisorio per la qualità
offerta (210 pesos a notte per una doppia)
- La città è molto bella; 900.000 abitanti, 2162 metri di
altitudine, in stile prettamente coloniale e con tantissime
chiese; nata nel 1532 come stazione di rifornimento a metà
strada tra Veracruz e Città del Messico (aperta da francescani
spagnoli), nel 1537 era già una città che aveva persino una
propria università.
Visita al mercato stabile Parian, ovviamente pieno di souvenirs in Talavera (le tipiche mattonelle policrome) ed in onice (acquisto di 2 scatolette).
07.02.97
Visita alla Cattedrale (iniziata nel 1575) - Bella la
Chiesa di S.Domingo con la famosa Cappella del Rosario inaugurata
nel 1690 con le pareti rivestite in oro e la struttura sorretta
da colonne tortili; sotto la cupola di trova una statua della
Madonna con il Bambino ricoperti di perle e gioielli.
Visita al Museo Bello: sontuosa casa in stile
"poblano" con una bella collezione di porcellane cinesi
e ceramiche di Talavera di Josè Luis Bello.
Visita al Convento di Santa Monica (39 sale espositive)
fondato nel 1609, vi nacque la ricetta del famoso "mole
pueblano" (pollo con salsa al cioccolato).
08.02.97
Partenza per OAXACA con pullman di 1`classe (circa 90 pesos a testa); 4 ore di tragitto con visione di un mediocre film sulla marina Americana (in lingua originale e sottotitoli spagnoli).
Città piena di turisti; moltissimi americani.
1550m di altezza - 260.000 abitanti. Grandi difficoltà per
trovare una camera negli hotels segnati sulla guida: tutto pieno
o prezzi altissimi. Finalmente ci sistemiamo al Principal (***
stelle sulla guida, riclassificato ** sulla Mappa della città) -
Rispetto a quello di Puebla è carissimo ma, visto le
difficoltà, prendiamo al volo la camera (una tripla pagata come
doppia).
La città è carina. Alla sera c'è un mercatino di indios
sullo Zocalo.
09.02.97
Visita a Mitla (1h di bus di linea da Oaxaca). Le rovine
non sono eccezionali. Il complesso più importante (e il meglio
conservato) è il Gruppo delle Colonne con il Patio de las Grecas
(dai tipici mosaici geometrici in pietra che non hanno paragone
nella storia della MesoAmerica...). All'insediamento degli
Zapotechi (100-650 d.C.) seguirono i Mixtechi (provenienti da
Puebla e Cholula) che fecero di Mitla un luogo di sepoltura per i
loro morti.
Al di fuori del sito archeologico c'è un mercatino indio
permanente.
10.02.97
In mattinata visita a Monte Alban (a mezz'ora di bus
turistico da Oaxaca, la zona archeologica completa copre circa 37
km2).
Bellissimo. La storia degli insediamenti è divisa in periodi
caratterizzati dall'influenza Maya, Zapoteca ed infine Mixteca -
I, II, III, IV e V Monte Alban - Da insediamento urbano
(inizialmente Olmeco) con il periodo di massimo splendore
culturale (con gli Zapotechi) nella III fase (400-800 d.C. c.ca),
alla mera funzione di necropoli nella IV fase con gli stessi
Zapotechi (che abbandonarono poi la città per ragioni che sono
rimaste ancora oscure) e soprattutto con l'arrivo dei Mixtechi.
Questi ultimi, nella V fase (che precede l'invasione Azteca prima
della conquista spagnola), si limitarono a vuotare ed usare le
tombe già esistenti.
Tra i diversi edifici citiamo il "solito" campo per
il gioco della pelota; l'Osservatorio (eretto attorno al 100
d.C., è l'unico tempio del gruppo che devia 45° verso est
dall'asse nord-sud e la sua sommità è volta a sud-ovest;
probabilmente usato dagli Zapotechi per i calcoli astronomici che
riguardavano il loro calendario); l'edificio dei Danzatori
(risalente probabilmente alla I fase, prende il nome da una
lastra di pietra di enormi dimensioni con rilievi rappresentanti
figure in posizioni insolite, inizialmente ritenute danzatori, è
possibile invece che si trattassero di vittime sacrificali) ed il
Palazzo (edificio con un'ampia scalinata, all'interno delle cui
stanze sembra abitassero i sacerdoti, dove venne ritrovata la
famosissima maschera di giada del Dio Pipistrello rubata il
giorno di Natale del 1985 dal Museo Antropologico di Città del
Messico).
Pomeriggio in giro per la città alla ricerca
(improduttiva) di un tappeto ornamentale. Visita alla cattedrale.
(N.B. Abbiamo visto in un negozio alcune statue di ossidiana
-più piccole di quelle acquistate a Teotihuacan- al prezzo
doppio...).
11.02.1997
Navetta per l'aereoporto e volo per TUXTLA GUTIERREZ
(capitale del Chiapas).
Scorpacciata di dolci c/o la Pasticceria consigliata dalla
Guida.
Giornata di transizione. In piazza alla sera c'è una festa di
Carnevale: patetica e con incontri di wrestling ridicoli....
Notte quasi in bianco all'Hotel (?) Casablanca (grazie al
volume del televisore nella hall...!).
12.02.97
Trasferimento in bus (con i bagagli) a CHAPA DE CORZO dove
prendiamo una barca veloce per l'escursione del Canyon del
Sumidero(grande spaccatura lunga circa 35 km dove scorre il Rio
Grijalva).
50 pesos a testa (la barca porta 10-12 persone) per 2 ore
abbondanti di "navigazione".
Con noi salgono 2 ragazzi italiani che si fanno lasciare nel
mezzo del canyon per scalare le rocce a strapiombo che vanno dai
900 ai 1200 metri di altezza.
Al ritorno, piccola discussione per il prezzo del "deposito bagagli" presso uno dei ristoranti vicino al molo, "lievitato" leggermente; colazione in un locale italiano nel centro del paese.
Dopo aver cercato inutilmente il terminal dei bus di linea per S.Cristobal, prendiamo un "combi" privato (che alla fine ci costerà quasi come il biglietto della linea pubblica).
SAN CRISTOBAL DE LAS CASAS (2.100 m, 70.000 ab.) è una
graziosa cittadina coloniale circondata da diversi villaggi
indios Tzotzil, Tzeltal, Chol, ecc.
Lauto pranzo (lasagne, spaghetti e crepes al cioccolato
eccezionali) al Cafè-Restaurant El Teatro, fra i pochi
eleganti della città, deserto all'ora di pranzo.
Passiamo il pomeriggio a zonzo.
Alla sera finiamo a La Parrilla, pagando un occhio della testa
uno spiedino di carne stile steak-house americana.
Scopriamo che dopo le 22,00 c'è un vero e proprio "coprifuoco".
13.02.1997
Combi per San Juan Chamula (10 km a nord ovest di S.C.) dal mercato ortofrutticolo a nord della città; un grande cartello all'ingresso del villaggio avverte che è severamente proibito scattare fotografie in chiesa ed ovunque si svolgano cerimonie religiose. L'autista ci fa scendere presso la piazza del mercato davanti alla chiesa; 2 bambine ci si "incollano" subito addosso (al momento siamo gli unici turisti in giro...) per venderci dei braccialetti colorati. Diamo un'occhiata all'esposizione di prodotti artigianali (niente che non si trovi a San Cristobal) e, dopo essere riusciti a "liquidare" letteralmente le due piccole indie, prendiamo il biglietto per entrare in chiesa all'Ufficio Turistico.
In effetti l'atmosfera è surreale; non è certo come le
chiese che abbiamo visto sino a quel momento; il pavimento
ricoperto di aghi di pino, su entrambi i lati numerose statue con
ognuna le proprie candele accese ed i propri devoti inginocchiati
a piedi nudi a pregare. Alcuni bambini recuperano la cera caduta
per terra.
Un uomo ci viene incontro ed estrae un piattino da sotto la
giacca per un'offerta (che servirà in realtà per la prossima
consumazione al chiosco fuori dalla chiesa....).
Per un momento ripenso a certi templi buddisti
thailandesi...
Ma gli orientali mi sembravano più sinceri nel loro culto...
...Poi usciamo...Fuori solo miseria, atteggiamenti sospettosi e qualcuno un po' invadente alla ricerca di qualche pesos.. quasi dovuto, a giudicare dagli sguardi severi.
Torniamo a San Cristobal per gli inevitabili acquisti al mercatino.
14.02.97
Allucinante trasferimento da San Cristobal a PALENQUE (con
pullman di prima classe della linea Cristobal Colon): il mio
stomaco (e quello della maggior parte dei passeggeri...) deve
essere rimasto al terminal di partenza....
Alla strada tortuosa ed all'autista "cane", si deve
aggiungere un sosta forzata di almeno 30 minuti a causa di un
guasto ad un pullman della stessa linea, nonché un
"pedaggio" da pagare ad un folto gruppo di contadini
che manifestavano a causa del prezzo fatto pagare dal Governo per
l'energia elettrica...
Arriviamo a Palenque verso le 2 del pomeriggio, e l'aria torrida della pianura (umidità media della città durante tutto l'anno 78%!) completa l'opera di distruzione fisica dopo le vicissitudini del viaggio.
Decidiamo di visitare le rovine l'indomani mattina.
Troviamo camera all'Hotel Chablis (140 pesos) con un
eccellente rapporto qualità-prezzo: camera spaziosissima, letto
matrimoniale (e non i due lettoni soliti...), pulizia
impeccabile.
Il centro urbano è abbastanza insignificante, anzi, bruttino.
15.02.97
La scorsa notte ha iniziato a diluviare e non ha ancora
smesso.
Luca ha avuto dei grossi problemi di stomaco (probabilmente i
postumi del trasferimento di ieri...).
Decidiamo di andare lo stesso a vedere le rovine, anche
perché domani abbiamo già prenotati pullman per Villahermosa e
volo per Merida. Spostare tutto di un giorno sarebbe complicato
e, se non smette di piovere, inutile.
Immerso nella giungla lussureggiante, Palenque rappresenta
uno dei principali centri religiosi maya del periodo classico.
Nel periodo di maggior fioritura la città copriva un'area di
circa 35 kmq di cui solo 1 kmq è stato dissepolto (solo 34 dei
circa 500 edifici).
Bellissimo il Tempio delle Iscrizioni; salire i 69 ripidi
gradini è stato cosi' arduo sotto la pioggia battente...
Il nome deriva dalla lunga iscrizione in geroglifico maya
sulla parte posteriore dei muri del tempio che, datata 692 d.C.,
racconta la storia della città e del tempio.
Scendiamo a vedere la tomba di Pakal (la cripta fu scoperta
solo nel 1952), con l'umidità che ci appanna l'obiettivo della
macchina fotografica (e non solo...).
Lo scheletro di Pakal adorno di gioelli e la maschera
mortuaria in mosaico di giada sono stati portati a Città del
Messico (la tomba è stata ricostruita al Museo), ma il coperchio
in pietra del sarcofago è rimasto qui. La lastra di pietra che
chiude la tomba reca l'immagine del Dio circondato da serpenti,
da mostri mitologici, dal dio del sole e da glifi che ne
raccontano il regno. Sul muro sono incise le immagini dei 9
signori degli inferi.
Al centro della piazza visitiamo il Palazzo, con la sua struttura inconsueta ed imponente che ospita un labirinto di cortili, corridoi e stanze, nonché una torre ricca di rilevi in stucco. Sembra che quest'ultima sia stata costruita per consentire al re ed ai sacerdoti maya l'osservazione del sole che tramontava direttamente nel Tempio delle Iscrizioni il 22 dicembre (giorno del solstizio d'inverno).
Poi ci arrendiamo. Luca non si è ancora ripreso completamente, e la pioggia continua incessante. Sembra di essere in una palude. Siamo fradici. Torniamo in albergo.
16.02.97
Lasciamo Palenque sempre sotto la pioggia. Viaggio in autobus per VILLAHERMOSA tranquillo in "pole position" (avevamo prenotato il posto appena giunti a Palenque...). Dal terminal dei bus prendiamo un taxi per l'aereoporto; un giovane poliziotto pattuisce il prezzo con il conducente (50 pesos). Pioviggina.
Volo Villaheromosa-MERIDA. Anche qui piove. E' ormai buio; siamo stanchi. Prendiamo la prima camera che troviamo (è sulla guida, ma è più scadente del previsto...). In compenso ceniamo in uno dei posti più cari del centro (Gino's Pasta e Pizza): quantità abbondante; qualità discreta; prezzo elevato.
Troppi turisti. La città non ci attira particolarmente per fermarvicisi.
Incontriamo le 2 ragazze tedesche che avevano fatto S.Cristobal-Palenque con noi... Il mondo, in fondo, è piccolo...
17.02.97
Abbiamo deciso di non andare ad UXMAL (sig!) perché
continua a piovere; ci dirigiamo subito verso la costa
occidentale, sperando in un tempo migliore. Pullman di 1`classe;
2,30 ore di tragitto per CHICHEN ITZA.
Qui troviamo alloggio al Pyramid Hotel (240 pesos) dopo aver
visionato un paio di altri alberghi con prezzi altissimi rispetto
agli standard di qualità offerti (ma ci renderemo presto conto
che più ci si avvicina a Cancun e peggio sarà....).
Nel pomeriggio visita alle rovine; qui, diversamente dall'interno, il turista-tipo è il classico " da spiaggia" con sandaletti, macchinetta fotografica compatta, qualcuno color mozzarella, qualcuno con un'abbronzatura tropicale...
...Come mi mancano i freakettoni del Chiapas...!
El Castillo è formato dal tempio pre-tolteco (i toltechi
invasero la città Maya dopo il 1100 d.C. e fusero le due culture
introducendo anche il culto di Quetzalcoatl -Kukulcàn in maya-)
sorto attorno all'800 d.C. ed attualmente alto 25 m.
La piramide in realtà non è che il calendario maya costruito
in pietra: ciascuno dei 9 livelli è diviso in due da una
scalinata, formando cosi' 18 diversi terrazzo che ricordano i 18
mesi di 20 giorni dell'Anno Vago. Le 4 scale hanno 91 gradini
ciascuna; se si aggiunge la piattaforma sulla cima si ha un
totale di 365 (i giorni dell'anno). Inoltre, su ogni facciata
della piramide vi sono 52 pannelli lisci che ricordano i 52 anni
della Ruota del Calendario. Durante gli equinozi di primavera ed
autunno (21 marzo e 21 settembre) luce ed ombra formano una serie
di triangoli sul lato della scalinata nord che suggeriscono
l'immagine di un serpente che striscia (si noti la testa del
serpente in cima alla scalinata). Il serpente sembra salire in
marzo e discendere in settembre. Questa illusione ottica dura 3
ore e 22 minuti e fu prevista dagli architetti e dagli astronomi
maya che progettarono El Castillo.
All'interno si trova una piramide più antica che racchiude il
trono del giaguaro rosso con incastonati occhi e macchie di
giada; la stanza interna contiene anche una figura tolteca
chac-mool.
Il Campo principale per il gioco della palla è il meglio conservato ed il più vasto di tutto il Messico; contornato da rilievi che rappresentano giocatori (gli sconfitti venivano sacrificati) possiede un'acustica incredibile: una conversazione ad una estremità può essere udita a 135 metri all'altra estremità e se battete le mani sentite risuonare l'eco.
Il Tempio dei Teschi è ornato di festoni di teschi in rilievo e di aquile che stanno dilaniando i cuori di uomini; anticamente questa piattaforma conteneva le teste delle vittime sacrificali.
Il Cenote Sacro è un pozzo naturale profondo circa 35 metri dove furono rinvenuti, oltre a scheletri umani, magnifici manufatti in oro e giada provenienti da tutte le parti del Messico.
Il Gruppo delle Mille Colonne è costituito dal Tempio dei Guerrieri, dal Tempio di Chac-Mool e dalla Casa del Vapore (o bagno turco) e prende il nome dal grande numero di colonne che ha sulla parte anteriore.
El Caracol (chiamato La Chiocciola dagli spagnoli a causa della forma dello scalone al suo interno) è un osservatorio le cui finestre sono in linea con l'apparizione di certe stelle a date precise.
Nel pomeriggio prendiamo l'autobus per l'ormai sospirata
(finalmente potremo svuotare gli zaini e dormire nella stessa
stanza per più di un giorno...) TULUM; qui giungiamo alla sera
e, dopo aver speso un capitale di taxi per cercare un posto in
uno dei tanti bungalows lungo la spiaggia (lontani 7 km dal
centro, raggiungibili solo in taxi, con un rapporto
qualità-prezzo semplicemente assurdo ed, in più, strapieni...),
prendiamo alloggio nella camera di un alberghetto del centro
citta' (posizione squallida sullo stradone principale, ma camera
grande, pulita, con TV, a.c. e prezzo ragionevole) intenzionati
ad andarcene prima possibile.
18.02.97/22.02.97
Visitiamo le rovine del posto decisamente mediocri rispetto a quanto visto nell'interno, se non fosse per la famosissima fortezza (sicuramente uno dei soggetti più fotografati dell'intero paese...) a picco sul mare cristallino...
Le "orde barbariche" di turisti in shorts provenienti da Cancun e dintorni (moltissimi Americani ovviamente....) ci inducono presto ad andarcene, non prima di essere sorpresi dal "raid" di un acquazzone tipico da queste parti.
Trasferiti (con una navetta Interplaya) a PLAYA DEL CARMEN
(la spiaggia prima di Cancun), tribuliamo mezza giornata per
trovare una camera libera, decente e ad un prezzo accettabile; il
giorno dopo cerchiamo una posto migliore e ci sistemiamo in una
posada gestita da un anziano messicano e consorte.
La stanza non è grandissima, ma è pulita, con TV e a.c..
Pattuiamo 270 pesos (circa 60.000) per le 3 notti che ci restano
da passare in Messico.
Sembra di essere nella Rimini dei ricchi!... Ora sentiamo
parlare italiano...
Tutto costa almeno il 30% più del resto del paese...
Ogni pomeriggio alle 17,00 c'è l'acquazzone di rito (ma la
stagione delle piogge non doveva essere da aprile/ maggio?...).
Alla sera ceniamo in un ristorante italiano (gestito da un romano) piuttosto caro ma, si sa, sono gli ultimi giorni...e possiamo permetterci di spendere qualcosa di più.
Un pomeriggio avvistiamo ancora le 2 tedesche che,
evidentemente, devono avere girato il paese seguendo il nostro
senso di marcia...
Chissà se anche loro penseranno all'altro Messico" che
rimpiangiamo noi...?!....
23.02.97
Volo interno Cancun-Mexico City; lasciamo i bagagli al
deposito dell'aereoporto e prendiamo la metropolitana per lo
Zocalo (avevamo appositamente conservato la piantina con le 10
linee).
Qui c'è un foltissimo e variopinto gruppo folcloristico che
danza di fianco alla Cattedrale.
Un ragazzino mi intervista in inglese per la scuola; faccio la solita figuraccia di non sapere il nome del Presidente della Repubblica Messicana.
Torniamo a fare una scorpacciata di pizza al PIZZA HUT.
Riprendiamo la metropolitana. Si torna.
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